Come trovare il tuo posizionamento da graphic designer

Chiara ZoiaChiara Zoia
Copertina posizionamento

Forse la parola “posizionamento” non ti dice un granché, eppure è la soluzione a parecchi dei problemi più comuni per designer e persone che lavorano nella creatività, specie se freelancer.

Perché dal posizionamento dipendono un sacco di dinamiche fondamentali in moltissimi aspetti della professione di designer.

Ad esempio succede che, se non hai un posizionamento chiaro nel mercato del design, finisci per accettare qualsiasi progetto pur di lavorare. E questo significa: preventivi troppo bassi, clienti insoddisfatti perché non sono quelli giusti per te, e quella sensazione costante di non riuscire mai a far decollare la tua carriera.

Ma sai cosa succederebbe se invece di rincorrere qualsiasi cliente, fossi tu ad attrarre esattamente il tipo di persone o aziende per cui ami lavorare? Clienti che apprezzano il tuo lavoro, che sono disposti a pagarti il giusto, e con cui collaborare è un piacere invece che una battaglia continua?

Ecco, questo è esattamente quello che fa un buon posizionamento per la carriera di un designer. E oggi ti spiego come trovarlo.

Cos’è il posizionamento (e perché cambia tutto)

Il posizionamento è il modo in cui ti distingui in un mercato in cui non mancano graphic designer. Non è solo “cosa fai”, ma “per chi lo fai, come lo fai, e perché sei la scelta migliore per quel tipo di lavoro”.

Quando hai un posizionamento chiaro, succede una cosa interessante: non sei più un designer generico tra mille altri. Il tuo lavoro diventa riconoscibile, il tuo parere autorevole. Il prezzo non è più l’unico parametro su cui si basa chi deve scegliere se ingaggiarti o meno.

I vantaggi concreti di un posizionamento chiaro

Ok, parliamo di cose concrete. Cosa cambia davvero quando hai un posizionamento ben definito? Perché non è solo teoria o roba da fanatici di marketing.

illustrazione monete vantaggi posizionamento designer

Puoi far pagare di più il tuo lavoro

Questo è forse il vantaggio più immediato. E sì, parliamo di soldi, perché alla fine sono quelli che ti permettono di continuare a fare questo lavoro.

Quando sei un designer generalista, competi principalmente sul prezzo. Il cliente guarda 10 proposte che più o meno si assomigliano tutte – almeno per chi non sa molto di grafica – e sceglie quello che costa meno. Fine della storia.

Ma quando trovi il giusto posizionamento per quello che offri, la dinamica si ribalta completamente. Perché rispondi alla perfezione ai bisogni di quel target di clientela, conosci le dinamiche del suo settore, sai esattamente cosa funziona e cosa no.

Questo significa, in pratica, che puoi permetterti di chiedere di più: quanto ritieni corretto commisurato non solo all’impegno richiesto, ma a quanto valore crea il tuo contributo per gli obiettivi del cliente.

Attrai clienti più in linea con quello che offri

Pensa all’ultima volta che hai lavorato con un cliente che proprio non capiva il tuo lavoro. Revisioni infinite, richieste assurde, budget da fame. Frustrante, vero?

Ecco, questo succede quando cliente e designer non sono allineati. Quando il tuo posizionamento è chiaro, invece, attrai automaticamente i clienti giusti. Persone che già capiscono il valore di quello che fai, che apprezzano il tuo approccio, che hanno aspettative realistiche. Non perfetti, eh, ma molto più vicini a quello che cerchi.

Il risultato? Progetti più soddisfacenti, meno stress, relazioni di lavoro più durature. E spesso questi clienti tornano per nuovi progetti e ti raccomandano ad altri nel loro network. Win-win.

Diventi più efficiente nel tuo lavoro

Trovare il tuo posizionamento serve anche a te, per lavorare meglio. Invece di saltellare da un tipo di progetto a un altro, da un approccio al suo opposto, ti focalizzi meglio su quello che davvero ti corrisponde.

Che non vuol dire fare sempre lo stesso tipo di lavoro – solo poster, solo grafiche social, solo loghi – ma seguire un percorso coerente che ti permette di crescere.

Altrimenti rischi di restare sempre junior anche dopo 20 anni di carriera. Questo tra l’altro è uno dei motivi per cui è nato Da 0 a designer come percorso che prevede l’affiancamento di un tutor. Il suo ruolo infatti non è solo quello di “correggere i compiti”, ma proprio di guidare la persona intanto a costruire un “piano di studio” il più possibile coerente con le sue predisposizioni e i suoi obiettivi. Quindi di assicurarsi che i progetti che finiranno in portfolio siano coerenti con … indovina? Il suo posizionamento, almeno quello desiderato.

