Formula 1 potrebbe dover cambiare logo (o pagare parecchio)

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Formula 1 futuro logo copyright

Questi due loghi vi sembrano uguali?

È quello che pensa la 3M, azienda che possiede il marchio “Futuro” (abbigliamento terapeutico e tutori).

La 3M, infatti, sta facendo causa a Liberty Media che è invece l’azienda che possiede da qualche tempo il marchio Formula 1.

Ripercorriamo un attimo la storia

Nell’immagine, il logo a sinistra è il nuovo logo della Formula 1 presentato nel novembre 2017 e che suscitò un’enorme reazione critica.

Quello a destra, invece, è appunto il marchio “Futuro” del quale venne formulata la richiesta di registrazione del marchio all’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) nel febbraio 2017. La richiesta venne poi accettata e il marchio risultò essere ufficialmente registrato a partire da giugno 2017.

Quindi, in pratica, il marchio Futuro è stato registrato parecchi mesi prima di quando è stata fatta la richiesta per il marchio di Formula 1 (che è avvenuta a novembre 2017).

Proprio per questi motivi, l’EUIPO non ha ancora accettato la registrazione del marchio Formula 1. Anzi, il 22 maggio, ha scritto il Daily Telegraph, la 3M ha presentato un ricorso ufficiale all’EUIPO.

Ok Lorenzo, ma se i due loghi verranno usati in due settori completamente diversi (automobilistico e abbigliamento terapeutico), perché Formula 1 dovrebbe preoccuparsi?

Principalmente per due motivi.

Motivo numero 1: la richiesta di registrazione del marchio Formula 1 è stata fatta per 26 delle 45 classi totali di classificazione. Tra queste, c’è quella dell’abbigliamento, anche se non quella specifica dell’abbigliamento tecnico o terapeutico.

Entrambi i marchi quindi avrebbero come scopo quello di produrre abbigliamento con sopra il loro rispettivo marchio. E questo potrebbe essere un valido motivo di bocciatura del marchio da parte dell’EUIPO.

Motivo numero 2: anche se Formula 1 non avesse richiesto la registrazione in quella classe relativa all’abbigliamento, la somiglianza dei marchi è tale per cui il rischio di bocciatura rimane enorme.

Infatti, nel 2008, la Corte di Giustizia Europea ha sentenziato che i marchi sono protetti anche dalla registrazione di eventuali marchi identici o simili. Per prodotti o servizi identici o simili a quelli per cui il marchio è registrato.

E su questo la 3M ha il coltello dalla parte del manico. E, infatti, nel ricorso presentato il 22 maggio non si oppone solo alla registrazione del marchio nella classe dell’abbigliamento. Si oppone alla registrazione in TUTTE le classi!

Ok, ma quindi come andrà a finire?

Al momento, Christian Sylt su Forbes, ritiene possibili 2 finali per questa vicenda:

  1. La 3M vince la causa e la Formula 1 dovrà immediatamente rimuovere e smettere di utilizzare il suo logo. Ovunque, da subito dopo la sentenza e in qualsiasi applicazione o classe di utilizzo.
  2. Oppure la Liberty Media si accorda con la 3M e paga alla 3M una bella quantità di soldi per poter continuare ad utilizzare il suo nuovo logo.

L’opzione che l’EUIPO giudichi registrabile senza problemi questo marchio, invece, appare piuttosto improbabile.

Qualunque sarà la conclusione di questa vicenda, segnerà un importante precedente storico nell’ambito della registrazione di marchi in ambito comunitario.

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