Le 4 tecniche di stampa che ogni designer deve conoscere

Chiara ZoiaChiara Zoia

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Tecniche di stampa da conoscere

Una parte consistente dei progetti di graphic design passa attraverso una fase di stampa. Esiste una grande varietà di tecniche di stampa, tra loro anche molto diverse per tecnologia e risultati.

Capire come funzionano di sicuro ti può aiutare ad affrontare meglio i tuoi progetti, perché ti consente di prevedere non solo l’effetto visivo finale ma anche quale sarà la tecnica da preferire in termini di costo e fattibilità.

Per questo ho pensato di scrivere un articolo in cui ti spiego nel dettaglio quali sono e come funzionano le principali tecniche di stampa.

Se vuoi imparare le basi della stampa e del graphic design, scopri il nostro ABC Graphic Design. Il corso avanzato sulle basi della grafica.

Stampa offset

Macchinario di stampa offset

La stampa offset si chiama così perché in questo processo l’inchiostro non viene trasferito direttamente dalla lastra di stampa sulla superficie da stampare, ad esempio il foglio,  ma passa attraverso un rullo di silicone.

La stampa offset deriva dalla litografia: sono infatti entrambe tecniche planografiche. Questo significa che le parti senza inchiostro e quelle che devono essere inchiostrate sono sullo stesso piano, sullo stesso livello di una matrice piatta.

Come funziona

Schema del funzionamento della stampa offset tratta da una slide del nostro corso ABC Graphic Design

Nella stampa offest si utilizza come matrice un foglio di alluminio; questo viene bagnato con inchiostri a base d’acqua, che si fissano bene sull’alluminio non trattato.

Le parti che invece devono rimanere “a risparmio” vengono trattate con sostanze idrorepellenti. Questo procedimento consente un’altissima qualità e definizione di stampa. Come abbiamo accennato è una tecnica di stampa indiretta: infatti l’inchiostro che è stato depositato sulla matrice viene trasferito dapprima su un rullo in caucciù.

Il rullo di caucciù a sua volta viene poi pressato sulla carta, o su qualunque materiale da stampare.

I rulli della stampa offset

Per quanto appaia più complicato delle tecniche di stampa diretta questo procedimento consente, oltre alla precisione di cui abbiamo già parlato, anche un’ottima resa su materiali delicati, perché evita il contatto diretto con la lastra di alluminio.

La stampa offset viene realizzata quindi attraverso un macchinario piuttosto complesso, decisamente di stampo industriale, costituito da diversi rulli: quello inchiostratore, uno con la matrice in alluminio, uno di caucciù e un altro che preme il foglio contro quest’ultimo.

Questo consente in realtà di integrare nella stampa anche successive lavorazioni del foglio, come il taglio e la piegatura. Per questo la stampa offset è utilizzata molto di frequente per grandi e grandissime tirature.

Esempio di lavorazione successiva nel ciclo di stampa offset: piegatura e brossura.

Tipologie di stampa offset

Esistono due tipologie di stampa offset, a seconda di come viene alimentata la stampa:

  • Stampa offset-piana
  • Stampa roto-offset

Nella prima sono utilizzati fogli singoli come metodo di caricamento, nella seconda invece un nastro di carta in bobina.

La stampa a fogli singoli (offset-piana) garantisce una qualità superiore, a fronte di un costo maggiore.

Quella alimentata a bobine, invece, è utile per prodotti dove la qualità non è un fattore prioritario, come i volantini, ma il costo è più contenuto.

Differenza offset piana e roto offset. Slide tratta dal corso ABC Graphic Design.

Vantaggi e svantaggi della stampa offset

Quali sono quindi i vantaggi della stampa offset?

Di sicuro l’assoluta precisione, caratteristica della tecnica planografica. Precisione che tra l’altro si mantiene anche con grandi tirature, dal momento che la lastra di alluminio viene a contatto solo con il rullo di caucciù, quindi non viene danneggiata dall’uso.

Inoltre, come già accennato, è una tecnica che si adatta molto bene a materiali delicati o con texture particolari.

Si stampa di solito in quadricromia CMYK, ma si possono anche utilizzare gamut diversi, come il Pantone (ti servono indicazioni su come gestire le gamme di colore per la stampa: qui trovi la nostra guida).

E gli svantaggi?

