RGB e CMYK: quali sono le differenze e come usarli bene

Chiara ZoiaChiara Zoia

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La differenza tra RGB e CMYK è uno di quegli argomenti che magari pensi di conoscere, ma che poi nella pratica hanno un impatto quotidiano nella tua attività. Un impatto che va dal doverci prendere confidenza per poter lavorare in maniera fluida ai problemi che una gestione non attenta ti può creare.

Penso che tutti, prima o poi, abbiamo avuto qualche brutta sorpresa in fase di stampa, oppure ci siamo trovati a dover modificare in corsa un progetto perché avevamo fatto affidamento su una gamma non corretta.

Questo è il motivo per cui, al di là di una conoscenza teorica di cosa sono e come funzionano i diversi metodi colore, è importante capire meglio come e quando usarli.

Andiamo quindi a vedere insieme quali sono le differenze tra RGB e CMYK, e come poterli gestire davvero bene.

Prima però partiamo dalle definizioni

RGB, CMYK: cosa significano queste sigle?

Quando parliamo di RGB o di CMYK utilizziamo degli acronimi che stanno a indicare una serie di colori:

  • Rosso, verde e blu per RGB (red, green, blu)
  • Ciano, magenta, giallo e nero per CMYK (cyan, magenta, yellow, key black)

In tutti e due i casi si tratta dei colori base che mescolati permettono di ottenere, in ciascuno dei due metodi colore, la tinta desiderata.

Quindi sia RGB che CMYK sono metodi colore:‌ sistemi attraverso i quali i diversi colori vengono classificati e possono essere replicati con esattezza.

Se hai bisogno di un ripasso delle basi, abbiamo scritto una guida sull’RGB e una sul CMYK. Se invece conosci già bene la teoria e vuoi andare subito ai consigli pratici prosegui qui sotto.

Progetto nuovo:‌ RGB o CMYK?

Stai per cominciare un nuovo progetto. Tra le primissime cose che dovresti fare è proprio scegliere, fin dall’inizio, con quale metodo colore lavorare.

I due metodi che stiamo trattando si basano su due differenti modalità di ottenere il colore. Quando parliamo di RGB, infatti, ci riferiamo ai colori che si creano attraverso fasci di luce colorata, come succede negli schermi.

Il metodo CMYK, al contrario, fa riferimento al colore inteso proprio come materia; in particolare, per quanto riguarda l’ambito del graphic design, di solito è il colore che si ottiene attraverso gli inchiostri nella stampa tipografica.

Questo comporta una differenza nell’ampiezza del gamut. Detta in parole più semplici:‌ la gamma RGB ha più colori di quella CMYK.

Proprio per questo motivo è molto importante che tu imposti fin da subito il tuo progetto con il metodo di colore più adatto.

Anzitutto? Come fai a sapere con quale metodo colore stai lavorando? O a impostare quello che hai scelto? È molto semplice:‌

  • Illustrator: seleziona File > Metodo colore documento
  • Photoshop: seleziona Immagine > Metodo
  • Indesign: Modifica > Converti in profilo.

Ma come fare a scegliere il metodo giusto? Te lo spiego subito

Quando scegliere RGB o CMYK

La differenza sostanziale tra i due metodi colore di cui ti sto parlando sta proprio nei mezzi con cui il colore viene creato:‌ fasci di luce nel caso dell’RGB, pigmenti nel caso del CMYK.

Di conseguenza quando cominci un progetto la cosa giusta da fare è scegliere il metodo colore in base a quale sarà il mezzo attraverso cui il progetto verrà diffuso e fruito. Facciamo degli esempi

rgb metodi colore

Quando usare il metodo colore RGB

Il metodo RGB‌ è quindi da preferire tutte le volte in cui il progetto verrà fruito attraverso degli schermi.

Abbiamo quindi una grande varietà di utilizzi:

  • app
  • grafiche per i social (post, foto profilo, copertine)
  • grafiche o foto per siti web
  • advertising per il web
  • grafiche per la televisione / il cinema

Per tutti questi scopi ci sono formati di esportazione che costituiscono in genere uno standard per le diverse piattaforme di pubblicazione e che sono anche quelli più indicati per l’applicazione del metodo colore RGB.

