Ecco perché i contest non servono a nessuno

Lorenzo MigliettaLorenzo Miglietta

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Qualche giorno fa, mi è arrivata una mail che mi parlava di un fantomatico, nuovissimo contest online per la creazione di un logo per un’azienda pubblica. Ho quindi deciso di scrivere quello che ho pensato subito dopo aver ricevuto quella mail, in questo articolo.

Ti è mai capitato di trovare una mail che pubblicizzava un qualche concorso per la creazione di un logo? Oppure che qualche tuo amico ti inoltrasse un link di un nuovo contest online per una qualche azienda o, ancora più spesso, per un ente pubblico?

Ecco, sappi che, nel 99,9 % dei casi, se hai partecipato, hai perso del tempo. E nella gran parte dei casi, il progetto vincitore è qualcosa di estremamente deludente per il cliente.

So che se ti sei trovato in queste situazioni, molto probabilmente, sei d’accordo con me. Io stesso ti parlo così male dei contest perché ne ho avuto esperienza diretta e ho parlato spesso con persone che ne sono rimaste sempre e costantemente deluse, soprattutto dal punto di vista del cliente.

Allora, prima di tutto ti spiego perché, secondo me, i contest non servono a nulla, sia dal punto di vista del cliente che del designer. Se tu invece la pensi diversamente oppure sei riuscito ad avere esperienze positive a riguardo, racconta il tuo punto di vista nei commenti!

Procediamo!

I contest non servono al cliente per trovare il giusto logo

Immagina per questa volta di essere tu il cliente. Ti imbatti in un sito come Elance, 99design o altro in cui puoi scegliere tra centinaia di designer e tra le loro proposte quella che ti piace di più. Da un primo punto di vista ti sembra una figata assurda! 100 proposte di diversi designer invece che 3 o 4 da uno solo! Come fa a non essere meglio?

Poi vai a vedere le proposte e ti accorgi che nessuna ti convince al cento per cento, che la stragrande maggioranza di quelle proposte sono solo dei loghi scopiazzati e banali e che nessuno di quei designer è disponibile a fare modifiche, a spiegare le motivazioni di quell’immagine scelta (se non tramite banalità), eccetera.

Insomma, realizzi che non stai avendo la benché minima professionalità.

E sai perché? Perché non è quello che hai cercato! Perché hai cercato la quantità e non la qualità o l’interazione progettista-cliente.

Ti ritrovi quindi con una trentina di proposte di logo tutte uguali, banali e mal progettate, realizzate in una ventina di minuti solitamente da dilettanti allo sbaraglio in cerca del loro primo vero cliente.

Dilettanti allo sbaraglio, che però, stanno solamente perdendo del tempo. Eh già.

I contest non servono al designer

Ok, i contest non servono al cliente. E fin qui ci siamo. Però, dai, un giovane designer che ha bisogno di fare esperienza e non ha conoscenze da qualche parte dovrà pur partire, no?

Certo, su questo non c’è dubbio. Le ossa bisogna farle in qualche modo e dopo ti dico due metodi su come poterlo fare, però partecipare ai contest è il modo più sbagliato per un giovane designer per fare pratica. Perché?