Perché, come in tutte le cose, la pratica e il confronto con la quotidianità del lavoro sono indispensabili per una crescita. Quando questo succede, però, arrivi a un punto in cui riesci a faticare di meno, e, l’abbiamo visto prima, guadagnare di più. Non male, vero?

Come trovare il tuo posizionamento: il metodo Ikigai

Bene, ora che hai capito quanto è importante avere un posizionamento chiaro, la domanda è: come diavolo lo trovi?

Il metodo che abbiamo testato, che ci è sembrato più utile e per questo ti consigliamo, è basato sul concetto giapponese di “Ikigai”: tradotto alla lettera “il motivo per cui ti svegli la mattina”.

Applicato al tuo lavoro di designer, è l’intersezione perfetta tra questi quattro elementi fondamentali che ti spiego subito.

illustrazione cuore cosa ami fare posizionamento designer

Cosa ami fare

Ti ricordi il momento, o la circostanza, in cui hai deciso che volevi occuparti di grafica? Purtroppo man mano che passa il tempo, diventa sempre più difficile ricordarsene. All’ennesimo preventivo rifiutato o alla milionesima richiesta di modifiche, te lo chiedi anche tu perché hai scelto questa strada.

Cosa ami fare, però, è proprio quella cosa lì: il motivo per cui hai cominciato a fare grafica.

O, se preferisci, quello che, se potessi vivere di rendita, faresti tutto il giorno gratis

Magari è progettare loghi, creare illustrazioni, costruire brand identity complete, lavorare sul packaging.

O forse è qualcosa di più specifico: ami particolarmente i progetti legati alla sostenibilità, oppure ti appassiona il mondo del food, o della moda, o della tecnologia.

Questa componente emotiva è fondamentale. Perché quando le cose si fanno dure (e si faranno), è questa passione che ti dà l’energia per continuare.

Cosa ti riesce bene

Questo forse è l’elemento più difficile da individuare: riuscirci richiede grande consapevolezza e onestà. Perché sarebbe fantastico se tutto quello che amiamo fare ci riuscisse anche bene, ma la realtà è diversa. E va bene così.

Magari ami fare animazioni ma sei davvero eccellente nel logo design. O ti piace la fotografia ma hai un talento naturale per il layout editoriale. O magari sei bravissimo a creare sistemi visivi complessi ma ti annoi a morte a progettare singole locandine.

Riconoscere le tue vere competenze ti dà sicurezza e credibilità. E attenzione: “cosa ti riesce bene” non significa solo skill tecniche. Magari hai intuito per le esigenze dei clienti, o un grande senso del colore, o sei velocissimo nell’iterazione progettuale.

Di cosa il mondo ha bisogno

Questa è la parte in cui guardi fuori da te e osservi il mercato. Quali sono i bisogni reali che puoi soddisfare?

Non limitarti all’aspetto più ovvio di questa domanda. Tipo “ah, tutti vogliono loghi” (vero, ma poco utile). Allarga lo sguardo: cosa manca nel mondo del graphic design? Quali approcci, servizi, o valori sono sottorappresentati?

Ad esempio, magari nel tuo territorio manca qualcuno che sa davvero comunicare temi scientifici complessi in modo accessibile. O c’è bisogno di qualcuno specializzato in brand identity per startup tech. O magari le piccole imprese artigianali della tua zona cercano disperatamente packaging professionale ma accessibile.

A volte il bisogno è molto specifico. E più è specifico, meno concorrenza hai.

Cose per cui puoi farti pagare

Questo è l’elemento di realtà economica. Perché sì, è bellissimo seguire le passioni, ma per far quadrare i conti servono i soldi veri.

Non tutte le nicchie del design hanno lo stesso potenziale di guadagno. È così. L’importante è trovare qualcosa per cui le persone sono disposte a pagarti un prezzo giusto. E “giusto” qui significa: che ti permette di vivere dignitosamente del tuo lavoro, e di avere un margine da re-investire per la tua crescita professionale.

A volte quello che ami fare ha poco valore di mercato (nel caso di Lorenzo, ad esempio, accarezzare le gatte). Ma tra tutte le cose che hanno un valore economico, sono sicuro che troverai diverse attività che si intersecano con gli altri tre punti.

Hai trovato il tuo Ikigai: e ora?

Se hai identificato l’attività che ami fare, ti riesce bene, risponde a un bisogno reale e per cui puoi farti pagare, congratulazioni: hai trovato il tuo Ikigai. E hai anche trovato il tuo posizionamento.

Ma questo è solo l’inizio. Perché trovare il tuo posizionamento è una cosa, comunicarlo efficacemente è un’altra. E se non lo comunichi, è come non averlo.

portfolio posizionamento designer

Come comunicare il tuo posizionamento

Ecco tre azioni concrete per rendere visibile il tuo posizionamento. Senza queste, il tuo Ikigai rimane nel cassetto.

