Guida per designer alla creazione di un design brief efficace!

Lorenzo MigliettaLorenzo Miglietta

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Quali domande fare a un cliente nel graphic design

Come far si che il tuo progetto di design soddisfi al cento per cento il tuo cliente? E, se sei un cliente, come far si che il designer a cui ti affidi riesca ad esprimere al meglio il suo potenziale creativo senza evitare incomprensioni? In pratica, parliamo un po’ di come creare un brief efficace!

A meno che tu non stia facendo un progetto personale, come ad esempio la creazione del tuo logo personale, in ogni progetto che affronti come designer devi interagire con altre persone, con il cliente.

Questi clienti possono essere sia persone nuove nel mondo del business che persone le quali vivono nel mondo del business da anni.

Alcune di queste persone avranno già conoscenze di design o avranno già collaborato con dei designer ma, nella maggior parte dei casi non è così. È quindi tuo compito guidare il cliente nel processo creativo, che sia quello della creazione di un logo, di un manifesto, di un oggetto promozionale, di un packaging o di una campagna pubblicitaria.

Uno degli aspetti fondamentali all’interno del processo creativo è il fare le giuste domande subito, all’inizio, per evitare fraintendimenti futuri. Insomma, bisogna fare un brief efficace!

Questo articolo tratta proprio di questo. È un articolo al 100% pratico e che puoi mettere in atto subito dopo averlo letto.

Dai, partiamo! Però, prima, voglio spiegare bene che cosa sia un brief. Faccio un brief su cosa è il brief. Però, tranquillo, sarà brief breve! 🙂

Che cos’è un design brief?

In breve, un design brief, o semplicemente brief, è un documento che contiene una serie di istruzioni che delineano nel maggior dettaglio possibile quelli che devono essere i risultati desiderati da ogni singolo progetto.

Un brief deve assolutamente focalizzarsi su quelli che sono i risultati e gli obiettivi da raggiungere tramite il progetto in questione.

NOTA BENE: un brief non deve avere a che fare con l’estetica del progetto! Quelle sono questioni che noi come designer affronteremo DOPO aver fatto il brief, il quale invece conterrà tutte le informazioni necessarie per partire col progetto e soddisfare i bisogni del cliente.

L’importanza di un design brief: fallimento o successo

Brief fatto bene o male

Voglio sottolineare ancora l’importanza che svolge un brief. Anche se a volte può andare, diciamo, di culo, quasi sempre se il brief iniziale è fatto male, alla fine, anche se crei qualcosa di assolutamente figo dal punto di vista del design, il tuo progetto non verrà approvato dal cliente e lui sarà insoddisfatto del tuo lavoro.

Perché? Semplicemente perché hai fallito nel capire esattamente i bisogni del cliente!

Fallire non piace a nessuno. Sentirsi dire “boh non mi dice molto” dopo ore passate a lavorare su un progetto ancora meno. Quindi, perché non investire al meglio il tempo iniziale ad ogni progetto per creare un brief completo, facendo le domande giuste al cliente?

Così come un cattivo design brief porta a cattivi risultati e incomprensioni, molto spesso un design brief che sia impeccabile fin dall’inizio porta a risultati incredibili. Addirittura ad approvazioni di progetti con tanto di strette di mano e pacche sulle spalle! 🙂

Quando fare il brief?

Una domanda che può venirti in mente è quale sia il momento adatto a fare tutte le domande necessarie (che vedremo tra poco) e iniziare a progettare. La risposta è: subito!

Ogni volta che si è contattati dal cliente o che noi contattiamo un cliente con cui vogliamo lavorare e lui è disposto a farlo, la prima cosa da fare è il brief! Questo ti dà la possibilità di fare due cose:

  1. Svolgendo subito il brief fai capire che sei una persona professionale che lavora secondo abitudini lavorative standard e dall’efficacia comprovata. Il cliente inizierà già a fidarsi.
  2. Ti permette di capire se veramente vuoi quel lavoro. Ad esempio può essere un lavoro nel quale le tue competenze non sono adatte e dopo aver fatto le dovute domande puoi capirlo subito e, nel caso, purtroppo, rifiutare.

Ma adesso andiamo al sodo con roba 100% pratica! Ecco come creare un brief efficace!

Come fare un brief efficace?

Un brief funziona solo in un caso: quando è più completo e dettagliato possibile. Si tratta quindi di fare le giuste domande.

