Un logo deve funzionare in bianco e nero?

Lorenzo MigliettaLorenzo Miglietta
Logo in bianco e nero

Questo articolo vuole essere una risposta completa ed esaustiva alla domanda: un logo deve funzionare in bianco e nero per essere un buon logo?a

Io sono Lorenzo Miglietta, graphic e logo designer e creatore del sito su cui sei ora: Grafigata.com. Negli anni ho scritto alcuni degli articoli più letti sul Logo Design che tu possa trovare online in italiano, creato corsi online avanzati sul logo design, e ho lanciato il primo percorso di formazione e tutoraggio a distanza che permette di creare un portfolio in 6 mesi anche a chi comincia da zero.

Da 0 a designer è un prodotto rivoluzionario: se non lo conosci vai a vedere di cosa si tratta.

I designer che, come me, si occupano della progettazione di loghi, nel tempo, hanno sempre saputo che un logo deve funzionare in bianco e nero per essere efficace. Se non funziona in bianco e nero, non funziona al cento per cento. Ma è proprio così?

Un logo ha bisogno di funzionare in bianco e nero per essere efficace?

Risposta breve: ni, non per forza. Però dipende dal logo, dal contesto e da un po’ di altre cose.

La risposta lunga è, ovviamente, il resto dell’articolo in cui ti andrò a parlare di quando un logo deve o non deve funzionare per forza in bianco e nero e di come si fa a farlo funzionare. Quali accorgimenti si usano per rendere un logo efficace anche nella versione monocromatica? E il nuovo logo di Instagram allora? E le sfumature?

Andiamo con ordine :)

Perché, anni fa, il bianco e nero era una regola fondamentale del logo design

Il motivo principale per cui l’efficacia di un logo in bianco e nero è sempre stata considerata fondamentale in fase progettuale è semplicemente perché fino a non moltissimi anni fa i costi di stampa di molti colori erano eccessivi.

Stampare un logo colorato su ogni busta da lettera, su ogni etichetta, carta intestata o biglietto da visita, comportava dei costi eccessivi per qualsiasi azienda. I loghi venivano quindi preferibilmente stampati sempre in bianco e nero, così da risparmiare inchiostro e quindi soldi.

Un logo che non funzionava in bianco e nero, quindi, non funzionava nella maggior parte della applicazioni che venivano fatte di quello stesso logo!

Il logo di Apple negli anni ’80 è la dimostrazione (e al tempo stesso l’eccezione) di ciò. Il logo era la famosa mela che tutti conoscono ma non nel colore “grigio tecnologia” più comune oggi, bensì con i colori arcobaleno.

logo apple arcobaleno

Era infatti noto come “il logo più costoso di sempre” perché, in quanto stampato ovunque con tutti i colori, questo logo si poneva volutamente in controtendenza alla “corsa al risparmio” delle principali aziende hi-tech. Apple intendeva, infatti, esibire un’icona in grado di far comprendere da subito al fruitore la ricerca di qualità e l’ostentazione che si celava dietro il brand, con buona pace degli ettolitri di inchiostro (e di dollari!) gettati per diffondere il logo arcobaleno in tutto il mondo.

Negli ultimi 10/20 il graphic design, però, è diventato sempre più digitale e sempre meno cartaceo.

La digitalizzazione del graphic design

Non viviamo più in un mondo dominato dalla carta ma dagli schermi.

Consumiamo informazioni e immagini non più attraverso riviste, pagine e fogli ma attraverso cellulari e computer.

Questo, assieme al fatto che i costi di stampa a colori si sono, nel tempo, estremamente ridotti, ha comportato un graduale ma importante abbandono di quel dogma del logo in bianco e nero.

Assieme a questo è crollato negli ultimi anni un altro famoso dogma del logo design: quello di evitare a tutti i costi le sfumature.

Loghi come quello del rebranding di Instagram del 2016 ne sono un esempio lampante.

rebranding instagram

Questo nuovo logo di Instagram, a colori, al di là dei gusti personali, funziona con quella sfumatura al suo interno, che tanto ha fatto rabbrividere i logo designer di vecchia data, perché funziona sui canali in cui quel logo viene utilizzato.

Mi spiego meglio. Il logo di Instagram si vede, nel 99,99 % dei casi, all’interno di uno schermo (quasi sempre di cellulare); non viene praticamente mai stampato.

