Ti chiedi quale sia il modo migliore per presentarti ad aziende o potenziali clienti come designer? Oppure come fare a creare qualcosa che possa racchiudere tutte le tue conoscenze, esperienze e migliori qualità nel campo del graphic designer, oppure dell’illustrazione, dell’architettura o della fotografia? Insomma, vorresti sapere come si fa acreare un portfolio online?
Ecco, questa è una guida che vuole spiegare in modo super completo tutti gli aspetti da considerare quando si crea il proprio portfolio online. Come fare un portfolio online? Perché farlo? Utilizzando quali strumenti?
In questo articolo, strutturato per essere molto approfondito e pratico al 100%, troverai gran parte delle risposte a domande che ti è sicuramente capitato di farti nel corso della tua carriera creativa…
Voglio subito evitare fraintendimenti, anticipo che questo articolo non è dedicato a persone che:
È invece un articolo dedicato a chi ha voglia di fare, di migliorare e di capire come posizionarsi al meglio nel mercato. Sei in questo gruppo, vero? Allora puoi proseguire con la lettura di tutta questa guida ;)
N.B: questo è un articolo dedicato a: graphic designer, architetti, fotografi, illustratori, fumettisti, interior designer, motion designer e tutti i progettisti di qualsiasi tipo!
Si, ok, Lorenzo, mi voglio rimboccare le maniche per migliorare, ma cosa mi frega del portfolio online? Se un cliente vuole visionare i miei vecchi lavori gli mando due o tre file con la chat di Facebook e via!
Ecco, forse è meglio andare con ordine. Vediamo innanzitutto perché dovresti creare il tuo portfolio online e perché è così importante farlo nel modo più efficace possibile!
Voglio iniziare questa guida raccontandoti una storia che, pur non essendosi verificata per davvero, mi sarebbe potuta tranquillamente succedere alcuni mesi fa. Te la racconto per farti capire quanto un portfolio online sia importante per un designer.
Una mattina qualsiasi di sette o otto mesi fa, quando ancora non avevo un portfolio online, come tutte le mattine, mi sveglio, do un’occhiata al cellulare e vedo che mi è arrivata una mail dall’invitante oggetto “Richiesta competenze per start-up”.
Figata! Un nuovo cliente! Speriamo bene! – Sarebbe stata la mia reazione.
Nonostante la curiosità, avrei fatto colazione, doccia e tutto quanto, avrei acceso il computer e sarei andato a leggermi con calma la mail come faccio sempre per non rovinarmi la routine, che è una delle cose più importanti per un designer.
Buongiorno signor Lorenzo Miglietta, siamo azienda Xyz, bla bla bla, avremmo bisogno di un grafico per fare determinati lavori illustrativi e abbiamo scoperto tramite il blog Grafigata di lei, ci potrebbe mandare il suo portfolio con i suoi lavori?
Al che io sarei rimasto con un espressione tipo così: ‘-‘
Avrei iniziato a pensare “e ora che cavolo gli mando? Il mio profilo di Behance ha solo tre progetti, il mio curriculum non fa capire un tubo di quello che so fare davvero e, soprattutto, NON HO UN PORTFOLIO!!“
Già. Inizi a capire a cosa serve avere un portfolio?
Se così non fosse ecco altre 3 ragioni (tra le tante) per cui è necessario, per un designer, avere un portfolio.

Perché mandare lavori a metà o presentati male via mail o chat a dei potenziali clienti invece di mandare un cazzutissimo portfolio?
Il portfolio fa sì che

Se i tuoi progetti sono di qualità o se il tuo portfolio è strutturato alla grande, sicuramente potrai riscontrare delle ottime opinioni e degli ottimi feedback da parte di persone che lavorano nel tuo stesso settore ma anche da persone che vengono da altri settori.
Non parlo soltanto di amici e parenti che vedono il tuo portfolio condiviso su Facebook. Parlo anche di persone che giungono a te attraverso i tuoi lavori o il passaparola. Della serie “hey guarda questo che bello!” e via così.