  1. Perdi del tempo.
    Perché solitamente è tutto lavoro gratuito che fai nella speranza di essere scelto. È come prendere un biglietto della lotteria ma passarci 30/40/60 minuti per prenderlo. È tutto tempo che potresti dedicare a lavorare a un tuo progetto personale da pubblicare sul tuo portfolio (e quello si che è un valido strumento per cercare clienti), o a leggere un libro di grafica o a uscire con la tua ragazza, perché no.
  2. Non vinci il progetto.
    Sisi, lo so, l’amico di quel tuo compagno di classe all’università una volta ha vinto un contest su 99design per fare un volantino. Evvai! Il problema è che per vincere un contest, solitamente, si deve provare a partecipare a decine e decine di essi (e hai appena letto il punto 1, no?).
    Questo perché da un lato ci vuole del tempo per capire le dinamiche di certi siti web (in alcuni come 99design devi mandare progetti quasi completi per essere scelto e, ancora, perdita di tempo), mentre dall’altro lato ci sono altri progettisti (pochissimi e quasi tutti da paesi in via di sviluppo, per cui un logo a 300 euro è uno stipendio) capaci di vincere quasi sempre perché conoscono benissimo i meccanismi dei siti di contest.
  3. Nel caso vincessi, il tuo progetto probabilmente farà schifo.
    No, vabbè, non rimanerci male ma è così. Perché? Perché se partecipi a un contest solitamente lo fai o perché hai poca esperienza o perché non trovi clienti e in entrambi casi non vedo come un progetto fatto in una ventina di minuti possa per te essere di qualità!
    Puoi sempre, però, imbatterti in un cliente che “si accontenta” e sceglie il tuo progetto (che magari costa meno degli altri). Ecco. In quel caso tu ti sentiresti un vero professionista nell’essere stato scelto solo perché costi di meno e non per le tue capacità? Spero per te di no.

Ok, Lorenzo, ma provare non costa nulla!

Dipende cosa intendi per “costare”. Per me perdere una mezz’ora dietro un lavoro non pagato e che non vedrà mai la luce è un costo enorme! Ma se vuoi provare mica te lo impedisco! 🙂

Ma quindi a chi servono i contest?

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Ok, se i contest non servono nè al cliente nè al designer, allora a chi cavolo servono??

Semplice: i contest servono molto a chi gestisce siti web di contest. Guadagnano con le commissioni per ogni transazione eseguita sulla loro piattaforma e, ovviamente, più contest vengono organizzati più chi gestisce certi siti guadagna.

Per carità, non voglio assolutamente fare una crociata contro questi siti di contest online. Non mi interessa minimamente farlo e non ci guadagno niente dicendo di ignorarli.

Ti voglio semplicemente aiutare ad evitare di perdere del tempo prezioso, specialmente se, come me, sei agli inizi della tua carriera lavorativa.

Ok, va bene Lorenzo, non parteciperò più ai contest. Però allora come caaaavolo faccio a fare un po’ di esperienza e a costruirmi un portfolio anche con progetti fatti per clienti veri e non solo progetti personali?

Vuoi alternative per fare esperienza come designer?

Essere un giovane designer pieno di speranze, curiosità e voglia di lavorare e mettersi in gioco è bello, ma è anche stressante quando non si riescono a trovare situazioni in cui poterlo fare.

C’è chi riesce a fare i primi lavoretti (a volte anche gratis) per amici e conoscenti e chi invece si svende senza ritegno svalutando le sue competenze e capacità.

Se sei un giovane designer, però, forse è meglio che ragioni sul fatto che, agli inizi della propria carriera, bisogna formarsi, bisogna creare un proprio modo di gestire il lavoro, bisogna imparare e cercare di migliorare ogni giorno di più.

Devi capire che, se sei appena uscito da un’accademia o se hai appena finito di fare un corso specializzante, forse non devi per forza precipitarti a cercare clienti o a cercare un lavoro (eccezion fatta per forze di causa maggiore).

Forse hai bisogno ancora di formarti come professionista.

E quindi, come fare esperienza prima di fare esperienza?

  1. Crea un portfolio online con i tuoi lavori personali.
    Cioè, prima crea una serie di tuoi progetti personali, qualcosa di tuo, qualcosa che mostri appieno le tue competenze e capacità, e poi inserisci tutto all’interno di un portfolio online, qui ti spiego come fare per creare un portfolio online.
    Se non hai idee su che tipo di progetti personali potresti fare, ecco un mio articolo in cui ti do un po’ di idee a riguardo! 😉
  2. Fai dei lavori “pro bono”.
    Spiegato semplice: hai bisogno di fare esperienza e di interfacciarti con persone reali che non siano solo i tuoi gusti personali e i like che ricevi su Behance? Cerca associazioni di volontariato, fai dei cosiddetti lavori “pro bono”, cioè, letteralmente, a fin di bene. Certo, saranno lavori gratuiti ma saranno per una giusta causa (se la supporti tu stesso, ovvio) e, soprattutto, ti garantiranno la possibilità di fare esperienza e di avere del materiale di valore per il tuo portfolio.

