Aprire partita iva da designer: quando e come va aperta?

Avviare la propria attività da designer presenta molte difficoltà come trovare clienti o gestire il proprio personal brand. Una delle difficoltà più grandi per noi designer è uscirne vivi dalla giungla degli aspetti fiscali.

Come cavolo si apre una partita IVA? Quando va aperta? Come si fattura? Posso fare la prestazione occasionale? Quante tasse si devono pagare?

Io stesso, qualche anno fa, quando ho iniziato a fare il designer freelancer, ho dovuto farmi tutte queste domande.

Avessi trovato un articolo come questo fin da subito mi sarei passato ore e ore di inutili ricerche su Google a leggere articoli che mi confondevano sempre di più.

Per questo ho deciso che era il caso di risolvere il problema a tutti gli altri designer. Ho deciso di contattare Giampiero Teresi, il creatore di Regime-forfettario.it, per scrivere insieme una guida per designer su come muovere i primi passi da freelancer a livello fiscale.

Inizialmente questa guida è stata pubblicata in versione integrale all’interno del corso per designer freelancer Super Freelancer. Ma poi ho deciso che una parte di essa, con alcuni argomenti differenti, era necessario che fosse accessibile a più persone possibile.

Insomma, questo è un articolo che ha come obiettivo quello di aiutare tutti quelli che si trovano in quella che è stata la mia situazione.

Lascio quindi la parola Giampiero.

Ti ringrazio Lorenzo! E ora… cominciamo!

Prima cosa: Prestazione occasionale vs Partita IVA

Un designer freelancer che inizia a lavorare ha due possibilità tra le quali scegliere per poter essere in regola con il Fisco:

  • Lavorare utilizzando la Prestazione Occasionale
  • Lavorare aprendo una Partita IVA

Analizziamo adesso questi due strumenti fiscali specificando i casi in cui sarà possibile lavorare con la Prestazione Occasionale ed i casi in cui sarà obbligatorio aprire una Partita IVA

Prestazione Occasionale: quando e come utilizzarla

Il Codice Civile la definisce in questo modo: “Si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, né potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale”.

La Prestazione Occasionale dunque rappresenta una ricevuta fiscale, valida a tutti gli effetti come una fattura, che viene rilasciata dal professionista ai propri clienti.

Al suo interno deve avere:

  • La propria intestazione (nome, cognome, via, città, codice fiscale) del Grafico o Designer
  • L’ intestazione del Cliente (se Persona Fisica indicare il Codice Fiscale, se Ditta indicare la Partita IVA)
  • Numero progressivo identificativo e data di emissione
  • Descrizione dell’ attività svolta
  • Compenso pattuito
  • Ritenuta d’ Acconto

Ma quando è possibile utilizzare la prestazione occasionale?

Girando sul web si leggono molte cose sull’utilizzo della prestazione occasionale, spesso errate.

La maggior parte dei professionisti consiglia di utilizzare la prestazione occasionale fino al raggiungimenti del limite di 5.000 Euro di compensi annui. Gli stessi professionisti raccomandano poi l’apertura di una Partita IVA al superamento di questo limite.

In verità la prestazione occasionale non funziona proprio così.

La possibilità di poter utilizzare la prestazione occasionale non sarà legittimata da alcun tipo di limite di compensi, bensì dal principio di abitualità e dal principio di occasionalità.

Tranquillo, ora ti spiego tutto per bene.

Secondo questi principi sarà possibile utilizzare la prestazione occasionale solo quando la prestazione sarà UNA TANTUM con ogni cliente (cioè al massimo una collaborazione all’anno con ogni cliente), inferiore a 30 giorni lavorativi annuali.

Dunque, se un cliente dovesse commissionarti un lavoro per un compenso pattuito da 10.000 Euro per un totale di 20 giorni lavorativi ti sarà possibile utilizzare la prestazione occasionale nonostante i tuoi compensi siano superiori a 5.000 Euro.

