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Come imparare la grafica: la guida completa di Grafigata

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Come imparare graphic design

Ok, ci siamo, dopo anni in cui scrivo su questo blog ho finalmente deciso di sedermi alla scrivania e scrivere una guida completa su come imparare il Graphic Design.

Perché cercando su internet, anche con chiavi di ricerca in inglese tipo “how to learn graphic design” e cose del genere, la verità è che non si trova nulla di veramente utile e pratico.

Proprio per questo, questo articolo sono sicuro che ti piacerà 😉

Ma, prima di cominciare… lascia che mi presenti!

Io sono Lorenzo Miglietta. Sono un Graphic Designer e nel 2014, mentre ero ancora studente, ho creato Grafigata.com, il blog che stai leggendo. Negli anni, attorno a Grafigata è nata una community composta da più di 20mila designer e Grafigata è diventato il blog più apprezzato e più letto sulla grafica in Italia.

Negli ultimi anni, con il Team Grafigata, ho anche creato alcuni dei videocorsi online più avanzati e completi sulla grafica. Come ad esempio ABC Graphic Design, il corso avanzato sulle basi della grafica.

Bene, ora direi che possiamo partire. Sì, ma… da dove?

Da dove partire per imparare la grafica?

Un articolo di questo tipo è ovviamente rivolto a molte persone. C’è chi è ancora uno studente delle superiori, chi è all’Università e chi invece vuole reinventare la sua carriera.

Il punto è che ognuno parte da un punto diverso.

Ma la prima cosa che ci tengo a dire è questa: non puoi minimamente pensare di diventare un buon designer senza studio.

E per studio non intendo solamente gli esami all’Università o cose del genere. Per studio intendo cose come: leggere libri, informarsi costantemente, approfondire, essere curiosi, non accontentarsi mai di quello che già si sa (o si pensa di sapere).

A tal proposito: scopri la lista dei migliori libri di grafica e design divisi per argomento.

Per quanto molti guardino con superficialità al mondo della grafica, ritenendolo un qualcosa di semplice, la verità è che si tratta di una materia estremamente delicata, estremamente approfondita e piena di insidie.

Quindi: studia, sii curioso (che è la caratteristica che reputo più importante per un designer).

Scuola di design: sì o no? Spoiler: se puoi, sì.

Ok, in un articolo su come imparare la grafica non si può non parlare di scuola, di Università o Accademia.

La grande domanda: per imparare la grafica bisogna per forza andare all’Università?

La risposta è dipende.

Ma voglio subito essere chiaro: l’Università, se scelta bene e affrontata con lo spirito giusto è sicuramente la scelta giusta nell’80/90% dei casi.

Questo perché un percorso universitario o accademico, generalmente di tre anni, ti permette di acquisire nel modo migliore il giusto approccio alla materia. Lo stare all’interno di un ambiente creativo, la possibilità di scambiarsi costantemente informazioni e ricevere costantemente feedback, rappresentano ovviamente un vantaggio competitivo rispetto a chi non va all’Università.

Proprio per questo, quando ricevo mail di ragazzi o ragazze in cui mi si chiede se fare o no la triennale io, generalmente, consiglio di sì.

Ma quindi studiare da autodidatta è impossibile?

Assolutamente no! Alcuni dei giovani designer più bravi e di successo che conosco sono sostanzialmente degli autodidatti. Mentre allo stesso tempo, ci sono alcuni miei ex compagni universitari che hanno le competenze ridicole e che probabilmente hanno sprecato tre anni della loro vita a tirare un esame dietro l’altro per prendere un inutile pezzo di carta (per loro).

La verità è che, per diventare un graphic designer, la cosa importante è acquisire le competenze e imparare quello che mi piace definire il “giusto approccio” al design.

Gran parte di queste competenze si possono imparare tranquillamente da soli!

Ci sono risorse online, come questo stesso blog di Grafigata che stai leggendo, che ti offrono una quantità di contenuto gratuito che già di per se va a coprire un buon 60/70% delle competenze base necessarie.

Il resto lo si può raggiungere con videocorsi a pagamento, libri e tanta, tanta pazienza, costanza, allenamento ed esperienza.

Il vantaggio di chi si forma autonomamente è che ha il tempo per fare più esperienze lavorative (anche esperienze di me**a, sì), per fare più progetti personali, per acquisire competenze da adattare immediatamente al mondo del lavoro.

Il grandissimo svantaggio, però, è che è molto difficile avere un percorso di apprendimento ben organizzato, che ti porta dalla A alla Z come invece avviene per chi frequenta un corso triennale.

