Come funzionano le licenze dei font?

Ogni volta che si scarica o si compra un font e poi lo si usa, bisogna stare attenti alle licenze.

Come funzionano le licenze dei font? In che modo si può usare un font di cui si ha una licenza? Che tipo di licenze ci sono? Il cliente deve comprare a sua volta il font (e la licenza)?

Ho voluto scrivere questo articolo, questa guida alle licenze dei font, per chiarire tutti questi aspetti e spiegare bene come funziona tutto ciò.

Allora, innanzitutto dobbiamo chiarire che font non vuol dire carattere tipografico, il font, nell’ambito informatico, è il file con cui il carattere tipografico viene rappresentato su schermo e con cui si può lavorare e creare elaborazioni grafiche.

Il font, quindi, è come se fosse un software. Ed è di proprietà dell’azienda, della fonderia, che ce ne concede l’uso tramite licenza.

Quando si acquista un font, quindi, non si diventa proprietari di quel font ma soltanto di una licenza da parte della fonderia ad utilizzare quel font. Le modalità di utilizzo di questo font sono quindi determinate dal tipo di licenza.

Ed è qui che iniziano i problemi. Come si capisce che licenza ha un font? Come sono le licenze e come funzionano? I font si possono usare in modo commerciale?

Andiamo con calma e analizziamo tutti questi aspetti, iniziando dai vari tipi di licenza.

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Bene! Ora proseguiamo!

Le varie licenze dei font: come posso usare cosa?

Come detto, quando si acquista un font (anche se lo si “acquista” gratuitamente), non si acquista la proprietà del font ma la licenza di utilizzarlo secondo quanto scritto.

Questo è molto importante perché, se si trasgredisce a ciò che la licenza di quel font stabilisce, si rischiano conseguenze anche legali. Questo avviene specialmente, ovvio, per grandi aziende, campagne pubblicitarie e rivendita o ridistribuzione del file.

Tutte situazioni, insomma, troppo grosse per essere ignorate.

La maggior parte dei designer, in buona misura, se ne frega delle licenze dei font e, una volta che sono sul suo computer le usa un po’ come gli pare. Se questo può andare bene per progetti personali (in fin dei conti ce ne si assume la responsabilità e, diciamocelo, non c’è nessuno che controlla certe cose), nei casi in cui si ha a che fare con i clienti, come vedremo dopo, la cosa è diversa.

Si vabbene Lorenzo, ma prima di farmi il pippotto etico, mi puoi dire che licenze ci sono e come funzionano?

Hai ragione, stavo divagando. Andiamo a vedere quali sono le licenze principali con cui vengono venduti i font.

Licenze per uso desktop e di stampa

Le cosiddette “Desktop license” sono licenze base per i font. Sono quelle licenze standard che si applicano alla maggior parte dei caratteri che hai installati sul tuo computer o che sono disponibili all’interno di un software o di un sistema operativo.

Una licenza Desktop, permette di utilizzare il font sul proprio computer e utilizzarlo per immagini statiche senza fini commerciali. Può quindi anche essere stampato o utilizzato su progetti personali senza fini commerciali (aspetto chiave di queste licenze).

Quindi, se ad esempio hai un Mac, su cui è già installato il font Helvetica, ed utilizzi l’Helvetica per stamparti una t-shirt con scritto “Sono un graphic designer, guarda, uso Helvetica!”, puoi farlo. Purché tu non ti metta a vendere quelle magliette (o a distribuire gratuitamente il font).

Licenze per i webfont

Un webfont è un file progettato perché venga utilizzato nei testi dei siti web. Qui su Grafigata, ad esempio viene usato attualmente il font Lato, un webfont di Google, il quale concede licenze open-source (vediamo dopo cosa sono) sui suoi font ai possessori di siti web.

Le licenze di un webfont, generalmente, permettono solamente l’utilizzo del font stesso all’interno di siti web il cui proprietario sia lo stesso della licenza del font.

Insomma, se io comprassi un font premium (cioè a pagamento) con una licenza webfont, potrei utilizzarlo qui su Grafigata, essendo io il proprietario del sito e il proprietario della licenza acquistata. Non potrei invece utilizzarlo per grafiche desktop, per la stampa o su siti di clienti o altre persone.

Solitamente, infatti, la maggior parte dei webfont vengono forniti attraverso servizi esterni (come Adobe typekit, Google webfont e siti come MyFonts) e non vengono scaricati dal compratore della licenza. Io, designer, quindi, molto spesso, non ho il file del font ma attraverso un richiamo nel codice del mio sito installo il font direttamente sul sito.