D’ altra parte, se un cliente ad esempio dovesse commissionarti un lavoro con cadenza mensile (ad esempio 2 o 3 giorni al mese) per un compenso di 200 Euro al mese (2.400 Euro annuali) non ti sarebbe possibile utilizzare la prestazione occasionale, nonostante i compensi inferiori a 5.000 Euro annuali. Perché in questo caso violeresti il principio di occasionalità.

In un caso del genere sarai obbligato dunque ad aprire una Partita IVA.

Alcune problematiche della prestazione occasionale

Utilizzare la prestazione occasionale significa anche essere impossibilitato a sponsorizzare in alcun modo la tua attività di grafico o di designer.

Non si può possedere un sito internet ufficiale e non si può fare pubblicità dei tuoi servizi. Se si vuole mettere online il proprio portfolio online, e se si vogliono acquisire clienti tramite pubblicità bisogna aprire la tua partita IVA.

All’interno delle tue ricevute da prestazione occasionale bisogna inoltre inserire la ritenuta d’acconto.

Cos’è la ritenuta d’acconto? Andiamo a vederlo!

Ritenuta d’acconto nelle prestazioni occasionali: cos’è e come funziona

La ritenuta d’acconto è uno strumento fiscale che assicura il versamento delle tasse nei casi di prestazioni occasionali.

Rappresenta dunque una trattenuta sui compensi ricevuti dal lavoratore ed effettuata al momento del pagamento della prestazione occasionale.

Vediamo come funziona con un esempio.

Ipotizziamo un graphic designer che debba effettuare una prestazione lavorativa occasionale per un cliente per un compenso pattuito di 400 Euro.

A fine lavori il grafico consegnerà una ricevuta di prestazione occasionale così formata:

Imponibile: 400 €

Ritenuta d’ Acconto 20%: 80 €

Totale dovuto: 320 €

Il lavoratore riceve quindi solamente 320 Euro come compensi netti.

Che fine fanno quindi quegli 80 euro di ritenuta d’acconto? Di sicuro non rimarranno in tasca al cliente.

Come si paga la ritenuta d’acconto?

Il cliente, infatti, diventerà sostituto d’imposta e avrà l’obbligo di versare allo Stato, tramite modello F24, questi 80 euro di ritenuta d’acconto entro il 16 del mese successivo. Rappresentano dunque un anticipo sul pagamento futuro delle tasse.

Il sostituto d’imposta (cioè il cliente) avrà poi un altro obbligo fiscale. Dovrà infatti consegnare al grafico, entro febbraio dell’anno successivo, una certificazione dell’avvenuto versamento della ritenuta. Quella certificazione sarà necessaria per la compilazione della dichiarazione dei redditi del lavoratore.

Nota bene: il pagamento della ritenuta d’acconto non completa il pagamento delle tasse di ogni lavoratore tramite prestazione occasionale. Rappresenta infatti soltanto un versamento di acconto delle imposte. È possibile che al momento dell’invio della dichiarazione dei redditi, il lavoratore debba incrementare il versamento delle imposte con un pagamento aggiuntivo.

Abbiamo visto nello specifico come funziona, e soprattutto quali sono i limiti lavorativi della Prestazione Occasionale. Come detto prima l’altra alternativa per lavorare in regola con il fisco sarà rappresentata dall’apertura di una Partita IVA.

Pensi sia una brutta notizia? Hai già le mani tra i capelli? Non disperare! Non ci crederai ma ti dimostrerò come il più delle volta l’apertura di una partita IVA risulterà più vantaggiosa rispetto alla prestazione occasionale.

Prima di proseguire, però, Lorenzo mi ricorda di chiederti di lasciare un piccolo +1 in cambio delle informazioni di questo articolo, che ne dici?

Grazie davvero, e ora proseguiamo!

