Creare un logo. La guida completa di Grafigata al Logo design

Creare un logo. Chi è che ha bisogno di un logo? Semplicemente ogni azienda sul pianeta Terra.

E chi si occupa di creare un logo? Tu, graphic designer.

Questo articolo vuole essere un modo per condividere tutto quello che so sul creare identità aziendali. E se tu, da graphic designer, come me, sei sempre interessato a migliorare le tue conoscenze e competenze, allora amerai questo articolo.

Questa guida al logo design è presentata da Logo-Hero, il gruppo sul logo design e (a brevissimo) il corso più completo su come creare un logo. Puoi accedere gratis al gruppo privati, cliccando qui.

Ma chi sono e per quale motivo dovresti ascoltare i miei consigli?

Sono Lorenzo Miglietta e ormai da 3 anni ho creato Grafigata.com, il blog su cui stai leggendo queste righe, con l’obiettivo di condividere conoscenze, ispirare altri designer e sprigionare creatività.

Nel tempo, Grafigata è diventato uno dei siti web di riferimento nel mondo del graphic design italiano.

Ok, ma cosa ne sai Lorenzo su come si fanno i loghi?

Il logo design è la mia specialità. La mia nicchia, quello su cui ho conoscenze più profonde e, anche, quello in cui sono più bravo, credo 🙂

E ti sto proprio per raccontare tutto (o quasi) quel che so sul logo design e su come progettare un logo efficace.

 

Tra il 2012 e il 2013 mi sono avvicinato al mondo del branding, affascinato da quello che si poteva nascondere dietro un semplice simbolo.

Una mela morsicata stilizzata poteva raccontare una storia. Un banale testo poteva racchiudere elementi nascosti. Una forma poteva essere molto di più di una semplice forma.

Scoprii il mondo dei simboli e dei loghi.

Ne fui semplicemente affascinato.

Iniziai a studiare i grandi maestri come Massimo Vignelli, Paul Rand, Peter Behrens e tanti altri per cercare di capire come raggiungere un giorno i loro risultati.

Mi si spalancò un universo di conoscenze all’interno del quale non ho mai smesso di esplorare.

In questi anni ho potuto imparare moltissimo, sperimentare e lavorare a varie immagini aziendali.

Ora ti sto per raccontare tutto, tranquillo.

Ma la prima cosa che voglio dirti, una delle prime cose che ho imparato, è questa:

Chiunque può creare un logo, non tutti possono creare quello giusto

Creare un logo è facile.

Lo so, lo so, non dovrei dire ad alta voce una cosa del genere. Che poi i clienti se ne rendono conto e smettono di dare lavoro a tutti noi grafici!

Però, è così. Creare un logo è facile.

Basta saper usare una matita e un foglio di carta, no? Se poi si usa anche un software come Illustrator allora chiunque può creare un logo.

Già.

Il punto, però, è saper creare quello giusto. Quello è tutto un altro discorso.

Perché chiunque può creare un logo ma non tutti possono creare quello giusto, quello più adatto, più efficace e duraturo.

Quando un designer crea un logo non crea una “forma carina” che stia bene sul biglietto da visita o sull’immagine della pagina Facebook. No. Quello che fa è lavorare ad una sintesi di tutto quello che quel logo deve rappresentare.

Un logo, infatti, è come la punta di un Iceberg.

Un logo è come la punta di un Iceberg

Uso spesso questa metafora per parlare di logo design e di branding.

Hai presente gli iceberg? Sono quei blocchi giganteschi di ghiaccio galleggianti nell’Oceano Artico ed Antartico.

La caratteristica più interessante degli iceberg, e quella più pericolosa (vedi Titanic), è che la percentuale più grande della massa di ghiaccio è al di sotto del livello del mare.

La parte visibile di un Iceberg è solo una minima parte dell’Iceberg stesso che invece è enormemente più grande.

Questo cosa c’entra col logo design?

Perché la stessa cosa avviene nel rapporto tra logo e branding.

Il logo è la parte visibile dell’iceberg.

Il brand è l’intero iceberg.

Il logo quindi diventa la parte visibile del brand. È la parte che riassume tutto il brand, tutto l’iceberg. La parte che ne racconta, in modo sintetico, la sua massa enorme.

Se il logo “non si vede” allora il brand diventa invisibile.

Il logo quindi, deve essere efficace. Deve essere quello giusto.

E come si fa a progettare un logo efficace? Vediamolo.

Come creare un logo efficace

Questa è la parte di questa guida più difficile da scrivere.

