Le migliori combinazioni di font (e la loro storia)

Se fino a questo momento, quando sceglievi una coppia di font, lo facevi più o meno a casaccio, dopo aver letto questo articolo non lo farai mai più.

In questo articolo ti voglio parlare di combinazioni tra font. Cosa rende una combinazione tra due font efficace?

Ma, soprattutto ti voglio semplificare la vita rispondendo alla domanda: quali sono le migliori combinazioni tra i font?

In passato, qui su Grafigata, ho scritto quelli che sono gli articoli di font e tipografia tra i più letti in Italia. Ti ho parlato di come scegliere un font per il tuo progetto e di come abbinare più font tra loro. Ti ho anche parlato di quelli che sono i font che i designer amano di più.

E infine, ho anche scritto il corso online per designer Font-Ninja: il primo corso per designer sui font e sulla tipografia. Che ha insegnato le strategie avanzate sui font a più di 200 designer da tutta Italia.

Ma finalmente ho scritto l’articolo che ti semplificherà la vita in numerose occasioni di qui in avanti, quello che stai leggendo! 😉

Allora, sei pronto?

Partiamo!

Ma procediamo con ordine: cosa rende un abbinamento tra due font più o meno efficace?

Cosa rende una combinazione tra due font efficace?

Abbinare due font tra loro non è una scienza, non esistono formule matematiche. È tutta una questione di trovare rapporti armoniosi tra le forme dei due caratteri tipografici.

Nel mio articolo su come abbinare due font tra loro, ho scritto tutta una serie di consigli pratici a riguardo.

Uno degli aspetti più importanti è quello che due font, tra loro, per funzionare bene, devono essere contrastanti ma capaci di trasmettere lo stesso messaggio.

Eh si, perché come le forme e i colori, anche i caratteri trasmettono messaggi, hanno un’umore, hanno una personalità.

I font hanno una personalità! Comprendendo ciò, si può migliorare il proprio progetto.Click To Tweet

Se non hai voglia di leggere tutto quell’articolo e sei troppo pigro, ti faccio un riassunto di alcune cose importanti che devi conoscere prima di continuare:

  • È sempre bene usare al massimo 2 font per volta in un progetto, mai di più
  • Due font, per stare bene insieme, devono avere un buon contrasto ma non essere in conflitto
  • Font troppo simili tra loro creano confusione, evita!
  • Font troppo diversi tra loro possono dare comunque un effetto negativo
  • Solitamente i migliori abbinamenti sono quelli tra un serif (con grazie) e un sans serif (bastoni o senza grazie)

Bene, e ora andiamo al sodo: quali sono le migliori combinazioni di font?

 

Le migliori combinazioni tra font

Nell’articolo che ti ho linkato prima, parlo anche dell’importanza di creare una gerarchia visiva tra i font che vengono scelti.

Generalmente, infatti, quando si scelgono due font da affiancare, se ne sceglie uno per i titoli e uno per i testi più lunghi.

Queste combinazioni che andrò a mostrarti sono infatti tutte da intendere in questo modo: un carattere andrà usato nei titoli ed un’altro nei testi.

Ma bando alle ciance, cominciamo! Con alcune tra le combinazioni più “classiche” (ed efficaci) della grafica e con le loro possibili alternative (gratuite).

Helvetica con Garamond

Una delle combinazioni più classiche tra due dei font più utilizzati in assoluto, non solo dai designer.

L’Helvetica, progettato nel 1957 da Eduard Hoffmann, è il rappresentante di quello che venne chiamato design svizzero, il periodo modernista del graphic design. È un carattere di tipo neo-grottesco, semplice, tra i più versatili in assoluto. Amato da buona parte dei designer, snobbato o odiato da quelli che gli preferiscono altri caratteri come il Frutiger o l’Univers.

Il Garamond è invece, probabilmente uno dei font che vediamo più spesso, pur senza nemmeno rendercene conto. La maggior parte dei libri stampati in Italia, ad esempio, usa il Garamond.

Si tratta, infatti, di uno dei font serif (con grazie) più leggibile in assoluto.

Helvetica e Garamond, quindi, proprio per il loro aspetto sintetico e, tutto sommato, neutrale, insieme sono perfetti.

In particolare, l’accoppiata Helvetica Bold (magari maiuscolo) per i titoli e Garamond per i testi.