Come aprire una Partita IVA

In questa seconda parte della guida andiamo a capire ogni dettaglio relativo all’apertura della partita IVA:

Quando devi per forza aprire Partita IVA

Allora, prima di tutto ricapitoliamo un attimo. Abbiamo capito che si è obbligati ad aprire una partita IVA quando:

  • Quando si vuole pubblicizzare la propria attività da grafico o creare il proprio sito internet ufficiale
  • Quando si lavora più di una volta l’anno con lo stesso cliente (principio di occasionalità)
  • Quando si lavora più di 30 giorni allo stesso progetto (principio di abitualità)
  • Quando si vuole far diventare la propria attività di designer un vero e proprio lavoro

I regimi fiscali che si possono scegliere

L’apertura di una Partita IVA è un passo davvero importante.

Ovviamente, il mio consiglio, prima di aprirla, è di analizzare la tua situazione fiscale con un commercialista o con un esperto di contabilità. Saprà consigliarti il regime fiscale da scegliere e potrai risparmiare anche diverse migliaia di Euro in tasse.

In particolare, ti sarà possibile scegliere fra due regimi fiscali differenti:

  • Il Regime Forfettario
  • Il Regime Ordinario o Semplificato

Te lo dico subito chiaramente: se i tuoi possibili incassi annuali saranno compresi tra 0 e 30.000 euro devi assolutamente aderire al regime forfettario. Ti permetterà di godere di numerosi vantaggi fiscali e contabili. Te ne parlerò tra poco.

Cosa bisogna fare per aprire una partita IVA

Allora, prima di tutto una buona notizia: per aprire una partita IVA non si deve spendere nulla. Non sono presenti neappure costi fissi annuali per poter mantenere la tua partita IVA aperta

Comunque sia, ti consiglio anche in questo caso di rivolgerti ad un commercialista o ad un esperto in sontabilità.

Se invece vuoi fare tutto per conto tuo, ti spiego i passaggi da compiere.

Per aprire la tua Partita IVA dovrai scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate il modello AA9/12. Dovrai inoltre compilare questo modello in tutte le sue parti, e nello specifico dovrai inserire:

  • I tuoi dati anagrafici
  • la scelta del tuo Regime Fiscale
  • la sede della tua attività (in assenza di un ufficio potrà essere anche la tua residenza)
  • Il Codice Ateco della tua Attività
  • Eventuale iscrizione al VIES se deciderai di avere rapporti commerciali con l’ estero (vendita dei tuoi servizi o acquisto di materiali)

Tra i Codici ATECO per Grafici o Designer i più usati sono:

  • 74.10.21 Attività dei disegnatori grafici di pagine web – grafica di pagine web (web designer, ui/ux designer, graphic designer per il web)
  • 74.10.29 Altre attività dei disegnatori grafici – grafica pubblicitaria, illustratore (graphic designer, illustratore)

Per ricercare i codici ATECO per tutte le professioni, utilizza questo strumento di Infocamere.

Come ti anticipavo in precedenza, la scelta più importante sarà quella dl regime fiscale. Quale scegliere?

Inizio a parlarti del cosiddetto Regime Forfettario il quale, specialmente se sei agli inizi, potrebbe fare al caso tuo.

Come funziona il regime forfettario

Il Regime Forfettario è stato introdotto il 1 Gennaio 2015 è rappresenta l’unico Regime di Vantaggio presente in Italia.

Ha sostituito il vecchio Regime dei Minimi, ma ha mantenuto più o meno gli stessi vantaggi fiscali e contabili.

E’ l’ ideale per tutti quei designer che fatturano fino a 30.000 euro annuali perché garantisce loro numerosi vantaggi. In pratica: si risparmiano migliaia di euro di tasse.

Quali sono questi vantaggi?