Quindi, insomma, riassunto:

  1. Sì: è possibile imparare da autodidatti
  2. Sì: è molto più difficile farlo (ed è molto probabile avere delle lacune sulle basi). Ma non è impossibile!

Quale università/scuola scegliere per imparare a fare grafica?

Ritornando sull’argomento Università: una delle domande che più spesso ricevo è “Lorenzo, quale Università mi consigli?“.

Nessuna! Come posso dare consigli su una scelta così importante nella vita di una persona? Inoltre, a un ragazzo figlio di allevatori transumanti della campagna Abbruzzese non posso dare gli stessi consigli che potrei dare alla figlia di due chirurghi di Milano (begli esempi, nè?).

La scelta di quale Università fare per fare grafica dipende, ad esempio, da:

  • Dove vivi e dove sei disposto a vivere?
    Molte delle migliori università, purtroppo, sono al Nord (Milano, in particolare) e questo può essere un problema. Ma comunque ce ne sono molte di estremamente valide anche al sud, sia pubbliche che private.
    Un’altra grande differenza è tra i piccoli paesi e le grandi città. Se vivi già in città sei ovviamente più vicino alle Università;
  • Sei disposto a trasferirti? Nel caso in cui tu non viva vicino alle università in cui vuoi andare;
  • Quanto può spendere la tua famiglia? (Oppure tu personalmente)
    In molti settori, in Italia, le università private non sono poi così meglio di quelle pubbliche. Nel design, purtroppo, non è così. Scuole come IED, NABA, ILAS, eccetera, sono delle eccellenze che ti permettono di formarti in modo più completo rispetto anche ai migliori Politecnici.
    Questo però non deve essere per te un limite, non deve essere un motivo di rinuncia. Non puoi permetterti una rata da 10mila euro l’anno? Beh, per fortuna l’Italia è un paese Europeo e non siamo negli USA: qui le Università pubbliche sono spesso ottime (non tutte, però).

Comunque, al di là di questi aspetti, io consiglio sempre di scegliere un corso il più in linea possibile con quello che vorrai fare nella vita. Se già sai di essere interessato ad una branca molto precisa, come, ad esempio può essere il Motion Design, vatti a cercare un corso specifico sull’argomento.

Se invece hai le idee più confuse o pensi di aver bisogno di una formazione più completa ma anche più generalista, allora punta su un percorso triennale (come i classici corsi di “Design della Comunicazione” o corsi di questo tipo).

La cosa fondamentale, comunque, è studiare

Come dicevo prima, conosco ottimi designer che si sono formati da soli e pessimi “designer” che hanno solo un pezzo di carta in più nel curriculum e poche, reali competenze.

La differenza, qualunque sia il tuo percorso di studi, la fa l’impegno che ci metti a studiare per i fatti tuoi.

Questa è una cosa che tengo moltissimo a sottolineare: anche se frequenti un’Università, Accademia o Scuola che sia, devi comunque approfondire da autodidatta, se vuoi diventare un buon graphic designer.

Ma cosa bisogna studiare, quindi?

Che cosa studiare? Cosa bisogna sapere per essere dei buoni graphic designer?

Ok, studiare è fondamentale, è vero. Ma cosa studiare? Vediamo insieme i macro-argomenti su cui dovrai focalizzare il tuo studio nei prossimi mesi e anni.

Per ogni punto ti rimanderò ad altri articoli che ho scritto su Grafigata, in modo che tu possa salvarteli tra i preferiti o iniziare subito a leggere 😉

🖋 Il disegno (bisogna per forza saper disegnare?)

Spesso, quando si parla di Graphic Design o di Design in generale, si finisce a parlare anche di disegno. Il disegno è uno strumento che, infatti, può essere estremamente importante per un progettista.

Un designer deve saper disegnare quindi? Risposta breve: no.

Ne avevo anche parlato in questo vecchio articolo. Dipende da cosa si intende per “saper disegnare“.

Se per “saper disegnare” tu intendi dipingere quadri, fare disegni a matita iperrealistici, ritratti perfetti o illustrazioni meravigliose, allora la risposta alla domanda iniziale è un secco: no, non è necessario.

Tutto ciò non c’entra nulla con il design. Infatti il design non è arte, non è la produzione di un singolo pezzo unico. Il design è la progettazione di qualcosa, un oggetto, un manifesto, un sito web, pensato per essere prodotto in serie e utilizzato da molte persone diverse. Ed è la progettazione di un qualcosa che deve servire un determinato obiettivo.

Certo, se l’obiettivo è proprio quello di creare un’illustrazione fatta bene o un disegno figo da usare all’interno di un progetto, beh, in quel caso essere bravo a disegnare è estremamente utile.

