Creare un logo personale e trasformarsi in un brand

Sei un creativo? Un designer, un graphic designer o un qualsiasi “freelancer creativo” (o aspirante tale)? Allora sicuramente sei interessato a come poter promuovere te stesso e la tua attività! Sei curioso di sapere qual è uno dei mezzi più efficaci per farlo?

Questo articolo, l’avrai intuito dal titolo, vuole essere una guida alla creazione di un logo personale. E per logo personale intendo un logo che parli di te, che sia tuo. In pratica, si tratta di trasformare te stesso in un brand, in qualcosa da vendere.

Vendere se stessi non deve essere considerata una cosa negativa (mica ho detto svendere!), anzi! È quello che in fin dei conti si fa molto spesso: ogni qual volta si interagisce con qualcun altro e si vuole fare bella figura, ci si comporta un po’ come dei venditori di se stessi.

Questo comportamento è ancora più estremizzato in occasioni in cui fare bella figura è qualcosa di essenziale come ad esempio in un colloquio di lavoro, in un’interazione con un potenziale cliente o in un esame universitario.

Un logo personale rientra in modo centrale in quel processo di vendita di se stessi che viene chiamato Self Branding (di cui ho parlato qua), un tema a me molto caro e di cui mi piace molto parlare.

Ma procediamo con ordine spiegando, prima di tutto, perché creare un logo personale può darti vantaggi. Ti racconterò poi la mia esperienza e la mia storia e cercherò di spiegarti come fare a creare il tuo brand e come utilizzarlo.

Ok, pronto? Si comincia!

Perché creare un logo personale?

Creare un logo personale è una delle cose più importanti che tu possa fare come designer e come freelancer.

Non esagero!

È innanzitutto il primo passo da compiere per costruire il tuo brand in modo professionale ed è soprattutto un modo per comunicare ai clienti e agli altri designer o liberi professionisti nel mondo della creatività chi sei e come lavori.

Un logo personale, infatti, ti deve rappresentare e deve far capire molto del tuo stile.

Lo sai bene, il mercato del lavoro è da sempre molto feroce ma, ultimamente, con la disoccupazione galoppante, lo è ancora di più. Una delle cose più utili che puoi fare per migliorare la tua situazione lavorativa è fare marketing di te stesso e, come ti ho già accennato sopra, creare un logo personale è uno strumento molto efficace per fare ciò

Oltre all’utilità pratica, ha anche un utilità creativa. La creazione di un logo personale può essere un importante e stimolante banco di prova per testare le tue capacità o per lavorare (per una volta!) senza committente.

La mia esperienza: vi presento Lorenzo Miglietta!

Questo omino qui sopra fa parte dell’immagine coordinata attorno al mio logo personale, di cui ti parlerò un po’ durante questo articolo, usando la mia storia come esempio per spiegare tutto quello che c’è da spiegare sul personal branding.

La storia del mio logo personale segue di pari passo la mia storia nel graphic design.

Infatti, circa 4 anni fa, poco dopo aver iniziato il mio percorso in questo settore, ho iniziato a farmi le ossa proprio lavorando sul mio logo. La creazione di un primo, abbozzato, logo personale è infatti un lavoro che molti giovani designer come me si dilettano a fare. È un modo per iniziare ad avere familiarità con gli strumenti da utilizzare e di applicare le tante teorie imparate nei propri studi.

Inutile dire che il primo logo embrionale uscito in quei momenti di creatività personale non fosse all’altezza. Ma allora mi sembrava una figata! Era il mio primo progetto di branding non scolastico, cavolo! Ecco il logo 1.0:

vecchio logo personaleNoti anche tu i tantissimi errori di progettazione? La mancanza di griglie, la generale casualità ed incoerenza delle forme? Mi vergogno quasi a pubblicarlo, ma mi aiuta per farti capire il mio percorso nella sua interezza, senza nasconderti nulla.

L’idea di base c’era già: io sono “nato” nell’ambito del disegno e del fumetto (da qui la forma a balloon) per poi concentrarmi sulla grafica vettoriale (e quindi le forme squadrate e il monogramma delle iniziali). Il font usato, invece, sinceramente, non aveva proprio alcun senso eheh! Ma ero alle prime armi, dai!