Costruisci un portfolio coerente

Questo è essenziale. Il tuo portfolio deve parlare chiaro di chi sei e cosa fai meglio, anche se richiede un po’ di lavoro in più.

Se finora hai progettato brochure aziendali generiche, ma il tuo ikigai è il design di interfacce per app educative, i casi studio che hai sottomano non ti aiutano.

Ma io non ho ancora abbastanza lavori di quel tipo!” Ok, creali!

Progetti personali, rebrand di marchi esistenti, lavori pro bono per associazioni o startup. L’importante è costruire un portfolio che rafforza il tuo posizionamento.

Questo è esattamente quello che ottiene chi segue il percorso Da 0 a designer : i tutor non si limitano a correggere gli errori tecnici, ma guidano verso un risultato coerente con gli obiettivi professionali dello studente. Perché avere competenze tecniche senza una direzione chiara non serve a molto.

grafica ecosistema social comunicazione designer

Racconta il tuo posizionamento ovunque

Il tuo posizionamento deve essere chiaro in ogni punto di contatto con il pubblico. E quando dico ovunque, intendo ovunque.

Il tuo profilo LinkedIn, il feed di Instagram, Behance, il modo in cui ti presenti quando fai networking, la firma dell’email.

Tutto deve comunicare la stessa cosa in modo coerente. Non si tratta di essere ripetitivi o monotoni. Si tratta di creare un messaggio chiaro e riconoscibile. Quando qualcuno pensa a te, deve associarti immediatamente a quella specifica area del design.

Ovviamente puoi creare un bel PDF del portfolio o una pagina web professionale. Ma non fermarti lì. Il posizionamento non vive solo nel portfolio, vive in ogni momento in cui comunichi chi sei professionalmente.

Mostra chi sei oltre al lavoro

La tua visione, il tuo approccio, quello che ti piace o non ti piace nel mondo del design. Chi sei come persona fa parte del tuo posizionamento. Così come il tuo metodo di lavoro, i tuoi valori, anche le tue idiosincrasie.

I social possono essere il posto giusto per raccontare qualcosa di te. Non aver paura di mostrare il tuo processo creativo, di condividere le tue riflessioni sul design, di far vedere anche gli errori e i fallimenti da cui hai imparato. Quello è materiale prezioso, non da nascondere.

Perché vedi, le persone non comprano solo competenze tecniche. Chiunque può imparare ad usare Illustrator o Figma. Quello che comprano è l’approccio, i valori, la personalità di chi sta dietro a quelle competenze.

E questo può fare davvero la differenza quando un cliente deve scegliere tra te e un altro designer con skill simili. Preferisce lavorare con qualcuno di cui conosce l’approccio e i valori, piuttosto che con uno sconosciuto.

Ricapitoliamo: il tuo piano d’azione

Allora, cosa devi fare concretamente?

  • Prima cosa: identifica il tuo Ikigai. Trova l’intersezione tra quello che ami, quello che sai fare bene, quello di cui il mondo ha bisogno e quello per cui puoi farti pagare. Prenditi il tempo necessario per questo. Non è una cosa che fai in 20 minuti mentre aspetti l’autobus.
  • Seconda cosa: costruisci un portfolio coerente che comunichi chiaramente la tua specializzazione. Elimina quello che non serve, aggiungi quello che manca. Sii spietato nella cura.
  • Terza cosa: rendi visibile il tuo lavoro e racconta chi sei attraverso tutti i canali a disposizione. Coerenza, sempre coerenza.

Non è un processo che si completa in un weekend. Richiede tempo, riflessione, e probabilmente qualche aggiustamento lungo la strada. Ma è un investimento che ti ripagherà per tutta la tua carriera.

Conclusioni

Forse il percorso che ho tracciato ti sembra lungo e impegnativo. Ma ne vale davvero la pena. Perché quando avrai trovato il tuo posto nel mercato, vedrai miglioramenti concreti sotto molti aspetti: il lavoro arriverà più naturalmente. I clienti giusti ti cercheranno. Potrai finalmente smettere di accettare qualsiasi progetto solo per pagare le bollette.

Questo è il motivo per cui in Grafigata abbiamo sempre creduto nella forza di una formazione di qualità. Quella che ti aiuta non solo a perfezionare una curva dentro Illustrator o editare un’immagine in Photoshop, ma ti guidi ad acquisire un profilo professionale completo, che ti realizza a pieno.

E tu? Hai già trovato il tuo Ikigai? Stai lavorando sul tuo posizionamento? Raccontamelo nei commenti qui sotto, sono davvero curioso di sapere a che punto sei! Intanto ti saluto

Alla prossima!

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