Aprire partita iva da designer: quando e come va aperta nel 2021?

Lorenzo MigliettaLorenzo Miglietta

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Avviare la propria attività da designer (graphic designer, UX designer, qualunque tipo di designer) presenta molte difficoltà come trovare clienti o gestire il proprio personal brand. Una delle difficoltà più grandi per noi designer è uscirne vivi dalla giungla degli aspetti fiscali.

Come cavolo si apre una partita IVA? Quando va aperta? Come si fattura? Posso fare la prestazione occasionale? Quante tasse si devono pagare?

Io stesso, qualche anno fa, quando ho iniziato a fare il designer freelancer, ho dovuto farmi tutte queste domande.

Avessi trovato un articolo come questo fin da subito mi sarei passato ore e ore di inutili ricerche su Google a leggere articoli che mi confondevano sempre di più.

Per questo ho deciso che era il caso di risolvere il problema a tutti gli altri designer. Ho deciso di contattare Giampiero Teresi, il creatore di Regime-forfettario.it, per scrivere insieme una guida per designer su come muovere i primi passi da freelancer a livello fiscale.

ATTENZIONE: guida aggiornata al 2021.
Qui sotto trovi l’indice degli argomenti:

Lascio quindi la parola Giampiero.

Ti ringrazio Lorenzo! E ora… cominciamo!

Prima cosa: Prestazione occasionale vs Partita IVA

Un designer freelancer che inizia a lavorare ha due possibilità tra le quali scegliere per poter essere in regola con il Fisco:

  • Lavorare utilizzando la Prestazione Occasionale
  • Lavorare aprendo una Partita IVA

Analizziamo adesso questi due strumenti fiscali specificando i casi in cui sarà possibile lavorare con la Prestazione Occasionale ed i casi in cui sarà obbligatorio aprire una Partita IVA

Prestazione Occasionale: quando e come utilizzarla

Il Codice Civile la definisce in questo modo: “Si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, né potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale”.

La Prestazione Occasionale dunque rappresenta una ricevuta fiscale, valida a tutti gli effetti come una fattura, che viene rilasciata dal professionista ai propri clienti.

Al suo interno deve avere:

  • La propria intestazione (nome, cognome, via, città, codice fiscale) del Grafico o Designer
  • L’ intestazione del Cliente (se Persona Fisica indicare il Codice Fiscale, se Ditta indicare la Partita IVA)
  • Numero progressivo identificativo e data di emissione
  • Descrizione dell’ attività svolta
  • Compenso pattuito
  • Ritenuta d’ Acconto

Ma quando è possibile utilizzare la prestazione occasionale?

Girando sul web si leggono molte cose sull’utilizzo della prestazione occasionale, spesso errate.

La maggior parte dei professionisti consiglia di utilizzare la prestazione occasionale fino al raggiungimenti del limite di 5.000 Euro di compensi annui. Gli stessi professionisti raccomandano poi l’apertura di una Partita IVA al superamento di questo limite.

In verità la prestazione occasionale non funziona proprio così.

La possibilità di poter utilizzare la prestazione occasionale non sarà legittimata da alcun tipo di limite di compensi, bensì dal principio di abitualità e dal principio di occasionalità.

Tranquillo, ora ti spiego tutto per bene.

Secondo questi principi sarà possibile utilizzare la prestazione occasionale solo quando la prestazione sarà UNA TANTUM con ogni cliente (cioè al massimo una collaborazione all’anno con ogni cliente), inferiore a 30 giorni lavorativi annuali.

Dunque, se un cliente dovesse commissionarti un lavoro per un compenso pattuito da 10.000 Euro per un totale di 20 giorni lavorativi ti sarà possibile utilizzare la prestazione occasionale nonostante i tuoi compensi siano superiori a 5.000 Euro.

D’ altra parte, se un cliente ad esempio dovesse commissionarti un lavoro con cadenza mensile (ad esempio 2 o 3 giorni al mese) per un compenso di 200 Euro al mese (2.400 Euro annuali) non ti sarebbe possibile utilizzare la prestazione occasionale, nonostante i compensi inferiori a 5.000 Euro annuali. Perché in questo caso violeresti il principio di occasionalità.