Perché? Perché l’efficacia di un logo non è facilmente misurabile in numeri. Non esiste una scala da 1 a 10 per determinare, che ne so, se il logo IBM sia più efficace di quello della Marvel Comics.

L’efficacia di un logo dipende dalla sua capacità di esprimere l’intera anima ed essenza dell’azienda.

Se lo fa è un logo efficace, se non lo fa, ovviamente, non lo è. E se lo fa solo in parte è solo parzialmente efficace.

Un buon design può sicuramente raggiungere gli obiettivi prefissati nel design brief, ma creare un vero logo iconico è un altro discorso. Deve essere semplice, appropriato, distintivo, durevole, memorabile ed adattabile.

Ricorda che, in ogni campo, bisogna conoscere perfettamente le regole prima di poterle rompere, aggirare o superare. Anche nel Logo design.

Andiamo quindi a vedere quali sono le caratteristiche che deve avere un logo efficace

1. Deve essere semplice (ma non banale)

Puntare sulla semplicità nella costruzione di un logo permette di ottenere qualcosa che sia facilmente riconoscibile e identificabile.

In un logo, ogni elemento deve avere un senso, un ruolo per preciso.

Non si dovrebbero inserire decorazioni superflue. Cose come ghirigori, frecce, cerchi o linee, se non hanno un senso, non hanno alcun ruolo all’interno del design.

Uno dei loghi più semplici ed allo stesso tempo più efficaci e geniali di sempre è, secondo, me quello della FedEx, progettato da Lindon Leader nel 1994.

Questo logo, in realtà un rebranding del precedente “Federal Express”, punta al cento per cento sulla semplicità più estrema. Lo stesso nome viene abbreviato, per semplicità.

Ma hai già notato qual è la cosa geniale di questo logo?

No, non è una semplice, banale, scritta. Al suo interno racchiude l’intero significato di un’azienda che si occupa di distribuzione. Già, c’è una freccia, ovviamente voluta.

Una semplice, sintetica freccia verso destra che trasmette dinamismo e velocità. Velocità, come veloci sono le consegne FedEx. Fantastico.

Uno dei loghi più belli e intelligenti di sempre.

2. Deve essere appropriato

Un logo efficace deve essere adeguato al pubblico con cui l’azienda avrà da interagire, ovviamente.

Non solo, il logo deve anche essere coerente con quello che l’azienda vuole trasmettere e con quello che offre e che vende.

Stai progettando un logo per un avvocato? Allora probabilmente un logo “divertente” non è adeguato.

Logo per un ristorante vegano? Magari è meglio evitare disegni con cosce di pollo e bistecche.

E via così.

Questo però non vuol dire che si debba per forza rappresentare quello che un’azienda vende.

Anzi, ricorda che un logo è sempre meglio quando non racconta in modo semplicistico quello che vende l’azienda. 

Sempre evitare la banalità: se un’azienda vendesse lamponi e il loro logo fosse un lampone sarebbe un po’ banale, non credi?

L’appropriatezza di un logo è subordinata alla sua capacità di raccontare quello che deve raccontare.

Infatti…

3. Deve saper raccontare qualcosa

Questo è uno degli aspetti del Logo design che più mi affascina e su cui sono più convinto.

Un buon logo non deve essere “carino”, deve essere capace di raccontare una storia.

Un buon logo non deve essere 'carino', deve essere capace di raccontare una storia.Click To Tweet

E deve saperlo fare nel modo più efficace possibile.

In questo caso, per spiegarti cosa intendo dire, voglio portare come esempio quello del mio logo personale.

Visto così, si tratta semplicemente di quattro quadratini disposti in verticale, in modo piuttosto armonioso.

In realtà dietro questi quattro quadratini c’è una lunga storia (che avevo spiegato qua). Rappresentano le scintille di creatività che vengono sprigionate una volta che si inizia a pensare al di fuori della scatola.

Ma cos’è la cosa importante che puoi imparare da questo esempio?

È un logo che racconta una storia. In questo caso, la mia.

E un logo che racconta una storia ha sempre qualcosa in più rispetto ad un banale alberello con un cerchio intorno, per dire.

Nella sua semplicità, il logo di Amazon, ad esempio, racconta una storia: la freccia del logo va dalla a alla z. Ovvero: su Amazon trovi tutto, dalla a alla z. Semplice, efficace e con una storia dietro rappresentativa dell’azienda.

4. Deve essere versatile ed adattabile

Un logo deve essere versatile e adattabile su qualsiasi forma o superficie (o perlomeno sulla maggior parte). Deve poter essere stampato su un biglietto da visita o su un telone alto 30 metri senza perdere di consistenza e valore.

