I trend del graphic design per il 2022 (e non solo)

Lorenzo MigliettaLorenzo Miglietta

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Copertina trend 2022

Se il 2020 è stato un anno eccezionale, anche il 2021 non ci ha fatto mancare le emozioni … diciamo così. In una situazione tanto dinamica prevedere i trend per il 2022 nel mondo del graphic design non è scontato.

Ci sono però alcuni fenomeni abbastanza evidenti con cui secondo me faremo i conti in questo anno appena iniziato e su cui vale la pena ragionare insieme.

Alcuni erano stati in qualche modo anticipati già nel 2021, e probabilmente sono destinati a rimanere, altri aprono nuovi scenari e sono lo specchio di una realtà che evolve in maniera rapida e a mio parere non reversibile.

Andiamo allora a vedere insieme di che tipo di tendenze stiamo parlando e di come ti può essere utile conoscerle per approcciare i tuoi progetti in questo ambito.

Prima di leggere l’articolo puoi guardare il video che ho pubblicato qualche giorno fa

Perché ti parlo di tendenze

Prima di cominciare a presentarti i trend del 2022 che mi sembrano più interessanti nell’ambito del graphic design voglio spiegarti perché penso sia giusto analizzarli.

Quando parliamo di tendenze, infatti, abbiamo a che fare per lo più con delle “mode”. Sono quindi dei fenomeni che non vanno per nulla ad intaccare le basi del graphic design, regole e principi universali come quelli che trattiamo nel nostro corso ABC Graphic Design.

Tra l’altro, come tutti gli stili molto caratterizzati, che associamo con facilità a un periodo di pochi anni, o di un anno soltanto, spesso questi trend rischiano di invecchiare molto in fretta. In pratica, se decidi di seguirli nei tuoi progetti, devi sapere che il risultato può apparire démodé già tra due o tre anni.

anti design trend 2022
Project Boiler Room

Però sono molto utili per capire qual è la cultura visiva con cui ci confrontiamo, per avere argomenti utili su cui ragionare, anche con i clienti. Ma anche per cercare nuovi stimoli e perché no, capire meglio come potrebbe evolvere il graphic design nei prossimi anni e anticipare questi sviluppi.

I nuovi anni ‘20

La pandemia ha portato a livello globale cambiamenti rispetti ai quali, credo, non si potrà più tornare indietro. Proprio per questo motivo, anche se può sembrare paradossale, penso che vedremo grandi novità e che gli anni a venire saranno ricordati per un grande fermento.

Un po’ come gli anni ‘20 del Novecento sono stati fenomenali dal punto di vista delle avanguardie nel campo del design, come il Bauhaus, ovviamente escludendo dal discorso tutto ciò che riguarda la situazione politica ed economica di quel periodo.

www.echaosorder.academy

Allo stesso modo sono convinto che stiamo vivendo i nuovi anni ‘20, e non solo per una questione di cifre. Penso che stiamo attraversando un momento della storia del graphic design che verrà studiato sui libri di settore e di cui si parlerà come noi oggi parliamo dei roaring twenties.

Con questa prospettiva andiamo a vedere nel dettaglio le tendenze più interessanti per l’anno appena cominciato.

I trend del graphic design per il 2022

Massimalismo, ancora più dirompente

Il massimalismo, il trend che avevo individuato per il 2021, si è confermato essere la nuova realtà. Ma siamo solo agli inizi.

Il flat design, il modernismo e la semplicità, ormai, sono appannaggio di chiunque e di qualunque brand. È semplicissimo recuperare delle risorse, anche gratuite, come pacchetti di icone o illustrazioni, per creare delle belle identità o dei buoni prodotti in stile flat, facili, puliti, funzionali.

“Your life looks good” – Yuri Y

Per questo le aziende e i brand che vogliono distinguersi, e hanno il budget per farlo, cercano quindi ormai di fare cose visivamente pazzesche, esagerate, impattanti o sopra le righe.

