Per fare il designer è meglio specializzarsi o no?

Lorenzo MigliettaLorenzo Miglietta

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generalista o specialista

Spesso chi vorrebbe fare il graphic designer (o qualunque altro lavoro “creativo”) si domanda: ma è meglio possedere un bagaglio formativo di tipo generalista, il più vasto possibile, oppure è meglio specializzarsi in una singola “nicchia”?

È, cioè, preferibile cercare di scandagliare a fondo tutti i meandri del design (o del proprio settore), oppure scegliere un singolo ramo ed esplorarlo in ogni profondità?

Sia chiaro: questa domanda è valida per qualunque ambito lavorativo. La risposta, però, ovviamente non è una unica valida per tutti.

Andiamo a vedere quindi i pro e i contro delle due opzioni cercando di indirizzarti verso la soluzione più in linea con le tue esigenze e con le tue inclinazioni.

Seguimi, cominciamo! Puoi guardare il video o leggere l’articolo che trovi subito sotto:

I due livelli di crescita come professionista

Qualche tempo fa ho letto un libro che si intitola The Win Without Pitching Manifesto, scritto da Blair Enns e uscito nel 2010 (se ti interessa acquistarlo lo trovi su Amazon).

Questo libro parla di un sacco di argomenti interessanti per chi vuole intraprendere o sta già svolgendo professioni nel mondo creativo.

In questo libro vengono descritte due fasi, due livelli, che, in pratica, tutte le persone che hanno deciso di fare un lavoro creativo, come il graphic designer si trovano prima o poi ad affrontare. Te le spiego nel dettaglio.

Livello 1: dico “sì” a tutto

Di solito questa è la fase che attraversi quando sei ancora in formazione, oppure proprio agli inizi della carriera.

Facciamo degli esempi nel campo della grafica. Magari le persone che conosci sanno di cosa ti occupi, magari tu cominci a spargere un po’ la voce per cominciare a lavorare.

Così succede che ti arrivano le richieste più diverse. Può trattarsi di una grafica per delle magliette, oppure di un logo. O‌ ancora qualcuno ti chiede aiuto per un video:‌ in questo caso forse non hai proprio tutte le competenze che ti servono, ma comunque ne sai abbastanza per provarci, e fai anche questo.

Magari passi un periodo a fare grafiche per i social e un altro a costruire il layout di un sito.

È sbagliato? Assolutamente no. Sperimentare tante nicchie diverse è molto positivo, soprattutto se sei all’inizio. Ti consente infatti di imparare tante cose, acquisire competenze e skill.

Ma, cosa ancora più importante, ti permette di sperimentare ambiti diversi e quindi anche di capire cosa ti piace e cosa ti riesce meglio.

Questo percorso però, a un certo punto, arriva a una strettoia. C’è infatti un momento in cui, se ti occupi sempre di cose diverse, smetti di imparare;‌ i tuoi progressi si fermano.

Se un giorno progetti un logo, il giorno dopo impagini una brochure e quello dopo ancora fai un sito web va da sé che non riuscirai mai effettivamente ad arrivare ad essere un esperto di una particolare nicchia o tecnica.

Se quindi dire di sì a tutto serve certamente per imparare in fretta, ad un certo punto ti trovi con tante competenze, ma tutte piuttosto superficiali.

Perché è un problema?‌ Perché‌ nella tua stessa situazione ci sono tantissimi e tantissime designer, non soltanto nel tuo paese o nella tua provincia, ma in tutto il mondo.

L’importanza del posizionamento sul mercato

Quando ho cominciato a fare video e scrivere articoli in cui spiego come si fa a diventare graphic designer, in tanti mi hanno voluto comunicare la loro opinione. Che si può riassumere così:

“Lorenzo, se il mercato è già più che saturo, che senso ha dire, soprattutto ai giovani, che possono diventare graphic designer e spiegare loro come fare e quali sono le basi di questa professione?”

In realtà la situazione è molto più complicata di così.

Se infatti pensiamo solo alla nostra città, alla nostra regione o persino all’Italia, stiamo considerando solo un pezzo davvero piccolo del panorama. Chi si affaccia alle professioni creative, soprattutto nel campo della grafica, può lavorare davvero con e per realtà di tutto il pianeta.

Quindi in realtà la competizione è immensa, perché‌ è addirittura su scala globale.

Spesso, tra l’altro, ci troviamo a confrontarci con piattaforme (ti faccio l’esempio di Fiverr ma ce ne sono molte altre) in cui le prestazioni vengono vendute a prezzi bassissimi.

Questo succede perché, come dicevo prima, c’è moltissima offerta;‌ soprattutto moltissima offerta di prestazioni che si somigliano tra di loro, perché non richiedono una particolare specializzazione.

Ti spiego meglio con un piccolo test:‌ prova a trovare nella figura qui sotto il cerchio nero.

Quanto ci hai messo?‌ Forse un po’ di più di quello che pensavi, vero?

Questo succede perché‌ tutte le forme che ci sono nel disegno che ti ho mostrato si somigliano molto, per colore e dimensione.

Ora prova a cercare di nuovo il cerchio nell’immagine in basso.

Scommetto che stavolta ci hai messo molto meno tempo;‌ ti è stato più facile perché il cerchio questa volta era davvero molto diverso da tutte le altre forme.