Cosa vuol dire questo nella pratica?

Vuol dire che quando si progetta un logo bisogna considerare tutte quelle che saranno le potenziali applicazioni di quel logo. Come verrà usato? Su quali superfici verrà stampato? Verrà usato solo online o su schermi?

In base a ciò, bisogna progettare di conseguenza.

Ad esempio, creare un logo che utilizza solo sfumature di colori può funzionare alla grande su schermo ma risultati completamente inefficace una volta stampato. Non potrà essere stampato in bianco e nero, inciso, cucito, stampato in rilievo eccetera.

Quindi un logo deve funzionare in bianco e nero per essere efficace? In questo mio articolo ero giunto alla conclusione che non è per forza così, ma che per renderlo veramente efficace ed adattabile in ogni situazione si dovrà procedere a crearne diverse versioni.

Come ad esempio hanno fatto i designer che hanno lavorato sul logo di Instagram:

Guarda questo video di qualche tempo fa per vedere cosa c’è dietro la progettazione del logo di Instagram:

Due articoli da leggere a proposito di rendere adattabile un logo:

5. Deve sapersi distinguere

Un logo efficace è un logo che si distingue facilmente da tutti quelli concorrenti.

Può essere dovuto al suo stile particolare, all’efficacia delle forme, alla storia che racconta ma anche al suo colore o al naming del brand.

Ma non c’è dubbio: un logo efficace è un logo che si distingue.

Un logo efficace è un logo che si distingue.Click To Tweet

Ma come si crea un logo distintivo?

La migliore strategia che tu possa attuare è quella di puntare fin da subito su un design del logo che sia già di per sé riconoscibile. Ovvero che anche solo la sua forma o il suo contorno lo fanno venire in mente.

Per fare ciò inizia a lavorare ad un progetto di logo design sempre usando solo il bianco e nero. La scelta del colore è qualcosa che verrà in seguito. Questa “tecnica” ti aiuterà a lavorare meglio sull’idea invece che sull’estetica e le decorazioni. Proprio perché il forte contrasto tra bianco e nero enfatizzerà la cosa.

Per spiegare cosa intendo dire con logo semplice e distintivo, questo è il logo che ho realizzato per la startup Baarca:

 

Perché questo logo è distintivo? Perché ha linee semplici. Linee semplici e riconoscibili che raccontano la storia dell’azienda: produzione di barche fatte a mano con l’aiuto della tecnologia CAD e degli incastri avanzati.

È inoltre distintivo perché la forma, il contorno del logo, sono qualcosa di molto diverso rispetto alla maggior parte dei competitor nel settore di riferimento.

Un logo, comunque, non si deve per forza distinguere attraverso la forma e basta.

Un logo, e quindi il brand di riferimento, può portare un’azienda ad emergere e distinguersi anche tramite scelte di colori, di font, di packaging, di design dell’immagine coordinata, del sito web, eccetera.

 

Ok.

Queste erano le caratteristiche più importanti che deve avere un logo per essere efficace, duraturo e memorabile. Ma ora andiamo ad affrontare il capitolo della progettazione vera e propria.

Logo design process: l’importanza dell’avere un processo creativo

Un logo si crea attraverso tutta una serie di fasi molto importanti.

Si progetta. Non si apre Illustrator e si inizia a provare un po’ di cose scopiazzando qua e là.

La creazione di un logo efficace ha bisogno di un processo creativo.

Avere un processo creativo ben definito, un percorso da compiere dall’inizio alla fine è estremamente importante per arrivare a fare un lavoro di qualità.

In questo video, ad esempio, ho mostrato quello che è un processo creativo “tipo” con cui si affronta la progettazione di un logo:

Ma ricorda…

Non esiste un unico processo creativo

Questa è la prima regola di quando si progetta un logo: non esiste un procedimento standard di workflow per tutti i progetti.

Non c’è un processo creativo “perfetto” che va bene in ogni caso.

Ogni progetto di logo design richiede approcci e workflow differenti.

In certi progetti la parte della ricerca di idee può dover coinvolgere molte persone, in altri si può procedere lavorando su un’immagine di partenza, in altri ancora si hanno vincoli ben precisi dal cliente.

L’importante è sapersi adattare.

Ma ancora più importante è conoscere bene quelle che sono le fasi di progettazione di un logo.

A seconda del percorso che si intraprende, queste fasi diventeranno più o meno importanti. Ma saranno sempre presenti.

Come creare un logo: le fasi di progettazione di un logo

Andiamo quindi a vedere quelle che sono le fasi principali all’interno del processo creativo di creazione di un logo.