Si esagera come modo di emergere dalla massa. Certe volte è proprio un espediente per dimostrare quanto è costosa la produzione di questi progetti e quindi per sottolineare la disponibilità di grandi budget, fuori dalla portata di piccoli brand.

E per ora siamo ancora nella fase embrionale di questo trend; io penso che durerà ancora molto, almeno per i prossimi 5 anni.

massimalismo trend design 2022
“More is More” – Raphael Kwok

Massimalismo non significa che tutto sia esagerato. Perché ad esempio il logo design sta andando in direzione totalmente opposta.

Vedi sempre più spesso loghi semplicissimi, flat, minimali affiancati a brand identity dai colori vibranti, dalla tipografia enorme e da immagini impattanti e spettacolari.

Tutto questo sta anche portando come conseguenza, una sottocultura comunicativa “disruptive”: quello che si definisce “anti-design”.

anti design trend 2022
Campagna Biden – Harris

Anti-design

L’antidesign, se vuoi una categoria storica a cui fare riferimento, ha qualcosa in comune con il brutalismo. Il brutalismo nasce in architettura negli anni ‘50 superando il design modernista e minimale del periodo tra le due guerre. L’anti-design si affaccia sulla scena della grafica, soprattutto digitale, dopo un decennio dominato dal minimalismo.

Lo studio della user experience, specie nel campo delle applicazioni, ha portato ad approcciarsi al disegno in maniera estremamente pulita, funzionale, privilegiando un design flat in cui poco si concede a  tutto ciò che può turbare l’equilibrio di un’interfaccia armonica.

Ma in un panorama in cui le interfacce di qualsiasi ambito, dalla tecnologia alla moda, dai servizi bancari all’intrattenimento, cominciano ad assomigliarsi pericolosamente, si sente la necessità di un linguaggio in grado di comunicare a un pubblico diverso.

Il panorama storico in cui ci muoviamo, inoltre, è tutt’altro che perfetto, o tendente alla perfezione. Sembra quindi essere il momento giusto per l’affermarsi di un design in cui superfici spoglie, asimmettria, colori forti e una tipografia di forte impatto creano una rottura con gli standard estetici più affermati e liberano nuove energie.

Stickers Adobe Max – Mat Voyce

Conoscere le regole per distruggerle

Nella pratica si tratta di conoscere bene tutte le regole classiche della grafica e del design e decidere di distruggerle completamente. In questo momento, visto che si tratta di una tendenza abbastanza nuova, la stanno percorrendo agenzie e designer di grande capacità, che sanno perfettamente cosa stanno facendo.

Certo se nel prossimo futuro dovesse diventare un linguaggio più diffuso potremmo anche vedere dei risultati davvero fastidiosi. Se vuoi provare ad intraprendere questa strada è di sicuro molto interessante, ma mi sento di consigliarti di fare molta attenzione!

grafiche wrapped spotify
Wrapped Spotify

Puoi anche notare che, nell’intento di rivelare la struttura e fare a meno di ogni forma di abbellimento, l’anti-design torna a creare spazi web che ricordano l’assoluta semplicità dei primi siti, quegli degli anni ‘90. E anche l’estetica di quel decennio sta tornando

Anni ‘90 is back

Negli anni scorsi il design ha esplorato in lungo e in largo l’estetica anni ‘80, anche attraverso interpretazioni decisamente contemporanee come il fenomeno vaporwave. Questo ciclo pare si stia avviando alla conclusione per lasciare il posto all’influenza del decennio successivo, gli anni ‘90.

Oltre al fascino esercitato dall’età eroica di internet, è forse il lato più mainstream dell’ultimo decennio del secolo scorso quello che vedremo nel 2022.

Pogi’s Pet Supplies

Il tentativo, in questo momento di precarietà e frustrazione, è quello di strizzare l’occhio ai millennial, ricordando loro il confort dei pomeriggi della loro adolescenza trascorsi a guardare MTV.

