12 maggio 2017

Come si fa a creare qualcosa di virale nel graphic design?

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Come si crea qualcosa di virale? In particolare, come si crea qualcosa di virale nel mondo della grafica?

Ecco, questa è una domanda da un milione di euro a cui voglio provare a dare una risposta nel video qui sopra.

Il video sopra è molto discorsivo e volutamente breve. Nell’articolo spiego più approfonditamente alcuni aspetti, alcune dinamiche e mostro un sacco di casi studio pratici 😉

Di progetti “virali”, infatti, negli ultimi 4 o 5 anni,infati, ne ho visti davvero moltissimi.

Campagne pubblicitarie con migliaia di condivisioni, articoli, illustrazioni, video e progetti personali ripubblicati in giornali e blog famosi. Insomma, ne sono passati molti.

Che cosa accomuna tutti questi progetti?

Ma, prima di tutto, perché creare qualcosa di virale?

Creare qualcosa di virale: cosa vuol dire? E perché si fa?

Prima di tutto, per quelle persone che non sanno cosa vuol dire “virale” nel mondo del marketing e della pubblicità, provo a dare una spiegazione.

Qualcosa di virale è qualcosa che si diffonde in modo particolarmente veloce e capillare, sia online che offline. Ma specialmente utilizzando i “nuovi” mezzi di comunicazione. Come social network, in particolare.

Un video può essere considerato virale quando raggiunge milioni di persone (con numeri variabili a seconda della lingua utilizzata e della nicchia di riferimento). Un link sui social network può considerarsi virale quando viene condiviso e cliccato da decine di migliaia di persone.

E via così.

In particolare, nel graphic design, io personalmente considero qualcosa “virale” quando quel qualcosa esce fuori dalla nicchia della grafica o del design. Quando un video di un designer viene visualizzato e condiviso da moltissime altre persone, anche al di fuori della nicchia di partenza. allora può essere considerato virale.

Perché si crea qualcosa di virale?

Spesso, quello che diventa virale, lo diventa in modo un po’ inaspettato. Magari chi ha creato un contenuto o un progetto sperava effettivamente che avesse successo ma non se lo aspettava.

Ma si può pianificare la viralità? Assolutamente sì.

Si, ok, ma perché farlo?

Per svariati motivi. Innanzitutto perché quando un contenuto diventa virale, può portare ad un aumento di guadagni, fatturato ed entrate. Può portare ad un aumento della notorietà del brand o della persona o del designer. Può portare a moltissimi risultati positivi, anche semplicemente a tanti likes sulla pagina Facebook o tante iscrizioni ad una newsletter.

Creare un progetto virale, può portarti, come designer, a nuove opportunità lavorative o nuovi clienti. Ma, anche senza viralità, un progetto personale è sempre una buona cosa da fare come designer.

Ed è proprio per questo motivo che, ogni anno, molti tra i più grandi brand mondiali spendono milioni di dollari cercando di fare campagne pubblicitarie di successo anche secondo il parametro della viralità.

È anche nato un vero e proprio sotto-settore del marketing, chiamato viral marketing, dove si studiano questi aspetti.

Quindi solo i grandi brand possono sfruttare il viral marketing?

No, anzi! Molto spesso i risultati più clamorosi in termini di viralità vengono raggiunti da persone normali.

Come ad esempio uno dei casi più virali di sempre, il famoso “The Dress” che imperversò ovunque a Febbraio 2015 e partì da una semplicissima foto fatta con un cellulare e postata su Tumblr.

Allo stesso modo, anche designer come me e te, con pochi mezzi e budget di gran lunga inferiori a brand come Adidas, Pepsi o altri, possono raggiungere ottimi risultati facendo leva sul viral marketing.

Ti mostro alcuni progetti di designer che “ce l’hanno fatta”.

Ma prima, che ne dici di schiacciare un piccolo +1 in questo articolo? Magari non diventerà mai virale ma sicuramente, anche un solo +1 sarà per me una grandissima soddisfazione 🙂

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Ti ringrazio! E ora…

Alcuni progetti grafici che sono diventati virali

Le illustrazioni di Glenn Jones (2008-2009)

Questo è un progetto di cui, probabilmente, hai sicuramente visto qualcosa in giro su internet. Alcune di queste immagini sono state condivise e riprese talmente tante volte che in pochi sanno l’origine.

Era un progetto personale su Behance di una serie di illustrazioni vettoriali divertenti. Si tratta, tutt’ora, di uno dei progetti più visti e più apprezzati su tutto il network di Behance. Glenn Jones è riuscito a convertire questi risultati in un vero e proprio brand di abbigliamento (magliette con stampate queste illustrazioni).

Qui tutte le altre illustrazioni del progetto.

P.s.: potrebbe interessarti la mia guida su come sfruttare Behance per trovare clienti.

Il video-rifiutato-da-Adidas-che-è-diventato-virale (2017)

Chi non ha visto questo video? Assieme alla frase ripresa da 3/4 dei siti web e delle pagine sui social network “Ecco il commovente video rifiutato da Adidas che è diventato virale”.

In questo caso, sì, il video è bellissimo, è vero, ma è stato il fatto di averlo presentato come “il video rifiutato da Adidas” a renderlo incredibilmente virale.

Se questo video, infatti, fosse stato girato per promuovere un qualche brand locale relativo al mondo degli anziani, non avrebbe avuto lo stesso successo.

L’accostamento al brand Adidas ha contribuito a rendere il video virale.

Il regista, Eugen Merher, ha puntato su Adidas in modo volontario, proprio per sfruttare la forza, già esistente, del brand.

Ma non bisogna per forza fare cose di straordinaria qualità compositiva per raggiungere risultati virali. Si può anche puntare su progetti semplici.