Dove si trovano? Ci sono alternative?

Dell’Helvetica le due varianti più interessanti e di qualità sono l’Helvetica e l’Helvetica Neue, entrambi compresi nella Monotype Library Subscription, un abbonamento mensile per poter usare sul proprio computer più di 2200 font della Monotype.

Scopri la Monotype Library Subscription (9,99 € pagando tutto l’anno o 14,99 € pagando mese per mese)

Le licenze commerciali sono acquistabili singolarmente su siti come MyFonts.

Del Garamond, invece, esistono un’infinità di varianti.

C’è il Simoncini Garamond, usato nell’editoria Italiana, o lo Stempel Garamond (anch’esso compreso nell’abbonamento Monotype) della Linotype o molti altri ancora. Guarda quanti ce ne sono!

Un’alternativa a Helvetica + Garamond potrebbe essere usare l’Arial o l’Arimo di Google nei titoli e la versione Google fonts del Garamond, l’EB Garamond.

Georgia con Verdana

Questo è un altro classico adatto anche a chi non ha grandi conoscenze di grafica e tipografia. Sia Georgia che Verdana sono quei classici font che vengono identificati, un po’ come Times New Roman e Calibri, come “quelli che ci sono sul computer”.

Sono tra i font più conosciuti e comunemente utilizzati. E sono stati entrambi progettati dal grande type designer Matthew Carter per la Microsoft tra il 1993 e il 1996.

Georgia e Verdana è forse l’accoppiata di font più utilizzata nei siti web.

Infatti, insieme sono assolutamente perfetti: si tratta di due caratteri estremamente facili da leggere e di grande impatto visivo nelle loro versioni Bold.

Insieme possono essere abbinati in molti modi ed entrambi possono essere utilizzati sia come titolo che come testo, a seconda di quelle che sono le necessità di design. Anche se, forse, è più adatto il Verdana nei titoli e il Georgia nei testi:

Franklin Gothic con Baskerville

Credo che sia estremamente difficile trovare una combinazione di font più elegante e fine di quella tra Franklin Gothic e Baskerville.

Il Franklin Gothic è un carattere progettato da Morris Fuller Benton nel 1903 e la denominazione “Gothic” sta ad indicare il modo in cui venivano chiamati i font sans-serif in quel periodo nei paesi anglofoni (mentre in Europa si preferiva Grotesk in Germania, sans-serif in Francia e bastoni in Italia).

Il Baskerville è invece ancora più antico, è stato progettato infatti dall’incisore John Baskerville attorno al 1750.

Entrambi i caratteri hanno un’eleganza incredibile. E tra loro si “connettono” in modo quasi perfetto. L’eleganza di uno non danneggia l’eleganza dell’altro, si sommano!

Il mio consiglio è quello di sfruttare la potenza visiva delle versione bold del Franklin Gothic per i titoli e l’alta leggibilità del Baskerville per i testi, in questo modo:

Dove si trovano? Ci sono alternative?

Il Franklin Gothic è a volte pre-installato nei sistemi operativi Windows (con licenza desktop), ma è anche disponibile nella collezione Adobe Typekit,  inclusa nell’abbonamento Adobe Creative Cloud. Ovviamente può anche essere acquistato singolarmente.

Il Baskerville, invece è disponibile in molte varianti. Quella “ufficiale” della Linotype è inclusa nell’abbonamento alla Monotype Library Subscription, oltre ad essere già installata sui Mac.

Esiste una versione gratuita, tra i Google Fonts, del Baskerville: il Libre Baskerville. Così come ne esiste una per il Franklin Gothic: il Libre Franklin.

Frutiger con Minion Pro

Lo ammetto: ho un debole per questa combinazione di font. Forse perché si tratta di una combinazione così rara da trovare nei lavori di altri designer o forse perché, effettivamente, è una delle migliori.

Il Frutiger fu progettato da Adrian Frutiger nel 1968 per la segnaletica interna dell’aeroporto Charles De Gaulle. È un carattere molto particolare ma, a mio avviso, meraviglioso.

A detta dello stesso Frutiger, unisce la razionalità e la pulizia dell’Univers (progettato sempre da lui), con l’aspetto organico e proporzionale del Gill Sans. Il tutto progettato per essere facilmente leggibile anche a grandi distanze.