All’interno di uno schermo una sfumatura dà problemi? No.
Crea brutti effetti come se stampato in bianco e nero? No.
Quindi, il logo di Instagram, per l’utilizzo che ne viene fatto, può andar bene anche se non riproducibile in bianco e nero? Assolutamente sì!

Questo però non vuol dire che un logo colorato o con sfumatura non debba anche avere una variante monocromatica, come vedremo più avanti in questo articolo.

Ma quindi “Inizia sempre dal bianco e nero” è un consiglio ancora valido?

Quello di iniziare sempre a progettare un logo in bianco e nero (che è il terzo consiglio che do in questa guida su come progettare un logo), nonostante quel che ho scritto finora, è comunque un consiglio fondamentale.

Il fatto che non ci sia più necessità che un logo funzioni sempre e per forza in bianco e nero, non implica che progettarlo a partire da quel punto non sia utile per il designer.

Che dici, mi sono spiegato malissimo?

Ok, allora proviamo a riformulare il concetto. Il consiglio “inizia sempre a progettare in bianco e nero” non vuol dire “il logo DEVE funzionare per forza in bianco e nero”. È semplicemente un consiglio che aiuta a migliorare la tua fase progettuale!

Copio dal mio stesso articolo su come progettare un logo:

Lavorando solo in bianco e nero potrai concentrarti sulla progettazione e, allo stesso tempo, anche il cliente non verrà distratto da preferenze di colore. Nella prima parte della fase creativa bisogna far sì che anche il cliente sia concentrato solo sull’idea e sulla forma. Solo successivamente si arriverà a parlare di colori e di tutto quello che ne consegue.

Riassumendo: il consiglio è ancora valido per questioni progettuali ma, come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, non è più un “dogma” della grafica – checché ne dicano molti designer :)

Quando serve che un logo funzioni in bianco e nero

Nonostante ormai viviamo in un epoca di schermi digitali super performanti, esistono ancora numerose occasioni e situazioni in cui è utile, se non necessario, utilizzare un logo in bianco e nero (o comunque monocolore).

Andiamo a vedere alcuni esempi di quando serve che un logo funzioni in una versione monocromatica.

Quando si stampa su quotidiani o alcuni libri

Il primo caso da considerare è quello classico, del quale ti ho parlato nell’introduzione di questo articolo, legato cioè alla resa grafica del logo su carta. Non dimenticare mai: tutto si stampava in bianco e nero.

Ancora oggi, se si ha a che fare con un logo frequentemente stampato su quotidiani, riviste o libri stampati in bianco e nero, bisogna progettare un logo che funzioni bene in quel modo, o quantomeno una sua variante.

Certo, la maggior parte dei loghi che vengono oggi creati non verranno mai stampati su quotidiani in bianco e nero in modo diretto ma considera che quel logo può essere concesso a compagnie o eventi terzi che useranno quel logo nel modo che riterranno valido. Quindi, prevedere un logo funzionale in bianco e nero è sempre importante.

Quando si fanno vetrofanie

Questo è un altro caso al limite. Quando si stampa su vetro, magari con la tecnica che in inglese viene chiamata “Frosted vinyl”, si ha necessità di un logo che funzioni bene se stampato (solitamente) in bianco o perlomeno in una variante monocromatica.

Un logo che non funziona in un solo colore non permette una buona applicazione di questa tecnica.

Quando si stampa su scontrini e ricevute

Quando un logo necessita di essere stampato spesso su scontrini e ricevute, dovrà per forza di cose funzionare bene nella sua versione in bianco e nero per essere leggibile e comprensibile.

Prendi ad esempio un logo progettato per un negozio di abbigliamento. Quel negozio vorrà sicuramente veder stampato il proprio logo su ogni scontrino di ogni paio di jeans o maglietta venduti, non credi?

Deve quindi funzionare in bianco e nero (o, ripeto, avere una variante monocromatica ben leggibile).

Quando si incide o si fa stampa in rilievo

E questo è, probabilmente, il caso da cui proprio non si scappa in nessun modo.

Se il logo da progettare è destinato ad essere spesso inciso con laser in superfici come legno, metallo o altro, oppure ad essere stampato in rilievo, allora deve per forza funzionare bene in un solo colore.

Non solo, deve essere estremamente ben leggibile!

logo incisione nobilitazione carta

Quando si usa la versione bianca (o colorata) su foto o video (watermark)

Ultimo caso è quello in cui si ha bisogna di utilizzare un logo da apporre sopra un video o un’immagine, quello che in inglese viene chiamato watermark e serve anche, ad esempio, a tutelare il copyright di un’immagine.