Nel corso del tempo ho finalmente capito che un logo così non rappresentava né me stesso né i miei lavori. Ho così deciso di fare un rebranding personale (se non sai cos’è il rebranding, te lo spiego per bene qui).

Mi sono messo sotto, partendo prima da disegni manuali sulla mia tanto amato Moleskine e poi costruendo griglie e basando il logo su forme geometriche. Ho lavorato anche molto sulla scelta dei colori e sulla coerenza del tutto e me ne sono uscito con questo prodotto qui:

Lorenzo Miglietta

Decisamente meglio, non credi?

Ovviamente non mi sono, comunque, accontentato di avere solo un logo senza nulla attorno. Un logo deve essere la punta di un iceberg di immagine coordinata. E allora ho creato, ad esempio, quell’omino che ti ho fatto vedere prima, ho scelto i font da utilizzare, ho creato applicazioni del logo su manifesti e biglietti da visita, un pattern e una palette completa di colori.

Ho infine pubblicato il tutto su Behance, se ti va di darci un’occhiata.

Ok. Questa era la mia storia. Adesso lo so che fremi dalla voglia di sapere quali siano i passaggi più importanti per fare un logo personale vero?

Ma prima di continuare che ne dici di farmi un +1 su Google Plus? Dai, che a te non costa nulla! 🙂

 

 

Grazie mille! Ora possiamo proseguire.

Come fare un logo personale?

Ok, hai capito l’importanza di avere un logo personale, hai letto la mia storia e hai visto il mio progetto. Adesso è giustamente il momento di capire come puoi creare un tuo logo personale. O, nel caso ne avessi già uno, magari ti va di leggere qualche consiglio per poterlo migliorare.

Ricorda di essere te stesso

Innanzitutto ricorda che il tuo logo deve rappresentare te stesso, la tua storia, la tua personalità e il modo in cui lavori.

Io ad esempio ho cercato di unire le mie due passioni più grandi, il disegno e la grafica vettoriale, in un solo logo. La forma a fumetto del logo è assolutamente voluta e con un significato profondo per me! Pensa che già a 13 anni avevo aperto un mio blog in cui pubblicavo delle strisce a fumetti su un personaggio chiamato Ratock. Ma magari un giorno te ne parlerò meglio eheh!

E tu? Cosa ti caratterizza? Cosa ti rende unico? Quali forme e quali colori sono adatte a te? Eh si perché anche il colore è essenziale nella creazione di un logo, soprattutto a causa della psicologia del colore.

Ad esempio questi sono stati i colori che ho scelto per rappresentare la mia intera immagine visiva:

Lorenzo Miglietta

Come vedi, ho riutilizzato la sagoma del mio logo per creare una palette di colori che fosse originale e coerente al contesto.

Rispetta le regole del logo design

Ok che è un progetto personale, che deve essere tuo e tutto quello che vuoi, però, per funzionare, almeno qualche regola di base la deve rispettare questo logo, no?

Qualche mese fa ho scritto un articolo introduttivo al logo design in cui spiegavo, tra le altre cose, quali sono le regole principali da seguire quando si progetta un logo. Te le riassumo qui, ma puoi sempre approfondire leggendo l’articolo completo.

Un buon logo design deve essere:

  1. Semplice ma non semplicistico o banale
  2. Versatile e adattabile ad ogni supporto
  3. Appropriato (al pubblico ma, in questo caso, appropriato alla tua personalità)
  4. Riducibile all’estremo

Poi, come sempre, una volta che si conoscono le regole del gioco, queste si possono trasgredire al fine di costruire qualcosa di ancora più potente e creativo. Ma sempre meglio rispettare queste poche linee guida sul branding.

Ricorda che, comunque, un logo personale non ha molto a che vedere con un logo aziendale. Specialmente per una cosa in particolare.