Un’opportunità da non lasciarsi sfuggire, vero? ;)

Ovvero: cancella tutti i limiti che può avere il classico curriculum. Su un portfolio tu puoi inserire tutto: ovviamente i tuoi lavori ma anche la tua storia personale come professionista, alcuni aneddoti che puoi voler raccontare, retroscena dei tuoi progetti migliori, lavori in corso non ancora ultimati, eccetera.
Beh, ovviamente tutto ciò è valido al 100% solo nel caso di un portfolio online. Vediamo perché il portfolio cartaceo perde sotto tutti questi tre aspetti in modo netto e inequivocabile.

Una delle mode che abbiamo visto diffondersi a “ondate” tra i graphic designer è quella di creare quei curricula/portfolio cartacei che solitamente vengono strutturati in stile infografica. Diversi anni fa ne avevo fatto uno pure io.
Dai, figata! Fare un curriculum con tutte le cose che sai fare scritte con i codici visivi dell’infografica (barre, diagrammi, icone, ecc), ora lo faccio pure io!
Sbagliato, è una pessima idea.
Perché a nessuno frega niente di leggere un curriculum in cui c’è scritto che ti attribuisci 4 stelline in Photoshop, 4,5 in Illustrator ma 5 stelline in lavoro di gruppo (wow!). A nessuno piace vedere una serie di icone in cui dici che ti piace viaggiare, mangiare popcorn o giocare alla play. Né frega molto di sapere dove e per quanto tempo hai studiato alle superiori.
Per fartela breve: a nessuno piace leggere un curriculum punto e basta.
Quello che le persone vogliono vedere è quello che sai fare. Sono i tuoi progetti che devi mostrare, non l’elenco delle tue competenze!
Ok, va bene, niente curriculum fatto a infografica, ok, vada per il portfolio. Posso almeno farlo cartaceo?
Certo, fai pure! Se ti va di perdere del tempo è perfetto! Io stesso l’ho dovuto fare come tesi di laurea e l’ho dovuto fare pur avendo la consapevolezza che, un portfolio cartaceo, negli anni 2020, non serve assolutamente a nulla.
Allora, ragioniamo sui tre punti scritti nel paragrafo precedente. Ho detto che un portfolio garantisce questi tre vantaggi: ti permette di mostrare i tuoi lavori in modo professionale, ti aiuta a farti riconoscere come designer, racchiude tutte le informazioni su di te e sul tuo percorso di formazione e lavoro.
Bene, basandosi su questi tre punti facciamo un po’ il confronto tra portfolio cartaceo e portfolio online.

Ok ma… come faccio a creare un portfolio online? Veniamo quindi alla seconda parte di questa guida, dai!
Creare un portfolio è importante, creare un portfolio online è il modo più efficace e quindi è ancora più importante. Ma come fare?
Il primo metodo per creare un portfolio online è quello di utilizzare un network e in particolare il network per creativi Behance.
Creare un portfolio con Behance è semplice, relativamente veloce e, ancora meglio, totalmente gratuito. Basta semplicemente registrarsi e creare il proprio profilo inserendo di volta in volta i vari progetti con la loro presentazione e l’immagine di anteprima.
Ma aspetta, prima di proseguire, forse, è il caso che spiego (per chi già non lo sapesse) che cos’è Behance, che dici? Se invece sai già tutto, salta pure tranquillamente questo box blu di approfondimento!

Behance.net è un network online di creativi, designer ed artisti. Una piattaforma su cui postare i propri lavori e in cui scoprire quelli degli altri.
Insomma, ci sono i mi piace, i commenti e i follow e quindi si può quasi definire un social network dedicato ai progetti creativi di qualsiasi tipo.
Infatti su Behance si possono postare praticamente tutti i tipi di lavoro: dallo studio di un logo ad un progetto di modellismo, da un disegno a mano libera a un modello 3D di un edificio, e via dicendo.
La cosa importante è che su Behance risaltano solamente i progetti davvero fighi, quelli fatti bene, con un senso, una buona progettazione, uno studio intelligente dietro e/o una forte idea creativa dietro.
Logica conseguenza di ciò è che i progetti che si postano su Behance devono essere estremamente curati e interessanti, altrimenti passeranno inosservati dalla community.
