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Cos’è la Gestalt e come applicarla al design

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Cos'è la gestalt largo

Nel mondo del design, viene spesso detto che l’importante non sia il singolo elemento ma come quel singolo elemento si rapporti a ciò che lo circonda, e come viene percepita la totalità degli elementi dall’osservatore.

Questa considerazione è alla base di quella che viene definita teoria o psicologia della Gestalt.

Gestalt che? Ma Lorenzo che parole usi?? Sembra uno scioglilingua!

In effetti gestalt è una parola tedesca che in italiano assume il significato sia di “forma” che di “rappresentazione“. La teoria della gestalt ci aiuta infatti a capire come mai alcune forme, appunto, vengono percepite più o meno armoniose ed equilibrate di altre. Più belle, insomma!

Ma procediamo con ordine comprendendo bene cos’è la gestalt e qual è la sua psicologia e le sue regole.

Cos’è la Gestalt?

La psicologia della gestalt è una teoria di pensiero e corrente psicologica nata tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento in Germania sviluppatasi poi negli Stati Uniti verso la metà del secolo.

Il tutto è maggiore della somma delle parti

I sostenitori della gestalt, o gestaltisti sostenevano che la nostra percezione di ciò che ci circonda non è semplicemente la somma degli elementi e delle sensazioni primarie, ma l‘unità ordinata di essi.

Ok, può apparire complicato, ma diventa immediato da capire con un semplice esempio. Avete presente le lucine di natale? Quei fili di piccole lampadine led che si accendono a intermittenza. Quando esse si accendono una dietro l’altra, il nostro cervello non percepisce l’accensione e lo spegnimento di ogni singola lampadina in sequenza, ma piuttosto una sola luce che sembra passare da una lampadina all’altra.

È adesso sicuramente più chiaro cos’è la gestalt e , quindi, come la percezione di un insieme di elementi sia qualcosa di più complicato e sostanzialmente diverso di quello che in realtà sarebbero i singoli componenti sommati tra loro.

Questa teoria, nell’ambito psicologico, oggigiorno è in parte superata perché limitata in determinati ambiti cognitivi. Ciò non toglie che, nel corso della storia del design e della comunicazione visiva è stata capace di individuare determinati principi e metodi largamente utilizzati ancora oggi, spesso, come vedremo, in modo inconsapevole.

I 6 principi della Gestalt

Una volta compreso che cos’è la gestalt, bisogna comprendere quali sono i suoi principi. È importante infatti, per progettisti come noi, comprendere come la mente umana si relaziona agli oggetti e alle forme e cercare di delineare alcuni principi che rimangano validi in ogni occasione.

Questi principi sono sostanzialmente 6.

1. Principio di prossimità o vicinanza

Vicinanza Gestalt

All’interno di una stessa scena o immagine, gli elementi vicini tra loro vengono percepiti come un elemento unitario.

Nell’esempio qui sopra, a sinistra, tutte le palline sono alla stessa distanza, si percepisce quindi la forma di un quadrato, mentre a destra non si percepiscono le singole palline o le due colonne larghe al centro, ma piuttosto le tre colonne formate da quelle palline che sono rimaste più vicine tra loro.

Tutti noi facciamo proprio il principio di prossimità. Questo accade  tutti i giorni in maniera inconsapevole. Un esempio? Lo state leggendo proprio adesso! Questo articolo utilizza il principio di vicinanza nella suddivisione in paragrafi del testo. Ogni paragrafo, essendo un argomento diverso dal precedente e dal successivo, è diviso dagli altri ma viene percepito come unità perché le singole parole e le singole lettere sono vicine.

2. Principio di similarità

Somiglianza Gestalt

Il cervello umano tende a mettere in relazione oggetti simili tra loro in modo automatico. Li può classificare per forma, per colore o per dimensione.

Nell’esempio sopra vengono percepite sei linee diverse semplicemente perché il colore delle palline è diverso, ma l’immagine di base è la stessa utilizzata precedentemente e che il nostro cervello percepiva come un quadrato unitario.

