I 7 font preferiti dai designer e la loro storia

Lorenzo MigliettaLorenzo Miglietta

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Font preferiti designer 7 piu 2

I font. Croce e delizia di ogni designer. Le persone si approcciano in modo diverso ai font, c’è chi nemmeno sa che cosa sono o come sono fatti, ma c’è anche chi ne ha fatto un lavoro. O addirittura un culto!

Del tipo, con la tua ragazza, “oh, stammi lontana che sto guardando la perfezione della y del Frutiger“.

E lei ti lascia, chissà perché.

Ma vabbè, c’è sempre il Gotham a dirti che “Yes you can!” o il Comic Sans a ricordarti che c’è comunque chi sta peggio o viene utilizzato sempre nel modo sbagliato.

Ebbene si, si parla ancora di font. E si parla dei migliori font! O perlomeno dei font preferiti. Da chi? Ma dai designer ovvio!

Vediamo quindi, quelli che sono, secondo un designer, i font migliori da usare, o che semplicemente usa più spesso, o che gli piacciono di più.

Per stilare questo elenco, mi sono basato su svariate fonti, tra cui innanzitutto la mia esperienza personale, le mie letture e le opinioni di altri designer sparsi sulla rete.

I 7 font che i designer amano di più

Rullo di tamburi. Ecco a voi i 7 font preferiti dai designers, senza nessun particolare ordine di qualità o di preferenza.

Che poi perché 7, mi dirai? La mia risposta è un secco “boh, mi piaceva!”.

1. Helvetica (1957)

“Che font è?””Boh, forse è l’Helvetica!” – Chiunque su qualsiasi font

Come suggerisce il nome, fu creato in Svizzera. Nel 1957 nacque dalla mano di Eduard Hoffmann per la fonderia Haas di Munchenstein, Basilea, Svizzera, ovviamente.

All’inizio si chiamava Neue Haas Grotesk perché nacque come una rivisitazione dell’Akzidenz-Grotesk (font che vediamo dopo). Inizialmente esisteva soltanto nelle versioni light e medium, ma poi, nel momento in cui ci fu l’aggiunta di italic, bold e numerosi altri pesi, iniziò a colonizzare il mondo.

L’Helvetica è un font estremamente versatile ed oggettivamente bello. A partire dagli anni Sessanta divenne onnipresente nel mondo occidentale e si trasformò addirittura in un fenomeno di culto.

Helvetica Coca-cola

Non ci credi? Pensa che è stato fatto pure un film, chiamato appunto Helvetica, di Gary Hustwit, che basava la sua trama sulla teoria secondo cui per le strade l’Helvetica fosse come l’ossigeno, non si può fare a meno di respirarlo e di vederlo.

Nel film Helvetica, il disegnatore Michael Bierut analizza due diverse pubblicità della Coca-Cola, prima e dopo l’avvento dell’Helvetica. La prima mostra una sorridente famiglia con un carattere corsivo, la seconda mostra un semplice bicchiere di Coca-Cola e ghiacco con lo slogan “It’s the real thing. Coke”.

“It’s the real thing, punto. Coke, punto. In Helvetica, punto. Qualche domanda? Certo che no. Bevete Coca-Cola! Punto.” – Michael Bierut.

L’Helvetica è indubbiamente il carattere preferito da gran parte dei designers e allo stesso tempo uno dei più odiati, proprio per il fatto che, sul serio, è proprio ovunque! Meritatamente? Secondo me si. Secondo te?

2. Futura (1928)

“Die Schrift unserer Zeit” – Il carattere del nostro tempo – Paul Renner

Il Futura è un altro di quei font ritenuti “immortali” ed è sicuramente tra i font preferiti dai grafici. Creato da Paul Renner nel 1928, in Germania, ispirandosi alle teorie artistiche sviluppatesi attorno alla scuola del Bauhaus come il razionalismo e il funzionalismo.

Il Futura è considerato il capostipite dei font sans serif geometrici, è basato infatti sulle tre forme geometriche più semplici che ci siano e cioè il cerchio, il quadrato e il triangolo.

È un carattere statuario, pulito ed elegante. Dopo la sua creazione divenne ben presto un perfetto compromesso tra le tradizioni e la modernità.

Nel corso degli ultimi 80 anni e passa è stato usato costantemente per innumerevoli progetti grafici, un esempio su tutti è il logo e l’immagine coordinata della Volkswagen, ma ancora di più, il fatto che è stato usato anche nello spazio.Futura font luna

Eh si, la famosa targa lasciata sulla Luna dopo il primo allunaggio del Luglio 1969, venne infatti incisa in Futura, chissà, forse venne scelto per le sue caratteristiche, o forse per il nome evocativo, sta di fatto che rimarrà lì ancora per parecchio tempo.