Ecco, questo è un caso in cui avere un logo che funziona bene in bianco è davvero utile.

logo bianco su foto esempio pubblicità

NOTA: ho messo lo screenshot di questa pubblicità perché, semplicemente, mi piace e mostra quello che ho spiegato. Nessuna pubblicità occulta o coinvolgimento.

Insomma, sono molti i casi in cui è necessario far si che un logo funzioni anche in versione monocromatica e non per forza si tratta di casi relativi al mondo della stampa ma anche nel mondo digitale.

Andiamo quindi a capire quali tecniche e quali accorgimenti si possono sfruttare per far si che un logo funzioni in bianco e nero.

Come far funzionare un logo in bianco e nero

Ok, abbiamo visto come non sia sempre necessario farlo ma abbiamo visto anche quando invece è molto meglio avere un logo che si presta ad essere utilizzato in bianco e nero. Abbiamo visto con l’ultimo dei casi nel paragrafo precedente come anche nel mondo digitale sia importante avere un logo che ben si presta all’utilizzo monocromatico.

Quindi quali strategie bisogna adottare per far funzionare un logo in bianco e nero?

La prima, ovvia, è quella di iniziare a progettare in bianco e nero e fin qui ci siamo.

Ma non sempre i loghi (pur partendo da una progettazione semplice) risultano utilizzati nella loro versione monocromatica. Esistono infatti uno svariato numero di loghi che al loro interno presentano sfumature o accostamenti di colori che, per forza di cose, non possono essere resi in un solo colore.

loghi con colori e gradienti adobe creative cloud google firefox

I due loghi che ho inserito in questa immagine qui sopra sono emblematici delle 2 diverse soluzioni che si possono applicare quando si affronta un problema di questo tipo.

  • Soluzione 1: si cambia logo (rebranding)
  • Soluzione 2: si crea una variante monocromatica del logo

Soluzione 1 – il caso MSN e Windows: rebranding del logo

logo msn versione bianco e nero

Fino a pochi anni fa sia MSN che Windows (entrambi marchi di Microsoft), avevano 2 loghi coloratissimi. Quello di MSN in particolare presentava sfumature complicate e difficilissime da tradurre in un logo in bianco e nero se non perdendo il 90% dell’efficacia del logo stesso.

La loro efficacia è stata comunque tutelata per anni per il semplice fatto che sono entrambi loghi che vengono visualizzati principalmente su schermi, ovviamente.

I designer di Microsoft, però, negli ultimi anni hanno comunque deciso di fare un restyle a 360 gradi di tutta la grafica (il cosiddetto Metro Style, ne avevo parlato qui) e di tutti i loghi, come si vede da questa immagine:

rebranding windows paula scher

Hanno quindi risolto il problema del logo colorato creando un nuovo logo più semplice e chiaro e facilmente applicabile su qualsiasi immagine e su qualsiasi superficie.

Non è però l’unica soluzione.

Soluzione 2 – il caso Instagram (e moltissimi altri): creare una variante del logo

Questa è la soluzione che mi piace di più, quella di creare una variante in bianco e nero di un logo colorato, potendo così cogliere tutti i vantaggi di entrambe le situazioni.

Il logo colorato potrà infatti avere i vantaggi derivanti dall’utilizzo di molti colori (come il trasmettere dinamismo, originalità, creatività, ecc) e allo stesso tempo, il fatto che ne esiste una variante monocromatica lo rende anche adatto in tutti quei casi che ti ho detto prima.

Una delle polemiche che ci sono state al momento della presentazione del nuovo logo di Instagram è stata la presenza di una forte e distintiva sfumatura al suo interno.

La risposta dei designer Instagram e tutti quei designer che commentavano la cosa stizziti?

Chissene!

Il logo con la sfumatura verrà usato nel 99% dei casi e quando non sarà così, ne esiste una variante adatta ad essere usata in bianco e nero:

rebranding instagram

Se progetti un logo, devi sempre tenere conto dei vari utilizzi cromatici che avrà. Devi progettare perché sia adatto sia a colori che in bianco e nero.

Ovvio, questo solamente se vuoi che sia un logo completo e funzionale.

Ti spiego meglio con un esempio:

Logo finto grafigata

Un logo di questo tipo può essere assolutamente efficace secondo i nuovi standard del graphic design digitale e far contento il cliente ma, una volta che ci si troverà nelle situazioni di cui sopra, siamo sicuri che il risultato sarà lo stesso?

