3 agosto 2015

Ecco come e perché ho cambiato il mio logo personale!

17 COMMENTI

Logo lorenzo miglietta

Ci sono momenti, specialmente nella vita di chi fa lavori creativi, in cui cambiare non solo è necessario ma è anche utile, è utile per confrontarsi con altre persone, è utile per capire come si può migliorare, è utile per mettersi alla prova e sprigionare la creatività. Che è quello che noi designer sappiamo fare meglio!

Proprio per questo, negli ultimi mesi, ho deciso di fare un piccolo ma sostanziale cambiamento nella mia “figura di designer”: ho deciso di cambiare il mio logo personale.

Avevo parlato del mio logo personale precedente in un articolo di qualche mese fa in cui delineavo le linee guida che si dovrebbero considerare quando si progetta un logo per se stessi, che spesso è una delle sfide più complicate per noi designer.

È complicato perché bisogna confrontarsi con se stessi, bisogna cercare di capire che cosa vogliamo rappresentare di noi, come vogliamo essere visti da fuori e in che modo vogliamo presentarci.

Insomma, non è una cosa facile. Nonostante il logo sia cambiato, questo articolo su come creare un logo personale è tuttora estremamente valido e ti consiglio di darci una letta se hai voglia di approfondire.

Comunque, già in quell’articolo, tramite questa immagine che ti mostro ora, avevo anticipato che il logo di un designer, secondo me, deve essere considerato come un cantiere aperto. Qualcosa che può cambiare, qualcosa che può migliorare di pari passo agli sviluppi della figura professionale e delle competenze del designer stesso.

logo rebranding

Da questa immagine si capisce anche che ogni logo personale ha una storia, che segue direttamente la storia del designer stesso. In questo caso la mia storia è breve, in fin dei conti ho solamente 21 anni! Ma se vuoi te la racconto per bene in questo articolo perché è davvero importante per capire il logo finale.

La storia del mio logo personale

Prima di andare a parlare del mio nuovo logo e di descriverne il percorso progettuale e la struttura, voglio prima farti capire da dove nasce. E per farti capire da dove nasce, per me è importante spiegarti la storia del mio, o anzi, dei miei loghi personali.

Tutto ebbe inizio con la forgiatura dei magici Anelli. Tre vennero dati agli elfi…

Ah no… Scusa, mi sono confuso quella è un’altra storia ehm ehm!

Allora, tutto ebbe inizio da bambino con la passione per i fumetti e per il disegno, quando la maestra Susanna mi diceva “Lorenzo te sei davvero bravo a disegnare, continua così!” e io ci credevo. Anche se riguardando adesso quei disegni delle elementari, forse i suoi complimenti erano più degli incoraggiamenti a migliorare eheh!

Insieme alla passione per il disegno c’era quella per i fumetti: supereroi, Tex, Ratman e molti altri. Avevo pure creato un mio primissimo blog all’età di 12 anni in cui postavo i miei disegni e le strisce di un personaggio chiamato Ratock! Venni pure pubblicato su alcune fanzine e avevo una ventina di iscritti al Feed RSS ma, ovviamente mi mancavano sia le competenze e la maturità per un progetto del genere che la costanza per portarlo avanti.

Ratock logo personale

Pian piano, grazie al disegno, mi sono avvicinato a Photoshop e alla grafica grazie alla mia prima tavoletta grafica, regalatami da mio zio all’età di 16 anni. Era una Trust che non riconosceva la pressione del tratto, una cosa molto, molto base.

Tempo due anni di cazzeggio su Photoshop e mi sono iscritto all’Università qui a Genova nel corso di Design. Quasi subito, nei primi mesi, iniziai a progettare il mio primo, banalissimo ed elementare logo personale:

Logo vecchio

I riferimenti sono facili da capire, vero? Le iniziali del nome Lorenzo Miglietta e il riferimento ai baloon dei fumetti. Il tutto progettato con una casualità e una noncuranza ai dettagli tipica di chi si avvicina per la prima volta alla grafica. Davvero, un lavoro estremamente mediocre, lo so!

In seguito, l’anno scorso (2014), ho costruito il mio primo rebranding di questo logo. Il progetto intero lo puoi vedere qui, su Behance.

Logo 2014

Il miglioramento è stato sicuramente netto, su questo non ci piove, ma, negli ultimi mesi, questo logo mi è stato molto stretto, mi è sembrato come se questo logo mi stesse limitando al passato, a quel passato “fumettoso”.

Era quasi come una scatola dentro la quale mi nascondevo. Ma era tempo di uscirne fuori, no?

Era tempo di un nuovo logo!

Il mio nuovo logo

Ok, il logo vecchio, anche se reso più professionale con una progettazione curata ed un’immagine coordinata completa, non mi soddisfaceva più. Come detto, lo vedevo come una scatola dentro cui chiudevo la mia creatività.

Costruzione logo fase 1

Nel corso degli ultimi mesi, grazie al progetto di tesi universitaria che ho portato avanti e con cui mi sono laureato il 23 Luglio, pochi giorni fa (evvivaaa!), ho deciso di uscire da questa scatola, che ho trasformato in modo metaforico in questa immagine:

Costruzione logo fase 2

Ta-daah! Eccomi uscito dalla “scatola grafica” dentro cui mi ero, per così dire, rinchiuso.

Ma l’obbiettivo dell’uscire da una scatola, per un designer, qual è? Non è forse quello di sprigionare la propria creatività? Sprigionarla quasi come delle scintille che si muovono verso l’alto?