I vantaggi del regime forfettario

  • Non ha IVA. Il regime forfettario è un regime fiscale esente IVA.
    Quando si emette una fattura nel regime forfettario non si deve aggiungere il 22% di IVA ai tuoi compensi. Con il regime forfettario, quindi, risulterai dunque molto più competitivo rispetto ai tuoi concorrenti che fattureranno con IVA.
  • Non ha Ritenuta d’ Acconto. Abbiamo visto poco fa che con la prestazione occasionale, i compensi vengono decurtati del 20%. Coloro invece che utilizzeranno la Partita IVA nel Regime Forfettario saranno esenti ritenuta d’acconto e non avranno alcun tipo di ritenuta nelle loro fatture.
  • Tasse più basse. Il regime forfettario è il regime fiscale con la percentuale di tassazione più bassa in Italia. L’aliquota IRPEF, detta imposta sostitutiva, infatti è pari al 5% per i primi 5 anni e diventa 15% dal sesto anno in poi.
    Chi utilizza invece la prestazione occasionale oppure gli altri regimi fiscali sarà tassato dal 23% in su.
  • Semplificazioni Contabili. Il regime forfettario, oltre ai numerosi vantaggi fiscali, ha anche notevoli semplificazioni contabili. È infatti esonerato dall’invio della dichiarazione IVA trimestrale ed annuale, è esonerato anche dall’invio degli studi di settore. Non dovrà registratre le proprie fatture ed avrà una contabilità semplificata.

Oltre a tutti questi vantaggi fiscali però sono presenti anche degli Obblighi da rispettare per poter godere dei vantaggi del regime forfettario

Gli obblighi del regime forfettario

Il primo obbligo riguarda i limiti di fatturato annuali. Un designer freelancer per poter utilizzare il regime forfettario non dovrà fatturare più di 30.000 Euro annui. Se dovesse farlo sarà costretto ad uscire fuori dal regime forfettario ed aderire al regime ordinario o semplificato

Un altro obbligo riguarda il limite dei compensi nell’anno precedente. Non potrà aprire una partita IVA nel regime forfettario chiunque abbia percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati (ad esempio redditi da pensione) superiori a 30.000 Euro nell’ anno precedente

Questi sono i due obblighi principali. In verità sono molti altri i requisiti da verificare per poter accedere al Regime Forfettario.

Ti consiglio di richiedere una consulenza ad  un commercialista o ad un esperto in contabilità per verificare che tu abbia tutti i requisiti per potervi accedere. Se dovessi possedere tutte le caratteristiche, e se dovessi fatturare fino a 30.000 Euro annuali ti consiglio vivamente di aprire una Partita IVA nel regime forfettario

Regime forfettario o prestazione occasionale? Regime forfettario.

Dopo aver analizzato vantaggi e svantaggi sia della Prestazione occasionale che della Partita IVA posso sentenziare che la partita IVA vince la partita 4-0. Specialmente nel caso del Regime Forfettario.

Innanzitutto, l’abbiamo detto, non si ha una ritenuta d’acconto. Chi utilizza la prestazione occasionale vede i propri compensi decurtati del 20%.

Chi invece utilizzea la partita IVA incassa il 100% della propria fattura senza alcuna trattenuta (per poi pagare, in seguito, le tasse su base annua in base al proprio regime fiscale).

La partita IVA, inoltre, ha il gigantesco vantaggio della possibilità di scaricare i costi.

Chi ha una partita IVA può togliere dal proprio fatturato una percentuale di costi aziendali che non verranno quindi tassati. Coloro che utilizzano la prestazione occasionale invece vengono tassati sull’intero importo del compenso senza avere la possibilità di detrarre alcun costo.

Nota: nel Regime Forfettario non è rilevante quanto spenderai in un anno per i tuoi costi aziendali. Questi infatti sono già stati stabili a tavolino (costi aziendali forfettari) in base al tipo di attività e vengono detratti dal tuo fatturato lordo a prescindere da quanti ne effettuerai realmente.

Nel caso di grafici o designer (codici ATECO tra i 73 e i 74), il coefficiente di redditività è del 78%. Quindi viene decurtati in automatico il 22% del fatturato lordo. Il 5% di tasse si pagherà quindi sul 78% del fatturato lordo.