Conclusioni

Quindi, ricapitolando: piuttosto che perdere del tempo dietro a contest totalmente inutili, prendi il foglio di carta, la tavoletta grafica e il tuo computer e sviluppa un tuo progetto personale. Crea delle illustrazioni oppure un restyling di un brand che pensi abbia una cattiva immagine o ancora crea il tuo logo personale (l’ho fatto pure io).

In alternativa puoi sempre girare per la tua città in cerca di associazioni di volontariato che ti possono interessare e dare una mano con le tue competenze di designer! Magari proponendo un nuovo manifesto che mostri le tue competenze oppure un nuovo logo o che so io, quello che vuoi tu! 🙂

Che ne pensi di quel che ti ho detto in questo articolo? Anche secondo te i contest online servono a ben poco? Che altri metodi hai utilizzato, utilizzi o speri di utilizzare per fare esperienza senza i contest online? Fammelo sapere qui sotto, nel box dei commenti!

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Alla prossima,

Lorenzo.

Discussione:

Ci sono 17 commenti in “Ecco perché i contest non servono a nessuno”

  • grande!!! andrebbe spiegato sopratutto ai committenti, convinti di aver fatto l’affare del secolo! (purtroppo questa tipologia di lavoro è approdata anche all’ambito architettonico…)

    • Ciao Mirko!
      Guarda, secondo me la stragrande maggioranza dei committenti dopo un po’ se ne rende conto di aver fatto, invece che l’affare del secolo, la ca**ata del secolo! 😀

      Ho avuto alcune esperienze in cui mi è stato proprio ammesso da clienti che non sono rimasti per niente soddisfatti dai contest rispetto a quando si sono rivolti a professionisti seri 🙂

  • Ahi-ahi, questo articolo è una bella batosta, una martellata sulla testa, una di quelle lezioni che non ti scordi più! 🙂
    Insomma, è l’articolo che mi serviva.
    Sì, sono colpevole! Essendo agli inizi, ho partecipato a diversi contest. Prima su Upwork (che ho abbandonato presto, perché la concorrenza dei designer dei paesi in via di sviluppo non mi lasciava scampo), e infine su 99design. Quest’ultimo mi è piaciuto molto di più, e ammetto che finora l’ho considerato piuttosto utile come occasione per esercitarmi (e anche per trovare ispirazione per qualche progetto da aggiungere al portfolio). Tuttavia sulla vera utilità dei contest temo che tu abbia ragione. Ho partecipato a diversi contest e in uno di questi sono pure arrivata in finale. Quindi figurati, non mi sembrava vero! Poi però chi aveva indetto il contest è sparito nel nulla, quindi il premio verrà suddiviso tra i 6 finalisti (ad una cifra irrisoria, ovviamente) e la delusione è stata tanta.
    Insomma, da quel momento ho iniziato a dubitare dell’utilità di questi siti. E soprattutto ho realizzato una cosa: ho finito la scuola quest’estate, ma ho decisamente bisogno di continuare a formarmi come professionista. Solo che finora (a parte seguire qualche corso su Skillshare) non sapevo bene come fare. I tuoi suggerimenti mi sembrano utili e sensati, invece. Ecco, fino a qualche settimana fa non li avrei considerati tali (la fretta di avere subito clienti e guadagni a volte inganna, soprattutto quando vuoi fare i primi passi per conquistare l’indipendenza economica!) ma comincio a pensare che dovrei fare proprio così.
    Insomma, mi hai dato da pensare parecchio! Grazie 🙂

    • Ciao Giulia!
      Hai scritto delle cose sacrosante parlando di quando all’inizio si ha tantissima fretta di avere nuovi clienti e di guadagnare subito il più possibile invece di puntare a creare del valore e di puntare sulla propria crescita.

