I 7 font preferiti dai designer e la loro storia

Font preferiti dai designerI font. Croce e delizia di ogni designer. Le persone si approcciano in modo diverso ai font, c’è chi nemmeno sa che cosa sono o come sono fatti, ma c’è anche chi ne ha fatto un lavoro. O addirittura un culto!

Del tipo, con la tua ragazza, “oh, stammi lontana che sto guardando la perfezione della y del Frutiger”.

E lei ti lascia, chissà perché.

Ma vabbè, c’è sempre il Gotham a dirti che “Yes you can!” o il Comic Sans a ricordarti che c’è comunque chi sta peggio o viene utilizzato sempre nel modo sbagliato.

Ebbene si, si parla ancora di font. E si parla dei migliori font! O perlomeno dei font preferiti. Da chi? Ma dai designer ovvio!

Vediamo quindi, quelli che sono, secondo un designer, i font migliori da usare, o che semplicemente usa più spesso, o che gli piacciono di più.

Per stilare questo elenco, mi sono basato su svariate fonti, tra cui innanzitutto la mia esperienza personale, le mie letture e le opinioni di altri designer sparsi sulla rete.

I 7 font che i designer amano di più

Rullo di tamburi. Ecco a voi i 7 font preferiti dai designers, senza nessun particolare ordine di qualità o di preferenza.

Che poi perché 7, mi dirai? La mia risposta è un secco “boh, mi piaceva!”.

Helvetica

Helvetica font

“Che font è?””Boh, forse è l’Helvetica!” – Chiunque su qualsiasi font

Come suggerisce il nome, fu creato in Svizzera. Nel 1957 nacque dalla mano di Eduard Hoffmann per la fonderia Haas di Munchenstein, Basilea, Svizzera, ovviamente.

All’inizio si chiamava Neue Haas Grotesk perché nacque come una rivisitazione dell’Akzidenz-Grotesk (font che vediamo dopo). Inizialmente esisteva soltanto nelle versioni light e medium, ma poi, nel momento in cui ci fu l’aggiunta di italic, bold e numerosi altri pesi, iniziò a colonizzare il mondo.

L’Helvetica è un font estremamente versatile ed oggettivamente bello. A partire dagli anni Sessanta divenne onnipresente nel mondo occidentale e si trasformò addirittura in un fenomeno di culto.

Helvetica Coca-cola

Non ci credi? Pensa che è stato fatto pure un film, chiamato appunto Helvetica, di Gary Hustwit, che basava la sua trama sulla teoria secondo cui per le strade l’Helvetica fosse come l’ossigeno, non si può fare a meno di respirarlo e di vederlo.

Nel film Helvetica, il disegnatore Michael Bierut analizza due diverse pubblicità della Coca-Cola, prima e dopo l’avvento dell’Helvetica. La prima mostra una sorridente famiglia con un carattere corsivo, la seconda mostra un semplice bicchiere di Coca-Cola e ghiacco con lo slogan “It’s the real thing. Coke”.

“It’s the real thing, punto. Coke, punto. In Helvetica, punto. Qualche domanda? Certo che no. Bevete Coca-Cola! Punto.” – Michael Bierut.

L’Helvetica è indubbiamente il carattere preferito da gran parte dei designers e allo stesso tempo uno dei più odiati, proprio per il fatto che, sul serio, è proprio ovunque! Meritatamente? Secondo me si. Secondo te?

Futura

Futura font

“Die Schrift unserer Zeit” – Il carattere del nostro tempo – Paul Renner

Il Futura è un altro di quei font ritenuti “immortali” ed è sicuramente tra i font preferiti dai grafici. Creato da Paul Renner nel 1928, in Germania, ispirandosi alle teorie artistiche sviluppatesi attorno alla scuola del Bauhaus come il razionalismo e il funzionalismo.

Il Futura è considerato il capostipite dei font sans serif geometrici, è basato infatti sulle tre forme geometriche più semplici che ci siano e cioè il cerchio, il quadrato e il triangolo.

È un carattere statuario, pulito ed elegante. Dopo la sua creazione divenne ben presto un perfetto compromesso tra le tradizioni e la modernità.

Nel corso degli ultimi 80 anni e passa è stato usato costantemente per innumerevoli progetti grafici, un esempio su tutti è il logo e l’immagine coordinata della Volkswagen, ma ancora di più, il fatto che è stato usato anche nello spazio.Futura font luna

Eh si, la famosa targa lasciata sulla Luna dopo il primo allunaggio del Luglio 1969, venne infatti incisa in Futura, chissà, forse venne scelto per le sue caratteristiche, o forse per il nome evocativo, sta di fatto che rimarrà lì ancora per parecchio tempo.