Licenze open-source

I font con licenze open-source sono spesso manna dal cielo per i designer che lavorano in digitale, specialmente in ambito web. Molto spesso, infatti, la licenze open-source utilizzata è la Open Font Licence della SIL International.

La OFL, così come, in genere, la maggior parte delle licenze open-source, permette di fare un po’ quello che si vuole con il file (il font) scaricato. Lo si può distribuire, lo si può stampare e modificare. L’unica cosa che, ovviamente, non è permessa è la vendita del file. Solitamente bisogna anche specificare che si è utilizzato un font open-source.

Come dicevo prima, un esempio di font open-source sono i Google Webfonts. Google, nel corso degli anni, ha creato tutta una serie di font destinati all’uso digitale e ormai divenuti utilizzatissimi. Questo è da un lato avvenuto perché sono gratis e open-source, dall’altro perché alcuni sono davvero dei bei font (vedi: Roboto, Lato, Open Sans, Noto, ecc).

Licenze commerciali

Praticamente tutte le licenze dei 3 gruppi precedenti possono andare bene per un uso personale dei font.

L’uso commerciale però è tutto un altro paio di maniche. Anche molti di quei font scaricabili gratuitamente possono non essere utilizzabili a livello commerciale.

Aspè, Lorenzo, cosa intendi per commerciale?

Quando si parla di utilizzo commerciale di un font, non si intende la rivendita del font acquistato (quello non è MAI consentito), bensì l’utilizzo del file in un ambito in cui quel file è parte di un lavoro per cui si riceve denaro.

Tradotto per designer: Uso commerciale = uso per clienti o per creazione di prodotti destinati alla vendita.

Una licenza commerciale (che solitamente si paga profumatamente) è necessaria per un utilizzo di questo tipo. Ed è univoca. Una licenza commerciale non può quindi essere usata da diverse aziende o da diverse persone.

 

Rimane qualche dubbio, lo so, quando hai bisogno di una licenza? Se fai un logo/brochure/altro per un cliente, chi deve acquistare il font? E dove compare i font?

Nei prossimi paragrafi proverò a rispondere a tutti questi aspetti. Ma prima, che ne dici di lasciare un piccolissimo +1? Te ne sarei davvero grato! 🙂

Grazie! E ora…

Quando ho bisogno di una licenza?

Se ti trovi a chiedere “ho bisogno di una licenza per usare questo font?”, sappi che la risposta alla domanda è quasi sempre “sì!”.

Un designer dovrebbe sempre utilizzare un font solamente quando ne ha la licenza. E non tanto per questioni etiche, quanto piuttosto per evitare problemi legali in futuro, cosa che, se sei un freelancer, ti potrebbe rallentare incredibilmente nella tua carriera.

Ok, ma quali licenze servono in base al tipo di utilizzo e al tipo di progetto che si sta facendo?

Le licenze e i progetti personali

Nel caso dei progetti personali, come detto in precedenza, vanno generalmente bene le licenze open-source o quelle desktop.

Queste licenze copriranno qualsiasi utilizzo personale che potrai fare con quel font (eccetto l’uso commerciale e la rivendita). Quindi cose come logo personale, utilizzo di un webfont sul tuo sito web, progetti personali sul tuo portfolio online, ecc.

Le licenze e i progetti per clienti terzi

Qui il discorso è un po’ più complesso ma con un po’ di attenzione e rispetto delle regole, non riscontrerai mai alcun problema riguardo le licenze dei font.

Il modo migliore di procedere quando si lavora con un cliente è quello di utilizzare font di cui il cliente ha già i diritti commerciali di licenza.

Nel caso in cui non ne avesse (la maggior parte delle volte), allora il mio consiglio è sempre quello di chiedere preventivamente il permesso al cliente di utilizzare font con restrizioni commerciali (cioè di cui bisogna avere licenza commerciale).

In fase di progettazione, quindi tu potrai utilizzare i font che già hai installati sul tuo computer (e di cui hai già licenza). In fase di consegna del materiale hai 2 opzioni:

  1. Consegnare al cliente solo i file definitivi e ricevere il pagamento (se hai licenza commerciale)
  2. Consegnare al cliente i file definitivi e far acquistare al cliente la licenza commerciale di quel font

Nel secondo modo il cliente potrà procedere ad utilizzare quel font in ogni ambito aziendale e come gli pare e piace.