Se dovessi scegliere un font per fare della cartellonistica direzionale, sceglierei il Frutiger. Se dovessi sceglierne uno per le scritte dei calciatori sulle maglie, sceglierei il Frutiger (come succede in Premier League).

Combinato con il Minion Pro (progettato da Robert Slimbach per Adobe nel 1990), poi, creano un effetto estremamente funzionale e otticamente corretto. Il Minion Pro è un font estremamente versatile, elegante e perfettamente leggibile anche in dimensioni ridotte. È perfetto per i lunghi testi.

Il mio consiglio è di usare la versione Bold del Frutiger per i titoli (anche tutto maiuscolo) e il Minion Pro per i testi.

Dove si trovano? Ci sono alternative?

Il Frutiger, oltre alla possibilità di essere comprato singolarmente, è disponibile nella Monotype Library collection assieme ad altri 2200 font Monotype.

Il Minion, anch’esso acquistabile da solo, è compreso nella collezione Adobe Typekit, inclusa nell’abbonamento Adobe Creative Cloud.

Sono due font molto particolari e di altissima qualità: trovare alternative gratuite all’altezza è impossibile. Ma se proprio vogliamo, al posto del Frutiger si può usare uno dei Google Font di ispirazione grottesca come l’Open Sans e forse il Roboto. Al posto del Minion Pro invece consiglio il Cardo.

Futura con Bodoni

Futura e Bodoni sono due font estremamente geometrici, ordinati e che si distinguono tra la folla. Insieme possono formare alcune accoppiate straordinarie. In particolare se il Futura viene usato nella versione Bold per i titoli e il Bodoni per i testi.

Vengono da due periodi storici completamente diversi (il Futura è progettato da Paul Renner nel 1928 mentre il Bodoni da Giovanni Battista Bodoni nel 1798) ma entrambi hanno cose in comune. Quello che più li accomuna è l’estrema cura nella ricerca della perfezione geometrica.

Insieme formano davvero un duo micidiale. Tanto che io stesso l’ho utilizzato per le immagini di testa di moltissimi articoli di Grafigata, nella versione Futura Bold maiuscolo + Bodoni Semibold Italic.

Dove si trovano? Ci sono alternative?

Alcune versioni del Bodoni sono pre-installate sia su Microsoft che su Apple mentre il Futura risulta già installato solo su Apple.

Il Bodoni è anche inserito nella Monotype Library collection assieme ad altri 2200 font Monotype.

Di alternative a Futura e Bodoni, essendo due font estremamente famosi e presi come punto di riferimento da centinaia di type designer ce ne sono moltissime.

A partire da font di altissimo livello come l’Avenir (al posto del Futura) e il Didot (al posto del Bodoni).

Ma esistono anche moltissime alternative gratuite. Come il Renner o il Poppins in alternativa al Futura e il Libre Bodoni per, ovviamente, il Bodoni.

Minion Pro con Myriad

Del Minion te ne ho già parlato qualche paragrafo prima. Assieme al Myriad, progettato anch’esso da Robert Slimbach tra il 1990 e il 1992, formano la punta di diamante dei font Adobe. Sono infatti quei font che risultano già predefiniti ogni volta che si usa lo strumento testo in programmi come Illustrator ed InDesign.

E non è mica un caso.

Insieme sono infatti estremamente coerenti, hanno le stesse dinamiche visive, lo stesso ritmo, simili dimensioni e, allo stesso tempo, offrono comunque un buon contrasto visivo.

Sono interscambiabili nell’uso per titoli e testo. Ma la mia interazione preferita tra i due è Minion Pro Bold per i titoli e Myriad per i testi:

Dove si trovano? Ci sono alternative?

Sono entrambi font che si possono usare semplicemente avendo un programma della Adobe Creative Cloud.

Ma esistono comunque delle alternative: per il Minion, come già detto, il Cardo, mentre per il Myriad si può usare l’Open Sans.

Caslon con Univers

Caslon e Univers sono altri due font la cui storia parla da sé. Quest’accoppiata è piuttosto rara da trovare ma a mio avviso molto ben riuscita.

Il Caslon in realtà non è un solo tipo di carattere, per via del fatto che quando fu progettato (nei primi decenni del ‘700) ne furono fatte numerose varianti dal tipografo William Caslon I. Nei secoli successivi (e specialmente nell’epoca digitale), ne sono poi state fatte varianti un po’ da tutte le varie fonderie e grandi aziende come Adobe, Linotype e Apple.