Rivedremo quindi non soltanto i frame, ma anche le grafiche con schemi color block e tinte molto forti; oppure le icone e le illustrazioni formate da grandi pixel, gli hyperlink molto evidenti, le animazioni semplici. Se ci pensi questo tipo di effetti ha molto a che fare anche con la tendenza all’anti-design di cui ti ho appena parlato.

In questo revival degli anni ‘90 torna anche lo stile grunge, che puoi trovare nella musica come nella moda. Dal punto di vista della grafica nel 2022 quindi aspettati di vedere sempre più spesso elementi che richiamano questo stile, in particolare texture che danno agli elementi grafici o alle scritte un aspetto “rovinato”.

trend grunge

Sul fronte della tipografia aspettati di tornare a incontrare font che pensavi definitivamente sorpassati, come Georgia e Verdana: ci sarà da divertirsi.

Inclusività

Il mondo intorno a noi è cambiato a una velocità folle, e non c’entra solo la pandemia. Anche i modelli sociali si stanno evolvendo: le categorie di persone che possono far ascoltare la propria voce ed essere rappresentate sono sempre di più.

Il graphic design sta cercando nuove strade per poter rispecchiare questa evoluzione e le richieste di rappresentazione del pubblico.

colori senza stereotipi trend inclusività infografica The Telegraph

Attenzione: il rischio di cadere in operazioni di pura facciata o di abusare di retorica (ad esempio la mano bianca che stringe quella nera) è altissima.

Quello che succede sempre più spesso, ad esempio, è che si ricorre a colori diversi dal blu e dal rosa per distinguere dal punto di vista grafico quello che si riferisce agli uomini o alle donne, in particolare nelle infografiche.

Si utilizzano in alternativa colori che non rafforzano gli stereotipi, come il viola, l’arancione o il verde.

stretta di mano
Handshake – Hand holding on black background

Si tratta di un primo passo, ma ci sono anche aziende che stanno riuscendo a fare una comunicazione ancora più efficace nel superare gli stereotipi.

Dalle icone alle illustrazioni, gli esempi della comunicazione di Slack e Trello ci fanno capire come si può ampliare il range dell’umanità illustrata, oltre alle rappresentazioni a cui siamo più abituati. Seguire questa tendenza è anche un modo per scegliere un preciso posizionamento sul mercato e distinguersi dai competitor.

Illustrazioni 3D ovunque (e a volte mischiate al 2D)

Avete presente Meta? Beh, direi di sì. Ecco, non so se ci avete fatto caso ma il logo scelto per la nuova brand image del gruppo ha due caratteristiche che è molto probabile incontreremo spesso nel 2022, e oltre.

Anzitutto è un logo 3D; e poi è un logo animato. Sono due aspetti importanti perché da un lato il fatto che la comunicazione avvenga sempre più di frequente in spazi digitali, dal “semplice” monitor di pc e smartphone fino alla realtà virtuale, consente di fare un uso molto più vasto della grafica 3D.

facebook meta logo animation © facebook

Anche l’animazione diventa una soluzione percorribile dal momento che ormai vediamo abbastanza spesso spazi per affissioni pubblicitarie che sono schermi, non più superfici su cui attaccare affissioni stampate.

Certo il linguaggio 3D di solito richiede maggiori investimenti. Servono infatti software specifici, computer all’altezza e personale formato. Infatti questa strada al momento è percorsa dai grandi brand, e la spinta verso il massimalismo in parte è proprio data dalle loro strategie.

Proprio perché al momento non ci sono tanti grafici 3D di livello, e tanto meno illustratori 3D, qualche mese fa abbiamo lanciato un corso che si chiama 3D Startup. Il corso ti permette di imparare ad illustrare e animare in 3D utilizzando Cinema 4D e di specializzarti in questo ruolo richiestissimo al momento.

Ma torniamo ai trend 2022.

trend design 3d + 2d
Altruus Gifting App

2D e 3D, insieme

In questa corsa a una comunicazione premium sempre più articolata sta però anche succedendo qualcosa di molto interessante.