Se ti vuoi iscrivere a Behance basta andare sul sito e seguire la procedura (ti consiglio di inserire più dati possibile e di curare bene descrizione personale, foto, esperienze, ecc).
Se vuoi, dai pure un’occhiata al mio profilo QUI.
Ok, bene, ora che sai che cos’è Behance e ti sei fatto un’idea di come funziona, sappi che è sicuramente un buon metodo per creare un portfolio. Behance è un ottimo modo per farsi conoscere come designer.
Come in ogni cosa, però, avere un portfolio su Behance comporta accettare sia i pro che i contro. Vediamo di analizzare un po’ questi aspetti.
Allora. Partiamo dal presupposto che, se lavori nell’ambito creativo, a mio avviso, Behance va assolutamente utilizzato. Il punto è, come vedremo più in giù, che non può e non deve essere il tuo unico strumento per promuoverti.
Infatti avere un altro strumento ti consente di compensare i limiti di Behance. Ma cominciamo dalle opportunità che questa piattaforma ti offre:
Pro:
Contro:
Insomma, Behance è assolutamente da avere per i Pro, ma non basta a causa dei Contro che ti ho citato.
Ovvero: Behance è importantissimo da avere ma non basta al 100% ad un designer per promuoversi.
Se vuoi sapere come poter crescere velocemente con Behance ed arrivare a trovare clienti, allora devi assolutamente leggere la mia guida: Come sfruttare Behance per trovare clienti.
Esistono molti altri mezzi gratuiti per creare il tuo portfolio online e sono sicuro che alcuni potrebbero anche sembrarti allettanti, ma ti spiegherò ora perché non è proprio così.
Cercando online chiavi di ricerca come “create a free portfolio online” o “come creare un portfolio online gratis” o cose simili, si trovano un’infinità di alternative gratuite per creare un portfolio online, oltre a Behance.
Qualche esempio? Ok: Carbonmade (che prova a contendere il campo a Behance), Brand.me, Shown’d, DeviantArt (vi prego no!), PortfolioBox e mi fermo qui perché più vado avanti più la qualità dell’offerta peggiora, per l’esperienza che ho avuto io.
Tutti questi siti offrono la possibilità di costruire una pagina personale con i propri lavori in modo tutto sommato semplice ed intuitivo. Hanno però delle pecche fondamentali che, a lungo termine, compromettono fortemente la riuscita del tuo progetto di creare un’efficace presenza online.
Innanzitutto, a meno che non scelga la solita versione premium, avrai diritto solamente a dei link al tuo profilo con dentro il nome del network. Mi spiego meglio: avrai indirizzi come lorenzo.carbonmade.com o lorenzo.deviantart.com che, a mio avviso, sono una cosa estremamente poco professionale.
Un altro grande difetto è che questi network non offrono mai il controllo totale sul tuo “sito”. Non ti permetteranno mai o quasi di trasferire tutti i tuoi dati su di un altro dominio, di andare a modificare il codice del sito per inserire ad esempio dei codici di tracking avanzati o che so io.
Insomma, questi network gratuiti possono essere presi in considerazione solo come misura temporanea prima di andare a fare quello di cui ti parlerò nei prossimi paragrafi, ovvero l’unica soluzione che, se usata bene, può funzionare.
E, comunque, non credo che nessuno di questi network sia, a livello di utilità pratica e possibilità di interazione, ai livelli di Behance.
Bene, ma se Behance non garantisce il successo al 100% e gli altri mezzi gratuiti non reggono nemmeno il confronto, che si deve fare?
Tutti ‘sti metodi non vanno bene perché mancano di buone strutture, personalizzazione oppure efficacia come strumenti. Ma, quindi, come si fa a creare un portfolio online?
Bisogna creare un proprio sito internet. Punto.
Se vuoi essere trattato con professionalità devi essere professionale e, a mio avviso, non c’è niente di più professionale di un designer che si presenta dicendo “potete vedere e analizzare i miei lavori migliori visitando il mio portfolio online nomecognome.com”.
È per questo che alcuni mesi fa ho creato il mio sito internet/portfolio lorenzomiglietta.com, per presentarmi con professionalità ai clienti che davvero volevo ottenere.