      E pure io ho fatto questo errore a volte: ho puntato troppo sui soldi invece che sul valore e mi sono accorto che andare in quella direzione non porta da nessuna parte 🙂

      Sono davvero contento che questo sia stato un articolo-batosta in senso positivo per te e grazie davvero ancora una volta! 🙂
      Un abbraccio!

    • Ciao! io ho finito il triennio universitario un anno e mezzo fa e devo dire che ero molto allettata dai contest, anche se non ne ho mai preso davvero parte! Alla fine ho scelto di fare un corso libero dell’accademia di belle arti sul cinema d’animazione d’autore per iniziare a crearmi delle competenze specifiche nel campo che mi interessa (l’animazione appunto, specie quella in 3d) ed ho avuto la fortuna, proprio grazie al corso, o meglio, al professore che lo teneva, di essere messa in contatto con un 3d artist che si occupa di animazione e motion graphics nella mia città! Ora sto finendo il tirocinio da lui che ho intrapreso grazie a Garanzia Giovani, un progetto finanziato da fondi europei che mi sento di consigliarti perchè ti offre l’opportunità di stare con dei professionisti ed imparare tantissimo da loro (per lo meno, a me sta servendo un sacco!!!) e a chi ti ospita non costi praticamente nulla perchè lo stipendio arriva dai fondi del progetto. Ho letto che persone che vi hanno aderito in giro per l’Italia si sono trovate malissimo e non stanno ricevendo i soldi, non so se sono falsità o se effettivamente a loro è andata così, quello che ti posso dire è che a me sta andando tutto benissimo anche su quel fronte xD Quindi se sei alla ricerca di opportunità di imparare e vuoi iniziare a guadagnare qualcosa (non sono miliardi, ovviamente, ma almeno dei soldini in saccoccia li metti di sicuro) questo progetto potrebbe aiutarti parecchio!!! 😉

  • Ciao Lorenzo, questo articolo è un po’ quello che penso da qualche anno… anni fa infatti partecipavo a contest nel mio ramo (video, motiongraphics) e il risultato è il medesimo, non cambia di una virgola!

    Sono pienamente d’accordo con te sul fatto che gran parte dei contest online che si trovano siano qualcosa di inutile all’80% diciamo, il 20% rimanente lo considero come esperienza e aver messo in pratica tecniche nuove, approcci nuovi con limitazioni specifiche al contest da sviluppare.

    Poi la possibilità di vincere un contest di questi è pressochè irrisoria se sono siti di contest internazionali. Ce ne sono alcuni solo italiani e se proprio dovessi azzardarmi a farne uno, lo farei su quelli indubbiamente. Avere la possibilità di esprimere le proprie potenzialità attraverso progetti personali è quello che considero la cosa più importante, poichè non solo tiri fuori dal cilindro le tue risorse, ma anche perchè fai qualcosa che ti piace, cosa che vale sempre, non solo agli esordi 🙂

    • Ciao Daniele!
      Sono contento di aver avuto la tua esperienza da motion graphic designer visto che è un po’ al di fuori da quello di cui abitualmente mi occupo!

      La super concorrenza spietata su certi siti di contest online è qualcosa che ti spezza le gambe e ti fa pensare di andare a sbattere continuamente contro dei muri, vero?

      Come dici benissimo te le potenzialità vengono espresse molto di più quando si portano avanti progetti personali che, detto sinceramente, gratificano in modo incredibile il proprio ego, oltre a crearti una base per il portfolio! 😀
      L.