Due modalità: incontro di persona o questionario (io preferisco il secondo)

Prima di vedere quali sono ste cavolo di giuste domande, ricorda che ci sono due principali modalità per fare un brief:

  1. La prima è l’incontro di persona, la videochiamata o la telefonata. Insomma, un colloquio a voce. È utile perché permette di stabilire una relazione diretta tra designer e cliente, un contatto vero e tangibile. Spesso, però, per il cliente è difficile rispondere così, su due piedi, a tutte le domande che il designer deve porgli per fare un buon brief. Allora come fare?
  2. Beh, c’è la soluzione numero 2! Il questionario. È la mia modalità preferita. Ho un questionario standard salvato sul computer che, di volta in volta, invio al contatto in questione (ovviamente modificando quello che c’è da modificare). Nei casi in cui prima capita un incontro a voce (modalità 1), molti designer propongono sempre di mandare via mail un questionario da compilare con calma e senza la pressione della fretta. Mossa azzeccata di solito! 🙂

E ora, finalmente, le domande!

Quali domande fare?

Queste sono le domande base che servono per poter strutturare un buon brief.

Attenzione: alcune domande possono essere tolte ed altre aggiunte a seconda del tipo di progetto e di cliente, sta a te e alla tua esperienza capire di volta in volta cosa è meglio.

Di cosa si occupa l’azienda?

  • Che cosa fa la tua attività/azienda/compagnia?
  • Qual è la sua storia? Da quanto tempo esiste?
  • Quali sono i competitor?
  • Perché siete diversi dai vostri competitor?
  • Quanti impiegati ha l’azienda? (opzionale)
  • Quante sedi ha l’azienda? (opzionale)

Chi avrà voce in capitolo sul design?

Il tuo primo contatto potrebbe non essere l’unica persona a decidere sul prodotto finale. Anzi, può benissimo capitare che tu abbia a che fare solamente con un intermediario del capo, del brand manager o di chiunque sia a decidere. È bene avere le idee chiare su questi aspetti.

  • Quante persone decideranno su questo progetto?
  • Quali persone decideranno su questo progetto?

Quali sono gli obiettivi?

Nota per i clienti: in questa parte cercate di essere il più chiari e dettagliati possibile!

Nota per i designer: in questa parte cercate di avere il maggior numero di dettagli possibile!

  • Qual è l’obbiettivo principale di questo progetto di design?
  • Che cosa state cercando di comunicare?
  • Si cerca di vendere di più o semplicemente di ampliare il proprio pubblico facendosi conoscere?
  • Volete rinnovarvi completamente o semplicemente dare una rinfrescata?

Qual è il target di riferimento?

Il target è importantissimo per capire, ad esempio, cosa può essere più adatto a livello grafico, nella scelta del font oppure nella scelta della palette di colori.

  • Qual è il vostro pubblico a livello demografico? Ad esempio: pubblico femminile o maschile, bambini, adolescenti, anziani, eccetera.
  • Qual è la vostra fan base o presenza sui social network? (opzionale)

Quali sono le specifiche del progetto?

  • Come verrà usato/stampato questo prodotto?
  • In che dimensioni verrà utilizzato?
  • Quali sono i materiali che utilizzate? (opzionale)
  • Quali canali di distribuzione comunicativa preferite? (opzionale)

(Questa parte del questionario DEVE, per forza di cose, essere estremamente variabile a seconda del tipo di progetto)

Qual è il budget?

Estremamente importante chiarire subito questo aspetto e farlo in modo educato non proponendo cose come “allora, per un logo fanno 400 euro, grazie“. Sei un designer o un salumiere? 🙂

  • Chiedere un budget permette di far ragionare già il cliente su quello che vuole investire in questo progetto di design
  • Chiedere un budget ti permette anche di capire se vuoi davvero lavorare con quel cliente!

Qual è la scadenza?

  • Quanto tempo bisogna dedicare a questo progetto?
  • Ci sono particolari scadenze o urgenze? (che eventualmente possono far lievitare i costi!)
  • Si può anche far notare che, in caso di grandi urgenze, il prezzo può aumentare di una piccola percentuale per gestire al meglio gli altri lavori. (opzionale)

Consiglio finale per designer

Da designer a designer, il mio consiglio è di avere sempre un template per i questionari ai clienti. Può essere un pdf, un file word o volendo puoi anche salvarti questo articolo tra i preferiti e usarlo come base per creare il tuo template.

L’importante è avere sempre la possibilità di dare al tuo cliente, nel minor tempo possibile, la possibilità di rispondere a queste domande. Avendo un template già pronto, ovviamente risparmierai un sacco di tempo e lo farai anche risparmiare al tuo cliente, dimostrando la tua professionalità.

