Lorenzo MigliettaLorenzo Miglietta

Guida per designer alla creazione di un design brief efficace!

20 COMMENTI

Quali domande fare a un cliente nel graphic design

Come far si che il tuo progetto di design soddisfi al cento per cento il tuo cliente? E, se sei un cliente, come far si che il designer a cui ti affidi riesca ad esprimere al meglio il suo potenziale creativo senza evitare incomprensioni? In pratica, parliamo un po’ di come creare un brief efficace!

A meno che tu non stia facendo un progetto personale, come ad esempio la creazione del tuo logo personale, in ogni progetto che affronti come designer devi interagire con altre persone, con il cliente.

Questi clienti possono essere sia persone nuove nel mondo del business che persone le quali vivono nel mondo del business da anni.

Alcune di queste persone avranno già conoscenze di design o avranno già collaborato con dei designer ma, nella maggior parte dei casi non è così. È quindi tuo compito guidare il cliente nel processo creativo, che sia quello della creazione di un logo, di un manifesto, di un oggetto promozionale, di un packaging o di una campagna pubblicitaria.

Uno degli aspetti fondamentali all’interno del processo creativo è il fare le giuste domande subito, all’inizio, per evitare fraintendimenti futuri. Insomma, bisogna fare un brief efficace!

Questo articolo tratta proprio di questo. È un articolo al 100% pratico e che puoi mettere in atto subito dopo averlo letto.

Dai, partiamo! Però, prima, voglio spiegare bene che cosa sia un brief. Faccio un brief su cosa è il brief. Però, tranquillo, sarà brief breve! 🙂

Che cos’è un design brief?

In breve, un design brief, o semplicemente brief, è un documento che contiene una serie di istruzioni che delineano nel maggior dettaglio possibile quelli che devono essere i risultati desiderati da ogni singolo progetto.

Un brief deve assolutamente focalizzarsi su quelli che sono i risultati e gli obiettivi da raggiungere tramite il progetto in questione.

NOTA BENE: un brief non deve avere a che fare con l’estetica del progetto! Quelle sono questioni che noi come designer affronteremo DOPO aver fatto il brief, il quale invece conterrà tutte le informazioni necessarie per partire col progetto e soddisfare i bisogni del cliente.

L’importanza di un design brief: fallimento o successo

Brief fatto bene o male

Voglio sottolineare ancora l’importanza che svolge un brief. Anche se a volte può andare, diciamo, di culo, quasi sempre se il brief iniziale è fatto male, alla fine, anche se crei qualcosa di assolutamente figo dal punto di vista del design, il tuo progetto non verrà approvato dal cliente e lui sarà insoddisfatto del tuo lavoro.

Perché? Semplicemente perché hai fallito nel capire esattamente i bisogni del cliente!

Fallire non piace a nessuno. Sentirsi dire “boh non mi dice molto” dopo ore passate a lavorare su un progetto ancora meno. Quindi, perché non investire al meglio il tempo iniziale ad ogni progetto per creare un brief completo, facendo le domande giuste al cliente?

Così come un cattivo design brief porta a cattivi risultati e incomprensioni, molto spesso un design brief che sia impeccabile fin dall’inizio porta a risultati incredibili. Addirittura ad approvazioni di progetti con tanto di strette di mano e pacche sulle spalle! 🙂

Quando fare il brief?

Una domanda che può venirti in mente è quale sia il momento adatto a fare tutte le domande necessarie (che vedremo tra poco) e iniziare a progettare. La risposta è: subito!

Ogni volta che si è contattati dal cliente o che noi contattiamo un cliente con cui vogliamo lavorare e lui è disposto a farlo, la prima cosa da fare è il brief! Questo ti dà la possibilità di fare due cose:

  1. Svolgendo subito il brief fai capire che sei una persona professionale che lavora secondo abitudini lavorative standard e dall’efficacia comprovata. Il cliente inizierà già a fidarsi.
  2. Ti permette di capire se veramente vuoi quel lavoro. Ad esempio può essere un lavoro nel quale le tue competenze non sono adatte e dopo aver fatto le dovute domande puoi capirlo subito e, nel caso, purtroppo, rifiutare.

Ma adesso andiamo al sodo con roba 100% pratica! Ecco come creare un brief efficace!

Come fare un brief efficace?

Un brief funziona solo in un caso: quando è più completo e dettagliato possibile. Si tratta quindi di fare le giuste domande.