Il terzo vantaggio è che i titolari di Partita IVA nel Regime Forfettario pagano meno tasse. Infatti la percentuale di tassazione sarà pari al 5% per i primi 5 anni, mentre la percentuale di tassazione di chi utilizzerà la Prestazione Occasionale sarà pari al 23%.

Il quarto vantaggio riguarda invece la possibilità di promuovere la propria attività. Un designer freelancer titolare di partita IVA avrà la possibilità di possedere un sito internet personale, avrà la possibilità di pubblicizzare con ogni mezzo i propri servizi. Un designer freelancer che lavora con prestazione occasionale non avrà invece queste possibilità.

Che alternative ci sono al regime forfettario?

Escludendo l’utilizzo della prestazione occasionale, un designer freelancer che vuole aprire una Partita IVA che non sia del regime forfettario può decidere soltanto di aprire una partita IVA nel regime ordinario (o semplificato).

Quando conviene scegliere un regime ordinario o semplificato invece del forfettario?

Principalmente in questi casi:

  • Fatturati superiori a 30.000 Euro. Tutti i grafici o designer sicuri di fatturare più di 30.000 euro in un anno non dovranno aprire una partita IVA nel forfettario ma dovranno scegliere quello ordinario.
  • Percentuale di Costi aziendali superiori al 50% del fatturato. Nel forfettario, come scritto prima, è possibile scaricare una percentuale forfettaria di costi che è pari al 22% del totale fatturato.
    Se pensi che i tuoi Costi aziendali siano molto al di sopra di questa percentuale (diciamo dal 50% in su) allora non sarà conveniente aprire una partita IVA nel regime forfettario. Perché pagheresti tasse anche su parte di fatturato che non hai realmente incassato!
  • Assumere personale o collaboratori per più di 5.000 Euro annui. Con il regime forfettario puoi assumere collaboratori per un totale massimo di 5.000 euro annui. Se avrai bisogno di assumere a tempo determinato o indeterminato dei collaboratori per compensi totali superiori a 5.000 euro dovrai optare per il regime ordinario o semplificato

Come si dichiarano i propri redditi?

Che tu abbia scelto di lavorare con la Prestazione Occasionale, con la Partita IVA nel Regime Forfettario o Ordinario avrai sempre lo stesso obbligo: dichiarare i tuoi redditi.

Avrai dunque l’ obbligo di compilare ed inviare la tua Dichiarazione dei Redditi Modello UNICO.

Compilare ed inviare il Modello UNICO però è una procedura piuttosto macchinosa e difficoltosa in cui è facile commettere sviste ed errori. Ti consiglio dunque, anche in questo caso, di rivolgerti ad un commercialista o ad un esperto in contabilità.

Il termine ultimo per inviare la Dichiarazione dei Redditi Modello Unico è il 30 Settembre di ogni anno.

Naturalmente la dichiarazione inviata è relativa all’anno fiscale precedente. Ad esempio entro il 30 Settembre 2017 sarà inviata la Dichiarazione dei redditi relativa al periodo 1 Gennaio 2016 – 31 dicembre 2016

Con l’invio della Dichiarazione dei redditi verranno generati gli obblighi di pagamento delle tasse e dei propri Contributi previdenziali. Dovrai quindi pagare, alla posta, in banca, o tramite home banking i relativi modelli F24 rispettando le scadenze d’ognuno.

Avrai inoltre la possibilità di decidere se pagare tutto in un’ unica soluzione oppure rateizzare il pagamento in massimo 6 rate fino a Novembre dello stesso anno.

Conclusioni

Eccomi, sono di nuovo io, Lorenzo. Credo davvero che un articolo come questo possa essere una manna dal cielo per tutti coloro che si trovano o si troveranno nella situazione in cui ero io circa 3 anni fa.

So bene che hai molte domande, dubbi e indecisioni nonostante le moltissime informazioni contenute in questo articolo. Quindi lascia un commento e io, Giampiero o gli altri lettori di Grafigata ti risponderemo.

