L’errore principale di molti designer freelancer

errore-principale-designer-freelancer“Il cliente si preoccupa solo dei soldi e dei guadagni, mentre il designer si preoccupa solo di poter pubblicare un bel lavoro su Dribble o Behance.”

Questo è un concetto che ho visto rappresentato in un video virale di alcuni giorni fa (mentre scrivo) prodotto da Pixelo in cui si mostrano le differenze tra il designer ed il cliente. Cose tipo “il cliente vuole colori sgargianti a caso, il designer sceglie una palette ben ponderata”, ecc.

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Il video lo puoi vedere qui.

Non appena ho visto questa parte relativa ai soldi, però, mi sono detto: ma è davvero così?
Ci sono davvero così tanti designer che pensano soltanto al loro ritorno di immagine e non a migliorare il business dei propri clienti?

Assolutamente si. Pieno.

E questo mi ha portato a scrivere questo articolo in cui parlo di quello che secondo me è l’errore più grande che un designer freelancer possa fare quando si rapporta con un cliente.

Perché l’errore più grande?

Perché se ignori il lato del business nel tuo lavoro di grafico, web designer e progettista in generale, stai ignorando la metà del tuo lavoro.

Se la pensi diversamente, allora ti sfido a leggere questo articolo! Vediamo se riuscirò a farti cambiare idea 😀

Iniziamo prima di tutto col capire che cos’è il design.

Che cos’è il design?

Ma, Lorenzo, sei serio? Sono un designer/studio design! Vuoi che non sappia che cos’è il design??

Certo, tutti sappiamo cos’è il design.

Copiaincollando da questo ottimo articolo, “Design è una parola inglese, si può tradurre con la parolaprogetto. Progettare deriva dal latino, e significa gettare avanti, quindi il design è avere consapevolezza del presente e immaginare un futuro in cui realizzare le proprie idee.”

Vero, design è progettare. Ma quel che manca in questa definizione è che design è progettare… su commissione.

Design non è arte fine a se stessa. Il design, così come la grafica e la comunicazione, serve per vendere! Scusami se lo scrivo in modo così diretto ma serve a chi ha un’impresa per fare più soldi. Comunicando meglio e quindi vendendo meglio e di più.

So che questa può essere una “batosta” per tutti quelli con l’idea romantica del design come un qualcosa di artistico, astratto e forse anche un po’ poetico.

Design = Business.

Design = Marketing

E se non comprendi questo aspetto, oppure fai finta di non comprenderlo, sarai sempre un designer a metà. O meglio, sarai un designer che non saprà aiutare al 100% il proprio cliente.

Design = Business. Perché è importante capirlo?

È importante capire questo aspetto se si vuole avere successo come designer freelancer. Perché i clienti sono sempre persone o gruppi di persone che si rapportano con la propria impresa e solo di quello gli interessa.

Al cliente non frega nulla se il progetto esce fuori abbastanza figo da essere pubblicato su Behance.

Al cliente interessa solo come e quanto tu puoi aiutarli a migliorare il loro business. A fare più soldi.

Ed è giusto che sia così, caspita!

E questo è un aspetto che molti designer non capiscono. Non lo capiscono quando chiedono 1000 euro per un logo ad un’associazione no profit locale, non lo capiscono quando creano un progetto che per loro è figo ma che non considera le necessità d’impresa del cliente e non lo capiscono quando si lamentano perché non trovano clienti.

Vuoi essere uno di quei freelancer?

Se stai leggendo questo articolo fino a questo punto direi proprio che non è quello che vuoi fare, vero? 😉

La soluzione al problema: cambia la tua mentalità

Il modo migliore per risolvere questo problema di approccio con il cliente da parte del designer freelancer è avere un cambio repentino di mentalità.

Come? Prova a seguire questi 2 consigli pratici:

1. Smettila di considerare i clienti come dei salvadanai

hfftiiopSmettila di considerare il cliente come qualcuno a cui spillare più soldi possibile e poi adios! Inizia a considerarlo una risorsa. Inizia a pensare a lungo termine considerando come poter prolungare nel tempo il rapporto lavorativo in modo che aiuti entrambi.

Inizia a pensare a come poter aiutare il tuo cliente in ogni aspetto che ti compete a livello di comunicazione o di progettazione. Anche se si tratta di piccole consulenze che vanno leggermente oltre il contratto che avete firmato.

Quando mi viene commissionato un lavoro (e lo accetto) mi trovo molto spesso, anzi, direi sempre, a parlare con il cliente di aspetti relativi al suo business e alla sua comunicazione aziendale che trascendono da quel che è stato preventivato.

Credo che faccia parte del mio lavoro aiutare in ogni modo possibile l’attività del mio cliente.

E questo atteggiamento mi ha portato ad avere clienti che si rivolgono a me per tutti i lavori successivi al primo, creando un flusso di entrate tutto sommato costante e un rapporto lavorativo solido.

2. Inizia a pensare anche tu come un’impresa e non come un freelancer

E con questo non intendo dire che vai ai colloqui con i clienti e fai finta di essere il capo di un’azienda con 50 dipendenti 🙂

Però è sicuramente vero il fatto che la tua attività da freelancer non è come quella di un dipendente. Il tuo è a tutti gli effetti un business.

Hai da pensare alla contabilità, alle entrate, alle spese, alle tasse, alle bollette da pagare e agli stipendi (il tuo). Tutti aspetti che ti rendono un’impresa.

E allora perché non avere lo stesso tipo di atteggiamento?

Perché non sviluppare rapporti lavorativi a lungo termine che permettano alla tua azienda di sostenersi? Perché non sviluppare prodotti e attività ai clienti? Perché non presentarsi come il gestore della propria impresa invece che come il freelancer che “tu mi dici quello che devo fare e io lo faccio”?

Insomma: anche tu sei un’impresa, agisci come tale!

Cura il tuo personal brand, costruisciti il tuo portfolio a prova di bomba, crea un tuo blog personale con i casi studi più efficaci a cui hai lavorato, fai networking a eventi e incontri, proponiti come chi gestisce e non come chi esegue.

Conclusioni

Alla fine di questo articolo spero di averti fatto cambiare idea almeno un po’ sul tipo di atteggiamento con cui approcciare il mondo del lavoro da freelancer e magari averti dato qualche spunto interessante ed utile per la tua carriera.

Riassumendo: il design è un business, il cliente ha un business e pensa solo a quello e a come tu puoi aiutarlo a fare più soldi e anche tu come freelancer sei un business.

Quindi, se sarai colui capace di far capire al cliente che potrai far ottenere più soldi al cliente, farai in modo che anche il tuo business prosperi.

Lo so, in questo articolo sono stato molto pragmatico, molto crudo. Però sono anche convinto che le cose vadano dette con schiettezza, così come sono.

 

Che ne pensi di questo articolo? Fammi sapere la tua opinione e le tue esperienze con i clienti qua sotto, nel box dei commenti! 😉

Alla prossima,

Lorenzo.

  • Armando P.

    Perfettamente d’accordo, soprattutto dal punto di vista delle “piccole consulenze”. A volte si può pensare che il proprio tempo sia troppo prezioso ( e che i clienti se ne approfittano), ma, come dire, se vuoi lavorare bene devi un po’ cedere su qualche cosa 🙂

    • È vero Armando! 🙂 Bisogna ovviamente sempre stare attenti che, offrendo una mano, qualcuno non si prenda tutto il braccio 😀

      Ma tutto sommato cercare di offrire sempre più valore degli altri è una cosa che paga!