Insomma, quando il cliente ha la licenza estesa (comprensiva di quella commerciale), non c’è alcun problema. Questo perché tu stai lavorando per il cliente con il materiale che il cliente ti ha fornito e che tu userai solo per quel progetto.

Il mio consiglio, quindi, è sempre quello di sperimentare con i font sul proprio computer (per capire come scegliere o come abbinare i font) e poi fare acquistare il font con licenza commerciale dal cliente.

Se il cliente non è d’accordo ad acquistare licenze di font, dovrai lavorare solo con font open-source che consentano l’uso commerciale (i Google Webfont sono un esempio).

Un mio ulteriore consiglio, comunque, è quello di leggere sempre attentamente le condizioni di utilizzo di un font prima di acquistarlo ed utilizzarlo.

Dove comprare font con licenza? Il mio consiglio

Ok, le licenze per i font servono. Acquistare il font con la licenza giusta è importante. Ma i font, soprattutto quelli famosi e professionali e di alta qualità, costano parecchio.

Quindi dove comprare i font? E come risparmiare?

Il modo migliore è quello di acquistare più di un font alla volta da rivenditori e fonderie online, magari approfittando dei vari bundle e delle offerte che spesso ci sono. Ti consentirà di avere molti font con licenza (desktop e/o web solitamente) che potrai utilizzare per i tuoi progetti.

Qui ti voglio dare un consiglio gigantesco: fai l’abbonamento alla Monotype Library Subscription.

Cos’è la Monotype Library Subscriprion

Questo è probabilmente il modo migliore possibile per avere TUTTI i migliori font Monotype nel modo meno dispendioso possibile.

Un abbonamento (su MyFonts) di 14,99$ al mese in cambio dell’accesso e della licenza desktop completa su 2200 font. I migliori font che esistano.

Si tratta in pratica di tutti quei font che hai studiato o di cui ha sempre sentito parlare come Helvetica Neue, Futura, DIN, Bodoni, Plantin, Gill Sans Nova, Electra, Cardamon, Univers, Neue Frutiger, VAG Rounded e altri 2200.

Quando vai a controllarne il prezzo costano 900 euro l’uno o roba simile. Direi che ne vale la pena a livello di risparmio, no?

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La licenza con cui verranno installati questi font è la licenza desktop completa: potrai usarli per qualsiasi progetto personale e non. Qui puoi leggere tutto il regolamento EULA.

Conclusioni

Spero che dopo aver letto questo articolo tu abbia compreso un po’ meglio il funzionamento delle licenze dei font e l’utilità di rispettare queste regole. È importante specialmente quando si ha a che fare con progetti per un cliente.

Certo, quando si parla di uso personale dei font, nonostante le regole ci siano, è molto facile utilizzare font “crackati” o recuperati illegalmente. Nessuno controlla ed è difficile capire se si ha o meno la licenza di font scaricati ormai anni fa. L’importante è, però, rispettare appieno le regole una volta che si utilizzano font per progetti esterni. Soprattutto quando coinvolgono altre persone.

Se hai trovato utile questo articolo ti invito a condividerlo con altri designer!

Se invece hai ancora dei dubbi, scrivi un commento qui sotto!

Alla prossima,

Lorenzo.

  • Luca Leardini

    Ciao Lorenzo,
    grazie per il tuo utilissimo articolo sulle licenze dei font. Cosa ne pensi, invece, quando bisogna utilizzare dei font per concorsi di loghi o marchi (che spesso hanno premi irrisori), magari indetti da associazioni, consorzi, ecc.?
    Grazie, a presto!

    Luca

    • Il mio consiglio in questo caso è sempre quello di leggere attentamente le clausole del concorso, a volte è specificato qualcosa relativo ai font. Se così non fosse allora utilizzare solo font open-source, per evitare incongruenze o problemi.

      Anche se spesso è quasi meglio non partecipare proprio al contest 🙂

  • Claudio Dalsass

    Ciao lorenzo,
    solo pochi giorni fa avevo chiesto informazioni sulle licenze dei font sul blog di grafigata,grazie per l’articolo!
    Mi rimane ancora un dubbio: quando scrivi riguardo all’abbonamento alla monotype lybrary
    “La licenza con cui verranno installati questi font è la licenza desktop completa: potrai usarli per qualsiasi progetto personale e non.” Intendi che si possono usare anche per uso commerciale?
    ps: ho provato a leggere il regolamento ma il mio inglese è troppo scarso per comprendere in maniera corretta le restrizioni di utilizzo…Grazie!!