Una cosa però voglio dirla: in Italia, con tutte le leggi, eccezioni, comma, regolette e confusioni burocratiche è indispensabile rivolgersi ad un commercialista per gestire i propri aspetti fiscali.

Giampiero Teresi, attraverso la sua piattaforma online, offre un sistema di consulenza ed assistenza per piccoli freelancer che non ha pari in Italia. Assistenza 365 giorni l’anno e una tariffa fissa di 39 euro al mese per chi lavora con il regime forfettario.

Davvero, merita un’occhiata! 

Per oggi abbiamo concluso, ti invito a condividere questo articolo con chi ne può avere davvero bisogno! Non esitare a fare domande qui sotto, nei commenti 😉

Alla prossima,

Lorenzo.

  • Valerio Labaro

    Questo è senza dubbio uno degli articoli più utili portati sul Blog! Mi ha sicuramente tolto molti dubbi riguardanti questi aspetti che non sono di mia competenza 🙂 Avrei solo una domanda, per quanto riguarda le spese di INPS e INAIL quanto e quando bisogna pagare all’anno o a trimestre? Io sapevo che bisognava versare 300€/trimestre di INPS e 200€/anno di INAIL

    • Giampiero Teresi

      Ciao Valerio! Innanzitutto grazie per il commento. Le spese INPS ed INAIL che ricordavi valgono per tutte quelle attività che rientrano nella categoria Commercianti ed Artigiani. Chi rientra in queste categorie è obbligato ad iscriversi alla Camera di Commercio ed è quindi obbligato a pagare dei contributi fissi trimestrali.
      Tutti i Freelance invece hanno l’ obbligo di iscriversi alla Gestione Separata dell’ INPS. Non pagheranno dunque nessun costo fisso, ma pagheranno i propri Contributi Previdenziali in percentuale sul fatturato. Se non dovessero fatturare nulla quindi, non saranno tenuti ad alcun pagamento annuale
      Per qualsiasi dubbio potrai richiedere una Consulenza Gratuita sul mio sito. A presto!

      • Valerio Labaro

        Decisamente conveniente! Grazie per la risposta Giampiero 🙂

  • Angelacreativa

    Bell’articolo! Magari quando (se) mi licenzio un pensierino a seguire i consigli ce lo faccio…
    Grazie ragazzi!

  • Cris Tina

    Ciao a tutti! Articolo utilissimo pieno di info di cui non ero a conoscenza… come ad esempio (ahimè) che non è possibile fare un portfolio online, aprire un sito internet o sponsorizzare la propria attività se non si ha P.IVA… Se pur svolgendo attività pertinenti alla grafica ma diverse (lettering, scritte su lavagna ecc…), come faccio a crearmi un “giro clienti” o a farmi conoscere prima (se mai lo farò!) del grande salto di diventare freelance??? Come costruire quindi un’identità/visibilità parallela per farsi conoscere? Come gestiscono la cosa i crafter/blogger che hanno un sito ma non hanno P.IVA e fanno ritenuta d’acconto/ricevuta e vendono online? Spero di essermi spiegata! Grazie mille! e buon lavoro!!!

    • Ciao Cristina!
      Ti ringrazio per questo commento, quello che chiedi è un po’ tutto quanto. Non ti posso rispondere in modo diretto e completo in un solo commento. Proprio per queste situazioni ho creato il corso Super Freelancer, dacci un’occhiata: https://superfreelancer.it

      Comunque, la chiave per creare un “giro di clienti” è incominciare a farsi conoscere sfruttando questo –> 📲
      Costruisci una presenza online, il tuo portfolio, un profilo behance, inizia a sfruttare l’immensità dei social network.