Due modalità: incontro di persona o questionario (io preferisco il secondo)

Prima di vedere quali sono ste cavolo di giuste domande, ricorda che ci sono due principali modalità per fare un brief:

  1. La prima è l’incontro di persona, la videochiamata o la telefonata. Insomma, un colloquio a voce. È utile perché permette di stabilire una relazione diretta tra designer e cliente, un contatto vero e tangibile. Spesso, però, per il cliente è difficile rispondere così, su due piedi, a tutte le domande che il designer deve porgli per fare un buon brief. Allora come fare?
  2. Beh, c’è la soluzione numero 2! Il questionario. È la mia modalità preferita. Ho un questionario standard salvato sul computer che, di volta in volta, invio al contatto in questione (ovviamente modificando quello che c’è da modificare). Nei casi in cui prima capita un incontro a voce (modalità 1), molti designer propongono sempre di mandare via mail un questionario da compilare con calma e senza la pressione della fretta. Mossa azzeccata di solito! 🙂

E ora, finalmente, le domande!

Quali domande fare?

Queste sono le domande base che servono per poter strutturare un buon brief.

Attenzione: alcune domande possono essere tolte ed altre aggiunte a seconda del tipo di progetto e di cliente, sta a te e alla tua esperienza capire di volta in volta cosa è meglio.

Di cosa si occupa l’azienda?

  • Che cosa fa la tua attività/azienda/compagnia?
  • Qual è la sua storia? Da quanto tempo esiste?
  • Quali sono i competitor?
  • Perché siete diversi dai vostri competitor?
  • Quanti impiegati ha l’azienda? (opzionale)
  • Quante sedi ha l’azienda? (opzionale)

Chi avrà voce in capitolo sul design?

Il tuo primo contatto potrebbe non essere l’unica persona a decidere sul prodotto finale. Anzi, può benissimo capitare che tu abbia a che fare solamente con un intermediario del capo, del brand manager o di chiunque sia a decidere. È bene avere le idee chiare su questi aspetti.

  • Quante persone decideranno su questo progetto?
  • Quali persone decideranno su questo progetto?

Quali sono gli obiettivi?

Nota per i clienti: in questa parte cercate di essere il più chiari e dettagliati possibile!

Nota per i designer: in questa parte cercate di avere il maggior numero di dettagli possibile!

  • Qual è l’obbiettivo principale di questo progetto di design?
  • Che cosa state cercando di comunicare?
  • Si cerca di vendere di più o semplicemente di ampliare il proprio pubblico facendosi conoscere?
  • Volete rinnovarvi completamente o semplicemente dare una rinfrescata?

Qual è il target di riferimento?

Il target è importantissimo per capire, ad esempio, cosa può essere più adatto a livello grafico, nella scelta del font oppure nella scelta della palette di colori.

  • Qual è il vostro pubblico a livello demografico? Ad esempio: pubblico femminile o maschile, bambini, adolescenti, anziani, eccetera.
  • Qual è la vostra fan base o presenza sui social network? (opzionale)

Quali sono le specifiche del progetto?

  • Come verrà usato/stampato questo prodotto?
  • In che dimensioni verrà utilizzato?
  • Quali sono i materiali che utilizzate? (opzionale)
  • Quali canali di distribuzione comunicativa preferite? (opzionale)

(Questa parte del questionario DEVE, per forza di cose, essere estremamente variabile a seconda del tipo di progetto)

Qual è il budget?

Estremamente importante chiarire subito questo aspetto e farlo in modo educato non proponendo cose come “allora, per un logo fanno 400 euro, grazie“. Sei un designer o un salumiere? 🙂

  • Chiedere un budget permette di far ragionare già il cliente su quello che vuole investire in questo progetto di design
  • Chiedere un budget ti permette anche di capire se vuoi davvero lavorare con quel cliente!

Qual è la scadenza?

  • Quanto tempo bisogna dedicare a questo progetto?
  • Ci sono particolari scadenze o urgenze? (che eventualmente possono far lievitare i costi!)
  • Si può anche far notare che, in caso di grandi urgenze, il prezzo può aumentare di una piccola percentuale per gestire al meglio gli altri lavori. (opzionale)

Consiglio finale per designer

Da designer a designer, il mio consiglio è di avere sempre un template per i questionari ai clienti. Può essere un pdf, un file word o volendo puoi anche salvarti questo articolo tra i preferiti e usarlo come base per creare il tuo template.

L’importante è avere sempre la possibilità di dare al tuo cliente, nel minor tempo possibile, la possibilità di rispondere a queste domande. Avendo un template già pronto, ovviamente risparmierai un sacco di tempo e lo farai anche risparmiare al tuo cliente, dimostrando la tua professionalità.

E tu che domande fai? Come strutturi il tuo brief?

Ora tocca a te! Come ti comporti? Quali sono le domande che fai sempre e senza le quali non pensi che un progetto possa iniziare? Fammelo sapere nei commenti qua sotto!

Alla prossima,
Lorenzo.

406 Condivisioni

Discussione: