Warner Bros ha un nuovo logo per ritagliarsi un nuovo ruolo nel digitale

Lorenzo MigliettaLorenzo Miglietta

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In vista dell’avvicinarsi del centenario dello storico studio di produzione cinematografica Warner Bros, nel 2023, lo studio di Burbank ha svelato il nuovo logo.

Con una cerimonia ufficiale, ieri il CEO Ann Sarnoff ha presentato la nuova identità progettata da Emily Oberbam, partner di Pentagram, e il suo team.

Si tratta di una versione raffinata e modernizzata del classico scudo che simboleggia lo studio sin dal 1923.

Come mai questo restyling?

Il marchio storico Warner Bros ha sempre avuto il vantaggio di essere super-riconoscibile e distinguibile. Un grande vantaggio in un epoca in cui, con la digitalizzazione del settore, i competitor si sono moltiplicati a dismisura. Studi come Warner Bros, infatti, non competono più solamente con gli altri studi cinematografici ma anche con i servizi di streaming online come Netflix e Hulu.

Ma nonostante il marchio fosse riconoscibile, “l’identità visiva sembrava un po’ datata“, come ha detto Dee Dee Myers, vicepresidente esecutivo della Warner Bros per la comunicazione aziendale e gli affari pubblici a livello mondiale.

Insomma, in Warner Bros erano pronti a un cambiamento di brand che rispecchiasse la volontà di cambiamento aziendale.

Ed è qui che sono intervenuti Emily Oberman, partner di Pentagram, e il suo team.

Invece di considerare la tensione tra passato e presente come un problema, è diventata la soluzione progettuale del marchio. Si sono fatti piccoli ritocchi ad un’identità visiva e ad un logo consolidato e il team ha cercato di ristabilire un senso di unità complessiva, declinando il logo a seconda delle varie applicazioni (ad esempio su mobile o su schermo cinematografico) e rendendolo efficace per l’esperienza di visione diversificata di un pubblico moderno.

Non si è trattato di una re-invenzione del marchio, ma di una ricalibrazione.

Secondo Oberman, il team mirava a dare alla Warner Bros due cose: (1) “un modo per parlare del loro marchio che si muove nel futuro“, che lo potesse differenziare da altri grandi studi e stabilre il suo posto nel digitale, e (2) un modo per trasmettere il concetto che, come studio (cioè Pentagram), credono fortemente nel “potere della storia“.

Analisi del nuovo logo

Il rispetto della storia del logo è chiaro: è ancora perfettamente riconoscibile.

Lo scudo, infatti, ha subito alcune modifiche per renderlo più “elegante e pulito”, dice Oberman:

  • Il “WB” è stato ridisegnato per dare alle forme delle lettere un migliore senso di equilibrio;
  • L’icona dello scudo stesso è stata riprogettata seguendo i rapporti della sezione aurea (che ho spiegato qui per bene);
  • Il blu storico è stato reso più luminoso e moderno.

Come detto prima, il logo è pensato per essere “responsive” e cioè adattabile alle diverse applicazione e dimensioni. Ci sono infatti due versioni del logo: una versione primaria piatta e una versione più bi-dimensionale richiesta dalle divisioni TV e cinematografiche della Warner Bros.

Assieme al logo viene introdotto anche un carattere tipografico personalizzato: il Warner Bros Sans che è stato creato a partire dal monogramma “WB”. È ispirato all’Art Déco degli anni Venti, il decennio in cui fu fondata la Warner Bros e che, secondo Oberman, “fa si che il marchio sia ancora presente anche senza lo scudo“.

Dopo più di tre anni di sviluppo, dalla strategia del marchio allo sviluppo visivo fino alla preparazione del lancio, la nuova identità visiva si sta diffondendo oggi e sarà visibile su tutto, dall’iconica torre d’acqua sul lotto della Warner Bros. ai camion di distribuzione, dal digitale alla stampa.

Il rebrand di un’azienda storica è un’impresa enorme, soprattutto quando è presente in tutto il mondo. Eppure è una sfida comune, con i marchi del patrimonio culturale che si adattano al XXI secolo cercando di trovare un equilibrio tra riconoscimento e modernizzazione con piccoli cambiamenti su larga scala. Warner Bros. non fa eccezione. “Siamo entusiasti di rinfrescare il marchio“, dice Myers, “collegandolo al passato, ma con gli occhi ben aperti“.


Fonti: FastCompany.com & Pentagram.


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