In un caso del genere sarai obbligato dunque ad aprire una Partita IVA.

Alcune problematiche della prestazione occasionale

La prestazione occasionale presenta però alcuni limiti.

Il primo è un limite temporale che, come detto, non potrà essere utilizzata infatti per attività che durino più di 30 giorni consecutivi.

Un secondo limite dato dalla prestazione occasionale è la sua occasionalità stessa. Potrà essere utilizzata infatti UNA TANTUM, cioè al massimo una volta l’anno con lo stesso committente, a prescindere dall’ importo incassato. Nel caso in cui desiderassi collaborare più volte l’ anno con lo stesso Committente la tua attività sarà infatti ritenuta continuativa, sarà quindi obbligatorio aprire una Partita IVA per poter lavorare in regola con il Fisco.

Il terzo limite della prestazione occasionale, secondo me è il più importante, è dato dall’impossibilità di poter pubblicizzare in alcun modo la propria attività da designer. Chi utilizza quindi la prestazione occasionale non potrà pubblicizzarsi con un proprio sito internet, oppure con una propria pagina Facebook, sarà vietato pubblicizzarsi online con le Facebook Ads o tramite Google Ads, neanche con dei volantini o bigliettini da visita.

All’interno delle tue ricevute da prestazione occasionale bisogna inoltre inserire la ritenuta d’acconto.

Cos’è la ritenuta d’acconto? Andiamo a vederlo!

Ritenuta d’acconto nelle prestazioni occasionali: cos’è e come funziona

La ritenuta d’acconto è uno strumento fiscale che assicura il versamento delle tasse nei casi di prestazioni occasionali.

Rappresenta dunque una trattenuta sui compensi ricevuti dal lavoratore ed effettuata al momento del pagamento della prestazione occasionale.

Vediamo come funziona con un esempio.

Ipotizziamo un graphic designer che debba effettuare una prestazione lavorativa occasionale per un cliente per un compenso pattuito di 400 Euro.

A fine lavori il grafico consegnerà una ricevuta di prestazione occasionale così formata:

  • Imponibile: 400 €
  • Ritenuta d’ Acconto 20%: 80 €
  • Totale dovuto: 320 €

Il lavoratore riceve quindi solamente 320 € come compensi netti.

Che fine fanno quindi quegli 80 euro di ritenuta d’acconto? Di sicuro non rimarranno in tasca al cliente.

Come si paga la ritenuta d’acconto?

Il cliente, infatti, diventerà sostituto d’imposta e avrà l’obbligo di versare allo Stato, tramite modello F24, questi 80 euro di ritenuta d’acconto entro il 16 del mese successivo. Rappresentano dunque un anticipo sul pagamento futuro delle tasse.

Il sostituto d’imposta (cioè il cliente) avrà poi un altro obbligo fiscale. Dovrà infatti consegnare al grafico, entro febbraio dell’anno successivo, una certificazione dell’avvenuto versamento della ritenuta. Quella certificazione sarà necessaria per la compilazione della dichiarazione dei redditi del lavoratore.

Nota bene: il pagamento della ritenuta d’acconto non completa il pagamento delle tasse di ogni lavoratore tramite prestazione occasionale. Rappresenta infatti soltanto un versamento di acconto delle imposte. È possibile che al momento dell’invio della dichiarazione dei redditi, il lavoratore debba incrementare il versamento delle imposte con un pagamento aggiuntivo.

Abbiamo visto nello specifico come funziona, e soprattutto quali sono i limiti lavorativi della Prestazione Occasionale. Come detto prima l’altra alternativa per lavorare in regola con il fisco sarà rappresentata dall’apertura di una Partita IVA.

Pensi sia una brutta notizia? Hai già le mani tra i capelli? Non disperare! Non ci crederai ma ti dimostrerò come il più delle volta l’apertura di una partita IVA risulterà più vantaggiosa rispetto alla prestazione occasionale.

