L’Eurovision song contest svela logo e visual identity di Torino 2022

Chiara ZoiaChiara Zoia
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Ieri abbiamo potuto vedere non soltanto il logo, ma un corposo anticipo dell’identità visiva scelta per l’edizione 2022 dell’Eurovision song contest che si terrà a Torino il prossimo maggio. Le scelte che hanno guidato la creazione della visual identity sono state condivise attraverso un video che ci dà un ottimo spunto per cercare di capire meglio che strada è stata percorsa.

Per il momento si tratta comunque di una preview, che non comprende ancora tutte le applicazioni previste dal progetto. Dovremo infatti aspettare qualche settimana per vedere pubblicati man mano, a partire dal sito ufficiale, tutti i materiali relativi a questa edizione

Onde sonore e simmetrie

Per quanto riguarda il logo vero e proprio l’Eurovision song contest non lascia molto margine al paese ospitante. Semplicemente di anno in anno si sostituisce la bandiera nazionale all’interno del cuore che sta al posto della lettera “v” nel logotipo “Eurovision”.

Ciò che invece ogni nazione può personalizzare è l’identità visiva, quindi l’intero corredo grafico di supporto alla comunicazione dell’evento.

Quello che è stato presentato ieri, e che abbiamo già potuto vedere “in azione” nelle diretta di oggi dedicata alle estrazioni per le semifinali, è un concept che si declina attraverso segni grafici astratti, per lo più animati. Sono composti dalla sovrapposizione di sottili linee che creano motivi simmetrici intorno a un cerchio in cui trovano spazio il logo ed eventuali altri messaggi.

logo eurovision forme geometriche

Il movimento di queste linee non è casuale, ma segue e allo stesso tempo evoca la dinamica del suono. L’ispirazione, infatti, viene dai modelli della “cimatica”: si tratta in pratica dello studio dei fenomeni legati alle onde sonore. È stato lo scienziato Hans Jenny a coniare questo termine negli anni ‘60. Lo fece a partire dagli esperimenti che condusse sul suono, come quelli legati all’osservazione delle forme che le particelle di polvere assumono in conseguenza delle vibrazioni prodotte dalle diverse note. Notò così che le vibrazioni delle onde acustiche organizzano le particelle secondo le cosiddette figure di Chladni.

Queste forme astratte, modulari e simmetriche ricordano da vicino i tracciati decorativi dei “giardini all’italiana”. Una delle peculiarità del nostro patrimonio culturale, un simbolo della bellezza del nostro paese che viene così richiamato e omaggiato all’interno di questo progetto di visual identity.

font arsenica e slogan eurovision

Un font ispirato all’inizio del Novecento

Anche nella scelta del font che contraddistingue questa visual identity l’ispirazione viene da un’eccellenza italiana nel campo della bellezza e del design. Sono infatti i maestri della grafica pubblicitaria di inizio Novecento, come Giorgio Muggiani e Marcello Dudovich, con i loro indimenticabili manifesti, ad aver influenzato la scelta del carattere.

Forme fluide ma dal forte impatto, proprio come nella comunicazione visiva dell’inizio del secolo scorso, quando si mescolavano gli stimoli dell’Art Nouveau e dell’Art Decò. Sono le caratteristiche del font selezionato per questo progetto e che si chiamaArsenica: un carattere tutto italiano, creato da Francesco Canovaro per Zetafonts.

Proprio con il font Arsenica, quindi, si compone lo slogan “The sound of beauty” (forse l’elemento di questo progetto che, almeno finora, è stato accolto con maggior perplessità sui social).

biglietti eurovision logo e slogan

Anche la palette vuole rinforzare l’idea di forte connotazione nazionale, quindi di “italianità”. Per questo troviamo il verde e il rosso, anche se in una versione più leggera e fresca rispetto ai colori della bandiera, affiancati da un arancione caldo che richiama il sole.

Conclusioni

Di certo non è facile riunire in un’identità visiva le necessità di un contest musicale, di uno spettacolo rivolto ad un pubblico europeo e di valorizzare i caratteri distintivi del paese ospitante.

Abbiamo visto fino a questo momento solo una parte delle applicazioni di questo progetto complesso e articolato; potremo di certo avere un’idea più precisa quando lo vedremo applicato a tutti i canali di comunicazione che saranno coinvolti.

Intanto facci sapere cosa ne pensi. C’è qualcosa che ti colpisce in particolare? Trovi questa impostazione funzionale o vedi delle criticità? E riguardo alla tipografia “retrò”?

Aspetto i tuoi feedback, intanto continuo a tenere d’occhio quello che succede nel mondo del graphic design per darti, come sempre, nuovi spunti e stimoli. Per adesso ci salutiamo

A presto!

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