Quello che invece è estremamente importante per tutti i designer è la capacità di sfruttare il disegno per trovare idee, per testarle rapidamente e per concretizzarle. Insomma: deve saper fare bozzetti, deve saper fare sketching.

Un designer deve usare il disegno come strumento al servizio della creatività. Più sei bravo a fare schizzi e bozzetti, più velocemente le tue idee fluiranno su carta.

Per approfondire, ti rimando a questo vecchio articolo che ho scritto sull’argomento.

📐 La composizione grafica

La prima e primaria conoscenza da ottenere è quella di capire come funziona la composizione grafica e, cioè, la progettazione di un layout.

La composizione, o la disposizione degli elementi grafici all’interno del “contenitore” prestabilito, è infatti uno degli elementi principali della grafica.

Questo “contenitore” può essere una pagina fisica come quelle di un libro, rivista o volantino ma anche quella di un poster pubblicitario. Ma può essere anche un documento di un software, o la pagina di un sito web.

Progettare il layout di una pagina significa usare testi e immagini per raccontare una storia, trasmettere un messaggio o comunicare qualcosa.

Layout e griglie

Il layout può essere di due tipi: può essere un layout a griglia o un layout a griglia libera.

Il layout basato su una griglia è basato, ovviamente, su una struttura di griglie grafiche.

Le griglie grafiche, in pratica, sono una suddivisione dello spazio di lavoro tramite linee verticali ed orizzontali volta ad organizzare gli spazi e delimitare gli elementi che andranno a comporre un progetto.

Una griglia quindi non è un insieme casuale di linee fine a se stessa. Serve ad organizzare gli elementi che vengono posizionati sulla pagina.

Esempi di layout progettati usando griglie grafiche sono: libri, riviste, quotidiani, lettere, documenti, siti web, eccetera.

Per approfondire: Guida per designer alle griglie grafiche.

Molti layout, però, non sono costruiti basandosi su strutture di griglie predefinite, ma sono a forma libera.

Certo, in questo tipo di layout si lavora comunque con linee guida ed allineamenti, si ha comunque l’obiettivo di generare qualcosa di armonioso, equilibrato e bilanciato, ma lo si fa in modo libero, senza griglie pre-costruite. In questa sequenza di slide estratta dal corso ABC Graphic Design si vede esattamente cosa intendo:

In pratica, nei layout a forma libera, se il contenuto cambia, cambia anche la struttura e la composizione. E le griglie vengono comunque usate ma solo per allineare diversi elementi tra loro.

📜 Le lettere (font e tipografia)

Un altro elemento fondamentale della grafica è l’utilizzo delle lettere e, cioè, la tipografia.

Per Tipografia, ovviamente non intendo l’officina o negozio fisico in cui si vanno a stampare i prodotti, intendo la materia della Tipografia, ovvero lo studio dei caratteri tipografici e dell’impaginazione dei caratteri sulla pagina.

I caratteri sono, nella grafica, come i mattoni nell’architettura, gli atomi nella fisica o i numeri nella matematica.

Sono, insomma, la base della materia grafica.

Alcuni storici lavori del grande designer Herb Lubalin. Maestro della Tipografia.

Il “Type” contribuisce a trasmettere la prima impressione di ogni progetto e di ogni pagina. È importante perché l’osservatore viene condizionato dal tipo di tipografia utilizzata, ancora prima di leggere il contenuto.

Un carattere tipografico, infatti, trasmette delle emozioni e ha una personalità.

Può essere amichevole o aggressivo, può trasmettere un aspetto tradizionale ed elegante oppure moderno e sintetico, può apparire femminile o maschile e via così.

Un buon designer, è colui che è capace di utilizzare al meglio i caratteri tipografici. Non solo sapere come scegliere quello giusto, ma anche come gestirlo all’interno del progetto, in base al tipo di messaggio che si vuole trasmettere.

Ecco alcuni articoli di Grafigata che ti possono essere utili a riguardo:

E anche questo video su 7 consigli base della Tipografia:

 🖼 Le immagini

Le immagini sono uno dei 3 elementi chiave della grafica assieme a lettere e colori.

Certo, ovviamente dire “devi studiare le immagini” non ha molto senso, perché “immagini” è una categoria che copre una marea di concetti diversi.

Ti vado quindi a fare un rapido elenco delle cose principali, all’interno dell’argomento “immagini” che dovrai studiare e conoscere per imparare la grafica e diventare un designer.