Come aprire una Partita IVA

In questa seconda parte della guida andiamo a capire ogni dettaglio relativo all’apertura della partita IVA:

Quando devi per forza aprire Partita IVA

Allora, prima di tutto ricapitoliamo un attimo. Abbiamo capito che si è obbligati ad aprire una partita IVA quando:

  • Quando si vuole pubblicizzare la propria attività da grafico o creare il proprio sito internet ufficiale
  • Quando si lavora più di una volta l’anno con lo stesso cliente (principio di occasionalità)
  • Quando si lavora più di 30 giorni allo stesso progetto (principio di abitualità)
  • Quando si vuole far diventare la propria attività di designer un vero e proprio lavoro

I regimi fiscali che si possono scegliere

Scegliere un regime fiscale significa scegliere una serie di regole ed obblighi da seguire che condizionano una serie di fattori. Ad oggi in Italia è possibile scegliere tra diversi regimi:

  • Regime Forfettario
  • Regime Semplificato
  • Regime Ordinario

Ogni regime fiscale differisce dal’ altro per numerosi fattori, come ad esempio:

  • Tassazione fissa (flat tax) oppure tassazione variabile in base agli scaglioni di reddito raggiunti
  • Presenza o meno dell’ IVA in fattura
  • Presenza o meno della ritenuta d’acconto in fattura
  • Presenza o meno di obblighi burocratici (obbligo o meno di registrazione delle fatture, obbligo o meno di Dichiarazioni IVA, obbligo o meno degli studi di settore, ecc.)

Cosa bisogna fare per aprire una partita IVA

Allora, prima di tutto una buona notizia: per aprire una partita IVA non si deve spendere nulla. Non sono presenti neappure costi fissi annuali per poter mantenere la tua partita IVA aperta

Comunque sia, ti consiglio anche in questo caso di rivolgerti ad un commercialista o ad un esperto in sontabilità.

Se invece vuoi fare tutto per conto tuo, ti spiego i passaggi da compiere.

Per aprire la tua Partita IVA dovrai scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate il modello AA9/12. Dovrai inoltre compilare questo modello in tutte le sue parti, e nello specifico dovrai inserire:

  • I tuoi dati anagrafici
  • la scelta del tuo Regime Fiscale
  • la sede della tua attività (in assenza di un ufficio potrà essere anche la tua residenza)
  • Il Codice Ateco della tua Attività
  • Eventuale iscrizione al VIES se deciderai di avere rapporti commerciali con l’ estero (vendita dei tuoi servizi o acquisto di materiali)

Tra i Codici ATECO per Grafici o Designer i più usati sono:

  • 74.10.21 Attività dei disegnatori grafici di pagine web – grafica di pagine web (web designer, ui/ux designer, graphic designer per il web)
  • 74.10.29 Altre attività dei disegnatori grafici – grafica pubblicitaria, illustratore (graphic designer, illustratore)

Per ricercare i codici ATECO per tutte le professioni, utilizza questo strumento di Infocamere.

Come ti anticipavo in precedenza, la scelta più importante sarà quella dl regime fiscale. Quale scegliere?

Inizio a parlarti del cosiddetto Regime Forfettario il quale, specialmente se sei agli inizi, potrebbe fare al caso tuo.

Regime forfettario: come funziona

Il Regime Forfettario è stato introdotto il 1 Gennaio 2015 è rappresenta l’unico Regime di Vantaggio presente in Italia.

Ha sostituito il vecchio Regime dei Minimi, ma ha mantenuto più o meno gli stessi vantaggi fiscali e contabili.

E’ l’ ideale per tutti quei designer che fatturano fino a 30.000 euro annuali perché garantisce loro numerosi vantaggi. In pratica: si risparmiano migliaia di euro di tasse.

Quali sono questi vantaggi?

I vantaggi del regime forfettario

Primo Vantaggio: Tassazione più bassa.

Il primo grande vantaggio del regime forfettario, sicuramente il più conosciuto, è dato dalla sua tassazione più bassa. Il forfettario possiede infatti una tassazione, che è pari al 5% per i primi 5 anni (per chi ne possiede i requisiti), passa poi al 15% dal sesto anno in poi.