3. Frutiger (1975)

“Confessate la vostra ammirazione per l’Univers o per l’Helvetica a un fanatico dei caratteri, e molto probabilmente quello reagirà parlando del Frutiger” – Simon Garfield

Il Frutiger nasce dalla sapiente mano di Adrian Frutiger, da cui ovviamente viene il nome, nel 1975, già famoso nel mondo della tipografia per la creazione del font Univers, il quale potrebbe benissimo essere incluso in questo elenco, però, dai, due font dello stesso tipografo mi sembrava esagerato.

Come detto nasce nel ’75 come font per i cartelli e le indicazioni del neonato aeroporto Charles De Gaulle a Parigi e, in effetti, è sicuramente il miglior font in assoluto per cartelli e indicazioni, appunto.

È un carattere molto particolare, estremamente leggibile, pulito, semplice e riconoscibile. La leggibilità, in particolare, è un’importante caratteristica di questo font, come dice lo stesso Frutiger:

“La cosa più importante che ho imparato è che la leggibilità e la bellezza sono molto simili e che il design tipografico dovrebbe essere sentito ma non percepito dal lettore.” – Adrian Frutiger

E, al di là di tutte queste caratteristiche, è proprio bello.

4. Gotham (2000)

Onesto, obiettivo, discreto, durevole e sincero. Se scrivi qualcosa in Gotham saranno le caratteristiche che il tuo testo assumerà. Specialmente se scritto in maiuscolo. Tipo YES WE CAN!

Gotham Barack Obama

Creato nel 2000 da Tobias Frere-Jones per la Hoefler Frere-Johnson di New York, divenne fin da subito un’importante e decisa novità nel mondo della tipografia e del graphic design, con le sue linee decise e nette ma anche con la sue grandi varianti di peso (è disponibile in 40 varietà, dal thin, all’ultra).

Divenne famoso in tutto il mondo a partire dal 2008, durante la campagna alla presidenza di Barack Obama e agli splendidi e iconici manifesti elettorali, in cui le scritte in Gotham “HOPE”, “CHANGE”, “YES WE CAN” accompagnavano l’immagine stilizzata del candidato presidente.

Ad oggi la sua diffusione non sta minimamente rallentando e viene utilizzato sempre di più in ogni settore.

Ad esempio nel redesign del logo di Discovery Channel, o nella locandina del film “Gran Torino” di Clint Eastwood (bellissimo film, tra l’altro).

5. Baskerville (1757)

Facciamo un balzo indietro di un paio di secoli. Dopo il 2000 e il Gotham, infatti, si salta al 1757 e al Baskerville. Un font graziato che prende il nome dal suo creatore: John Baskerville.

Il Baskerville, storicamente, si piazza tra gli Old Style (Romani antichi), come il Caslon, e i Romani moderni, come il Bodoni e il Didot. Fa insomma parte della categoria dei font serif transizionali. Qui spiego per bene tutte le categorie di caratteri tipografici.

Sia il Caslon che il Bodoni, ma anche il Didot, starebbero benissimo in questo elenco, ma ho selezionato il Baskerville perché possiede determinate caratteristiche che lo rendono unico ed iconico.

Su tutte? La lettera Q maiuscola. Con quell’originalissimo e bellissimo svolazzo di ispirazione calligrafica. Ma anche svariati altri caratteri presentano caratteristiche di eleganza uniche. Tali da renderlo tutt’oggi uno dei font più amati.

6. Akzidenz-Grotesk (1896)

Eletto, secondo il The Guardian, il miglior font della storia, è un cosiddetto realist sans-serif creato originariamente su commissione presso la fonderia Berthold, in Germania, nel 1896. Venne poi rivisitato e ammodernato negli anni ’50 da Gunter Gerhard Lange, che introdusse, tra l’altro diversi pesi in più, mantenendo però le sue caratteristiche originali.

È il carattere che servì da ispirazione ad alcuni dei migliori font della storia come l’Helvetica e l’Univers, e tramite essi anche al Frutiger. E già anche solo per questo merita di stare nell’Olimpo dei font.

Infatti, nel mio primo episodio della serie “Typo-Storie“, l’ho definito “il nonno della tipografia moderna“:

Ma ancora oggi, le sue caratteristiche di neutralità e impersonale bellezza gli permettono, infatti, di essere utilizzato per un incredibile numero di applicazioni, rimanendo elegantemente in disparte e lasciando al designer libertà di creazione.

È anche il font utilizzato nel logo di Grafigata! 🙂

 

 

7. Gill Sans (1928)

Il Gill Sans, che prende il nome dall’incisore Eric Gill, il quale lo progettò nel 1928, è sicuramente uno dei font più famosi e apprezzati al mondo.