Si tratta comunque di un carattere che ha fatto la storia della tipografia grazie alla sua indubbia qualità.

L’Univers è invece il più famoso font progettato da Adrian Frutiger e il “competitor” numero 1 dell’Helvetica.

Helvetica ed Univers sono stati progettati nello stesso anno, 1957, influenzati entrambi dalle spinte moderniste. La sfida a livello promozionale e di marketing l’ha vinta l’Helvetica, anche grazie al suo inserimento tra i font predefiniti dei Mac dagli anni ’80 in poi. Ma a mio avviso l’Univers ha una versatilità che l’Helvetica si può solo sognare.

Divenne infatti famoso e fu poi inserito nei libri di storia del graphic design per via del numero di pesi contenuti nella famiglia Univers: 14 pesi romani e 14 pesi italic. Ora moltissimi font hanno questa varietà, ma per l’epoca si trattò di una rivoluzione.

Insieme, Caslon e Univers, possono essere utilizzati in moltissimi modi:

Dove si trovano? Ci sono alternative?

Il Caslon è compreso nella collezione Adobe Typekit, inclusa nell’abbonamento Adobe Creative Cloud. È anche disponibile, nella versione denominata Caslon 3, all’interno della Monotype Library Collection.

La versione Big Caslon, risulta già pre-installata sui Mac.

L’Univers può essere acquistato singolarmente ma è anche lui presente nella Monotype Library Collection.

Possibili alternative gratuite possono essere FreeUniversal per l’Univers e Libre Caslon

Clarendon con Trade Gothic

Se alcune combinazioni di cui ti ho parlato prima sono piuttosto rare da trovare in altri progetti, questa lo è ancora di più.

Sia Clarendon che Trade Gothic, sono due font molto particolari, adatti ad essere usati solo in particolari circostanze quando si hanno determinate esigenze comunicative.

Il Clarendon, progettato nel 1845 per la Thorowgood & Co., è un carattere slab serif, cioè con le grazie spesse e perpendicolari. È tra i rappresentati più noti dei cosiddetti font “Egiziani” di epoca Vittoriana nel Regno Unito. E, come puoi vedere, è un carattere che si fa notare.

È infatti perfetto per essere usato come titolo.

Funziona molto bene quando viene appaiato a font ordinati e naturali come ad esempio il Trade Gothic (progettato da Jackson Burke nel 1948).

Dove si trovano? Ci sono alternative?

Clarendon e Trade Gothic sono entrambi compresi nella Monotype Library Subscription oppure acquistabili singolarmente su siti come MyFonts.

In alternativa (gratis) al Clarendon ti consiglio il Domine o il Canadian, mentre in alternativa al Trade Gothic sicuramente l’Archivo Narrow.

Gill Sans con Garamond

Se vuoi creare un progetto elegante ma allo stesso tempo tranquillo e neutrale, allora Gill Sans e Garamond sono la tua soluzione perfetta.

Il Gill Sans è probabilmente nella mia top 10 dei font preferiti di sempre. Progettato nel 1926 da Eric Gill è entrato fin da subito nella storia dell tipografia per la sua qualità e naturalezza delle forme.

Con il Garamond condivide molto: molti glifi sembrano simili (la G e la a, ad esempio) e in generale le forme interagiscono alla perfezione.

Un progetto con un titolo in Gill Sans Bold e il testo il Garamond farà sempre bella figura e si adatterà a moltissimi contesti diversi.

Dove si trovano? Ci sono alternative?

Gill Sans e Garamond (nella versione Stempel Garamond) sono entrambi compresi nella Monotype Library Subscription oppure acquistabili singolarmente su siti come MyFonts.

Il Gill Sans, comunque, è tra i font predefiniti della maggior parte dei sistemi operativi.

In alternativa al Gill Sans si può usare il Cabin, mentre in alternativa al Garamond, come già detto qualche paragrafo più su, l’EB Garamond.

Avenir con Minion Pro

L’Avenir è un carattere tipografico progettato nel 1988 da… Adrian Frutiger! Già, ancora lui. Ci sarà un motivo per cui si tratta di uno dei più grandi type designer del ‘900, no?

È un carattere che deve molto a tutta la tradizione dei font geometrici, a partire dal Futura, ma che, allo stesso tempo, ha in sé anche qualcosa di naturale che lo rendono molto particolare ed interessante.