Una volta conosciute determinate caratteristiche della mente umana, è bene cercare di “sfruttarle” per il design, non credi? Ad esempio la somiglianza tra gli oggetti può essere alla base di un buon progetto di immagine coordinata.

3. Principio di completamento o chiusura

chiusura cos'è la Gestalt

Questo principio indica due diverse tipologie di combinazioni di forme. Nell’immagine sopra vengono mostrati il principio della chiusura, in cui è percepita la forma completa e non linee spezzate ed il principio del completamento, spesso applicato ai testi, in questo caso la scritta “grafica” viene percepita anche se non è presente la totalità delle linee necessarie.

Questi due principi sono accomunati dal fatto che sono quelli in cui la percezione (e forse l’immaginazione) superano fortemente quella che è la realtà.

Gli esempi di come questi principi vengono applicati sono innumerevoli ma sicuramente i più interessanti sono le illusioni ottiche (come il Triangolo di Kanizsa) e quelle in campo grafico (leggi sotto).

Logo Genova

Un applicazione recente del principio di completamento al mondo della grafica è il logo vincitore nel concorso per la creazione dell’immagine coordinata di Genova. In questo caso la scritta Genova, tagliata sopra e sotto, viene accompagnata dal payoff (cioè dal motto di un brand) “More than this“.

P.s.: sia chiaro, a me non piace affatto questo logo, però shhh! A quanto pare sono l’unico a pensarlo!

4. Principio del destino comune

comune destino2

 

Secondo il principio del destino comune, gli oggetti che tendono visivamente verso una direzione sono percepiti come un’unica unità così come avviene nell’immagine qui sopra.

In verità, in quest’immagine, per meglio comprendere il concetto, ho inserito un altro principio, oltre a quello del destino comune. Vediamo se capite qual è!

5. Principio di contrasto (figura-sfondo)

figura-sfondo

Il principio di contrasto, detto anche del rapporto figura-sfondo, afferma che gli oggetti vengono percepiti come contorni, e quindi figure, in contrasto con uno sfondo.

Proprio perché le figure vengono percepite grazie allo sfondo, nel mondo della grafica si gioca molto su questo principio, come si può vedere nelle immagini qui sopra.

Tanto più la figura avrà un maggior contrasto con lo sfondo (e con gli altri elementi), tanto più facile sarà distinguerla, e maggiore sarà l’importanza che la mente le assegnerà.

Anche in questo caso esistono numerosissime illusioni ottiche riguardanti questo principio, una delle più famose è sicuramente quella del Vaso di Rubin.

6. Principio di continuità

continuità gestalt

Detto anche il principio di buona continuazione, è molto semplice e immediato da comprendere. Sostanzialmente: elementi simili per forma, colore o dimensione, posti uno dietro l’altro (anche secondo schema casuale) danno un’idea di unitarietà molto forte.

Nell’immagine sopra, la “linea” formata dai cerchi azzurri è percepita come unitaria, mentre quella formata dai cerchi neri, pur essendo percepita come unita, appare spezzata per lasciare spazio alla continuità di quella azzurra.

Conclusioni

La tendenza a percepire i principi della Gestalt pare che siano innati nell’uomo e che non sia condizionata dalle differenze culturali o di genere. Questo cosa implica? Beh, che noi progettisti applichiamo i principi che ho appena elencato, praticamente sempre, senza nemmeno rendercene conto.

Ad esempio quando si costruisce una pagina web, così come un impaginato, si pensa sempre a suddividere in box, caselle, paragrafi, eccetera. Quel che differenzia una qualunque persona da un progettista è però il metodo e la tecnica che (dovrebbe) possedere il secondo.

Infatti una volta che si conosce cos’è la Gestalt bisogna trovare dei modi in cui sfruttarla.

Esistono tantissimi esempi di come la Gestalt venga usata nel mondo del design, dell’arte e della grafica. Mi viene in mente il logo del WWF, oppure questo progetto di Maurizio Pagnozzi su Behance, o questo quadro di Salvador Dalì.

Prima di lasciarti ho un quesito, secondo te, quale principio della Gestalt è stato impiegato nell’immagine in testa a questo articolo? Scrivilo nei commenti!

Alla prossima, Lorenzo.

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