[Fase 1] – Design brief

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Questa è sempre la prima fase in ogni processo di creazione di un logo.

Si parte sempre dal brief. Ed è anche una delle fasi più importanti. È una fase cruciale in cui il designer deve comprendere al meglio le necessità del cliente e del progetto.

Le necessità del cliente, esatto, non solo quelle meramente estetiche del designer. In ogni progetto che affronti come designer, infatti, devi interagire con altre persone, con il cliente.

Questi clienti possono essere sia persone nuove nel mondo del business che persone le quali vivono nel mondo del business da anni.

Alcune di queste persone avranno già conoscenze di design o avranno già collaborato con dei designer ma, nella maggior parte dei casi non è così. È quindi tuo compito guidare il cliente nel processo creativo, che sia quello della creazione di un logo, di un manifesto, di un oggetto promozionale, di un packaging o di una campagna pubblicitaria.

Uno degli aspetti fondamentali all’interno del processo creativo è il fare le giuste domande subito, all’inizio, per evitare fraintendimenti futuri. Insomma, bisogna fare un brief efficace!

Perché e quando fare il design brief?

In questo mio articolo dedicato al design brief, ho proprio parlato di questi aspetti e di quali domande fare in un design brief.

Ma quello che voglio sottolineare in questo articolo sono alcuni aspetti chiave del design brief:

  • Il design brief va fatto subito.
    Perché subito? Perché, innanzitutto, dimostri la tua professionalità, cercando di capire prima le necessità del cliente invece di fornire il “prezzo al chilo” per un logo. Ma inoltre puoi capire immediatamente se quel progetto o quel cliente fa per te oppure no. Non con tutti i clienti, infatti, è bene lavorare come designer freelancer.
  • Per svolgere un lavoro di qualità e, soprattutto, evitare incomprensioni, il brief deve comprendere più domande possibile.
    Non aver paura di “spaventare” il cliente con troppe domande. In realtà è l’opposto: qualunque persona ha una voglia matta di parlarti dei suoi progetti e della sua attività. Sta a te riuscire ad estrapolare tutte le informazioni necessarie alla costruzione di un logo che rappresenti tutto quello di cui ti parlerà il cliente.

Se vuoi vedere una lista di domande da fare in un design brief, ti consiglio di leggere questo articolo che ho scritto. Puoi aprirlo in un’altra scheda, o salvarlo nei preferiti così da riprendere questa lettura 😉

[Fase 2] – Brainstorming e ricerca

Subito dopo il brief, avviene la fase di ricerca delle idee, il brainstorming.

Il brainstorming, letteralmente “tempesta (di idee) sul/nel cervello” è una fase molto importante su cui, spesso, i designer non si focalizzano abbastanza.

La ricerca di idee può essere svolta in moltissime modalità diverse, come ad esempio:

  • Lista di parole chiave, cioè fare delle liste di parole chiave, tutte quelle che vengono in mente, relative al progetto che si sta affrontando, all’azienda, a tutto quello che è emerso dal brief
  • Mind map (mappa mentale) di parole chiave e concetti emersi dal brief. In questo video ti mostro nel dettaglio come fare:
  • Fare associazione di immagini e/o ricerca di immagini inerenti al progetto
  • Creare delle moodboard con le immagini, i colori e i concetti che hai trovato
  • E molti altri modi in cui combinare e mischiare queste modalità

Fare un buon brainstorming, senza fretta, lasciando fluire la creatività, è importante specialmente per affrontare al meglio la fase successiva. Probabilmente la più importante.

[Fase 3] – Sketching

Lo sketching è la fase di ricerca di idee in cui ci siede alla scrivania, si prendono dei fogli e si iniziano a disegnare possibili idee.

Fermo.

Non osare saltare o sottovalutare questa fase.

Conosco molti giovani designer e studenti che pensano che per creare un logo basta aprire Illustrator e iniziare a smanettare un po’.

In realtà ogni buon progetto di logo design deve assolutamente partire dalla fase di sketching.

Ogni buon progetto di logo design deve assolutamente partire dalla fase di sketching.Click To Tweet

E questo non lo dico io perché ho deciso che si-deve-fare-così.

No, lo dico per aiutarti a costruire un logo efficace ogni volta che ne devi progettare uno!

Lo sketching è infatti, in assoluto, la fase più importante nel processo creativo.

È attraverso il disegno manuale che arrivano le migliori idee. È attraverso lo sketching che sono nati i più grandi loghi e progetti della storia del graphic design.

Per ogni grande maestro designer, il disegno manuale è sempre stato cruciale.