La differenza tra il tuo logo e il logo di un’azienda

Un logo aziendale ha come prima necessità quella di rappresentare l’immagine aziendale in modo completo e, soprattutto, duraturo. Un’azienda che cambia ogni anno il logo rischia di perdere ogni volta l’immagine costruita fino a quel momento e rovinare tutto. Ne parlo un po’ meglio in questo articolo su come fare rebranding nel modo più efficace.

Un logo personale ha esigenze molto diverse. Deve rappresentare una singola persona.

E un logo che rappresenta una persona e la sua attività può cambiare nel corso della vita della persona stessa. Anzi, a mio avviso DEVE cambiare, così come cambia e cresce sotto il profilo lavorativo la persona dietro a quell’immagine.

Quindi, adesso, il logo che ti ho presentato sopra mi piace molto e mi rappresenta appieno ma un giorno, molto probabilmente, lo modificherò o lo cambierò totalmente, chissà!

logo rebranding

A tal proposito, alcuni mesi dopo aver scritto questo articolo, ho deciso di scrivere un post di aggiornamento per spiegare bene nel dettaglio perché ho cambiato ancora una volta il mio logo personale. Scoprilo qui:

Come utilizzare la tua nuova immagine

Una volta fatto il logo bisogna pensare a come utilizzarlo.

Piccolo inciso: nonostante la semplicità della frase precedente, creare un logo non è affatto una cosa semplice né banale. Se branding e logo design NON sono la tua specialità, forse è meglio chiedere aiuto a un professionista, in tal caso io sarei felicissimo di aiutarti, contattami pure!

Il tuo nuovo logo potrà essere utilizzato, innanzitutto e soprattutto, sul web, sui tuoi profili social, nel tuoi portfolio online. Ma anche sui tuoi curriculum, sui tuoi biglietti da visita o da inserire nelle documentazioni dei progetti a cui lavori. Per approfondire ti rimando a questo articolo sull’immagine coordinata e a quest’altro sulle applicazioni di un logo.

Cercando su Behance puoi trovare moltissime applicazioni di loghi personali su moltissimi supporti, talvolta in modi davvero originali. Prova a cercare le keywords “personal branding” o “personal brand identity” o cose di questo tipo.

Ok, non ne hai voglia? Vabbè, tranquillo! Ho selezionato per te quelli che, secondo me, sono alcuni dei migliori progetti di immagine coordinata attorno a un logo personale su Behance:

A cui aggiungo il mio, di cui ti ho parlato in questo articolo e che magari vuoi andare a guardare:

Conclusioni

Ok, al termine di questo articolo spero di essere riuscito a convincerti sull’importanza di un logo personale, di essere riuscito a spiegarti per bene come poterci lavorare su e, magari, aver stimolato la tua creatività a produrre qualcosa di nuovo (che è un po’ il mio obbiettivo in ogni articolo).

Ricapitolando: quello che conta nel design del tuo logo è quello che piace a te, quello che sei te e quello che rappresenta per te. Un logo personale deve essere giusto per l’utilizzo che ne fai, quindi, se ricevi dei feedback negativi da chi ti circonda o dal web, non ti abbattere e non gettare tutto all’aria! Prova semmai a rimetterti sotto a progettare, mal che vada fai qualcosa di ancora più figo!

Alla prossima,

Lorenzo.

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  • Federico Chiappe

    perfetto come sempre! non mi stancherò mai di leggere i tuoi articoli! Good job!

    • Ciao fede!
      Grazie mille come sempre 🙂
      L.

  • Mark Sammaritani

    Molto bello… grazie per le idee

    • Ciao Mark!
      Grazie mille a te per questo commento 🙂
      L.

  • AntonioTapaz

    Condivido pienamente ciò che è scritto in questo articolo. Secondo me il logo è il primo biglietto da visita per qualsiasi attività e quindi deve essere necessariamente qualcosa di personale e di professionale. Proprio per questo per la mia attività che ho iniziato nel 2013 mi sono rivolto a dei ragazzi che si occupano di creazione loghi e il mio logo viene riconosciuto in tutta la città.