Iniziò a prendere forma sull’insegna di un negozio a Bristol, il Douglas Cleverdon, una libreria. Successivamente gli venne commissionata la produzione dell’intero alfabeto dalla Monotype.

A detta di molti è qualcosa tipo il carattere più British che esista. Sia per l’aspetto fiero e decoroso, ma soprattutto per l’utilizzo che ne venne fatto nel corso della storia della grafica: Chiesa d’Inghilterra, BBC e tutta l’immagine coordinata delle British Railways sono state solo alcune delle applicazioni del carattere.

Tutt’oggi è ancora usatissimo e molto apprezzato dai più (anche se odiato da molti), grazie alle sue caratteristiche di estrema versatilità e praticità e per la totale assenza di fronzoli.

E in più… 2 font con le grazie che devono per forza esserci!

A distanza di 5 anni da quando ho scritto questo articolo, ho deciso di fare un po’ una revisione e, rileggendo questo elenco non mi sono potuto perdonare l’assenza di due caratteri tipografici fondamentali! Eccoli qua, quindi:

8. Garamond (XVI secolo)

Il Garamond è probabilmente uno dei caratteri tipografici più importanti nella storia della tipografia. È il nome con cui si identificano una serie di caratteri mobili progettati nella seconda metà del ‘500 da Claude Garamond, a Parigi.

Si tratta di un font molto elegante e pulito ma, cosa ancora più importante, estremamente leggibile.

Ancora oggi, in alcune sue varianti come il Simoncini Garamond o Einaudi Garamond, è il carattere tipografico usato dalla stragrande maggioranza delle case editrici italiane per impaginare i propri libri.

Alcuni glifi del Garamond sono secondo me tra le cose più belle che siano mai state create nella storia della tipografia. Cioè, guarda che meraviglia estetica è la “&” corsiva:

9. Bodoni (XVIII secolo)

E, infine, non si può, in una lista come questa, non menzionare il Bodoni. Sia perché fa da orgoglioso rappresentante del “made in Italy” e sia, soprattutto, perché si tratta di uno dei font più noti e amati al mondo.

È il nome con cui ci si riferisce ad una serie di caratteri tipografici progettati da Giambattista Bodoni tra il 1790 e il 1820 (circa). In realtà, ne esistono numerosissime varianti ma alcune sue caratteristiche come il forte contrasto, le grazie sottili e perpendicolari e la grande eleganza lo rendono facilmente riconoscibile tra i tanti caratteri che esistono.

Come imparare di più su font e tipografia?

Sette (più due) font sono pochi. Conoscerne la storia e l’utilizzo è conoscere solo una minima parte dell’immenso e meraviglioso mondo della tipografia. Scommetto che leggendo questo articolo però ti è venuta voglia di tuffartici dentro, vero?

In effetti una volta che si entra in questo strabiliante mondo si fa davvero fatica ad uscirne. Io stesso mi sono avvicinato ai font attraverso una porticina laterale, andando a cercare informazioni su alcuni font che mi sembravano più belli, più particolare, più emozionanti di altri.

Negli anni, però, la tipografia è diventata una delle materie che più ho studiato e su cui ho più lavorato. Qui su Grafigata trovi le più grandi guide online su font e tipografia:

Oltre a questi articoli, ho anche creato tempo fa il mini-corso dedicato alla tipografia, Font-Ninja! Si tratta di un mini-corso, diviso in 7 moduli, che ti porterà a scoprire tutti i segreti dell’uso dei font all’interno di un progetto grafico.

Scopri le tecniche da Ninja della tipografia!

Conclusioni

Ok, ci sono 6 sans serif e 3 serif, alcuni di voi potrebbero accusarmi di font-razzismo però la verità è che ci sarebbero da inserire moltissimi altri font, con le moltissime altre storie ad esse associati. Un solo articolo non basta!

In Font-Ninja ne cito e ne racconto decine e decine, oltre a spiegare come funzionano e come si utilizzano!

Un altro libro per approfondire l’argomento della storia dei migliori font che ti consiglio è il cult “Sei proprio il mio typo” di Simon Garfield, che tratta l’argomento dei migliori font o di quelli più famosi attraverso il racconto della loro storia, con un sacco di curiosità e di chicche rare e sconosciute ai più. Davvero un libro consigliatissimo!

O anche “Fifty Typefaces That Changed the World di John L. Walters, che racconta la storia della tipografia attraverso 50 dei più iconici font.

In ogni caso, per concludere, so benissimo che mancano un sacco di altri caratteri bellissimi e importantissimi in questo elenco, tipo Univers, Avant Garde, Franklin Gothic, Caslon, Optima, DIN e Comic Sans.

Ce ne sono altri? Sicuramente si!

Scrivi i tuoi font preferiti nei commenti, che sono curioso! 🙂

Alla prossima, Lorenzo.

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