Questa tassazione si chiama Imposta Sostitutiva perché con un’unica aliquota sostituisce tutte le altre tassazioni presenti negli altri Regimi Fiscali, quindi sostituisce ed annulla in pieno:

  • L’IPREF
  • L’IRAP
  • Le addizionali Comunali
  • Le addizionali Regionali

Per capire la convenienza di questa tassazione basta paragonarla all’IRPEF che invece si paga bel regime ordinario o semplificato. L’IRPEF infatti è pari ad una percentuale che va dal 23% al 42% in base ai vari scaglioni di reddito, la tassazione del regime forfettario invece rimane pari al 5% (o 15%) fino a 65.000 Euro di incassi.

Chi può aderire alla tassazione del 5%? Coloro definiti “in Start-up”, cioè che deciso di intraprendere un’ attività nuova che non hanno intrapreso negli ultimi 3 anni né come lavoratori dipendenti, né come titolari di Partita IVA.

Secondo Vantaggio: l’ esenzione dall’ IVA.

Tutti coloro che emettono fattura in regime forfettario, sia verso Clienti italiani si verso Clienti esteri, emetteranno sempre fatture esenti dal’ IVA. Non sarà quindi necessario applicare l’ IVA ai propri compensi.

Perché rappresenta un vantaggio? Lo è perché i Clienti ai quali emettiamo fattura non dovranno quindi pagare l’ IVA per l’ acquisto di prodotti o servizi.

A parità di condizioni quindi, un Cliente preferirà infatti acquistare i propri prodotti o servizi da un titolare di Partita IVA in regime forfettario anziché da un titolare di Partita IVA Ordinaria o Semplificata, risparmierà infatti il costo dell’ IVA.

Terzo Vantaggio: l’esenzione dalla Ritenuta d’ acconto:

Il regime forfettario è esente anche dal’ applicazione della Ritenuta d’ acconto. Ciò significa che, ad esempio, un Professionista titolare di Partita IVA Forfettaria non dovrà applicare la Ritenuta d’ Acconto del 20% ai propri compensi al momento dell’ emissione di una fattura.

Abbiamo visto precedentemente invece che chi emette Prestazioni Occasionali, ma anche coloro che sono titolari di Partita IVA  in Regime Ordinario o Semplificato, hanno l’obbligo di applicare la Ritenuta d’ acconto del 20% ai propri compensi. Questi soggetti infatti incassano “soltanto” l’80% dei compensi e la restante parte viene trattenuta e versata allo Stato da parte dei Committenti.

Quarto Vantaggio: Semplificazioni Contabili:

Il regime forfettario non ha obbligo di registrazione delle fatture, bensì ha soltanto l’ obbligo di emissione, numerazione e conservazione delle fatture. Inoltre, dato che non è presente IVA non sarà neanche necessario predisporre ed inviare la Dichiarazione IVA trimestrale o annuale.

Non presenta studi di settore, non è obbligato alla trasmissione ed invio dei Modelli ISA, presenta quindi una gestione ordinaria molto semplice, molto più snella, che ti permetterà di concentrarti davvero sul tuo business e sulla crescita della tua Attività.

Il regime forfettario in verità, oltre tutti i vantaggi elencati, presenta anche alcuni limiti da rispettare, pena l’impossibilità di non poter aderire a questo regime fiscale o la fuoriuscita l’anno successivo.

Limiti del Regime Forfettario.

Il primo limite, sicuramente il più conosciuto, del Regime Forfettario è rappresentato da un limite di fatturato, o meglio un limite di incassi annuali che non deve superare i 65.000 Euro ogni anno.

Nel caso in cui dovessi superare il limite di incassi di 65.000 Euro annuali, sarai costretto ad abbandonare il Regime Forfettario il 1 Gennaio dell’anno successivo, tutto l’anno in corso rimarrai però sempre in Regime Forfettario, con lo stesso trattamento fiscale, anche se dovessi superare il limite.