Non è possibile utilizzare una grande quantità d’inchiostro. Dal momento che si tratta di un inchiostro ad acqua una quantità eccessiva potrebbe bagnare il foglio.

Inoltre si tratta comunque di una tecnica di stampa che richiede la realizzazione di una matrice per ogni progetto. Questo la rende quindi particolarmente adatta a grandi tirature.

Risulta quindi conveniente (generalmente) sopra le 10.000 copie. (importante)

I progetti che più si adattano a questa tecnica sono piccole pubblicazioni, volantini, brochure.

Stampa letterpress

Slide tratta ABC Graphic Design.

La stampa tipografica più vicina alle origini. Questa tecnica ancora oggi è in tutto e per tutto simile alla stampa a caratteri mobili introdotta da Gutenberg a metà del Quattrocento, quella che ha dato origine al moderno concetto di font.

Si tratta quindi di una matrice piana a rilievo: questo rilievo può essere ottenuto proprio inserendo su di un supporto dei blocchetti di metallo che riportano forme, per lo più lettere, in rilievo. Oppure, oggi, i cliché, cioè le matrici, in metallo zincato o fotopolimeri, possono essere incisi per ottenere il rilievo positivo della grafica da stampare.

La matrice viene inchiostrata e su di essa la macchina preme il foglio che deve essere stampato.

Il più grande pregio della stampa letterpress sta tutto in questa pressione. Soprattutto in abbinamento con carte pregiate, con un alto contenuto di fibre di cotone, infatti, la stampa tipografica garantisce un inconfondibile effetto materico.

Caratteri e segni vengono non solo definiti grazie all’inchiostro, ma quasi incisi nel foglio stampato. Questo garantisce un effetto multisensoriale al prodotto finito.

Qui si nota parecchio

Si tratta ovviamente di un procedimento piuttosto lento e costoso, che richiede per essere valorizzato al meglio anche un supporto di pregio.

Questa tecnica di stampa è quella giusta se il tuo progetto punta a un risultato raffinato e prezioso. Spesso viene scelta per menù, partecipazioni, ma risulta di grande impatto anche per biglietti da visita.

Stampa digitale

È di sicuro la tecnica di stampa con cui tutti, oggi, abbiamo più spesso a che fare. E, grazie alle recenti innovazioni, forse anche la più flessibile.

Dalle nostre stampanti di casa alle fotocopiatrici dell’ufficio fino ai siti di stampa on-demand, tutto rientra nella grande famiglia delle tecniche di stampa digitale.

La stampa digitale non richiede alcuna matrice. Per questo si tratta della tecnica migliore per tutti i progetti che richiedono tirature di pochissime copie, o persino prodotti personalizzati.

All’interno di questa macro-categoria si distinguono due tipologie di tecnica di stampa digitale, in base al tipo di inchiostro che viene utilizzato:

  • Stampa a toner
  • Stampa a getto d’inchiostro.

Stampa digitale a toner

Questa tecnologia si basa sull’utilizzo di un inchiostro in polvere. Questa polvere viene attratta da rulli elettrostatici o dal raggio laser, e quindi si deposita sulla carta, o su altre superfici (tessuto, pvc, plexiglass, per fare qualche esempio). A questo punto il toner viene fissato con un trattamento termico.

È una tecnica versatile e per questo utilizzata per scopi e con livelli di qualità anche molto diversi tra di loro: dalla stampa di bollette alle fotocopiatrici da ufficio, fino ad arrivare a stampe professionali di qualità ormai paragonabile alle stampe offset, specie se parliamo di quella laser.

Come ovvio, quando la qualità è molto alta, anche il prezzo sale. Quindi per avere una stampa digitale a toner competitiva con la stampa offset il quantitativo minimo di copie del prodotto da realizzare è di circa 500 pezzi.

Questa tecnologia, capace di offrire buoni risultati a prezzi tutto sommato contenuti anche per piccole o piccolissime tirature, ormai è di gran lunga la più diffusa. È stata capace di aprire nuovi settori di mercato: la stampa personalizzata di t-shirt, ad esempio, o tutti i siti di stampa on-demand che operano online e che ormai sono entrati nelle nostre abitudini.

Un limite di questa tecnica di cui tenere conto è la scarsa resistenza ai solventi chimici: dal momento che l’inchiostro non viene assorbito dalla carta, o comunque dal supporto, risulta più sensibile ad alcune sostanze ed è quindi preferibile evitare questa tecnica per prodotti che possono venire a contatto con solventi.

