Ecco perché rinunciare a un cliente a volte è meglio

Rinunciare a un clienteUno degli aspetti più difficili per chi sceglie la carriera da freelancer è la gestione diretta dei clienti. Una gestione che deve essere ottima per far si che il cliente esca sempre felice dal rapporto lavorativo e con la voglia di consigliarti ad altre persone o di affidarti nuovi lavori.

Non sempre, però, si trovano clienti con cui si riesce ad intavolare una buona relazione lavorativa.

Spesso capita di trovarsi impantanati con clienti che rallentano la tua carriera, clienti magari maleducati magari che addirittura non pagano o cercano di fregarti (se ne sentono tutti i giorni di cose di questo tipo).

Questo è, certo, colpa di persone incapaci di fare business in modo sano ma è anche colpa dei freelancer stessi che non sono stati capaci di comprendere le problematiche di un cliente o di un progetto fin dall’inizio.

Ti spiego quello che intendo dire tramite il mio punto di vista e la mia esperienza.

Anche grazie a questo blog, nel corso dell’ultimo anno e mezzo ho raggiunto una rilevante “esposizione” e ricevo un buon numero di contatti di persone che sono potenzialmente interessate a farmi lavorare su qualche progetto.

Il problema è che generalmente il 99 per cento di chi mi contatta a livello lavorativo lo fa con proposte da me non accettabili (i soliti “sono senza budget“, “guarda siamo agli inizi non so bene nemmeno io se possiamo pagarti“, “scusi, quanto fa un logo al chilo?“, ecc).

Perché certe proposte non sono accettabili?

Perché rappresentano dei potenziali punti di stallo. Dei blocchi per la mia carriera.

Non ci credi?

Beh, se avessi accettato anche solo alcuni di questi progetti mi sarei precluso la possibilità di dedicarmi a progetti ben più interessanti e importanti per la mia carriera come questo stesso blog, il mio corso Font-Ninja o progetti di brand identity per aziende serie come Pitzus Group.

Quei clienti mi avrebbero frenato!

Quando rinunciare ad un cliente fin dall’inizio (le red flag)

Va bene Lorenzo, ci sono dei clienti che è meglio perderli che trovarli ma io come caaavolo faccio a sapere fin dall’inizio chi sarà bravo oppure no??

Nel libro “Work for money, design for love” di David Airey, l’autore, designer irlandese, spiega, tra le altre cose, come evitare i “cattivi clienti”, quelli che ti possono far perdere del tempo o dei soldi, attraverso una serie di “allarmi”, le red flag.

Queste red flag sono una serie di elementi che puoi notare quando incontri un cliente (di persona o via mail) che ti possono far intuire che tipo di rapporto lavorativo sarà.

Il consiglio di David Airey è quello che, non appena si vedono queste bandierine rosse, bisogna, se si può, sfilarsi via, o sennò mettere subito in chiaro le cose con paletti ben precisi.

Nel mondo del freelancing devi infatti dimostrarti professionale e trattare i tuoi rapporti lavorativi come un vero e proprio business. Perché di quello si tratta: business.

Quindi, quali sono alcune di queste red flag di cui David Airey parla nel libro descrivendole attraverso esempi e aneddoti divertenti?

Te ne inserisco alcune, che ritengo molto interessanti!

(ovviamente la red flag per eccellenza è quella “non abbiamo soldi”, “non c’è budget”, ecc)

Il Signor Troppo-bello-per-essere-vero

Sono generalmente quei clienti che ti propongono inizialmente un lavoro sottopagato, piccolo e insignificante con la promessa che dopo, più avanti (“quando faremo successo“) si trasformerà in un’ondata di lavoro super-pagato.

Certo, a volte può capitare che il cliente sia sincero e creda veramente in quello che ti sta proponendo, però ciò non vuol dire che tu debba per forza accettare un lavoro del genere.

Questa è una delle classiche red flag. Un allarme che ti può far capire quanto possa essere rischioso buttarsi in un lavoro del genere che ti può tenere imbrigliato per molto tempo senza portarti da nessuna parte.

Clienti estremamente lenti nel rispondere

Questa è una delle red flag che prendo più alla lettera: solitamente quando un cliente ci mette tutte le volte due, tre, quattro giorni a rispondere ad una mail, un messaggio o altro, allora significa che è un rapporto lavorativo da cui fuggire.