Questo perché non esiste ancora una soluzione tecnologica che garantisca la stessa fluidità e libertà di pensiero che ti danno una matita e qualche foglio di carta.

In questo video, direttamente dal corso Logo-Hero, ti mostro quanto lo sketching sia importante e ti do anche alcuni consigli pratici per affrontarlo nel modo migliore:

[Fase 4] – Costruzione vettoriale

Una volta identificato un disegno su cui puntare, qualcosa che convince di più, è il momento di vettorializzare quell’idea.

Per fare ciò bisogna usare un software di grafica vettoriale, il più usato è Adobe Illustrator.

Saper usare in modo preciso ed avanzato Illustrator ti permette non solo di svolgere questa fase nel modo più veloce possibile ma anche di trasformarla in una fase creativa. Una volta che si conosce bene il software, questa fase non è più solo esecutiva ma creativa.

Infatti, durante la fase di costruzione vettoriale, si perfeziona l’idea proveniente dalla fase di sketching. Si modifica e si migliora il disegno, si fanno varie versioni dello stesso logo, si provano diversi accostamenti, diverse forme.

Ma scusa Lorenzo, un logo non si può progettare anche con Photoshop?

No. E in questo video di Marco Agustoni, che lavora assieme a me ed Emanuele Abrate a Logo-Hero, ti spieghiamo perché:

[Fase 5] – Scelta di font e colori

Questa fase, in realtà, comprende due “sotto-fasi”: la scelta del font e la scelta dei colori.

Voglio partire parlando della scelta del font, in quanto comprende alcuni aspetti che possono creare confusione.

La scelta del font per un logo

La scelta del carattere tipografico, all’interno di un processo di branding, è di cruciale importanza. Il font non è qualcosa che accompagna un logo ma parte integrante di esso.

Il font non è qualcosa che accompagna un logo ma parte integrante di esso.Click To Tweet

Una buona scelta del font è qualcosa che può determinare la riuscita o il fallimento dell’intero progetto.

E questo è, ovviamente, un consiglio ancora più valido in tutti quei casi in cui il logo è di tipo tipografico, ovvero è composto solo dalla scritta, il logotipo. Mi vengono in mente i vari FedEx, Google, eBay, Calvin Klein… ma la lista potrebbe essere infinita.

Questo perché, come spiego bene in questo articolo (tra i più letti di Grafigata), i caratteri hanno un’anima, trasmettono un determinato umore e possono raccontare una storia.

Il font che andrai a scegliere per il logo su cui stai lavorando, quindi, dovrà essere perfettamente in linea con il resto dell’immagine. Sia in termini di forme, spessori e dimensioni, sia dal punto di vista del messaggio trasmesso.

Il font deve rafforzare il messaggio del logo, non indebolirlo o annacquarlo.

Il font deve rafforzare il messaggio del logo, non indebolirlo o annacquarlo.Click To Tweet

La scelta del colore di un logo

Così come i font e le forme, anche i colori trasmettono un messaggio a seconda del contesto. I colori trasmettono emozioni.

Nella grafica, e ovviamente così nel logo design, è fondamentale la scelta di un colore. Se si analizzano i diversi marchi aziendali nel mondo dividendoli per il colore predominante del logo, si notano un sacco di cose in comune tra di loro.

Ad esempio hai mai notato come il Rosso sia uno dei colori più comuni nell’ambito delle aziende alimentari? O il Blu nei loghi istituzionali? Oppure il Giallo tra le compagnie petrolifere? O il Grigio tra le aziende automobilistiche?

Questo avviene perché ogni colore, come detto, trasmette al nostro cervello diverse sensazioni che possono portare all’acquisto di un prodotto e quindi a un possibile guadagno da parte dell’azienda… se il colore è scelto in modo accurato, ovvio.

In questo articolo, analizzo ognuno dei principali colori spiegando quali messaggi ed emozioni possono trasmettere. Spiego anche come i vari brand più famosi hanno utilizzato quei colori e perché usano proprio quelli, in particolare.

Comunque sia, ricordati sempre che la scelta di un colore è qualcosa che va fatto ALLA FINE, dopo aver progettato il logo.

Progettare un logo usando i colori fin dall’inizio di influenzerà e non ti permetterà di giudicare in modo pulito il logo a cui stai lavorando.

[Fase 6] – Presentazione e consegna del lavoro

Una volta progettato il logo, scelti colori e font, il lavoro è finito, no? Si manda l’immagine via mail al cliente e si attende il suo parere, giusto?

Niente di più sbagliato.

Spesso, progetti di logo design bellissimi e appropriati vengono bocciati perché presentati nel modo sbagliato.