    • Ciao Antonio!
      Grazie per questo commento 🙂 Hai assolutamente ragione, la riconoscibilità del brand è uno dei principali effetti benefici derivanti dalla creazione di un buon logo. E hai fatto benissimo ad affidarti a dei professionisti e non a qualcuno di improvvisato. Non avresti mai ottenuto gli stessi risultati!
      L.

  • Bravo! mi piace molto lo studio del tuo logo! Così giovane sei una promessa nel mondo della Grafica (ho quasi il doppio dei tuoi anni e credo di poterlo dire!! 🙂

    • Ciao Mara,
      Wow! Grazie mille davvero per questo commento 🙂 Spero di non disattendere le tue aspettative allora! eheh 🙂
      Grazie mille ancora,
      L.

      • Prego figurati è quello che penso! Sono contenta di vedere giovani così preparati, credimi non è affatto scontato. Io vengo da una generazione dove chiunque avesse un pò di conoscenza di photoshop si svegliava al mattino e si metteva a fare il grafico di mestiere. Per questo c’è ancora tanta brutta grafica in giro e tanti brutti loghi. Ma mi sembra che le cose stiano un pò cambiando, i giovani sono sempre più preparati, si laureano come minimo, frequentano scuole di design, studiano e il risultato può essere solo positivo!
        Io per prima purtroppo sono solamente diplomata in grafica pubblicitaria e un pò rimpiango di non aver studiato di più! 🙂 Vero è che le ossa te le fai solo lavorando, te le fai quando scendi in campo con il cliente, quella è una grande scuola, ma se non hai una cultura di base secondo me ti manca sempre un pezzettino.
        Adesso chiudo qui il mio discorso perchè non vorrei diventare prolissa 🙂 ti chiedo solo una cosa, me lo fai un’articolo sulle griglie? Un pò di storia, qualche libro da consigliare…dici che potrebbe essere un articolo interessante?

        • Verissimo 🙂 Però la scuola non è tutto. Così come nemmeno l’esperienza lavorativa lo è. Un buon designer è “composto” da tanti diversi aspetti che lo rendono tale, secondo me. In uno dei prossimi articoli parlerò di questi argomenti qua, è in programma!
          Così come è sicuramente in programma e ci sto lavorando su un articolo (o forse anche più di uno) sulle griglie, la geometria eccetera. Come dici te è un argomento di assoluto interesse! 🙂
          L.

          • Bene, aspetto allora di leggere i tuoi nuovi articoli! Intanto grazie 🙂
            Mara

    • Michael Alongi

      Posso chiedere visto che mi sto avvicinando alla grafica adesso se devo salvare un logo in formato vettoriale quale fornmato usare visto che il mio programma prevede : jpeg, bmp, png, tiff. pdf, gif , adobe flash
      Grazie mille 🙂

      • Scusa ma con che programma hai lavorato? Nessuno di quei formati è un vettoriale, potrebbe esserlo il pdf ma solo se hai lavorato con un programma di grafica vettoriale. Per quello che ne so è così sentiamo Lorenzo cosa dice…

      • Ciao Michael!
        Perdonami davvero per il ritardo nel risponderti ma mi ero perso questo commento!
        Si, come dice benissimo Mara, dipende tutto da come hai impostato il lavoro. Un logo, si deve creare sempre con un software di grafica vettoriale (Adobe Illustrator, per capirci). A partire da quel software, successivamente, puoi decidere in che formato esportare l’immagine finale.
        Rispondimi pure a questo commento o scrivimi a lorenzo@grafigata.com se hai altre curiosità o dubbi su come creare un logo 🙂
        L.

  • Stefano94

    Grazie mille per la spiegazione perchè sicuramente mi sarà di grande
    aiuto essendo entrato da poco del graphic design….se avrò dei consigli
    da chiederti mi farebbe piacere di mostrarti qualcosa.
    Ti mostro il mio biglietto da visita nel frattempo

  • giorgio ranghetto

    interessante. Volendo crearsi il logo “da soli”, che programmi suggerisci?

  • Daniele Onizuka Capriati

    burocraticamente cosa bisogna fare qual’è la prassi?

    • Ciao Daniele, la prassi per fare cosa?