  • Sottoscrivo tutto! E lo ammetto…mi sono “compromessa” anch’io con i contest (youcrea in particolare). Premetto che la mia situazione di mobilità mi ha permesso di partecipare senza pretese e ho usato, se si può definire così, questi siti per dare un’occhiata oltre il mio naso, che per oltre 20 anni si limitato. Ho lavorato per anni in una ditta di allestimenti e servizi grafici e quando è finito tutto questi siti mi sono serviti almeno un pochino a non perdere contatto con la realtà oltre che trovare stimoli idee per rilanciarmi nel settore. Devi conoscere l’avversario se vuoi provare a batterlo. Di fatto sminuiscono mooooolto il lavoro dei grafici, illustratori,webdesigner etcccc… i soli che ne traggono vantaggio forse sono i comminttenti (forse). Ho trovato questi siti molto affini alla politica aziendale dove lavoravo: produceva e vendeva il prodotto finito, che fosse un allestimento di negozio, stand o insegna o prodotti di stampa; la grafica e la progettazione era inclusa nel pacchetto “chiavi in mano” e per nulla valorizzata. Agivamo da agenzia ma non lo eravamo perchè il costo della progettazione non era “in chiaro”, ma spalmato sulle varie voci di fattura. E’ stato a volte molto frustrante! Ora, consiglio spassionato: partecipate se proprio non si vuole stare con le mani in mano, si impara anche ad essere obiettivi con il lavoro altrui, ma non inviate lavori, teneteveli e migliorateli per far vostri dei progetti (come suggerisci tu Lorenzo). Nel mio mondo ideale queste piattaforme di contest dovrebbero servire da “vetrina” per stabilire un contatto diretto con il committente: che almeno si prenda la briga di SCEGLIERE qualcuno e non qualcosa (ma si sala frase più usata è : “tanto ci metti 5 minuti a farlo,no?”). Sarebbe più corretto e professionale. Scegliereste un architetto per il progetto della vs casa in un contest? Io no. Meglio di gran lunga i lavori probono: ne ho fatti molti e come “esercizio” sono stati decisamente più fruttuosi per crescita e arricchimento personale e professionale. E divertenti. Grazie per l’imput Lorenzo!

    • Ciao Isa!
      Un commento assolutamente preziosissimo! Quello che dici (e che io ho un po’ tralasciato di dire) è che tenere d’occhio certi siti di contest (ad esempio seguendo le proposte per un progetto e vedendo chi alla fine vince) è utile per capire come funzionano certe dinamiche. Ma anche per capire come ragionano le persone di fronte a certi tipi di proposte.

      Insomma, va bene studiarci un po’ sopra (come tutte le cose) ma mai perderci del tempo dietro! 🙂

      Grazie davvero, un abbraccio!

  • ciao Lore!
    perdona la domanda forse un po’ sciocca.. su 99design mettendomi nei panni dell’azienda ho notato che la politica è “il logo su misura per te” perchè non solo puoi decidere se lanciare o meno un contest ma su quel contest puoi richiedere delle modifiche al logo “vincitore” e puoi scegliere un pacchetto tra i loghi “da principianti” a quelli più professionali, a seconda delle esigenze. La concorrenza per chi partecipa è evidentemente spietata ma forse per l’azienda scegliere tra le soluzioni del sito non è poi così male, inoltre acquisisci tutti i diritti del logo, quindi non c’è il rischio che qualcun’altro possa acquistarlo e utilizzarlo come invece avviene su diversi altri siti. Tu che ne pensi?

  • Bellissimo articolo che mi ha fatto finalmente aprire gli occhi… io ancora sprecavo tempo con questi dannati siti di contest che non mi hanno mai dato dei risultati. Vedi lavori che senza un apparente merito vincono e ti dici “ma che c***o! continuo a perderci tempo ma tanto vincono sempre gli stessi”.
    Grazie Lorenzo per avermi indicato la retta via 😀

    • Ci ho passato del tempo dietro anche io 🙂 Per carità, impari molto se osservi e provi a partecipare in modo critico, però non bisogna dedicarci le proprie speranze e perderci del tempo!
      L.