Ad esempio, ipotizziamo che nel 2021 tu dovessi incassare 100.000 Euro, durante tutto il 2021 sarai comunque sempre considerato Forfettario fino al 31 Dicembre, ed avrai diritto alla tassazione Agevolata (5% o 15). Uscirai fuori dal forfettario solo il 1 Gennaio 2022, adottando quindi il Regime Ordinario o Semplificato.

Un secondo limite è posto da eventuali redditi guadagnati come lavoratore dipendente. Chi è in possesso di un reddito da dipendente , per poter contemporaneamente aprire una Partita IVA in Regime Forfettario, è necessario che abbia il reddito lordo da dipendente nell’ anno precedente inferiore a 30.000 Euro lordi

Se stai quindi pensando di aprire una Partita IVA nel Forfettario dal 2021, i tuoi redditi da dipendente durante il 2020 non devono essere superiori a 30.000 Euro lordi, in caso contrario non ti sarà possibile aderire al Forfettario.

Unica eccezione riguarda un eventuale reddito cessato entro il 31 Dicembre dell’ anno. Per cui, se hai percepito un reddito da dipendente superiore a 30.000 Euro, ma questo reddito è cessato entro il 31 Dicembre 2020, allora dal 1 gennaio 2021 potrai ugualmente aprire una Partita IVA in Regime Forfettario.

Come calcolare le tasse nel Regime Forfettario?

l metodo di calcolo delle tasse è forse l’ innovazione più grande apportate dal Regime Forfettario, fin dalla sua introduzione del 2016. Questo metodo infatti è completamente diverso dal calcolo delle tasse in Regime Ordinario o Semplificato.

Il Regime Forfettario ha infatti introdotto il concetto di “Costi Forfettari“, in pratica i costi Aziendali che qualsiasi Ditta Individuale può scaricare sono già stati determinati in modo ipotetico, in modo “forfettario” appunto (ecco perché si chiama cos’) tramite dei Coefficienti di Redditività.

In pratica, per ogni attività esistente come ad esempio Commercio, Artigianato, Libera Professione, sono stati introdotti dei Coefficienti di Redditività diversi stabilendo quindi in modo forfetario la quantità di Costi aziendali che ogni Attività potrà scaricare dal proprio fatturato annuale.

Quindi, ad esempio:

  • I Commercianti hanno un Coefficiente di Redditività del 40%
  • Gli Artigiani hanno un Coefficiente di Redditività del 67%
  • I Liberi Professionisti (inclusi i Grafici) hanno un Coefficiente di Redditività del 78%.

Se ipotizziamo ad esempio un fatturato pari a 10.000 Euro annuali, un Grafico sarà tassato solo sul 78% di questa cifra, quindi solo su 7.800 Euro, in quanto lo Stato ipotizza che la restante parte pari a 2.800 Euro il Grafico l’ abbia spesa per la sua Attività.

Lo Stato ha quindi già ipotizzato quante spese ogni Attività può scaricare, non sarà quindi possibile scaricare gli acquisti “reali” come ad esempio l’ affitto di un ufficio, o l’ acquisto di prodotti o servizi, o eventuali spese per personale.

Sarà possibile scaricare solo i Costi Forfettari, quindi non i costi “reali” ed in più, dal Coefficiente di Redditività, l’ unico costo che sarà possibile portare in detrazione è dato dagli eventuali Contributi INPS pagati nell’ anno precedente.

Come calcolare i Contributi INPS per un Grafico o Designer?

Oltre al pagamento delle tasse, sarai obbligato anche a pagare i tuoi Contributi Previdenziali all’ INPS oppure alla tua Cassa di previdenza.

È necessario però fare una distinzione in base al tipo di Attività esercitata, quindi sarà necessario suddividere le Attività in:

  • Liberi Professionisti “senza cassa”
  • Liberi Professionisti con un Albo o Cassa di appartenenza
  • Commercianti ed Artigiani.

I Grafici fanno parte della Categoria dei Liberi Professionisti “senza cassa” che include quindi tutte quelle Libere Professioni senza un Albo di appartenenza. Queste attività hanno l’ obbligo di iscriversi alla Gestione Separata INPS, che rappresenta il Fondo al quale versare i propri Contributi Previdenziali ai fini pensionistici.