Io non sono un web designer o developer, non so programmare e so a stento qualcosina di codice html o css. E quindi come ho fatto a creare il mio sito? Con WordPress.
WordPress è un CMS, ovvero un Content Management System, cioè un software per gestire la creazione di contenuti su un sito web. Ne esistono molti altri come Joomla o Drupal ma WordPress è sicuramente il più utilizzato, quello del quale è disponibile il maggior numero di risorse online, plugin, temi e strumenti. Insomma, è il più completo.

Io non sono un web designer né un esperto di WordPress o di programmazione. Nonostante ciò, sono riuscito a creare e a gestire due siti internet in completa autonomia e senza dover chiedere aiuto a nessuno. Ho infatti creato il mio portfolio online e, molti mesi prima, ho creato il sito web su cui stai leggendo questo articolo.
Come ho fatto? Mi sono messo sotto e ho imparato che cos’è WordPress, che cosa ci si può fare, come si usa, come si crea un sito e tutto quanto sta dietro la gestione di un sito.
Io ho impiegato moltissimo tempo per imparare con il vecchio metodo “prova, sbaglia e impara” ma ho intenzione di risparmiarti un sacco di tempo spiegandoti direttamente le cose che ho imparato e come tu puoi sfruttare la mia esperienza per creare qualcosa di tuo: il tuo portfolio online su WordPress.

La prima cosa da fare è comprare il dominio (ad esempio il dominio di questo sito è grafigata.com) e l’hosting, cioè lo spazio web su cui andrà il tuo sito web, in questo caso il tuo portfolio.
Riguardo alla scelta del dominio del tuo sito internet/portfolio, ti consiglio fortemente di scegliere il classico nomecognome.com (come nel mio caso, lorenzomiglietta.com) che garantisce una grande professionalità. Nel caso non fosse disponibile, puoi sempre provare cognomenome.com o nome-cognome.com o ancora provare le nuove estensioni disponibili tipo nomecognome.design o cose di questo tipo.
Evita nomi di dominio come nomecognomedesigner o cognomedesign o anche nomecognomegraphicdesigner perché poco professionali e dal cattivo impatto. A meno che tu non ti chiami “Mario Rossi” eheh! :)
Esistono moltissimi fornitori di servizi web che offrono l’acquisto (tramite pagamento annuale, solitamente) di domini e di spazio web. Non tutti i fornitori di servizi, però, sono uguali. In particolare, non tutti garantiscono i vantaggi e le garanzie qualitativamente più elevate a disposizione.
Per anni, in questa guida, ho parlato bene di SiteGround. Questo perché si tratta di uno dei migliori hosting in Europa per WordPress: ottima velocità e ottima assistenza. Ora però Grafigata non è più ospitato su Siteground.
Da un bel po’ di tempo sono infatti passato ad un hosting italiano: VHosting. Il motivo principale di questo passaggio è che i server di Siteground non sono più in Italia ma il pubblico di Grafigata è al 99% italiano. La distanza tra i server e il luogo da cui il sito viene visitato di più causava un rallentamento inutile che andava a vanificare tutti gli eventuali benefici che dava Siteground. Proprio per questo motivo il costo del servizio non valeva la resa.
VHosting è invece molto concorrenziale per quanto riguarda i prezzi pur garantendo un’ottima velocità e un’assistenza precisissima, veloce e di qualità.
Se il tuo pubblico è quindi principalmente italiano io ti consiglio un hosting italiano o che almeno abbia i server locati in Italia. Per un pubblico più internazionale può invece andare bene anche Siteground oppure Hostinger.
Hostinger è un’altra piattaforma che si sta posizionando come specializzata nella costruzione di portfolio con l’aiuto della intelligenza artificiale generativa. In pratica, ad inizio registrazione, basterà rispondere ad alcune domande riguardo gli obiettivi del sito e l’IA suggerirà un layout e un design basati sui tuoi input. A quel punto, si potrà adattare il layout, modificare colori, font e tutto quanto.
È sicuramente una soluzione adatta a chi “non vuole sbattersi” e vuole andare velocemente online. Non serve usare nessun tipo di codice né saper usare WordPress. È tutto “automatico” e personalizzabile da back-end.