La teoria della percezione e la psicologia della Gestalt

Ogni segno, ogni forma e ogni simbolo, generano all’interno del nostro cervello una determinata reazione ed emozione. Studiare i motivi e le dinamiche di queste reazioni è di fondamentale importanza per un designer, perché ti aiuterà a capire il miglior modo per comunicare quello che vuoi comunicare, attraverso le giuste scelte visive.

A proposito della Gestalt, questa è una mia lezione estratta dal corso ABC Graphic Design in cui ti spiego cos’è e come si applica alla grafica:

Gli aspetti tecnici delle immagini digitali

Ad esempio, proprio partendo dalle basi: la differenza tra un’immagine raster e un’immagine vettoriale, che cos’è il formato vettoriale e quali sono i vari formati delle immagini.

Come posizionare le immagini su una pagina.

All’interno del corso di ABC Graphic Design dedichiamo parecchie lezioni su questo argomento. Perché in base a come un’immagine viene posizionata su una pagina, assume un significato completamente diverso.

Le varie tipologie di “immagini”

Probabilmente, quando hai letto che dovevi studiare le immagini, la prima cosa che hai pensato erano le fotografie e le illustrazioni, giusto?

Ma immagini sono anche icone, pattern, texture e loghi. Tutte tipologie di immagini da conoscere e comprendere (ad es.: guida su come creare un logo per approfondire il mondo del logo design)

Questi, ovviamente, sono solo alcuni degli aspetti da considerare. Ma rappresentano sicuramente un ottimo punto di partenza 😉

🎨 I colori

L’ultimo macro-argomento da affrontare per poter imparare a fare grafica, sono i colori.

Così come le lettere e le immagini, anche i colori influenzano enormemente la nostra percezione delle cose.

Un’efficace infografica relativa alla psicologia dei colori nei loghi. Da Visual.ly

Noi umani, infatti, associamo, ad ogni colore determinate emozioni legate sia al colore stesso sia al contesto all’interno del quale interagiamo con quel colore.

Se vediamo il colore verde immediatamente lo associamo alla natura, alle piante e a queste cose qua. E quindi ci trasmette calma, pace, freschezza.

Possiamo però associarlo anche a un brand, o ad una ideologia politica in base alle nostre personali esperienze.

Tutto ciò è, sostanzialmente, la Psicologia dei colori.

All’interno di questo articolo su come scegliere i colori per un logo, ho proprio descritto, colore per colore, quali emozioni associamo a ciascuno di essi.

Un altro degli articoli di Grafigata che potrebbe esserti utile è quello su come scegliere una palette di colori per i tuoi progetti.

🖨 Le basi delle tecniche di stampa

Un altro aspetto fondamentale da conoscere e da studiare è il mondo della stampa e quali sono le sue regole e le sue tecniche.

Come ha scritto Stefano Torregrossa, in un commento a questo articolo condiviso su Facebook, “il designer è un pezzo di un processo, ciò che produce va inserito in un flusso di produzione che prevede delle regole“.

E questo è valido sia per chi lavora per fare grafica per la stampa, sia per chi lavora per fare grafica per gli schermi (che richiedono due tipi di sistemi di colore diversi, ad esempio: CMYK e RGB).

Il mondo della stampa, in particolare, richiede conoscenze molto specifiche e tecniche che spesso, molti giovani designer tendono a sottovalutare o a non considerare, lavorando principalmente solo al computer.

Ti consiglio di partire, per comprendere bene le basi dell’argomento, da questi articoli:

💻 I software

Molti principianti pensano che per imparare a fare grafica basta saper usare qualche programma come Photoshop. Ma non è affatto così, come hai potuto vedere nei paragrafi precedenti.

I software sono degli strumenti. Sono, per un designer, come le forbici e il pettine per un parrucchiere o il martello e la sega per un falegname. Certo, vanno saputi usare bene ma rimangono pur sempre degli strumenti.

Nel design, il grosso del lavoro è svolto a livello mentale, sfruttando la creatività. E i software sono degli strumenti per trasformare quelle idee in realtà. Ma non sono il fine.

Ok, quindi, che software bisogna imparare per fare grafica?

Il consiglio base è quello di partire dal trio: Photoshop, Illustrator, InDesign (o programmi che ricoprano lo stesso ruolo, come quelli di Affinity).

Se non hai idea di che cosa siano e a cosa servono, ti consiglio di andarti a leggere la guida base sui 3 software Adobe che ho scritto qui su Grafigata. Qui sotto c’è un riassunto:

La ricetta finale: mettere tutto quanto insieme

Una volta che avrai imparato le basi riguardo tutti questi argomenti, non potrai certo fermarti, no?