Frutiger

Frutiger font

“Confessate la vostra ammirazione per l’Univers o per l’Helvetica a un fanatico dei caratteri, e molto probabilmente quello reagirà parlando del Frutiger” – Simon Garfield

Il Frutiger nasce dalla sapiente mano di Adrian Frutiger, da cui ovviamente viene il nome, nel 1975, già famoso nel mondo della tipografia per la creazione del font Univers, il quale potrebbe benissimo essere incluso in questo elenco, però, dai, due font dello stesso tipografo mi sembrava esagerato.

Come detto nasce nel ’75 come font per i cartelli e le indicazioni del neonato aeroporto Charles De Gaulle a Parigi e, in effetti, è sicuramente il miglior font in assoluto per cartelli e indicazioni, appunto.

È un carattere molto particolare, estremamente leggibile, pulito, semplice e riconoscibile. La leggibilità, in particolare, è un’importante caratteristica di questo font, come dice lo stesso Frutiger:

“La cosa più importante che ho imparato è che la leggibilità e la bellezza sono molto simili e che il design tipografico dovrebbe essere sentito ma non percepito dal lettore.” – Adrian Frutiger

E, al di là di tutte queste caratteristiche, è proprio bello.

Gotham

Gotham font

Onesto, obiettivo, discreto, durevole e sincero. Se scrivi qualcosa in Gotham saranno le caratteristiche che il tuo testo assumerà. Specialmente se scritto in maiuscolo. Tipo YES WE CAN!

Gotham Barack Obama

Creato nel 2000 da Tobias Frere-Jones per la Hoefler Frere-Johnson di New York, divenne fin da subito un’importante e decisa novità nel mondo della tipografia e del graphic design, con le sue linee decise e nette ma anche con la sue grandi varianti di peso (è disponibile in 40 varietà, dal thin, all’ultra).

Divenne famoso in tutto il mondo a partire dal 2008, durante la campagna alla presidenza di Barack Obama e agli splendidi e iconici manifesti elettorali, in cui le scritte in Gotham “HOPE”, “CHANGE”, “YES WE CAN” accompagnavano l’immagine stilizzata del candidato presidente.

Ad oggi la sua diffusione non sta minimamente rallentando e viene utilizzato sempre di più in ogni settore.

Ad esempio nel redesign del logo di Discovery Channel, o nella locandina del film “Gran Torino” di Clint Eastwood (bellissimo film, tra l’altro).

Baskerville

Baskerville font

Facciamo un balzo indietro di un paio di secoli. Dopo il 2000 e il Gotham, infatti, si salta al 1757 e al Baskerville. Un font graziato che prende il nome dal suo creatore: John Baskerville.

Il Baskerville, storicamente, si piazza tra gli Old Style (Romani antichi), come il Caslon, e i Romani moderni, come il Bodoni e il Didot. Fa insomma parte della categoria dei font serif transizionali. Qui spiego un po’ meglio di cosa sto parlando.

baskerville lettera Q

Sia il Caslon che il Bodoni, ma anche il Didot, starebbero benissimo in questo elenco, ma ho selezionato il Baskerville perché possiede determinate caratteristiche che lo rendono unico ed iconico.

Su tutte? La lettera Q maiuscola. Con quell’originalissimo e bellissimo svolazzo di ispirazione calligrafica. Ma anche svariati altri caratteri presentano caratteristiche di eleganza uniche. Tali da renderlo tutt’oggi uno dei font più amati.

Akzidenz-Grotesk

Akzidenz Grotesk

Eletto, secondo il The Guardian, il miglior font della storia, è un cosiddetto realist sans-serif creato originariamente su commissione presso la fonderia Berthold, in Germania, nel 1896. Venne poi rivisitato e ammodernato negli anni ’50 da Gunter Gerhard Lange, che introdusse, tra l’altro diversi pesi in più, mantenendo però le sue caratteristiche originali.

È il carattere che servì da ispirazione ad alcuni dei migliori font della storia come l’Helvetica e l’Univers, e tramite essi anche al Frutiger. E già anche solo per questo merita di stare nell’Olimpo dei font.

Molti ritengono che l’Akzidenz sia stato il primo sans-serif ad essere utilizzato in modo massivo. Le sue caratteristiche di neutralità e impersonale bellezza gli permettono, infatti, di essere utilizzato per un incredibile numero di applicazioni, rimanendo elegantemente in disparte e lasciando al designer libertà di creazione.

Gill Sans

Gill Sans

Il Gill Sans, che prende il nome dall’incisore Eric Gill, il quale lo progettò nel 1928, è sicuramente uno dei font più famosi e apprezzati al mondo.

Iniziò a prendere forma sull’insegna di un negozio a Bristol, il Douglas Cleverdon, una libreria. Successivamente gli venne commissionata la produzione dell’intero alfabeto dalla Monotype.