Il vantaggio della Gestione Separata INPS è dato dal fatto che non prevede alcuna quota minimale da versare annualmente, ma i Contributi vanno calcolati solo in percentuale sul fatturato.

Un Graficoa facente parte di questa Categoria, quindi, nel caso in cui dovesse fatturare pagherà una quota di tasse ed una quota di Contributi INPS, in assenza di fatturato invece non pagherà nulla!

La percentuale di Contribuzione da versare alla Gestione Separata INPS è pari al 25,72%, ed anche in questo caso andrà calcolata non su tutto il fatturato ma solo sul Coefficiente di Redditività, quindi sul 78% del fatturato.

Adesso che abbiamo capito come calcolare le Tasse ed i Contributi INPS, possiamo procedere con un esempio pratico.

Ipotizziamo quindi un Grafico, titolare di partita IVA in Regime Forfettario, che raggiunge n un anno il fatturato di 20.000 Euro. Quanto tasse e quanti Contributi INPS pagherà?

Come primo passo sarà necessario applicare il Coefficiente di Redditività pari al 78% sul fatturato, quindi bisogna calcolare il 78% di 20.000 Euro che è pari a 15.600 Euro. Questa sarà quindi la base imponibile per il calcolo della tassazione dei Contributi INPS.

Ipotizziamo inoltre che il Grafico abbia tutti i requisiti per stare in start-up con tassazione al 5%, le imposte saranno quindi pari a 780 Euro (il 5% di 15.600 Euro).

I Contributi INPS da versare alla Gestione Separata saranno invece pari a 4.012 Euro (il 25,72% di 15.600 Euro)

Ecco calcolate le tasse ed i Contributi!

Regime forfettario o prestazione occasionale? Regime forfettario.

Dopo aver analizzato vantaggi e svantaggi sia della Prestazione occasionale che della Partita IVA posso sentenziare che la partita IVA vince la partita 4-0. Specialmente nel caso del Regime Forfettario.

Innanzitutto, l’abbiamo detto, non si ha una ritenuta d’acconto. Chi utilizza la prestazione occasionale vede i propri compensi decurtati del 20%.

Chi invece utilizzea la partita IVA incassa il 100% della propria fattura senza alcuna trattenuta (per poi pagare, in seguito, le tasse su base annua in base al proprio regime fiscale).

La partita IVA, inoltre, ha il gigantesco vantaggio della possibilità di scaricare i costi.

Chi ha una partita IVA può togliere dal proprio fatturato una percentuale di costi aziendali che non verranno quindi tassati. Coloro che utilizzano la prestazione occasionale invece vengono tassati sull’intero importo del compenso senza avere la possibilità di detrarre alcun costo.

Nota: nel Regime Forfettario non è rilevante quanto spenderai in un anno per i tuoi costi aziendali. Questi infatti sono già stati stabili a tavolino (costi aziendali forfettari) in base al tipo di attività e vengono detratti dal tuo fatturato lordo a prescindere da quanti ne effettuerai realmente.

Nel caso di grafici o designer (codici ATECO tra i 73 e i 74), il coefficiente di redditività è del 78%. Quindi viene decurtati in automatico il 22% del fatturato lordo. Il 5% di tasse si pagherà quindi sul 78% del fatturato lordo.

Il terzo vantaggio è che i titolari di Partita IVA nel Regime Forfettario pagano meno tasse. Infatti la percentuale di tassazione sarà pari al 5% per i primi 5 anni, mentre la percentuale di tassazione di chi utilizzerà la Prestazione Occasionale sarà pari al 23%.

Il quarto vantaggio riguarda invece la possibilità di promuovere la propria attività. Un designer freelancer titolare di partita IVA avrà la possibilità di possedere un sito internet personale, avrà la possibilità di pubblicizzare con ogni mezzo i propri servizi. Un designer freelancer che lavora con prestazione occasionale non avrà invece queste possibilità.

Che alternative ci sono al regime forfettario?