Dovrai imparare a “mettere tutto quanto assieme”, a creare le TUE ricette e a distinguerti come designer. Ecco, a tal proposito 3 consigli finali che ti do per la tua carriera come designer:

Sperimentare e continuare a studiare

L’ho già scritto poco più su ma lo ripeto: un designer che smette di studiare non è un vero designer.

O meglio, è un designer che accetta consapevolmente di peggiorare, a livello di creatività e competenze, anno dopo anno.

Perché il graphic design è uno di quegli ambiti lavorativi strettamente collegati e dipendenti dalle tecnologie (come avevo scritto in questo articolo) e le tecnologie cambiano sempre, costantemente. Allo stesso modo, quindi, per rimanere al passo devi aggiornarti, stare sul pezzo.

E, oltre a studiare, il consiglio che ti do è quello di sperimentare sempre. Sperimentare nuove tecniche, nuove tecnologie, nuovi metodi. Non ti accontentare!

Fare progetti personali

Un modo per poter sperimentare è quello di fare tanti, tanti, tanti progetti personali. Chi mi segue da tempo, sia qui sul blog che sugli altri canali social come YouTube, sa bene che questo è un argomento su cui insisto parecchio.

Cavolo, fare progetti personali credo che sia uno dei consigli più importanti e preziosi che io possa darti.

Sono un modo per migliorarti, per sperimentare e per imparare. Ma non solo! Sono anche un modo per mantenere viva la passione per la grafica. Che per un lavoro come il nostro, in cui si ha spesso a che fare con clienti o progetti che non ci permettono la totale libertà creativa che vorremmo, è fondamentale.

Se vuoi approfondire il discorso e avere qualche consiglio su quali progetti personali fare, leggi questo mio articolo 😉

Divertirsi e amare quello che si fa

Credo che quest’ultima sia la vera chiave che distingue un vero designer professionista da un “curioso”, da un amatore della grafica.

Il modo per riuscire a sopportare le difficoltà di un lavoro creativo come quello del designer è solamente quello di amare profondamente la grafica e divertirsi a imparare, a sperimentare e a creare.

Ok, l’articolo è fantastico. Ma… come faccio a imparare tutto ciò?

Ti ho detto chiaro e tondo, nel corso di tutto l’articolo, che il modo per imparare davvero la grafica è studiare anche in modo autonomo.

Quindi, sia che tu stia studiando da autodidatta o stia frequentando un’università/accademia/corso/master, il modo migliore per costruire delle competenze a prova di proiettile è quello di studiare ANCHE in modo autonomo.

Voglio quindi darti 3 enormi risorse per poterlo fare:

  1. Leggi tutti gli articoli di questo blog.
    Negli anni ho scritto decine e decine articoli sulla grafica e sul design. Sono gratis. Sono approfonditi e spiegati bene. Sono lì, pronti per essere letti. Cavolo, approfittane! 🙂
    Iscriviti anche alla newsletter di Grafigata per ricevere video, contenuti e pillole grafiche e rimanere aggiornato sui nuovi contenuti e le novità dal mondo della grafica.
  2. Leggi libri. Leggi tanti libri.
    Chi mi segue da tempo lo sa bene: sono un grandissimo fan della lettura (amo scrivere e amo leggere).
    Credo che sia il modo migliore per migliorare le proprie competenze e crescere come professionisti.
    Ovviamente, bisogna sapere anche cosa leggere e bisogna leggere le cose giuste.
    Traaanquillo, anche sta volta so come aiutarti. Con la lista dei migliori libri di grafica e design suddivisi per argomento (all’interno di questa pagina trovi anche due video in cui parlo dei 16 libri che ogni designer dovrebbe leggere).
  3. Infine… iscriviti al nostro corso ABC Graphic Design.
    Si tratta del nostro corso best-seller che ti va ad insegnare, in modo approfondito e dettagliato, le basi della grafica.
    Si tratta di un corso di più di 65 video-lezioni per un totale di circa 10 ore di lezioni, all’interno di un’area membri a cui potrai accedere per sempre e vedere i video in qualunque momento.

Trovi tutte le informazioni su ABC Graphic Design su questa pagina qui!

 

Conclusioni

Ok, in questo lungo articolo ti ho parlato di molte cose, linkandoti molti articoli e risorse per approfondire.

Mi sono dimenticato qualcosa? Ci sono cose che vorresti aggiungere o che pensi altri designer dovrebbero sapere? Scrivile qui sotto nei commenti! Aggiornerò nel tempo l’articolo con i tuoi feedback 🙂

Alla prossima,

Lorenzo.

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