E tu che domande fai? Come strutturi il tuo brief?

Ora tocca a te! Come ti comporti? Quali sono le domande che fai sempre e senza le quali non pensi che un progetto possa iniziare? Fammelo sapere nei commenti qua sotto!

Alla prossima,
Lorenzo.

Discussione:

Ci sono 27 commenti in “Guida per designer alla creazione di un design brief efficace!”

  • Ciao Lorenzo. Dalla mia esperienza concordo pienamente con la necessità di utilizzare il brief come strumento principale di approccio ad un nuovo lavoro. Questo permette di mettere a fuoco le reali necessità del cliente ma soprattutto di avere una traccia scritta che mi guida nella progettazione. Per qualsiasi dubbio posso far riferimento a quello. Sulla modalità questionario, sono abbastanza daccordo anche se preferisco compilarlo personamete in presenza del cliente per cogliere le sfumature o sollecitare riflessioni. Bravo; come sempre articolo interessante. Prenderò senz’altro spunto.

    • Ciao Gloria!
      Hai sottolineato un aspetto fondamentale riguardo i brief: il fatto che può essere utilizzato come un mezzo per giustificare ogni scelta progettuale che fai come designer! 🙂
      Per quel che riguarda il colloquio/questionario hanno dei pro e dei contro entrambi, hai ragione, cambia molto in base al cliente anche, non credi? 🙂
      L.

      • Io sono, quando è possibile, per il cliente “analogico”. Questo mi permette di valutare meglio la situazione. Con il cliente “digitale” ho qualche difficoltà ad entrare in empatia!

        • Beh, significa che hai delle ottime capacità relazionali allora! 🙂 Ognuno deve puntare sulle proprie competenze e qualità quindi fai benissimo a preferire gli incontri di persona, se è quello che ti viene meglio! 🙂

  • Molto interessante! Il brief rimane un termine aramaico per tutti quanti, ma a dir la verità è la chiave per un lavoro come si deve è il brief. Ti sollecito a scrivere un articolo sulle risposte da dare alle domande dei clienti al momento delle proposte:” ci sei quasi, però tutti più grosso”, “ma no l’arancione no, piaceva alla mia ex”, “mmm bello il font, ma non era meglio Times new Roman?”, ecc… quando farai un articolo a riguardo giuro che ti faccio un santuario ahahahahahahaha

    • Ahah Luca è un’idea, ci starebbe! 😀 Magari ci penserò in futuro!
      Per il resto concordo! Il brief spesso è la chiave per un buon progetto (e anche un buon rapporto col cliente!).
      Grazie come sempre! 🙂

  • Ciao Lorenzo. Ti seguo dai primissimi articoli e devo dire che mi incuriosisci sempre con i tuoi contenuti mai banali!
    Ritengo il brief un sistema pratico e funzionale per la progettazione, anche se non sempre è sfruttabile al meglio: per esempio, lavorando all’interno di un’azienda il lavoro è molto spesso frenetico e le relazioni sono a voce e ci si trova per la maggior parte del tempo a prendere appunti sul proprio block notes… e come immaginerai sono direttive molto spesso “fumose”… 🙂
    Leggendo il tuo articolo mi è venuta in mente una cosa: e se scrivessi un’articolo sul Diagramma di Gantt e strumenti di pianificazione e organizzazione del tempo?! che dici può essere utile? un saluto e buon lavoro!

      • Ciao a entrambi! 🙂
        Assolutamente! Uno degli articoli che sto pensando di fare riguardo proprio questi argomenti! 🙂 Tecniche per gestire il tempo, gli impegni, eccetera! Sono contento che ci sia richiesta per questi aspetti che penso possano essere davvero interessanti! 🙂
        L.

  • Utilissimo per non essere impreparati quando si è ancora alle prime armi! Sarà poi da discutere come fare a soddisfare le esigenze del cliente emerse dal brief, ad esempio come fare per vendere di più piuttosto che semplicemente farsi conscere di più:)

  • Ciao Lorenzo,
    essendo alle prime armi come freelancer questo articolo mi è tornato particolarmente utile, non avendo avuto finora un metodo standardizzato per relazionarmi al cliente.
    Oltre ad essere risultata maggiormente professionale, ho anche risolto anche l’ansia del non sapere da dove cominciare.
    Trovo il tuo blog molto interessante e lo sto consigliando a tutti.
    Continua così!

