Lorenzo MigliettaLorenzo Miglietta
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Ecco come si crea la brand identity di un affresco

Quando si parla di progettare un logo e un’immagine coordinata di qualcosa, ci si immagina che quel qualcosa sia un’azienda, un prodotto o al limite una persona. Insomma, ci si aspetta di progettare il logo e l’identità di una marca (o brand, inglese).

Però, in realtà, un logo e/o un’identità visiva possono essere realizzati per identificare qualunque cosa abbia necessità di essere, appunto, identificata.

Anche un quadro.

Ed è questo il caso di cui voglio parlare in questo articolo: l’immagine coordinata e l’identità di marca di un quadro. Anzi, di un affresco.

L’affresco in questione è La Madonna del Parto, del pittore Rinascimentale Piero della Francesca, conservato a Monterchi, in provincia di Arezzo. L’immagine coordinata per questo affresco, invece, è stata progettata da Riccardo Falcinelli.

Ma, la domanda che probabilmente ti starai facendo è… perché progettare un logo e un’identità visiva per un affresco?

Ti spiego tutto per bene nell’articolo. Ma partiamo dall’inizio

“La Madonna del Parto”, Piero della Francesca e il comune di Monterchi

L’affresco de “La Madonna del Parto” è un’opera piuttosto particolare ed interessante per alcuni motivi.

Prima di tutto, si tratta di una delle opere più importante del pittore Piero della Francesca (a sua volta uno dei più importanti del Rinascimento italiano) ma, a differenza delle altre sue opere, si distingue per non esser stata dipinta in città importanti o per committenti facoltosi. L’affresco viene fatto risalire al 1459, quando l’artista visitò Monterchi forse in occasione dei funerali della madre, che era originaria del borgo.

L’opera venne realizzata all’interno di una piccola chiesa di campagna sulle pendici della collina dov’era situato il borgo di Monterchi. E questa è forse la cosa più curiosa dell’opera. Non si conoscono le ragioni per cui il pittore, già famoso, avesse dipinto un soggetto così impegnativo in una chiesetta di campagna e, inoltre, se ne ignora il committente.

Il soggetto del dipinto è la raffigurazione realistica della Vergine incinta. Questo soggetto iconografico, chiamato “Madonna del parto”, rappresenta la Madonna da sola, in piedi, in posizione frontale e visibilmente incinta. Il significato di questa figura era quello di sottolineare la natura umana di Gesù.

Un’altra cosa interessante di quest’opera è che, a differenza della quasi totalità delle opere artistiche presenti in Italia non è di proprietà dello Stato Italiano (o di privati) ma proprio del Comune di Monterchi. Lo stesso affresco è conservato in un museo esclusivamente dedicato a quest’opera.

Ed è infatti il comune stesso (con non poca lungimiranza) ad aver commissionato il lavoro di costruzione dell’immagine coordinata con l’obiettivo di promuovere questo affresco e il relativo museo.

La progettazione dell’identità da parte di Riccardo Falcinelli

Riccardo Falcinelli è un graphic designer italiano, specializzato in grafica editoriale e famoso tra noi designer per i suoi libri best-seller sul graphic design come Cromorama o Critica portatile al visual design, che qui su Grafigata ho consigliato parecchie volte.

Ha lavorato nel corso degli ultimi mesi a questo progetto e, finalmente, sabato 1 giugno verrà presentata la nuova identità, di cui in questo articolo parlo in anteprima.

Ho parlato infatti con Riccardo di questo suo ultimo lavoro e te lo vado a raccontare in queste righe anche riportando le cose mi ha detto lui al telefono 🙂

Il carattere tipografico personalizzato, “Monterchi”, di Cosimo Lorenzo Pancini

Partiamo col dire che l’intera immagine coordinata è basata principalmente su un font personalizzato e realizzato ad hoc. Il carattere tipografico, chiamato Monterchi, come il comune, è stato progettato da Cosimo Lorenzo Pancini, uno dei type designer creatori della fonderia Zetafonts.

Riccardo mi ha spiegato che questo font ha un’anima di stampo umanistico in modo da legarla coerentemente al dipinto. “Ho contattato fin da subito Cosimo, che è un mio amico, per la realizzazione di questa font” – (lui lo usa al femminile mentre io sono sostenitore del maschile IL font ndr) – “avevo già in mente alcune legature come la C e la O che poi sono state inserite all’interno di un inizio di font che Cosimo aveva già iniziato a progettare“.

E il risultato è sicuramente qualcosa di estremamente appropriato e di alta qualità. È un carattere che va anche a comporre quello che è il nuovo logotipo del dipinto e del museo.

Il font sarà commercializzato da Zetafonts nelle prossime settimane con il nome di Monterchi, in modo da dare lustro e notorietà al piccolo borgo e per permettere alla fonderia di monetizzare meglio lo sforzo creativo.

I colori

Inizialmente, per i colori, io avevo pensato al rosso, perché contrastava molto bene con lo sfondo bianco, poi però i committenti hanno insistito sull’azzurro, per richiamare il vestito della Madonna“, mi ha raccontato Riccardo al telefono.

Poi ha aggiunto che la sfumatura di colore utilizzata è Lapislazzuli. E non si tratta di una precisazione superflua, ma di un dettaglio molto importante. Infatti, come racconta lui stesso in “Cromorama“, i nomi antichi dei colori erano dati proprio dal materiale che veniva utilizzato per crearli. Il Lapislazzuli è un colore derivato da una pietra che, anticamente era piuttosto rara e rendeva il colore quindi parecchio costoso e prestigioso da utilizzare.

Non è un caso che, in moltissimi quadri rinascimentali la ricchezza venisse rappresentata con il blu: le sfumature di blu erano effettivamente costose.

Brochure, poster e un po’ tutto quanto

Una volta che si sono costruiti gli elementi base di un logo (font, colore, logotipo), come spiego nel mio articolone su come creare un logo, si vanno a declinare le applicazioni.

In questo caso, ovviamente, le applicazioni sono state la brochure informativa dell’affresco/museo (nell’immagine qui sotto), le vetrofanie, i poster e i manifesti.

Insomma, si tratta di un ottimo progetto realizzato per una realtà piccola ma giustamente orgogliosa del suo piccolo tesoro. Per maggior informazioni sul Museo della Madonna del Parto, puoi andare sul sito ufficiale.