      Offri valore, genera interessa, diffondi le tue competenze. Questo ti posso dire 🙂

      • Cris Tina

        Grazie, sempre molto disponibile! Avevo già scaricato tempo fa la guida gratuita di Superfreelancer!!! 😉

  • Stefano

    Salve a tutti!!
    In primis complimenti per il blog, davvero ben fatto e pieni di articoli utilissimi (come questo, che mi ha aperto un mondo e risolto molti molti dubbi!!).
    Volevo solo farvi una domanda in merito alla Partita IVA (che sono in procinto di aprire):
    ho lavorato diverso tempo per una tipografia, usando (oltre la parte manuale) vari programmi di grafica (Illustrator, Photoshop, InDesign ecc), e nel tempo libero sono stato per molto tempo un autodidatta per la costruzione di siti web. Insomma mi sono specializzato sia in grafica che in web designer.
    Adesso che sono in procinto di aprire una Partita IVA (con regime forfettario), puntando sul mondo del web designer, mi sale un grosso dubbio:
    con una tale Partita IVA da web designer potrei comunque lavorare con loghi, illustrazioni ecc? Mi spiego meglio, se un’azienda mi chiedesse di progettargli un logo potrei crearlo, fatturandolo TRANQUILLAMENTE, con una Partita IVA da web designer? O sono due “mondi” diversi? Oppure, c’è qualcosa che raggruppi il tutto (se non si potesse fare)?

    • Ciao Stefano!
      Puoi tranquillamente fare entrambe le cose senza problemi 😉
      Se proprio vuoi essere preciso, specifica nella tua partita IVA l’utilizzo di due codici ATECO diversi (quello di graphic designer e quello di web designer), tanto hanno entrambi stesse dinamiche fiscali.
      In bocca al lupo! 😉

      • Stefano

        Grazie davvero Lorenzo! Mi hai tolto un sacco di dubbi con un solo articolo. GRANDE!!
        Crepi il lupo 🙂

        • Grande Stefano, sono contento di averti potuto aiutare 🙂

  • claudio

    Buonasera e complimenti davvero per l’articolo!!
    Ho una domanda da fare: (premetto che sono un interior designer) lavoro a Londra come Designer e mi han offerto un lavoro in Italia e vorrei capire bene alcune cose, se mi iscrivo alla P.IVA forfettaria pago per I primi 5 anni il 5% di tasse sul 78% del mio stpendio annuale? e di INPS pago il 27% ogni mese? perche non riesco a capire quando pagherei di INPS al mese! Mi faresti un esempio per 2.500€ Grazie

    • Ciao Claudio,
      l’INPS, come le tasse, viene pagato mensilmente 🙂

    • Angelacreativa

      Confermo, si paga una volta l’anno per il regime forfettario. In questo periodo.. attendo il salasso!

  • Lucia Forse Ghielmi

    Ciao e complimenti per l’articolo!
    Mi piacerebbe che approfondiste la questione partita IVA con clienti esteri (sempre in UE)…
    Grazie!

  • Fco Gzzi

    Ciao Lorenzo! Ottimo articolo. Volevo chiedere anche io un parere.. Io sono dipendente al momento come apprendista presso un grande negozio di articoli sportivi. Ma quello che sto cercando di fare anche nel frattempo è cercare di avviare la mia carriera da industrial e graphic designer. Ho comprato un dominio per creare il mio sito, ma non avendo partita iva da quel che capisco ora non posso usarlo? E soprattutto, posso avere un lavoro e contemporaneamente avere partita iva da freelance? Non fatturo molto all’anno, faccio qualche lavoretto di grafica per ora, ma voglio cominciare a mettere tutte le cose a posto anche solo per avere un po di ordine mentale. Sicuramente mi rivolgeró a un commercialista, ma quello che mi spaventa al momento è: posso avere le due cose nello stesso momento? Lavoro come dipendente e partita iva anche se fatturo poco piu di 500 euro l’anno? Grazie già per l’attenzione. Francesco

    • Ciao Francesco!
      Mi ero perso questo commento! Direi che al momento non devi aprire partita IVA ma puoi lavorare con la prestazione occasionale. Per la questione sito web: puoi pure avviarlo senza problemi e usarlo come portfolio con cui mostrare il tuo lavoro ma teoricamente non puoi usarlo per promuoverti.

      Il mio consiglio è di partire col sito, comunque 😉