Questo piccolo gioco mi è servito per spiegarti in modo molto semplice il concetto di posizionamento nel mercato. Dal posizionamento dipende anche il valore che i clienti percepiscono e quindi il prezzo che sono disposti a pagare per il nostro servizio o prodotto.

C’è un motivo per cui Gucci può vendere un portafoglio a 400 euro, mentre al contrario lo stesso identico portafoglio, stesso materiale stessa forma stesse finiture, venduto con un altro marchio, magari nel negozietto sotto casa, faticherebbe a trovare qualcuno che lo compri a meno di un decimo di quel prezzo.

Il motivo sta ovviamente nel marchio, o meglio nel posizionamento di brand che si basa su differenziazione ed esclusività.

Secondo me un graphic designer, soprattutto se vuole percorrere la strada del freelancing, dovrebbe fare proprio come Gucci. O‌ come il cerchio arancione, o ancora come La mucca viola (tanto per citare un altro libro che tratta di questioni simili;‌ anche questo, scritto da Seth Godin, lo puoi acquistare su Amazon).

Andiamo quindi a vedere come e perché dovresti passare alla seconda fase.

Livello 2: Dico “no” a quasi tutto

Ad un certo punto, se vuoi differenziarti e posizionarti al meglio nel mercato, dovrai cominciare a dire moltissimi no. E dire “sì” solo a quei progetti che davvero possono portarti a specializzarti nella nicchia che ti interessa coltivare.

In questo modo potrai approfondire uno strumento, un processo, un servizio in maniera tale da diventare davvero un grandissimo specialista nel campo che hai scelto. Acquisire competenze così solide e strutturate ti permette di non dover più competere con la maggior parte dei designer generalisti.

Ci credo molto in questo tipo di percorso, e lo puoi vedere dalla nostra offerta di corsi. Nella Grafigata! Academy infatti abbiamo nel tempo strutturato delle proposte davvero molto verticali, su singoli tool o singole nicchie. Ad esempio il corso Indesign Academy è tutto pensato per farti diventare un vero esperto in questo software e quindi lavorare nella particolare nicchia dell’impaginazione grafica.

Oppure abbiamo Logo Hero, che ti è di grande utilità se hai deciso che vuoi occuparti solo di logo design, come fa Emanuele Abrate, che è socio di Grafigata! e insegnante nei nostri corsi.

Dando un’occhiata al suo profilo instagram ti accorgerai subito che tutta la sua comunicazione e la sua produzione di contenuti ha come filo conduttore la nicchia in cui ha scelto di lavorare, che è appunto quella del logo design.

Il mio consiglio è quindi davvero quello di specializzarti, di scegliere e coltivare al meglio una nicchia per costruire una carriera di successo.

Ovviamente questo non significa ignorare completamente tutto quello che succede negli altri campi della grafica, così come del marketing o della creatività in generale. La curiosità e la preparazione, infatti, sono degli strumenti davvero efficaci.

Allora prima di concludere andiamo ancora a vedere come puoi costruire al meglio le tue competenze.

T e Y-shaped skills (competenze a forma di “T” o di “Y”)

Immagina di poter descrivere ogni tua conoscenza e competenza con un semplice quadrato.

Quando ti specializzi in maniera molto forte in una nicchia, del graphic design come di qualsiasi altro ambito professionale, le tue capacità possono essere illustrate da uno schema a “T”.

L’asta orizzontale della T rappresenta tutte le conoscenze che devi avere negli ambiti più o meno vicini a quello in cui hai deciso di specializzarti. Sono magari di livello superficiale, ma è importante che ci siano.

Invece l’asta verticale è quella che rappresenta le tue competenze professionali specifiche:‌ queste ovviamente saranno sempre più approfondite, e quindi le puoi rappresentare con diversi livelli sovrapposti.

A mano a mano che acquisisci esperienza e accumuli conoscenze è importante che le tue skills vadano ad assumere sempre più una forma a “Y”.

Se ti occupi di branding, ad esempio, è importante coltivare anche conoscenze e competenze nell’ambito del marketing, così come magari nell’utilizzo di software di disegno vettoriale come Adobe Illustrator.

In questo modo potrai costruire una carriera che si basa sulla qualità e sul valore della tua proposta professionale, dal momento che avrai davvero approfondito conoscenze ed esperienze nella nicchia che hai scelto e in cui puoi fare la differenza.

Conclusioni

Come hai capito non ci sono soluzioni facili, trucchi o scorciatoie. Ma ci sono scelte che puoi ponderare e strumenti che ti possono essere di grande aiuto per raggiungere i tuoi obiettivi.

Sul blog trovi tanto materiale in questo senso. Ti segnalo di sicuro le nostre guide complete che ti spiegano come si diventa graphic designer e come imparare la grafica.

Questo è il mio punto di vista, ma come sempre mi interessa il tuo parere, soprattutto su un argomento così complesso e dibattutto. Tu cosa pensi? Meglio specializzarsi o fare un po’ di tutto? Hai delle esperienze che ci vuoi raccontare?

Lasciaci le tue opinioni nei commenti e continua a seguire il blog per altri contenuti come questo.

Intanto ti saluto,

alla prossima!

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