    • Sono arrivato proprio nel momento giusto con questo articolo allora! 😀

  • Marcella Cortesi

    Ciao Lorenzo, ottimo articolo! Ma non mi è chiaro ( lo so devo esercitarmi con inglese!) Se io mi abbono a myfonts…E in un mese scarico i 2200 fonts (sto esagerando) e poi disdico abbonamento? Nel senso puoi usarli solo finché sei abbonato o sempre?
    Ed un altra cosa Se io compro il fonts, lo uso per un progetto per un cliente. Ma il cliente non compra il font ma solo il progetto singolo. Può quel singolo progetto usarlo? (Senza però usare poi quel font per altri progetti aziendali).

    • Vengono resi disponibili assieme ad un software per tenerli tutti insieme. Una volta finito l’abbonamento viene rimosso il software con dentro tutti i font 🙂

      Se il cliente non usa il font in nessuna occasione allora, se non mi sbaglio, può non comprarlo. Se invece lo vuole registrare deve avere la licenza. Se usa quel font per la comunicazione aziendale interna, sul sito web, su materiali che usa per trarre profitto, allora deve avere la licenza.

      • Marcella Cortesi

        Grazie mille!

      • Matteo

        “Se invece lo vuole registrare deve avere la licenza.” ti riferisci ad un progetto di logo e brand identity? . Sei proprio sicuro che debba averla? In teoria nel momento in cui tu designer possessore di licenza desktop per “X” font produci un logo che presenta un lettering derivato da quel font convertito in curve e quindi non più editabile sei a posto tu ed è a posto il cliente. E’ vero anche che alcuni EULA vietano implicitamente l’utilizzo del logo per la creazione e registrazione di loghi.

  • Matteo

    Ciao Lorenzo,

    Bell’articolo! Molto utile.
    Non ho capito una cosa. Dove si acquistano le licenze “commerciali”. Su MyFont si trovano le licenze desktop, digital ad, epub ecc e non riesco a capire quale sia quella che tu intendi come commerciale.
    Mi sono perso qualcosa?

    Grazie di tutto!

    • Grazie Matteo! 😉

      • Matteo

        Ciao Lorenzo!

        Sono contento che probabilmente sei molto indaffarato e impegnato per il lavoro ma nel commento ti ho fatto una domanda che mi sa proprio esserti sfuggita ; )

        • Ehm… hai ragione 🙂 Rispondendo al commento direttamente dalla piattaforma di Disqus mi dava solo le prime due righe e non avevo capito che il commento continuasse!
          Le licenze commerciali su MyFonts sono un po’ particolari. Esistono licenze commerciali avanzate ma sono vendute solamente per casi specifici e con campi separati (epub, server, digital ads).
          Mentre le licenze desktop vengono considerate come leggermente più ampie (generalmente) del solito: possono essere usate (generalmente) da più computer.
          Quindi, ad esempio per un logo, sono gli stessi gestori di MyFonts ad aver chiarito la questione in questo documento: http://meta.myfonts.com/post/86217566043/usage-in-a-logo

          Spero di averti chiarito le idee 😉

          • Matteo

            Ciao Lorenzo,

            Nell’articolo al paragrafo “Licenze per uso desktop e di stampa” dici che non sono utilizzabili per scopi commerciali. Poi quando parli della monotype libray sub dici “La licenza con cui verranno installati questi font è la licenza desktop completa: potrai usarli per qualsiasi progetto personale e non”, è un informazione contradditoria. Come licenza desktop io faccio riferiemnto al nome con cui vengono chiamate le licenze sui vari myfont, fontshop fonts.com etc

            Se per il cliente per cui svolgi il lavoro di brand identity selezioni delle font “non free for commercial use” per la corporate typography è tua cura fornire le indicazioni per l’acquisto della licenza adeguata al caso per un uso interno del cliente, intendendo per uso interno editare un documento della corrispondenza predisposto allo sfondo della carta intestata che hai progettato. Se invece realizzi un logo che presenta un lettering derivato da una font di cui possiedi la licenza desktop, in genere (salvo EULA particolari di alcune foundry) sei in regola.
            Può capitare che alcune foundry abbiano clausole specifiche e non ti consentano di utilizzare il loro fonts per la creazione di un lettering derivato oppure di dover acquistare una licenza specifica contattandoli direttamente.

            Hai avuto anche tu simili esperienze? Dall’articolo non ho capito come professionalmente di comporti tu e per quali tipi di lavoro usi i font della monotype libray.