E se i cantanti fossero dei brand famosi? (2017)

A dimostrazione di quel che ti dicevo poco fa, si può fare progetti virali anche partendo da piccoli livelli o con pochi mezzi. Un caso recentissimo, dal quale è nata l’idea di questo articolo e video, è il progetto virale di Francesco Marri e Manicromio, “Se i cantanti fossero dei marchi famosi?”.

Francesco ha sfruttato la notorietà di brand e cantanti famosi e li ha uniti in un solo progetto che ha portato centinaia di like e condivisioni e anche menzioni su siti come Focus e Radio 105.

Qui puoi dare un’occhiata a tutti le immagini di quello progetto.

Come creare un progetto virale: consigli pratici

Ecco alcuni consigli pratici per arrivare a creare qualcosa di virale o, perlomeno, che abbia un grande successo.

[Consiglio n. 1] – Sfrutta i trend del momento

Quello di sfruttare la moda o il trend del momento è probabilmente la “scorciatoia” più rapida per raggiungere risultati virali.

Un esempio è quello di trend della giornata, come ad esempio le news o le festività.

Questa pratica è talmente sfruttata in ambito pubblicitario che viene ormai definita come Instant Marketing. Uno degli esempi più famosi in questo settore è quello della birra Ceres.

Un’immagine pubblicata sulla pagina Facebook di Ceres nei giorni delle polemiche sul Fertility Day.

Un’altra tattica, specialmente valida nel graphic design, è quella di sfruttare i trend interni al mondo della grafica.

Alcuni anni fa andavano di moda cose che adesso non vanno più. E adesso è la stessa cosa. E così accadrà nei prossimi mesi o anni.

Creare progetti “cavalcando l’onda” del momento ti può portare risultati giganteschi.

Ecco qualche esempio.

Un progetto basato sul “Low poly”, tecnica visiva che ogni designer ha sperimentato/sfruttato nel 2014, è tutt’ora tra i più apprezzati di sempre su Behance (Low Poly Charachters – Jona Dinges)

Un altro, sempre tra i più visti e apprezzati su Behance (6 of Spades – Emi Haze) sfruttata il trend del “double exposure” o doppia esposizione, che imperversava tra i designer verso il 2015:

E ancora, sempre un altro trend del mondo dell’illustrazione degli ultimi anni, è stato quello della Pixel Art. Tant’è che un altro tra i progetti con più visualizzazione e mi piace su Behance (Pixelwood – Dušan Čežek) è proprio relativo a quel tema:

[Consiglio n. 2] – Sfrutta la forza e la notorietà di altri brand

Ti piace vincere facile? Bonci bonci bo bo bo

Sì, perché questa è una delle tecniche base più sfruttate per creare qualcosa di virale. Talmente tanto sfruttata che se su Behance vedo un altro “Facebook/Instagram/Whatsapp redesign”, getto il computer dalla finestra.

Comunque sia, è sicuramente un consiglio valido che può portare ad avere una marea di risultati.

Sostanzialmente, si usa la forza e la notorietà di un brand famoso per far diventare virale un proprio progetto personale. Può essere un classico rebranding di un logo famoso o il rifacimento di un sito web famoso o una proposta di campagna pubblicitaria per una grande azienda.

Due dei casi di cui ti ho parlato prima, quello della pubblicità per Adidas e quello “Se i cantanti fossero brand famosi”, punta proprio su questi aspetti.

Questo è quello che succede cercando la parola “redesign” su Behance: si trovano una marea di progetti con decine di migliaia di visite e mi piace relativi a riprogettazioni di siti web o brand famosi.

[Consiglio n. 3] – Fai leva su una community

Un progetto è virale se viene visto e condiviso da molte persone. È ovvio, quindi, che se condividi immagini sul tuo profilo privato di Facebook con 500 amici, non raggiungerai mai grandi risultati.

Hai bisogno di una community, di un audience.

E per farlo hai due strade:

  • Costruisci una tua audience. Quello che, ad esempio ho fatto io con Grafigata e quello che hanno fatto centinaia di altri designer con fanpage su Facebook o profili molto seguiti su Behance.
  • Sfrutta l’audience di qualcun altro. All’interno della mia newsletter, ad esempio, spesso inserisco progetti che mi hanno colpito tra quelli degli iscritti o di chi scrive nel gruppo Facebook di Grafigata. Offro quindi l’opportunità di raggiungere risultati migliori.
    Lo stesso si può fare andando a mostrare i propri progetti all’interno di gruppi di designer (come, appunto, quello di Grafigata).

[Consiglio n. 4] – Crea qualcosa di emozionante

Questo è un aspetto molto importante ma che solitamente viene dimenticato.

Emozionare è la chiave per raggiungere grandi risultati virali.

E non soltanto commuovendo, ma anche, soprattutto, facendo ridere, creando rabbia o raccontando una storia capace di emozionare chi la vede o la ascolta.

Design è anche emozione.

Conclusioni

Come hai potuto vedere, creare un progetto grafico virale non è affatto facile. Si può provare a pianificare la cosa, si può studiare come farlo e ottenere ottimi risultati. Ma c’è sempre quel pizzico di casualità, quella necessaria sequenza di eventi fortunati che rende imprevedibile ed inaspettato il tutto.

Quello che ti posso dire è che se vuoi creare qualcosa di virale e continui a non riuscirci, non arrenderti!

Hai fatto 99 progetti di medio successo? Magari il numero 100 sarà quello che “esploderà”!

Alla prossima,

Lorenzo.

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Discussione:

  • Paolo t.

    Davvero interessante come articolo! E mi hai ricordato di nuovo quel diamine di vestito… era ovunque!

  • Bacio Milano

    tutte le ultime novità sul nostro sito http://www.baciomilano.com/