Sia la grafica in due che quella in tre dimensioni, infatti, hanno una capacità di comunicare che non può essere rimpiazzata. In pratica, tutti e due i linguaggi hanno senso e uno non sostituisce l’altro.

Per questo abbiamo visto nel 2021, e di certo vedremo nell’anno prossimo, esempi in cui i due linguaggi si mischiano.

animazione 3d design discord

In questo modo si salva la ricchezza sensoriale del 3D e la spontaneità del disegno in due dimensioni.

Infatti il doodle, lo scarabocchio, e in generale tutto quello che riguarda il disegno in cui emerge l’elemento di “manualità” è già una tendenza da qualche tempo e sembra destinata a rimanere per un bel po’.

Tipografia “decostruita”

Che già da qualche anno stia tramontando il dominio assoluto dei sans serif è una cosa nota.

Ma il grande ritorno della tipografia come protagonista del graphic design non poteva non portarsi dietro anche un uso espressivo dei caratteri. Infatti i serif che si inseriscono in questa tendenza non sono quelli che siamo abituati a immaginare come dei “classici”, molto belli e soprattutto leggibili, come il Garamond o il Minion Pro, ad esempio.

Vediamo invece sempre più spesso utilizzare dei serif molto ricchi e lavorati, o font con valore di illustrazione (ne parlo tra un attimo …), e persino i caratteri stessi utilizzati come forme e testi che rompono le regole classiche della tipografia.

tipografia decostruita font zart
Font Zart

Forse l’esempio che per primo ti può venire in mente è quello di Spotify, che nelle sue infografiche per Wrapped 2021 ha scelto di utilizzare un font come elemento decorativo. Serve sia come abbellimento visivo sia a rafforzare il contesto con parti di scritta che fanno intuire il contenuto.

Stessa cosa si può dire per quei loghi costruiti sulle potenzialità dei font variabili. In questi casi è proprio la capacità del carattere di trasformarsi all’interno di uno spazio definito che sta al centro della comunicazione.

Di nuovo troviamo un prepotente ingresso dell’animazione in prodotti che siamo abituati a considerare necessariamente statici, come appunto un logo.

tipografia illustrativa

Tipografia illustrativa

Ci sono poi casi, te lo anticipavo, in cui la tipografia viene utilizzata come una vera e proprio illustrazione. Una tendenza che, estremizzata, dà vita a scritte in cui i caratteri non sono solo, e nemmeno per lo più, lettere, ma elementi visivi con cui si creano illustrazioni autonome rispetto alla parola che compongono.

La tendenza a riscoprire i valori espressivi dei serif e quella ad utilizzare in maniera illustrativa la tipografia non possono non convergere verso uno strumento che era stato un po’ messo da parte nel mondo digitale: la legatura.

Diciamolo chiaramente: le legature non favoriscono la leggibilità di un testo, anzi direi che il più delle volte la ostacolano. D’altro canto però spesso esaltano le potenzialità di un font, e ancora una volta danno un senso di continuità e fluidità che esalta la scritta come figura unica.

nuovi serif

Quindi nel 2022 di sicuro vedremo molto più spesso legature strane, esagerate, svolazzanti; così come font a forma di baloon (come quello della Big Bubble, per capirci) o con grazie davvero particolari (molto grandi, molto appuntite, etc.).

Secondo me questa tendenza oltre ad essere interessante è anche positiva, perché in questo modo si crea una maggior varietà dal punto di vista della comunicazione.

Conclusioni

Queste sono le principali tendenze che ho individuato per il 2022. Come sempre ti chiedo di dirmi se ti sembra di aver ritrovato tutte quelli che secondo te saranno i trend da tenere d’occhio quest’anno, oppure se ne ho trascurato qualcuno che ti pare davvero interessante.

Ancora fammi sapere se sei d’accordo con l’analisi che ho fatto: scrivi tutto nei commenti. Noi di Grafigata! ci aspettiamo un anno davvero ricco di novità, e siamo qui per raccontartele, quindi continua a seguirci.

Per il momento ti saluto,

Alla prossima!

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