In particolare:

  • jpg
  • png
  • gif
  • psd

Se ti servono più informazioni su questi formati d’immagine, su come funzionano e quali scegliere per i tuoi progetti trovi tutti gli approfondimenti di cui hai bisogno qui e qui .

rgb e cmyk primari

Quando usare il metodo colore CMYK

Il metodo colore CMYK, o quadricromia, simula in ambito digitale quello che accade realmente in fase di stampa, quando punti più o meno piccoli di inchiostro in quattro colori base vengono accostati a formare il colore desiderato.

Di conseguenza non c’è ragione di lavorare a un progetto impostando il metodo CMYK se quel progetto non sarà poi stampato.

Al contrario, come abbiamo anticipato, per tutte quelle grafiche che verranno poi riprodotte su carta, o su tessuto e altre superfici, è molto importante applicare la quadricromia al progetto prima che vada in stampa. In particolare è consigliato per:

  • brand image per biglietti da visita, brochure, adesivi
  • poster, cartelloni, insegne
  • merchandising
  • packaging
  • menu

La scelta del corretto metodo colore è importante perché non esiste una perfetta corrispondenza tra RGB e CMYK. Nel passaggio dal primo al secondo metodo colore accade quasi sempre di notare che i colori diventano meno vividi, più spenti. Come se un filtro grigio fosse stato applicato su tutto il progetto.

confronto resa rgb cmyk

Se invece sin dall’inizio si lavora in quadricromia è possibile aggirare questo problema. Da un lato infatti una calibrazione attenta di ogni singolo colore in CMYK ti permette di sfruttare al meglio tutte le possibilità di questa gamma. Dall’altro si può ricorrere ad espedienti tipici della composizione per ottenere l’effetto desiderato, come ad esempio accostare un complementare al colore che vuoi far apparire più vivido.

Per quanto riguarda i formati, quelli maggiormente indicati per l’esportazione dei tuoi progetti realizzati con metodo colore CMYK sono

  • PDF
  • AI
  • EPS

Quando utilizzare tutti e due

Non è affatto raro, in realtà, che tu debba lavorare su progetti in cui sarebbe indicato sia l’RGB sia il CMYK.

Pensa per esempio a tutte le volte in cui lavori ad una brand image: è ovvio che il logo dell’azienda, così come tutti gli altri elementi grafici, verranno utilizzati sia su materiale stampato che in forma digitale.

Oppure le grafiche che pubblicizzano un evento saranno utilizzate sia per le affissioni che sui social.

Che fare, in questi casi?

Il consiglio è quello di lavorare con entrambi i metodi colore, utilizzando le funzioni di conversione dall’uno all’altro che trovate nei software più comuni, come quelli dell’Adobe Creative Cloud, e apportare le dovute correzioni prima dell’esportazione.

In alcune situazioni potrebbe anche essere necessario associare ad RGB‌ e CMYK un terzo metodo colore, le cosiddette tinte piatte. In questo modo si possono, ad esempio, ovviare alcuni problemi legati al più ristretto gamut della quadricromia.

gamma pantone

Se vuoi saperne di più sulle tinte piatte leggi qui . Se invece vuoi vedere in pratica come funziona la conversione da un metodo colore a un altro troverai di certo molto utile il video di Marco Agustoni che ti spiega come convertire un logo da RGB‌ o CMYK a Pantone in Adobe Illustrator.

Conclusioni

Abbiamo dedicato davvero tanto spazio ai diversi metodi colore, alla loro definizione e a capire come funzionano.

Ti assicuro però che si tratta di un argomento così importante che richiederebbe ancora molto più tempo e approfondimento. Per questo ti consiglio di dare un’occhiata al nostro corso ABC Graphic Design, che ti aiuta ad acquisire tutte le competenze di cui hai bisogno per affrontare il mondo della grafica in maniera professionale.

Se invece vuoi leggere tutto quello che riguarda i metodi colore ti suggerisco

Continuan a seguirci per tanti altri contenuti davvero utili su grafica e creatività, intanto io ti saluto

a presto!

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