Rispetto al Futura, ad esempio, ha aste verticali leggermente più spesse di quelle orizzontali e ascendenti e discendenti più corte. Caratteristiche che lo rendono adatto sia per i titoli (display) che per i lunghi testi.

In particolare, si abbina alla perfezione con un old-style come il Minion Pro, di cui ho già tessuto le lodi:

Dove si trovano? Ci sono alternative?

Il Minion risulta già installato come parte dei font della Adobe Creative Cloud, l’Avenir invece è tra i font della Monotype Library Subscription.

Un’alternativa all’Avenir può sicuramente essere il Muli o anche il Trueno. Alternativa al Minion, invece, come detto, può essere il Cardo.

Usare font della stessa famiglia di font

Usare combinazioni di font diversi può garantire spesso il risultato migliore. Due font, quando scelti bene, si combinano creando un effetto “combo” e trasmettendo determinate emozioni o messaggio in modo ancora più efficace.

Ma ci sono anche molti altri font che, grazie alla loro versatilità, possono essere usati sia come titolo che come testo.

Sono quei font che fanno parte di quelle che vengono chiamate “famiglie di font”, cioè caratteri tipografici con molti pesi diversi progettati coerentemente l’uno con l’altro.

Vediamo le migliori, o comunque quelle che garantiscono maggiore versatilità a livello di uso sia per il titolo che per il testo.

Akzidenz Grotesk

L’Akzidenz Grotesk, il font di punta della fonderia Berthold, progettato nel 1896, è considerato il capostipite dei cosiddetti caratteri “Grotesk”. È il font a cui si sono ispirati poi per progettarne altri come Helvetica, Univers, Frutiger e un po’ anche Futura (pur seguendo strade diverse).

È in assoluto uno dei miei font preferiti e grazie alla presenza di 4 pesi romani e 4 pesi italic è perfetto da usare sia per i titoli che per i testi.

Univers

Ne abbiamo parlato prima. L’Univers è stato tra i primi font ad essere distribuito come una famiglia estesa di font.

Le sue caratteristiche e la sua qualità lo rendono perfetto sia per i titoli, anche in grandi dimensioni, sia per i testi.

FF DIN

Acquistabile su MyFonts o su FontFont

La versione completa del FF DIN comprende un totale di 28 stili diversi, garantendo una versatilità enorme. Grazie alle sue qualità è anch’esso perfetto per essere usato in ogni situazione di impaginazione.

Minion Pro

Immagine presa da MyFonts.

La famiglia del Minion Pro, di cui ho già parlato in lungo e in largo in questo articolo, è composta da 64 font. Si, hai letto bene.

Questo, oltre alla sua qualità, lo rende perfetto per essere usato da solo sia come titoli che come testi, didascalie, note, sottotitoli e tutto quello che vuoi!

Lato

Il Lato è sicuramente il Google Font che preferisco. Avendo molte varianti, oltre che una versione italic sorprendentemente ben progettata, è assolutamente adatto per la tipografia di un sito web.

Vuoi sapere come si comporta come combinazione titolo + testo? Beh, ce l’hai davanti! 🙂

È infatti il font che ho scelto per la tipografia di Grafigata!

Conclusioni

Scegliere un font e abbinarlo con altri è sicuramente una parte fondamentale nel processo creativo. 

Conoscere i font, come funzionano, qual è la loro storia aiuta sicuramente a renderti un vero esperto di graphic design. Per imparare ancora di più e diventare un vero NINJA della tipografia, scopri ora il primo corso per graphic designer sui font e la tipografia, Font-Ninja:

Accedi ora al corso!

Anche questo mega articolo è concluso, se lo hai trovato utile, che ne dici di lasciarmi un commento qui sotto e condividerlo con i tuoi amici? 😉

Alla prossima,

Lorenzo.

  • Giada Diamanti Patrizi

    Grazie del prezioso articolo Lorenzo! Interessante ed utile come sempre! 🙂

  • Paolo t.

    Un ottimo articolo grazie Lorenzo ;))

  • Vabbè, ma manca il COMIC SANS! 😉

  • Alessio Lombardi

    Molto interessante e divertente da leggere. Utile sia per un grafico sia per una qualsiasi persona con creatività! Bravo!

    Alessio
    http://lombardesignitalia.weebly.com/