Un’altra soluzione “zero sbatti” è Adobe Portfolio, che è legato al tuo portfolio Behance e ti permette di creare il tuo sito portfolio basandoti su template già esistenti o anche partendo da zero.
Io, però, consiglio queste opzioni come delle soluzioni iniziali per poi andare a costruire qualcosa di più strutturato e avanzato una volta che il tuo progetto sarà cresciuto. E quello lo puoi fare, ad esempio, con WordPress.
Come detto, io non sono un esperto web, ma ho imparato ad usare WordPress da zero, smanettando, leggendo online, provando, sbagliando e riprovando. Va detto, comunque, che l’interfaccia di WordPress è davvero molto intuitiva e gli elementi base sono facili da utilizzare.
Ad esempio aggiungere un nuovo articolo nel blog è semplice ma è difficile strutturarlo bene, per dire.
Si può imparare ad usare WordPress in molti modi diversi, magari seguendo gli articoli di blog come SOSWordpress, sperimentando, provando e facendo i classici errori da principianti (i primi tempi ho visto il sito andare in down una marea di volte a causa della mia inesperienza). Oppure cercando dei corsi dedicati, anche online: non ti preoccupare, l’offerta è vasta e di sicuro troverai quello che fa per te.
Comunque, all’interno della piattaforma di creazione di contenuti di WordPress, una delle cose più importanti in assoluto e che contribuisce enormemente alla riuscita o meno del sito web è il tema che si sceglie di installare e di utilizzare.
I temi di WordPress sono una sorta di struttura di base per il tuo sito, dei template da cui partire per personalizzare l’interfaccia grafica di un sito web. A meno che tu non abbia competenze avanzate in html o css, ti consiglio sempre di partire dai cosiddetti temi “premium” e cioè quelli a pagamento, che garantiscono un utilizzo facile, intuitivo ed efficace e con una resa grafica di qualità.
Ma perché dovrei pagare per un tema WordPress quando in giro, online, ci sono centinaia di temi gratuiti?
Sembrerà strano, ma il tema di WordPress è uno degli elementi più importanti per un sito web costruito con questo CMS. Non solo per l’impatto grafico a livello estetico e di usabilità (che è comunque importante), quanto più perché il tuo tema è uno degli aspetti che influisce di più sui risultati “tecnici” del sito.
In che senso risultati tecnici?

Risultati tecnici, cioè, tutti quei valori come velocità, posizionamento nei motori di ricerca, livello di coinvolgimento del visitatore, eventuale contatto tramite mail di un potenziale cliente che, nel lungo termine, comporteranno la riuscita o meno del tuo portfolio come mezzo per promuoverti.
I blogger più famosi al mondo spendono addirittura centinaia, se non migliaia di dollari per farsi fare un buon template, proprio perché sanno bene quanto esso sia importante!
Tranquillo però, a te basteranno 40/60 € per averne uno di grande qualità e che potrai personalizzare alla grande.
Avere un tema premium porta dei vantaggi, ok. Ma forse non ti ho ancora convinto ad evitare di utilizzare dei temi gratuiti, vero?
La risposta è davvero semplice e, soprattutto se sei un designer dovresti comprenderla.
Per realizzare un tema WordPress occorrono competenze, capacità e tempo. Fin qui è ovvio, no? Un tema gratuito è quindi, per forza di cose, un tema per il quale, chi ha lavorato per crearlo, non ha impiegato tutto l’impegno necessario a farlo al meglio.
È un po’ come realizzare un logo. C’è chi te lo fa gratis, così, in amicizia, e chi, da professionista, lo realizza rispettando i canoni più elevati di qualità. Stessa cosa per i temi WordPress (con la differenza che un logo è singolo mentre un tema Wordpress può essere venduto a centinaia di persone).
E quindi perché esistono tutti questi temi gratuiti? Beh, anche qua la risposta è piuttosto semplice: la stragrande maggioranza dei temi gratuiti sono realizzati da sviluppatori che vogliono mettersi in mostra, che vogliono farsi pubblicità o che vogliono convincerti a comprare qualche altro prodotto dopo aver utilizzato quello gratuito.