Logo finto grafigata bn

Bisogna quindi prevedere una sua possibile variante, come potrebbe essere questa.

Se funziona in nero … ma non in bianco

logo nero non funziona in bianco esempio panda wwf

Ultimo suggerimento, ma non meno importante degli altri.

Finora ti ho parlato di un logo in bianco e nero. Ma “tutto nero” e “tutto bianco” non sono la stessa cosa … anzi.

Se hai progettato il logo in nero può capitare che, quando provi a trasformarlo in bianco, l’effetto sia strano. Ti sembra più grosso, meno equilibrato, e se comprende una mascotte, può persino cambiare la sua espressività.

Niente panico, è normale: si tratta di una questione di percezione visiva, di cui però devi tenere conto.

Un trucco molto semplice per risolvere la situazione è quello di creare un contorno bianco, per isolare il logo, senza stravolgere un progetto che, in nero, funziona.

Questa soluzione l’ha trovata Federica, una delle studentesse del percorso Da 0 a designer di cui ti ho parlato prima.

soluzione contorno bianco per logo nero

E l’ha applicata proprio a uno dei progetti che ha creato per il suo portfolio.

Ecco qui: come vedi la simpatica mascotte Mellow in bianco perdeva parecchio del suo brio. Ma con il contorno bianco mantiene forza cromatica e il giusto contrasto sui fondi scuri. Così può funzionare in tutti i contesti e su tutti i supporti.

logo mellow colorato con contorno bianco

Se anche tu vuoi entrare alla grande nel mondo professionale del graphic design, attraverso un percorso che ti permette di imparare non solo la teoria, ma anche di avere una guida che ti stimola a trovare la soluzione giusta ai problemi pratici, prenota la tua chiamata. Puoi avere tutte le informazioni che ti servono per cominciare il percorso Da 0 a designer e un prezioso aiuto nella scelta da parte del nostro Grafi-Team.

Conclusioni

Nel giro di pochi anni, grazie a sviluppi tecnologici, il mondo del logo design è radicalmente cambiato, sono crollati alcuni dogmi e stiamo vivendo una nuova era nella storia della grafica (ne avevo accennato anche in questo articolo sulla rivoluzione tecnologica del graphic design).

Questo però non vuol dire che dobbiamo gettare i libri di storia della grafica nel cestino e fregarcene di tutto quello che ci insegnano i designer del passato.

La funzionalità di un logo in bianco e nero potrà non essere più il dogma assoluto nel mondo del logo design ma è ancora un elemento discriminante nel valutare l’effettiva qualità del logo.

Le sfumature nei loghi non sono più considerate come un tragico errore da principiante ma, allo stesso tempo bisogna stare attenti all’abusarne.

Quando progetti un logo, la forma è più importante del colore. Crea qualcosa che possa adattarsi a tutti gli utilizzi possibili.

Ricorda che un logo deve essere semplice, versatile e funzionale all’utilizzo!

Alla prossima,

Lorenzo.

Commenti:

Ci sono 0 commenti in “Un logo deve funzionare in bianco e nero?”

  • Ciao Lorenzo,
    mi stavo chiedendo: e se nella versione monocromatica del logo (prendiamo ad esempio il tuo) fosse in scala di grigio?
    Ci sarebbero gli stessi problemi -di costi- della stampa a colori? idea improponibile perché la versione monocromatica, da definizione, deve essere b/n o niente?

    • Ciao Clarissa!
      Certo, in scala di grigi alcuni dei problemi si risolvono e sicuramente i costi sono gli stessi perché è comunque una stampa in bianco e nero. Bisogna però prevedere anche che il logo funzioni in scala di grigi :)
      In caso di sfumature o colori affiancati bisogna insomma lavorare in modo che la resa a livello di significato e messaggio trasmesso dal logo sia la stessa!

  • Grazie! Un bello articolo che mi ero perso nelle ferie di Agosto. Sono felice che l’ho recuperato!

    Da grafico di vecchia data devo ammettere che opure io ho inorridito con il nuovo logo di Instagram, però c’è sicuramente di peggio e forse non è così male

  • Io tutte queste critiche per il logo di Instagram quando era uscito mai le ho capite. Mi è sempre sembrato un logo.. giusto! Adattissimo al target degli adolescenti su cui vuole far presa!

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