  • Ciao lorenzo, due appunti almeno personali:
    pur essendo iscritta alla tua newsletter sono arrivata qui perchè sto scrivendo il brief del mio progetto personale. Tu scrivi all’inizio: a meno che non stiate seguendo un progetto personale… ecco, non sono l’unica che non ha alcun problema con progetti altrui ma col proprio sembra una fabbrica del duomo….oppure la salerno-reggiocalabria: un’odissea. Questo perchè ovviamente su me stessa incarnando professionista e cliente sono ipercritica…quindi beh ho scelto di comportarmi proprio come se mi stessi rivolgendo ad un cliente… e beh quando non sei esattamente pazzo dissociarsi in due personalità distinte non è facile. 🙂
    Secondo appunto: anche io ho il mio questionario ma il più delle volte mi sono sentita rispondere dai miei clienti che non avevano ne tempo ne voglia di compilarlo e, cosa a mio parere ben più grave: non sapevano come rispondere! Dicevano che facevo domande troppo tecniche! E il bello che non ho usato terminologie tecniche!
    Mi piacerebbe sapere quale è invece il tuo riscontro…come lo proponi anche perchè sarebbe un’ottimo confronto. Soprattutto capire dove sbaglio se tu hai avuto un buon riscontro. Sono stata addirittura tacciata di arroganza perchè manco da Armando Testa propongono sti questionari! Eppure a me sembrano domande molto semplici e che si sarebbero dovuti essere posti già ancora prima di lanciare in progetto!

    • Ciao!
      Ottima idea quella di fare un brief con te stessa! 😀

      Per quanto riguarda il rapporto con i clienti, prova sempre a fargli capire che fare un buon brief iniziale significa per loro risparmiare tempo e soldi per eventuali correzioni future. Se chiarisci questo aspetto, sottolineando che è un vantaggio anche per loro, allora riuscirai ad averli dalla tua parte 🙂

      Lorenzo.

      • credo proprio di aver sbagliato approccio io, allora, lo ammetto. Anche se quando ti dicono che non sanno che rispondere ti cadono le braccia per davvero perchè significa che purtroppo sono i classici illusi coi soldi che sperano che basti avere i soldi per finanziare l’attività come se fosse una cosa a perdere visto che, si spera, tutte le attività dovrebbero autofinanziarsi e darti i soldi per vivere, invece.
        Dopo l’ennesimo di questo tipo ho deciso: ma basta.

        Il progetto mio a cui sto lavorando è la mia attività come illustratrice e decoratrice, la mia prima passione che ho colpevolmente trascurato ma che, le poche volte che mi è capitato in questi ultimi anni di fare, mi ha dato enormi soddisfazioni. E non solo a me.

        Forse un giorno tornerò a fare la grafica anche per gli altri, ma per ora mi occupo di me: magari attraverso questo mio progetto capirò cose che prima non ho capito, affinerò l’esperienza e soprattutto fornirò il buon esempio. Perchè fin ora non mi è mai capitato di seguire un progetto di comunicazione totale, avendo la completa fiducia del cliente (in questo caso me). E sicuramente mettere questo progetto nel portfolio, con tanto di risultati certi sul campo, farà la differenza.

        Ti ringrazio molto per la celerissima risposta. a presto!

  • Ciao Lorenzo… questo questionario è anticipato da una mail di presentazione oppure è giusto inviarlo subito al cliente? Spiego meglio… Lo inserisco subito nella prima mail che mando al cliente oppure mi presento, accenno la cosa del brief e poi, se accettano, invio il questionario?

    • Ciao Vassel!
      Scusami ho letto soltanto ora questo tuo commento! Il design brief è bene farlo quando hai già un contatto avviato con un cliente, ad esempio se ti contatta dopo aver visto il tuo portfolio online, se ti ha già fatto intendere di voler avviare un progetto eccetera.
      Insomma, prima bisogna acquisire il contatto e poi capire di che cosa ha bisogno 🙂