Il motivo è che un cliente del genere può potenzialmente essere uno di quei classici clienti pieno di dubbi sul suo business e che magari cerca soltanto qualcosa di economico, o peggio, a costo zero.

Clienti che hanno già “contattato altri designer

Specialmente se si tratta di clienti che hanno già licenziato o cacciato via altri designer, stai attento!

Certo, non significa che il problema sia sempre per forza il cliente, ci mancherebbe! Può essere che si sia trovato a lavorare con un designer mediocre e incapace ma tu, per sicurezza, considera sempre questa cosa come una “red flag”.

Stai anche attento a quei clienti che ti dicono “sto contattando anche altri designer mentre parlo con te“, sia che sia vero oppure no, vuol dire solo una cosa: sta cercando di risparmiare.

A quel punto hai due opzioni:

  1. Rinunciare al cliente o lasciar decidere a lui chi scegliere
  2. Farti scegliere. Se ne vale la pena devi cercare di spiegargli in cosa sei meglio, che cosa puoi dare di più, perché tu sei più entusiasta degli altri

Queste sono solo alcune delle motivazioni che ti possono far bloccare in partenza un progetto. Tutto dipende da te, col tempo imparerai anche tu a capire a quali progetti rinunciare e quali invece pur con qualche sacrificio è bene accettare.

Io stesso prendo talvolta delle gran belle facciate ed è proprio questo che mi spinge a scrivere articoli come questo per aiutarti a non commettere errori simili! 😉

 

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Oltre al caso di rinunciare ad un potenziale cliente, c’è anche quel caso in cui a volte è meglio rinunciare ad un cliente con cui stai già lavorando.

Quando rinunciare ad un cliente con cui stai già lavorando (4 domande che devi farti)

Questa è una situazione un po’ particolare e diversa rispetto alla precedente: in questo caso con il cliente ci stai già lavorando.

Però il rapporto non è di quelli che ti danno soddisfazione, anzi! Ti causano nervoso, rallentamenti su altri progetti e più problemi che altro.

Non per forza sto parlando di assenza di soldi o di pagamenti (in quel caso direi che il problema è più grave e dovresti agire molto più velocemente), parlo di situazioni in cui proprio si lavora male.

Quindi che fare? Rinunciare al cliente? Mandarlo da qualcun’altro? Dirgli di arrangiarsi?

Aspetta.

Prima devi risponderti a queste 4 domande, poi potrai pensare sul da farsi.

1. Quanto ti piace il progetto a cui stai lavorando?

Un designer svolge il lavoro che ama, ma non sempre ama tutti i lavori che fa. Può capitare di trovarsi immischiati in un progetto in cui si è costretti a fare qualcosa in modo diverso da come vorresti, in un modo che non ti piace, non ti fa sentire appagato e soddisfatto.

Se invece, tutto sommato, quel progetto ti piace e ottieni dei buoni risultati, beh, questo può essere un buon incentivo a continuare a lavorare con quel cliente, anche se difficile, no?

Se la risposta alla domanda, comunque, è “non mi piace per niente”, questo potrebbe essere un motivo per rinunciare ad un cliente, ma rispondi prima alle altre 3 domande prima di decidere.

2. Quanto hai bisogno di quei soldi?

Certo, magari non lavori per diventare ricco (sennò perché faresti il designer? eheh) però le bollette le devi pur sempre pagare!

E quando si ha tra le mani clienti che fortunatamente pagano bene per un progetto, si possono anche mandare giù eventuali problematiche personali, si può andare avanti a testa bassa e concludere il lavoro velocemente e il meglio possibile.

Se hai invece la sensazione che i soldi che ti arrivano da quel progetto “insostenibile” non siano abbastanza da sopportare il nervoso e lo stress che ti fai allora sicuramente puoi pensare di rinunciare a quel cliente.

È tutta questione di conoscere bene la propria situazione finanziaria e personale e anche di capire quali siano le alternative.

3. Quali sono le alternative?

Già. Hai la certezza di poter raggiungere clienti diversi, migliori, una volta “tolto di mezzo” quello con cui proprio non stai riuscendo a lavorare bene?

Sapresti come agire se ti ritrovassi per qualche settimana senza un progetto importante tra le mani? Sapresti quali canali sfruttare per promuoverti?