La fase di presentazione del lavoro al cliente è di fondamentale importanza.

Deve spiegare nel dettaglio tutto il processo creativo che ha portato a quella proposta, da quali concetti emersi dal brief è stato pensato, in che modo sono stati applicati tipografia e colore, come si comporta il logo quando applicato.

Una buona presentazione di un progetto di logo design al cliente dovrebbe comprendere:

  • Un riassunto del brief e delle parole chiave che sono state usate all’interno del progetto
  • La presentazione dei colori e del perché sono stati scelti quelli invece che altri
  • La presentazione delle scelte tipografiche
  • Il logo (eh, ma va?)
  • Come il logo può essere declinato (versione orizzontale, verticale, come icona, ecc)
  • Come il logo può essere applicato (ovvero utilizzando qualche mockup, come quello del biglietto da visita, un classico)

L’utilizzo dei mockup per presentare il logo al cliente è davvero una fase importante del lavoro. Mostrare un logo all’interno di un contesto lo rende reale agli occhi del cliente. Con un mockup, il cliente riesce quindi a visualizzare il logo come lo vedrebbe nella realtà.

Così è quando un logo viene presentato al cliente:

Così è invece quando il progetto è concluso e il materiale diventa reale e tangibile (perdona la qualità dell’immagine, è passata dalla compressione di Whatsapp):

Come vedi, l’utilizzo di un buon mockup mi ha permesso di presentare il progetto al cliente mesi prima che il materiale di immagine coordinata fosse effettivamente concluso!

Infine, ovviamente, il lavoro, una volta approvato, va consegnato.

In questo articolo su come gestire la consegna dei file di un logo, spiego quali sono i file che vanno consegnati al cliente a fine lavoro:

  • File vettoriali (.Ai, .Pdf, .Eps – eps è preferibile se dovranno lavorarci altri designer)
    • Versione in CMYK e quella con colori Pantone
    • Versione in Bianco e nero
  • File raster (.Jpeg, .Png)
    • Tutte le varianti del logo in .Jpeg
    • Tutte le varianti del logo in .Png (con trasparenze)
  • Varianti del logo
    • Tutti i file in vettoriale con le declinazioni del logo
    • Tutti i file in vettoriale con il logo in dimensioni minime

[Fase 7] – Costruzione dell’immagine coordinata

A seconda del tipo di lavoro che si deve fare, questa fase può esserci come no.

Io generalmente non accetto mai lavori di costruzione di un logo se non comprendono anche il lavoro sull’immagine coordinata. Perché, secondo me, un logo senza immagine coordinata collegata e studiata, è un lavoro incompleto, a metà.

L’immagine coordinata è tutta quella serie di elementi che vanno ad interagire con il logo.

Fanno parte dell’immagine coordinata cose come il biglietto da visita, la carta intestata, buste, merchandising, template per comunicazioni interne ed esterne, grafiche per sito web e social network, eccetera.

Solitamente, per rendere più efficace ed omogeneo l’intero brand aziendale, l’immagine coordinata riprende gli elementi base del logo.

Ricordi? Il logo è solo la punta dell’iceberg, ma è la parte più in vista!

L’immagine coordinata riprenderà quindi le scelte di colore e tipografiche.

Può ad esempio essere composta dalle sfumature generate dai colori di un logo. O da texture che si collegano concettualmente e graficamente allo stile del logo, come in questo progetto di Emanuele:

O, ancora, in quest’altro esempio, sempre un lavoro di Emanuele:

12 consigli pratici su come progettare un logo

Nel 2015 scrissi un articolo su come progettare un logo attraverso 12 consigli pratici. Questa è la guida definitiva su come creare un logo.

Ho quindi deciso di riassumere qua quei dodici consigli:

1. Fai tutte le domande possibili, subito

Il design brief di cui abbiamo parlato, che è la prima fase nel processo di creazione di un logo.

2. Parti sempre dalla carta

Partendo sempre a progettare dal foglio di carta farai in modo che le idee escano in modo naturale e dirompente dalla tua mente. A tutti noi è stato infatti insegnato a come far fluire in modo immediato le idee dal cervello alla carta tramite la nostra mano (sia con la scrittura che con il disegno).

La fase di sketching è infatti fondamentale, come abbiamo già detto.

3. Lavora in bianco e nero

Te ne ho già parlato qualche paragrafo prima. Lavorando solo in bianco e nero potrai concentrarti sulla progettazione e, allo stesso tempo, anche il cliente non verrà distratto da preferenze di colore.