  • Ciao Lorenzo, vorrei fare delle osservazioni e dare anche le mie opinioni sul tema.
    Non bisogna discutere riguardo la necessità o meno del “brief”. Il brief è un elemento ” necessario”. Altrimenti sarebbe come se volessi costruire una casa senza materiali. Ogni prodotto/servizio ha infatti due componenti: materiale ed immateriale. Quella immateriale è composta dalle idee e dalla loro lavorazione per poter essere oggettivate. Le idee devono però essere focalizzate su un obiettivo e per poter essere stimolate e incanalate c’è bisogno di una o più metodologie che diano impulso alla vena creativa. Il brief è appunto lo strumento indispensabile per canalizzare e catalizzare la nostra creatività mantenendo coerenza ed efficacia verso l’obiettivo preposto.
    Anche per me è preferibile interloquire direttamente col cliente mentre si pongono le domande poste dal questionario (si tratta di una analisi dei requisiti) per un motivo molto semplice: la comunicazione non verbale. Nel questionario è totalmente assente. Ha detto bene chi ha usato in uno dei commenti il termine “analogico” poiché i più sensibili sanno bene la differenza che passa tra, ad esempio, un brano musicale digitale ed uno analogico.
    Una azienda è una ‘persona giuridica’ che si distingue dalla “persona fisica”. Ora, spesso, in psicologia, per conoscere meglio e velocemente una persona, si chiede di associare un certo numero di aggettivi che rappresentino meglio la propria personalità. Ecco, tra le domande del questionario è per me di grande importanza porre la stessa domanda affinché si descriva con degli aggettivi la persona giuridica così come ai titolari piacerebbe fosse.

    • Ciao Demetrio, sono d’accordo ma, comunque il brief deve svolgere una funzione, ovvero raccogliere le informazioni necessarie. Per conoscere la persona o le persone con cui si andrà a lavorare c’è sempre il tempo di farsi, dopo, una chiamata al telefono o una videochiamata su Skype 🙂

      • Ed è proprio questo il punto. Finché si tratta di ottenere semplici numeri o informazioni oggettive, il questionario è per me più che sufficiente, ma quando trattasi di ottenere degli “input” soggettivi allora le informazioni provenienti dalla “comunicazione non verbale” sono determinanti per cogliere tutte quelle sfumature che possono fare la differenza nel risultato finale e soddisfazione del cliente. Tuttavia, ognuno adatta il processo di raccolta informazioni alle proprie caratteristiche, adottando la metodologia (purchè efficace) che maggiormente catalizza le proprie abilità. La comunicazione è un fattore estremamente importante quando si tratta di capire le esigenze del cliente in quanto l’espressione di una propria volontà avviene soprattutto per mezzo del linguaggio naturale, il quale, può dar luogo a facili fraintendimenti se la comunicazione è “mono scambio”, anche a causa delle molteplici accezioni dei termini usati.

  • Ciao Lorenzo,
    mi trovi pienamente d’accordo sul brief e sul fatto che sia l’arma più potente che abbiamo per poter raggiungere l’obbiettivo e cioè esaudire tutte le richieste del cliente sul progetto che gli andremo a presentare.
    Non mi trovi però particolarmente d’accordo sul domandare al cliente qual’è il budget che vorrebbe impiegare in questo progetto. Alla fine sappiamo che un logo potrà assumere nel tempo un determinato valore e secondo me è quello che ci consente poi di sviluppare un preventivo ad oc per le esigenze di differenti clienti. Mi spiego meglio…. elaborare un logo per una grande multinazionale non potrà avere lo stesso costo di un logo per il bar sotto casa…proprio perchè il tuo elaborato, nei due differenti casi, acquisirà un valore intrinseco differente.
    Comunque ottimo articolo pieno di spunti, grazie.

    • Ciao Alessandro! Non bisogna chiedere per forza al cliente quanto è il suo budget per il progetto ma bisogna sicuramente capire quale potrebbe essere attraverso domande ben precise! Proprio per i motivi che tu hai esposto.
      Ad esempio si può chiedere cose come:
      – In che modo guadagna la vostra attività?
      – Quali sono i prodotti/servizi più venduti e quanta percentuale di fatturato appartiene ad ognuna?
      – Quanto spendete in comunicazione/pubblicità/ecc mensilmente?
      Poi, si può ad esempio (se si tratta di una società) andare a vedere i bilanci degli ultimi anni su siti come registroimprese e fare un po’ di calcoli su quando un progetto, ad es, di Logo Design, può influire sul loro business 😉

  • Ciao Lorenzo, molto interessante il tuo articolo, era proprio quello che cercavo, in particolare il fatto di avere un modulo in pdf con le domande pronte per il cliente, anche perchè non sempre è possibile poter fare un briefing di persona con il cliente, in particolare quando la sua sede è distante dalla nostra o si ha a che fare con clienti esteri.
    A tal proposito, pensavo di creare un modulo da caricare on-line sul mio sito, accompagnato da una presentazione che ne esalti l’utilità, così dopo che il cliente ha visitato il sito , visto l portfolio e interessato, possa già scaricarlo, compilarlo e reiviarlo con la richiesta di cui ha bisogno,che ne pensi?

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