            Parliamone e dimmi pure se sono in errore riguardo quanto ho scritto : )

          • Ciao Matteo!
            Sei stato assolutamente preciso nella distinzione e le cose stanno così! Forse sono stato poco chiaro io nell’articolo. Io i font della Library li uso sia per progetti personali, sia per i lavori con i clienti.
            L’unico aspetto sensibile è, appunto, quando il cliente ha bisogno di usare all’interno dell’azienda il font. In quel caso comunico chiaramente la necessità a livello legale di acquistarne la licenza.

            Per quel che riguarda la registrazione del marchio mi hai effettivamente messo un dubbio: forse fino ad ora sono stato troppo cautelativo a far acquistare la licenza? Dovrò informarmi meglio 🙂

            Ti ringrazio molto per questo confronto 🙂

          • Matteo

            Anch’io ho lo stesso dubbio a dire il vero. A una prima lettura dell EULA della maggiorparte delle foundry pare si possano utilizzare i font per creare immagini statiche (inclusi loghi e brand id). Alcune Foundry specificano se hai bisogno di una licenza diversa (per il quale devi contattare direttamente la foundry privatamente) per lavori di brand identity o se addirittura lo vietano, mi è capitato ieri con la P22 e hanno risposto questo:

            “Our commercial logo fees are the following:
            self-promo/sole proprietor/non-industry/non-professional $0
            small business (w/out storefront) $75
            small business (w storefront) $150”
            150€ invece dei 30€ della desktop license che potevo trovare su Myfont, fonts.com etc.
            Se vuoi leggere l’EULA di questo font per avere un esempio nel quale lo vietano puoi trovarla qui cliccando a “view the desktop EULA for this family”
            https://www.fonts.com/font/p22/p22-operina/licenses
            In queste h sono in contatto con il supporto sia di myfont che di fonts.com
            Uno dei punti chiave è:
            Posso utilizzare un font(inteso come software, il file) per creare una grafica che includa un lettering non editabile realizzato a partire da quel file e vendere questo servizio ad un cliente che utilizzerà quella grafica per vendere prodotti come poster, merchandise e t shirt? Davvero questo non lo capisco e non mi sento legally safe.
            Per quanto il documento di myfont sia molto chiaro e utile in molti punti alcuni buchi ci sono.
            Hai idea?

            Anche per me è molto utile questo confronto ; )
            non vorrei sbagliarmi ma in ogni caso ti consiglio di correggere quello che hai scritto nell’articolo

  • Grazie Lorenzo, ma quante ne sai?!!!! Questa questione delle licenze non mi è mai stata molto chiara, ora lo è! 😉
    Senti perché una volta non fai un articolo sulle varie estensioni dei font? .woff .ttf .otf .eot – anche questa è una cosa che non ho mai approfondito bene e mi piacerebbe avere qualche delucidazione. Ciao alla prossima e buon lavoro!! 😉

  • Scusa Lorenzo un’altra cosa….l’abbonamento su Myfont che hai consigliato permette anche le licenze Web? Perché guardando il video mi è sembrato di capire solo licenza Desktop. Mi sbaglio?

    • Ciao Mara!
      Scusami se ti rispondo solamente ora!
      Comunque sia, se non erro, l’abbonamento MyFonts non comprende le licenze web :/

      Per l’articolo sulle estensioni dei font: sì, è sicuramente una valida idea 🙂

  • Carlo Gibertini

    Ciao Lorenzo,

    ottimo articolo! Due domande:

    1) se il cliente si rifiuta di pagare una licenza font, è sua responsabilità o mi conviene fare una scrittura privata?
    2) i font open source di Google servono solo per il web o si possono usare anche per packaging?

    Grazie!!

    Carlo

    • Ciao Carlo!
      Se il cliente si rifiuta di pagare una licenza di un font che utilizza sono affari suoi. Tu fagli notare quali sono le necessità legali. Comunque la deve acquistare solo nei casi in cui utilizza il font internamente all’azienda 🙂

      I font di Google possono essere usati in qualunque modo (tranne che, ovviamente, rivenduti).

      • Carlo Gibertini

        Perfetto, grazie Lorenzo!
        Un’ultima domanda poi non ti rompo più: per i packaging, nelle diciture sul peso netto, è sempre necessario utilizzare un font con licenza o essendo una dicitura obbligatoria e standard magari si può usare un font di sistema molto leggibile (come Helvetica) senza licenza? Grazie!

        • Qualunque font ha una licenza. Anche quelli installati sul sistema. Che hanno una licenza desktop non commerciale!