Escludendo l’utilizzo della prestazione occasionale, un Grafico che ha intenzione di aprire una Partita IVA, in alternativa al Regime Forfettario potrà decidere soltanto di aprire una partita IVA nel regime ordinario (o semplificato).

Quando conviene scegliere un regime ordinario o semplificato invece del forfettario?

Principalmente in questi casi:

  • Fatturati superiori a 65.000 Euro. Tutti i grafici o designer sicuri di fatturare più di 65.000 euro in un anno non dovranno aprire una partita IVA nel forfettario ma dovranno scegliere quello ordinario.
  • Percentuale di Costi aziendali superiori al 50% del fatturato. Nel forfettario, come scritto prima, è possibile scaricare una percentuale forfettaria di costi che è pari al 22% del totale fatturato. Se pensi che i tuoi Costi aziendali siano molto al di sopra di questa percentuale (diciamo dal 50% in su) allora non sarà conveniente aprire una partita IVA nel regime forfettario. Questo perché pagheresti tasse anche su parte di fatturato che non hai realmente incassato!
  • Assumere personale o collaboratori per più di 20.000 Euro annui. Con il regime forfettario puoi assumere collaboratori per un totale massimo di 20.000 euro annui. Se dovessi avere bisogno di assumere a tempo determinato o indeterminato dei collaboratori per compensi totali superiori a 20.000 euro dovrai optare per il regime ordinario o semplificato.

Come si dichiarano i propri redditi?

Che tu abbia scelto di lavorare con la Prestazione Occasionale, con la Partita IVA nel Regime Forfettario o Ordinario avrai sempre lo stesso obbligo: dichiarare i tuoi redditi.

Avrai dunque l’ obbligo di compilare ed inviare la tua Dichiarazione dei Redditi Modello UNICO.

Compilare ed inviare il Modello UNICO però è una procedura piuttosto macchinosa e difficoltosa in cui è facile commettere sviste ed errori. Ti consiglio dunque, anche in questo caso, di rivolgerti ad un commercialista o ad un esperto in contabilità.

Il termine ultimo per inviare la Dichiarazione dei Redditi Modello Unico è il 30 Settembre di ogni anno.

Naturalmente la dichiarazione inviata è relativa all’anno fiscale precedente. Ad esempio entro il 30 Settembre 2017 sarà inviata la Dichiarazione dei redditi relativa al periodo 1 Gennaio 2016 – 31 dicembre 2016

Con l’invio della Dichiarazione dei redditi verranno generati gli obblighi di pagamento delle tasse e dei propri Contributi previdenziali. Dovrai quindi pagare, alla posta, in banca, o tramite home banking i relativi modelli F24 rispettando le scadenze d’ognuno.

Avrai inoltre la possibilità di decidere se pagare tutto in un’ unica soluzione oppure rateizzare il pagamento in massimo 6 rate fino a Novembre dello stesso anno.

Conclusioni

Eccomi, sono di nuovo io, Lorenzo. Credo davvero che un articolo come questo possa essere una manna dal cielo per tutti coloro che si trovano o si troveranno nella situazione in cui ero io circa 3 anni fa.

So bene che hai molte domande, dubbi e indecisioni nonostante le moltissime informazioni contenute in questo articolo. Quindi lascia un commento e io, Giampiero o gli altri lettori di Grafigata ti risponderemo.

Una cosa però voglio dirla: in Italia, con tutte le leggi, eccezioni, comma, regolette e confusioni burocratiche è indispensabile rivolgersi ad un commercialista per gestire i propri aspetti fiscali.

Giampiero Teresi, attraverso la sua piattaforma online, offre un sistema di consulenza ed assistenza per piccoli freelancer che non ha pari in Italia. Assistenza 365 giorni l’anno e una tariffa fissa di 39 euro al mese per chi lavora con il regime forfettario.

Davvero, merita un’occhiata! 

Per oggi abbiamo concluso, ti invito a condividere questo articolo con chi ne può avere davvero bisogno! Non esitare a fare domande qui sotto, nei commenti 😉

Alla prossima,

Lorenzo.

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