Proprio da questi due concetti, la scatola da cui uscire e le scintille di creatività sprigionate dall’uscirne, nasce quindi il mio nuovo logo personale:

Logo Lorenzo Miglietta

 

Dopo un po’ di ragionamenti, però, ho deciso che anche di quella scatola, non ne avevo forse più bisogno ed ero pronto a sprigionare la mia creatività!

2016 definitivoUn logo che è una metafora e che va spiegato adeguatamente e raccontato per bene. Avrei potuto mostrarti il logo e chiederti “ti piace”?

Ma non sarebbe servito a nulla. Perché un logo deve essere raccontato, deve far ragionare e immaginare, non deve solo essere visto! (twittami!)

Se questa storia ti è piaciuta, se vuoi, puoi approfondirne la progettazione anche su Behance, e ricordati di mettere il mi piace alla fine della presentazione! 🙂

Conclusioni

Questo è stato tutto il percorso progettuale che ha portato a questo mio nuovo logo, di cui sono molto soddisfatto e che sento come veramente mio, come qualcosa che mi rappresenta pienamente.

E sai perché mi rappresenta? Non tanto perché se lo guardo mi vedo io, quanto perché se lo guardo vedo la mia storia!

Quindi, se vuoi un consiglio da un giovane e acerbo e scatoloso (e un po’ scintilloso) designer, eccolo qua: vivi e progetta il tuo logo come se fosse la tua storia da designer! (twittami!)

Ovviamente ci tengo un sacco alla tua opinione! Fammi sapere cosa ne pensi sia dell’articolo che del progetto qui sotto nei commenti! Oppure raccontami pure la tua storia come designer e la storia del tuo logo, che mi piace sempre ascoltare cose nuove!

Alla prossima,

Lorenzo.

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Discussione:

  • Laura Ferrari

    Mumble…mumble…

  • Lucas Rizzato

    Ahahah che forte sto articolo 😉

  • Mi spiace Lorenzo ma convince poco.
    Tutta la storia è chiara, ma senza conoscere questi precedenti, il logo non si racconta bene… potrebbe rappresentare tantissime altre cose, anzi difficile immaginare che sia il logo personale di un graphic designer.
    Anche il logo in sè mi sembra migliorabile, ha una forma verticale ma il suo peso è tutto sbilanciato verso il baso e sarebbe più equilibrato senza il quadratino più alto anche se capisco che hai disegnato 4 pezzi perché sono quelli che scaturiscono dal quadrato maggiore.
    Onestamente io cambierei completamente strada, sei giovane e molto competente… esplorare altri percorsi 😉

    • Lucas Rizzato

      Bè a parte che il logo personale è sempre in evoluzione (io il mio lo cambio spesso), ricordiamoci il logo da cui era partita Apple XD Secondo me come idea è buona, va solo sviluppata di più. Bravo Lorè!

    • Ciao Stefano!
      Grazie mille per questo commento! Apprezzo molto queste critiche e ne terrò sicuramente conto!
      Per quel che riguarda il rappresentare o meno un graphic designer, non sono invece molto convinto. Alla fine un logo personale rappresenta una persona e la sua storia, non tanto il suo lavoro. O almeno, questo è quello che cerco di rappresentare 🙂 Il fatto che oltre ad essere Lorenzo Miglietta graphic designer sono… io! eheh 🙂
      Comunque sia grazie davvero per la fiducia, ovviamente non smetterò mai di esplorare altri percorsi! 🙂
      Un abbraccio,
      L.

  • Pietro Perri

    Il Logo è una cosa personale non farti influenzare dall’esterno che a mio parere il 90% sono tutto fumo e niente arrosto bla bla bla ricordati che tutte le cose hanno uno schema, come il logo ha una griglia da seguire, ma se resti nello schema sei invisibile quindi esci dagli schemi e immagina senza seguire gli sc(h)emi…. questa tua creazione a me piace un sacco i difetti rendono unici. 🙂 Face – Creativo digitale

    • Grazie mille Pietro, davvero!
      Hai colto proprio il messaggio che volevo trasmettere, il “pensare fuori dalla scatola”! 🙂

  • Masha Trofyx

    Ho creato il mio logo personale uguale al tuo, diverso solo il contorno e il background, sconcertante! LM!

    • Noo dai davvero? Ahah 🙂 Postalo qua così riusciamo a confrontarlo dai 🙂

      • Masha Trofyx

        Mi ero persa questa risposta e nonostante l’eccessivo ritardo ti posto il logo così ti togli la curiosità 🙂

  • Marco Mambelli

    Lorenzo io sapevo che il logo serve per rafforzare il posizionamento nella testa del cliente, ma forse mi sbaglio…un saluto Marco

    • Ciao Marco! Verissimo quello che dici, ed è anche vero però che un logo deve rappresentare chi sta dietro quel logo, no? Troppi cambiamenti sono ovviamente dannosi ma, essendo un logo personale e non un logo aziendale ci si può permettere di “giocare” molto di più secondo me, non pensi? 🙂
      Per il colore, ho scelto il nero per dare un classico senso di purezza e pulizia. Dopo tutto il percorso che ho raccontato, ora è tutto “in ordine”. Quello è il messaggio che vuole dare il colore nero 🙂

  • Luca Piazza

    NON MALE, FAI Xò VEDERE IL LOGO COMPLETO DI NOME (SENZA GUIDE) thanks

  • Giuseppe Perrupato

    Ciao, ti seguo da un po’ di giorni e per me rappresenti un buon punto di riferimento, specialmente nell’abbinamento dei font, tuttavia questo logo secondo me è troppo concettuale e poco identificativo, preferivo quello precedente, sicuramente aveva uno studio meno ricercato come questo però lo reputavo più efficace ed identificativo