  • Ciao, sono Isabella Scanziani e partecipo a volte a qualche concorso online. A parte il fatto che molti concorsi (anche nazionali come il Logo per Firenze) hanno premiato lavori immeritevoli e spesso imbarazzanti, viene il dubbio che dietro ci siano le solite manovre mafiose per premiare il cugino dell’assessore di turno, io partecipo coscientemente senza spendere troppe ore in progettazione proprio per mediare tra opportunità ed esperienza. Credo che un contest sia una buona opportunità di imparare a leggere i brief confrontandosi con gli altri partecipanti e osservando le presentazioni altrui. Per me è un esercizio comunque interessante, quello che fa arrabbiare in effetti è che troppo spesso i progetti vincitori non si avvicinino nemmeno ai brief ricevuti, ma quello è un discorso a parte che coinvolge la giuria o il cliente… Io mi esercito e osservo la “concorrenza”, lo trovo stimolante, questa è l’unica nota positiva che posso affermare da partecipante! Autocrearsi un progetto ad es. su Behance è ottimo, ma così non hai il confronto con il cliente o con la capacità di interpretazione delle diverse necessità, quindi non c’è crescita professionale. Ciao grazie

  • Ho letto l’articolo,….. e no, non sono d’accordo. In effetti ho poca esperienza con i contest, di soli 4 mesi, e ho guadagnato solo 100 dollari vincendo solo un contest. Cioè sembrerebbe un’esperienza deludente? No, anzi, in questi 4 mesi ho imparato moltissimo. Non ho continuato per i miei motivi personali, e mi dispiace veramente. In questi soli 4 mesi ho creato il mio portfolio, che non avrei mai creato altrimenti, non avendo lo stimolo, ma nei condizioni di contest ero spinta dai tempi di consegna e dovevo muovermi.
    Dici che progettisti che partecipano hanno poca professionalità. Non è vero. Ho visto alcuni graphic designer in pensione che hanno un bel CV. Ho visto si, molti lavori banali, ma anche molti creativi e sorprendenti. Si, c’erano molti delusioni, come per esempio il cliente sparito e contesti chiuso all’improvviso, o quando il cliente sceglieva il lavoro peggiore secondo il mio punto di vista, etc….. ma non si può paragonare con i vantaggi che danno i contest, e prima di tutto è il confronto con gli altri progettisti. Ero sempre curiosa di vedere cosa propongono gli altri, confronto era sempre molto interessante e stimolante.
    Direi che dal punto di vista del cliente ti potrei anche dare ragione, perchè non sempre i lavori sono all’altezza, ma ai progettisti posso solo consigliare di partecipare, sopratutto a quelli che non hanno il portfolio. Tu consigli loro di creare un portfolio di propri progetti o passare il tempo cercando qualche onlus per proporsi gratis, ma scusa, se tu non vinci il contest il tuo lavoro fai gratis, no? E perchè dovrei inventare un mio progetto se ci sono reali clienti che propongono i temi e ci sono altri progettisti con i quali confrontarsi e crescere?
    Dici “nessuno di quei designer è disponibile a fare modifiche, a spiegare le motivazioni di quell’ immagine scelta” – non è vero, tutti erano disposti di fare le modifiche e li facevano. Le motivazioni non ci chiedeva nessuno, però il cliente spesso aggiungeva le spiegazioni e tutti rifacevano i loro progetti.
    Dici a un ipotetico cliente: “Ti ritrovi con una trentina di proposte realizzate in una ventina di minuti” … – Non è vero, io passavo anche giorni interni a realizzare i progetti, non ricordo nemmeno uno realizzato in 20 minuti, e nemmeno in 60. Ma forse sono solo io così lenta, non saprei.
    Dici a un ipotetico designer che perde il tempo. No, non perde affatto, passa il tempo confrontandosi con gli altri e imparando.
    “Per vincere si deve provare a partecipare a decine di contest” – si, e proprio questo mi piaceva. Vengono proposti temi che non mi sarebbero mai passati per la mente, e durante soli 4 mesi ho saputo moltissime cose nuove.
    “ci sono progettisti da paesi in via di sviluppo, per cui un logo a 300 euro è uno stipendio” …. – beh, anche in Italia un logo a 300 euro è uno stipendio, anche noi qui siamo in via di sviluppo. In Calabria molte commesse lavorano una giornata per 300 euro.
    “ ….. capaci di vincere quasi sempre perché conoscono benissimo i meccanismi dei siti di contest.” – ma magari allora potresti spiegarci questi meccanismi? Io vorrei riprovare e sarebbe bello se qualcuno mi desse qualche dritta. Dalla mia esperienza ho capito che si deve lavorare più veloce e partecipare nei più contest possibile e dopo elaborare solo quel progetto che era valutato dal cliente come interessante, cioè non impuntarsi (come facevo all’inizio) nel progetto solo perchè mi piaceva il tema.
    “Nel caso vincessi, il tuo progetto probabilmente farà schifo.” …. 🙂 non so come agli altri, ma a me è piaciuto, era niente male.
    “Puoi sempre imbatterti in un cliente che “si accontenta” e sceglie il tuo progetto (che magari costa meno degli altri)” – Non era possibile trattare il prezzo, il prezzo era fissato per tutti uguale. E a me faceva piacere anche quando ero scelta per la finale, era era accaduto piuttosto spesso. A me la partecipazione ai contest ha fatto credere in me stessa di più. Anche se ripeto, purtroppo ho vinto solo un contest.
    Quindi, visto che qui sono l’unica che vuole riprovare, magari mi potete consigliare qualche sito? O magari dare qualche consiglio e dritta? 🙂 ……