Nella prima parte della fase creativa bisogna far si che anche il cliente sia concentrato solo sull’idea e sulla forma. Solo successivamente si arriverà a parlare di colori e di tutto quello che ne consegue.

4. Non seguire le mode

Un logo progettato seguendo la moda del momento, dopo alcuni anni perderà di efficacia e andrà ri-progettato. Sarà un fallimento, quindi, perché un buon logo deve poter durare anni, decenni addirittura!

Quindi, ricordati sempre di progettare senza farti condizionare da quelli che sono i trend grafici del momento e progetta invece pensando cose come “questo logo tra dieci anni andrà ancora bene?”.

5. Ricorda che la leggibilità di un logo è importante

A parte noi graphic designer che saremmo capaci di passare anche delle ore a guardare loghi, una persona normale osserva un logo per uno o due secondi (al massimo).

In questo lasso di tempo il messaggio che traspare da quel logo deve arrivare a chi lo osserva.

6. Prova il logo in diverse misure

logo-diverse-dimensioni

Un buon logo deve funzionare non solo in bianco e in nero o nella sua versione standard. Un buon logo deve funzionare in qualsiasi dimensione!

Fin dalla versione più piccola possibile, come ad esempio la favicon di un sito web (quell’iconcina che vedi nelle schede di un browser), fino alle versioni gigantesche come quando viene inserito su un manifesto o su un grande schermo.

7. Ascolta il cliente

Per fare un logo si lavora in 2: designer e cliente. E ci deve essere cooperazione, ascolto e rispetto tra i ruoli per arrivare ad una perfetta riuscita del progetto.

Inoltre, sappi che il cliente che ti chiede un logo, nel 90% dei casi ne sa molto, molto più di te riguardo al settore in cui lavora. Quindi, ascoltalo! Se ti dice che un determinato stile nel suo settore non può funzionare, cerca di capire che lui, in quel settore c’è da anni e che forse ha ragione, anche se ti è difficile ammetterlo.

8. Non ascoltare il cliente 🙂

Lo so, ti ho appena detto il contrario, ma non sono abbelinato, tranquillo! Semplicemente, il cliente ne sa di più del suo business, un designer ne sa di più di come trasmettere il messaggio che quel business vuole trasmettere.

Ricorda. Non sei un professionista se al cliente dici: “Ho scelto l’arancione perché ci sta bene”. Sei un professionista se dici: “Ho scelto l’arancione perché rispecchia l’idea di creatività e di spontaneità che l’azienda vuole trasmettere, così come emerso dal briefing iniziale”. Sei d’accordo? 😉

9. Non sempre un logo richiede un pittogramma

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Un logo può essere di diverse tipologie: può essere un logotipo (cioè quando non sono presenti elementi grafici aggiuntivi ad un testo), può essere un pittogramma (ovvero quando c’è un elemento grafico caratteristico come il baffo della Nike) e può essere una combinazione di entrambi (la maggior parte dei casi).

Ad esempio, prendendo solo il caso Nike, quando si utilizza solo la scritta Nike si parla di logotipo, quando si utilizza solo il baffo si parla di pittogramma. Il logo completo della Nike è però una combinazione di entrambi i due aspetti.

Ricorda che, però, non tutti i clienti hanno bisogno di un logo con il pittogramma. Spesso, anche se nemmeno il cliente lo sa, è più efficace avere solamente un logotipo che rappresenti l’azienda, senza ricorrere all’utilizzo di pittogrammi.

10. Abbina bene il font

La scelta del carattere tipografico è fondamentale.

Se vuoi approfondire, ti rimando direttamente a queste due guide dettagliate:

11. Consegna i file al cliente nel modo giusto

Anche di questo ne abbiamo già parlato. Se vuoi approfondire, anche qui, leggi la guida: come gestire i file di un logo con un cliente.

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12. Non dimenticare di considerare le correzioni ottiche

Uno degli aspetti da cui si distingue un logo progettato bene da uno progettato da un principiante è la cura dei dettagli.

In particolare, i dettagli che più influenzano l’esperienza, sono l’utilizzo o meno delle giuste correzioni ottiche.

Se non sai di cosa sto parlando, ti si aprirà un mondo enorme di conoscenze. Ti invito a leggere questi due articoli, sono tra i più avanzati e strabilianti qui su Grafigata:

Conclusioni e il corso di Logo-Hero (che sta arrivando)

Progettare un logo efficace è difficile, lo so.

Ho identificato 3 problemi che bloccano o limitano la maggior parte dei designer che vogliono progettare un logo efficace.

Primo problema: la mancanza di formazione di qualità in Italia sul logo design

La più grande difficoltà, per un designer, è riuscire a trovare formazione di adeguata qualità per imparare a progettare un logo (o perlomeno per migliorare le proprie competenze).