Se non lo sai allora forse ti conviene provare a mantenere la situazione attuale e nel mentre studiare per evitare che certe situazioni si ripetano.

Inizia a costruirti un portfolio con cui presentarti ai clienti, inizia a sfruttare social network come Instagram per promuovere il tuo lavoro e il tuo stesso portfolio!

4. Ci sono altri vantaggi a lavorare per questo cliente?

Questo è un altro aspetto importante da sottolineare. Spesso si lavora con determinati clienti perché si ha la certezza che da quel lavoro ne possono arrivare altri più grossi e importanti o si possano raggiungere posizioni di prestigio all’interno di cerchie di conoscenze o si possono ottenere esperienze importanti, eccetera.

In questi casi bisogna sempre fare una auto-valutazione della propria situazione finanziaria e personale. Valutare i pro e i contro delle tue scelte e decidere che fare.

Conclusioni

Non sempre rinunciare ad un cliente difficile è un disastro. Un disastro può essere aver già accettato un cliente difficile e problematico.

Quindi, cerca sempre di stare attento all’inizio di un progetto, fai sempre un design brief completo (qui ti spiego come), crea un contratto lavorativo da far firmare a inizio progetto, fatti pagare una parte del progetto in anticipo, sii tu a dirigere il lavoro se sei un freelancer o chiedi garanzie se lavori tramite agenzie o account.

Insomma, tratta la tua attività da freelancer come un business e non come un passatempo.

Punta sulla professionalità e la concretezza e… pensa a te stesso!

 

E tu che ne pensi? Hai mai rinunciato a un cliente? Vorresti farlo? Ti sei ritrovato impelagato in situazioni scomode e stressanti?

Raccontami la tua storia, qui sotto, nel box dei commenti!

Alla prossima,

Lorenzo.

  • Elena

    Ciao Lorenzo! ottimo articolo, come tutti in realtà. Ti seguo da tempo ma questa è la prima volta che lascio un commento. Io non sono un designer ma sono comunque una freelance e all’inizio dell’attività mi sono lasciata imprigionare da tutte le tipologie dei clienti da te elencati, fatto che mi tagliato le gambe. Ora mi sto riprendendo e fuggo a gambe levate da tutti questi tipi. Buona vita! e grazie per il tuo prezioso lavoro sul blog

    • Ciao Elena!
      Fai assolutamente bene e anche io ho avuto i miei momentacci devo dire 🙂 L’importante è imparare dalle esperienze! 🙂

  • Salvatore Square Girolamo

    Ciao Lorenzo, complimenti per l’articolo. E’ il primo tuo articolo che leggo e come potrei non essere d’accordo.
    Lavoro per http://www.squaremediaagency.it/ (Agenzia di marketing) , e di questi clienti purtroppo se ne incontrano in quantità smisurate. Volevo aggiungere una categoria di clienti che non ho trovato, ma che in realtà non saprei nemmeno identificarla. Mi spiego: abbiamo accettato un bel lavoro, presentatoci da un cliente avente un progetto molto ambizioso; il caso curioso è che questo cliente per mostrare il suo impegno nei nostri confronti ha anticipato una bella somma prima di cominciare il lavoro dopodiché è praticamente scomparso! Non risponde al cellulare, ne in ufficio ne su whatsapp… insomma da definirsi un caso più unico che raro, dato che ha pagato ma non ha ricevuto assolutamente nulla, ne abbiamo fatto nulla per lui. Adesso ti chiedo: Come lo definiresti?
    Un saluto, ed ancora complimenti per il tuo articolo.

  • Ciao Lorenzo, concordo con quanto dici. Ci sono dei perditempo… sai quante volte mi sono sentito dire “però non abbiamo soldi per pagarti”. Il lavoro si paga! Oppure vado da un impresa edile mi faccio fare la casa gratis?

  • Ciao Lorenzo, complimenti per il blog. Anche io mi occupo di grafica e spesso mi accorgo che questo lavoro, a differenza di altri, viene sottovalutato. Ho imparato solo con l’esperienza a scremare i clienti perditempo. Devo dirti che ultimamente prendo le distanze da tutti quei clienti che si presentano con richieste urgenti e che vogliono la consegna del lavoro entro 1 settimana. Spesso queste tipologie di clienti tendono a sparire oppure a non pagare. Esperienza personale! Ciao