    • In questo articolo esprimo la mia opinione e apprezzo chi esprime la sua. Ma a me tutto quello che scrivi sembra invece una conferma di quanto scritto nell’articolo 🙂
      L’unico motivo valido per partecipare ai contest è quello di fare esperienza e farsi le ossa. Anche io all’inizio ho fatto così e non c’è niente di male, anzi è utile!

      Ma da qui a dire che sono un valido metodo per lavorare direi proprio di no.

      “In 4 mesi 100 euro” a me non sembrano cifre sostenibili nemmeno per pagarsi i software che si usano per fare questi lavori.

  • Non sono per niente d’accordo, e ti spiego perchè. Certamente chi ci guadagna di più sono coloro che gestiscono le piattaforme dei contest, ma anche i clienti secondo me non se la passano male. Personalmente su alcune piattaforme assisto a una qualità creativa molto alta, che i clienti si sognerebbero di pagare così poco al di fuori dei contest. Ci sono grafici davvero eccellenti che mi chiedo perchè perdano del tempo nei contest, ma è anche vero che i più bravi tra loro vincono spesso e in tempi di magra tutto fa brodo. Vedendola dal punto di vista del creativo, la vittoria (sporadica) di un contest sicuramente non ti ripaga del tempo speso a lavorarci, ma vedo due vantaggi: il primo, per chi ha iniziato a fare il grafico da poco, e frequentando queste piattaforme ed osservando il lavoro dei colleghi può imparare davvero tanto, oltre a confrontarsi con clienti veri e lavorare su progetti e brief reali. Il secondo vantaggio è per chi si trova in un momento difficile e non vede clienti da un pò, e partecipando ad un contest può tenersi in allenamento, ampliare il proprio portfolio sfruttando un brief reale senza inventarsi qualcosa di sana pianta, e perchè no, sperare di vincere.

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