Ti consiglio però di evitare certe cose, per evitare di perdere del tempo.
Perdere tempo perché con un tema gratuito il tuo sito avrà una qualità di codice peggiore, quindi più lentezza nel caricare le pagine, quindi opinione del visitatore che peggiora, quindi zero efficacia del portfolio.
Ma, quindi, dove comprare un tema premium di qualità?

Ci sono moltissimi portali e aziende che vendono temi per WordPress. Il più famoso di questi è Themeforest, sito dal quale ho comprato i temi che utilizzo sia qui su Grafigata che sul mio portfolio online.
In particolare, in base alla mia esperienza, uno dei temi migliori per creare un portfolio online è Cufo, che è quello che utilizzo io ed è in vendita su Themeforest.
Cufo è un tema che permette una personalizzazione incredibile del proprio sito e permette anche di scegliere tra un gran numero di temi all’interno del tema.
Sennò ti consiglio di cercare all’interno del database di Themeforest, settando i parametri di ricerca giusti (con chiavi di ricerca o parametri importanti come “portfolio” o “responsive”, cioè l’adattabilità del layout ai vari schermi).
I prezzi dei temi su Themeforest si aggirano tra i 30 e i 50 dollari (più tasse) ed è una piccola spesa che, a mio avviso, vale assolutamente fare.
Una cosa che ti consiglio assolutamente di fare quando compri un tema per il tuo portfolio è di evitare i temi generici, che sono fenomenali per quando hai bisogno di costruire un blog, un magazine o un sito di presentazione ma sono pessimi nella gestione di un portfolio. Ti consiglio di puntare fin da subito su un tema specializzato nella costruzione di un portfolio; per te sarà più facile gestirlo e avrà (si spera) tutte le funzionalità necessarie.
Comunque sia, anche all’interno dei soli temi per WordPress dedicati alla creazione dei portfolio, ne esistono di molte tipologie. Le due tipologie principali e più comuni sono il tema basato su un sito one page e il tema basato su varie pagine.
Il tema “one page” è quel tema che genera un sito “one page” e cioè un sito strutturato su una sola pagina web attraverso la quale l’utente naviga scorrendo verso il basso (oppure in orizzontale). Hanno il vantaggio di essere brevi e dinamici.
D’altra parte va detto che non sempre la navigazione è molto comoda e soprattutto se hai molto materiale potrebbero risultare dispersivi.
Una buona idea allora è orientarsi fin da subito su un buon tema multi-pagina. Se ti stai chiedendo dove puoi trovare quello che fa per te ti voglio dare qualche suggerimento: anzitutto puoi provare a cercare direttamente dal backend di WordPress, cliccando su Aspetto > Temi. Oppure puoi dare un’occhiata ai principali marketplace, come Themeforest, che ho già citato, o TemplateMonster. Un’ottima abitudine, infine, è andare a consultare direttamente le pagine delle aziende che producono i temi.
Insomma, l’offerta è tanta e non farai fatica a trovare un buon prodotto; tra l’altro ti ricordo che molto spesso, prima di acquistare un template, puoi navigare un sito demo. Questa funzione è davvero utile per capire che tipo di risultato puoi ottenere anche dal punto di vista della navigabilità.
Bisogna a questo punto capire cosa inserire nel portfolio, come gestirlo, eccetera eccetera.
Inizialmente volevo inserire tutti questi argomenti all’interno di un solo paragrafo di questa guida, poi questo paragrafo ha iniziato a diventare sempre più ricco e articolato, fino a quando mi sono reso conto che si tratta di un argomento unico che ha bisogno e merita di uno spazio tutto suo per essere apprezzato appieno.
Proprio per questo, ho deciso di dividere in due parti questa guida al portfolio online.
QUI la seconda parte: Come gestire un portfolio online
Ti lascio comunque un’anteprima di cosa troverai nel seguito di questo articolo
Ecco quelle che sono le cose BASE che devono esserci in ogni buon portfolio:
Tutti questi aspetti (e moltissimi altri), nell’articolo su Come gestire un portfolio online!
Alla prossima,
Lorenzo.