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Il Museo Bodoniano di Parma ha una nuova Brand Identity

Il Museo Bodoniano è uno dei tantissimi musei presenti in Italia ma è l’unico dedicato esclusivamente al grande tipografo del ‘700, Giambattista Bodoni.

Si trova a Parma ed è stato creato nel 1963 a partire proprio dai lasciti (libri, punzoni tipografici e altri cimeli vari) di Bodoni dopo la sua morte.

Da qualche giorno ha presentato la sua nuova identità visiva. Con un nuovo logo e un nuovo sito.

Il lavoro è stato coordinato dallo Otium Studio, di Castelfranco Veneto, sotto la direzione di Damiano Fraccaro con la fotografia di Giulio Favotto e lo sviluppo web di Super Agency. Ne ha parlato in un bell’articolo Simone Sbarbati, nel sito Frizzifrizzi.

La nuova Brand Identity e il logo

Dietro questo progetto, si cela innanzitutto un grande lavoro di studio del Manuale Tipografico di Bodoni che diventa parte fondamentale dell’immagine grafica. Si sono infatti inseriti, all’interno di tutta l’identità, elementi come cornici, ornamenti, numeri, punteggiatura, corsivi e un po’ tutte queste cose provenienti dal lavoro di Bodoni.

Lo stesso logo è un logo flessibile, all’interno del quale vengono inseriti questi elementi tipografici. Nella versione del sito, il logo viene mostrato come una sequenza animata in cui vengono alternate tutte le varie versioni.

Il nuovo sito

Il sito merita di essere visitato, non tanto perché è bello, ma anche ad approfondire la conoscenza dei caratteri tipografici.

Ad esempio, è parecchio interessante è la sezione “Bodoni oggi” perché proietta la figura di Bodoni nel presente e nel futuro, valorizzando l’enorme portata della sua opera, ancora attualissima.

Questa parte del sito si differenzia dalle altre cromaticamente e all’interno troviamo due sezioni “Tipi di Bodoni” che raccoglie le numerose rivisitazioni del carattere fatte negli anni e “Bodoni in use”.

Proprio quest’ultima è forse la più utile e ricca di ispirazioni perché in essa sono raccolti i lavori dei designer famosi come Massimo Vignelli, Franco Maria Ricci, Felix Hümm.

«Abbiamo cercato di lavorare “in punta di piedi”», dice Damiano Fraccaro dello studio Otium nell’articolo su FrizziFrizzi «caratterizzando il progetto, ma senza sovraccaricare il tutto, per far emergere la “voce” di Bodoni, senza necessariamente imitarla».

Chi è appassionato di tipografia può trovare uno stimolo per approfondire questo grande personaggio italiano ma soprattutto ci aiuta a riflettere sul fatto che i caratteri che noi, con grande disinvoltura, utilizziamo hanno una storia alle spalle.

Fonte: FrizziFrizzi e Museo Bodoniano

P.s.: se vuoi saperne di più su Font e Tipografia, leggi la guida di Grafigata sulle basi della Tipografia! 😉