Stampa digitale a getto d’inchiostro

Questa tecnologia utilizza inchiostro liquido, che viene rilasciato da una testina che si muove sulla superficie da stampare.

Le macchine a getto d’inchiostro sono piuttosto rumorose e soprattutto lente, caratteristica che rende questa tipologia di stampa piuttosto costosa.

I risultati però, soprattutto se parliamo di stampanti industriali, sono di qualità molto alta ed è possibile realizzare con il getto d’inchiostro prodotti di grandissime dimensioni, cosa impossibile da ottenere con altre tecniche di stampa.

Si adatta quindi in maniera perfetta a prodotti da realizzare in tirature molto basse, poche copie o addirittura copie singole, che però richiedono una notevole qualità e magari hanno dimensioni superiori allo standard.

Serigrafia

Si tratta di una delle tecniche di stampa più antiche e si definisce una stampa di tipo permeografico: significa che l’inchiostro filtra attraverso un materiale permeabile, in particolare un tessuto

Il nome “serigrafia” deriva infatti dal latino “sericum” (“seta”) e dal greco “γράφειν” (“gràphein”, “scrivere”): i primi tessuti grazie a cui veniva realizzata la stampa serigrafica erano, appunto, in seta.

Ancora oggi la stampa serigrafica si ottiene grazie a un tessuto, spesso in poliestere, che viene teso su un telaio in legno o metallo. In questo modo si ottiene la matrice.

Quindi le parti a risparmio, quelle in cui non deve passare l’inchiostro, vengono trattate con fotoemulsioni che rendono il tessuto impermeabile. Il telaio viene poi poggiato sul supporto di stampa e inchiostrato: l’inchiostro attraversa il tessuto nei punti in cui non è stato trattato e va a depositarsi correttamente sull’area di stampa.

Con questo procedimento si può stampare un solo colore alla volta, e per ogni colore è necessario realizzare un’apposita matrice.

Si tratta quindi di una tecnica molto costosa per basse tirature, che invece è più indicata quando dobbiamo stampare prodotti in un elevato numero di copie.

Perché scegliere la stampa serigrafica

La stampa serigrafica è l’unica tecnologia che permette di scegliere quale spessore di inchiostro vogliamo ottenere, e per questo è la più utilizzata in ambito di decorazione industriale.

Non solo, è l’unica che consente si utilizzare una grandissima varietà di inchiostri: lucidi, opachi, glitter, metallizzati, cangianti, iridescenti, luminescenti, termocromici, fotocromici, retroriflettenti, soft-touch.

In questo video si vede una miriade di effetti estetici ottenibili solamente con la stampa serigrafica.

Inoltre può essere utilizzata su una grandissima varietà di supporti, come biciclette e caschi, scarpe, borse, tende per esterno, pannelli decorativi in laminato plastico.

In questo video si vede la tecnica serigrafica di stampa su supporti di ogni tipo.

Rimane la tecnica d’elezione per la stampa su tessuto. È infatti utilizzata moltissimo per la stampa di grafiche su magliette ad alta tiratura (non print-on-demand, quindi, dove si usa la stampa digitale).

L’unico materiale per cui la stampa serigrafica viene usata molto di rado è proprio la carta; per le stampe su carta, infatti, la stampa offset e digitale risultano di gran lunga più pratiche ed economiche.

Conclusioni

Come hai visto anche oggi le possibilità tecniche per la stampa sono davvero molte, ognuna con caratteristiche interessanti per differenti prodotti o esigenze. Per questo è importante conoscerle bene e tenerne conto fin dalle fasi di progettazione del prodotto.

Ma se vuoi essere un graphic designer con conoscenze complete, non ti basta semplicemente conoscere le tecniche di stampa, devi proprio approfondire questo mondo e conoscerne tutte le basi (almeno).

Proprio per questo motivo, all’interno del corso ABC Graphic Design trovi un intero modulo di più di 2 ore di video-lezioni dedicato alla stampa.

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Tu hai già avuto esperienza con qualcuna di queste tecniche? Ce n’è una in particolare che ti piace, o qualcuna che ti ha dato problemi. Faccelo sapere e intanto continua a seguirci, sono in arrivo nuovi articoli su questo e altri argomenti interessanti per il mondo della grafica. Intanto

A presto!

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