Scuole, università, accademie, corsi formativi e corsi online. Esistono molti modi per avvicinarsi al mondo del graphic design tramite gli studi. Nessuno davvero all’altezza.

Noi stessi abbiamo scoperto di prima mano che la formazione tradizionale, per campi avanzati come il Logo Design è totalmente carente sia a livello teorico che pratico.

Io Emanuele Abrate e Marco Agustoni, abbiamo quindi deciso di creare il gruppo Logo-Hero, questo articolo e il corso avanzato Logo-Hero, con lo scopo di colmare il gap di conoscenze necessarie per affrontare davvero il mondo del lavoro.

Secondo problema: l’assenza di strategia creativa in molti designer quando si crea un logo

Il fatto che a livello scolastico/universitario la formazione sul Logo Design e sul processo creativo sia molto deludente, ha portato negli anni molti designer a studiare da autodidatti.

Il più grande punto debole di un approccio di questo tipo è quello di non riuscire ad avere una vera e propria strategia creativa quando si inizia un nuovo lavoro.

Da qui la soluzione: creare un corso che possa aiutare a sviluppare un approccio di tipo strategico al processo creativo.

Terzo problema: la difficoltà nel trovare clienti

A volte, le due problematiche presentate finora, portano ad avere come risultato il fatto che la propria attività sia fiacca e che faccia costantemente fatica a decollare.

Nonostante non ci siano le problematiche precedenti, molti professionisti fanno comunque fatica a trovare nuovi clienti.

Logo-Hero nasce con l’idea di metterti nelle condizioni di migliorare le tue competenze, gestire al meglio il processo creativo. E quindi, di conseguenza, costruire le basi per un’attività più solida!

Che cos’è Logo-Hero?

Ora rispondo quindi alla tua domanda: che cos’è quindi Logo-Hero?

Logo-Hero è nato come un semplice gruppo Facebook su cui condividere consigli, tips e strategie pratiche sul logo design.

Dopo solo una settimana siamo oltre 1600 in quel gruppo!

Ma non ci siamo fermati qui.

Io, Emanuele Abrate (logo designer) e Marco Agustoni (esperto di Illustrator), stiamo creando quello che sarà il più grande corso sul Logo Design mai visto in Italia.

Sarà rilasciato tra pochi giorni (se tutto va bene, il 25 settembre).

Sarà accessibile solamente a coloro che accedono a questa pagina.

Ok, anche per oggi ho concluso! Se l’articolo ti è piaciuto, trovi qui sotto i pulsanti per condividerlo con i tuoi amici! 😉

Un abbraccio,

Lorenzo.

  • Paolo t.

    Che dire, un articolo davvero formidabile… Non sono ancora nemmeno riuscito a finirlo.. lunghissimo! Ma davvero quanta qualità!!!

  • Marty McFly

    Splendido splendido articolo, me lo sono divorato con gusto 🙂 ti volevo chiedere una cosa… all’inizio dici che nel momento in cui hai capito quanto ti affascinasse il logo design, hai iniziato a studiare i più grandi Maestri…. a tal proposito, sapresti indicarmi qualche lettura a riguardo? Magari dei libri validi che raccontano le loro storie? Grazie e ancora complimenti 🙂

  • Rossana Salmaso

    Complimenti Lorenzo per il bell’articolo: chiaro ed esaustivo. Ho letto che in LogoHero tratterete una parte relativa a come trovare clienti: si differenzia dai contenuti in merito a questo argomento trattati in SuperFreelance oppure sono gli stessi? Ti ringrazio, buon lavoro!

    • Ciao Rossana, grazie! 🙂 In realtà in Logo-Hero puntiamo a far costruire competenze di grande qualità e, grazie a quelle competenze riuscire a crescere e migliorare nel trovare clienti. Inoltre verranno spiegati alcune tecniche per gestire al meglio il rapporto col cliente durante l’intero processo creativo.
      Insomma, Logo-Hero sarà principalmente tecnico, l’aspetto di self-brand e marketing rimane all’interno di SuperFreelancer (che, tra l’altro, da qui alla fine del 2017 verrà completamente rivisto ed aggiornato!).

      • Rossana Salmaso

        Grazie mille per il chiarimento! Ho appena acquistato SuperFreelance: gli aggiornamenti che mi hai anticipato li potrò vedere in automatico dal mio account?

        • Cambierà proprio anche l’area membri ma si, ovviamente avrai accesso a tutto quanto 🙂
          (verso novembre, spero)