A detta di molti è qualcosa tipo il carattere più British che esista. Sia per l’aspetto fiero e decoroso, ma soprattutto per l’utilizzo che ne venne fatto nel corso della storia della grafica: Chiesa d’Inghilterra, BBC e tutta l’immagine coordinata delle British Railways sono state solo alcune delle applicazioni del carattere.

Tutt’oggi è ancora usatissimo e molto apprezzato dai più (anche se odiato da molti), grazie alle sue caratteristiche di estrema versatilità e praticità e per la totale assenza di fronzoli.

Vuoi saperne di più su font e tipografia?

Sette font sono pochi, conoscerne storia e utilizzo non è che una minima parte dell’immenso mondo della tipografia. Scommetto che leggendo questo articolo però ti è venuta voglia di tuffartici dentro, vero?

In effetti una volta che si entra in questo strabiliante mondo si fa davvero fatica ad uscirne. Io stesso mi sono avvicinato ai font attraverso una porticina laterale, andando a cercare informazioni su alcuni font che mi sembravano più belli, più particolare, più emozionanti di altri.

Ho cercato spesso su internet informazioni ma non ho mai trovato assolutamente NULLA! Un disastro!

Così, nel corso del tempo ho preso la decisione di aiutare tutti coloro che si vogliono immergere in questo mondo e di creare il primo corso online per designer dedicato a font e tipografia: Font-Ninja!

Banner Fine articoli

Oltre a Font-Ninja ho anche scritto numerosi articoli sulla tipografia e sui font, come ad esempio come scegliere il font più adatto, o come abbinarli tra loro in ogni progetto attraverso esempi pratici e consigli.

Conclusioni

Ok, ci sono 6 sans serif e 1 solo serif, alcuni di voi potrebbero accusarmi di font-razzismo però, non è colpa mia se a noi maledetti designer piacciono di più i caratteri bastoni!

In realtà non è vero, moltissimi altri font con le moltissime altre storie ad esse associati sarebbero da inserire, per farne una lista gigantesca ma in un solo articolo sarei risultato noioso, non credi?

In Font-Ninja ne cito e ne racconto decine e decine, oltre a spiegare come funzionano e come si utilizzano!

Continua: scopri le tecniche da Ninja della tipografia!

Un altro libro per approfondire l’argomento della storia dei migliori font che ti consiglio è il cult “Sei proprio il mio typo” di Simon Garfield, che tratta l’argomento dei migliori font o di quelli più famosi attraverso il racconto della loro storia, con un sacco di curiosità e di chicche rare e sconosciute ai più. Davvero un libro consigliatissimo!

O anche “Fifty Typefaces That Changed the World di John L. Walters, che racconta la storia della tipografia attraverso 50 dei più iconici font.

Ti è piaciuto l’articolo? Se ti interessa avere tutti i migliori contenuti e le migliore risorse su grafica, design, marketing e tanto altro, ti devi assolutamente iscrivere alla newsletter di Grafigata! Niente spam, solo contenuti e risorse e tool utili. Che aspetti?

In ogni caso, per concludere, so benissimo che mancano un sacco di altri caratteri bellissimi e importantissimi in questo elenco, tipo, come già detto, Univers e Bodoni, ma anche Avant Garde, Franklin Gothic, Caslon, Optima e Comic Sans.

Ce ne sono altri? Sicuramente si!

Scrivi i tuoi font preferiti nei commenti, che sono curioso! 🙂

Alla prossima, Lorenzo.

  • Federico Chiappe

    Sei un grande Lorenzo! I tuoi articoli sono sempre interessanti e utili!

    • Grazie mille! Sono contentissimo di ciò e spero di vederti ancora su Grafigata a seguire il sito 🙂
      L.

  • Ottavia Pitta

    Ecco…

    • Ciao Ottavia,
      si, direi che ognuno ha sicuramente i suoi preferiti e l’Impact è un font molto utilizzato e duttile. Ma non ne condivido la “passione” che hai te eheh 🙂
      Però non mi uccidere per questo!! 🙂
      Grazie comunque per il commento!
      L.

  • sara

    molto simpatico ed interessante! (come sempre) Io ADORO follemente le font create da Erik Spiekermann, prima su tutte l’ ITC officina serif! straconsiglio! (ovviamente non è open source)

    • Assolutamente. Spiekermann è un maestro hai ottimi gusti! 🙂 L’ITC officina serif, tocca ammetterlo, non l’ho mai utilizzato anche se l’avevo già visto ma è davvero ottimo. Io personalmente ho un debole per il Meta invece 🙂

  • Salvatore Boccia

    Ciao Lorenzo ultimamente ho scoperto un font davvero interessante si chiama “Anders”

    https://www.behance.net/gallery/18068463/Anders-(Free-Font)

    Che ne pensi di questo font.

    • Ciao Salvatore!
      Grazie della segnalazione, è sicuramente un buon font! 🙂
      Ma è molto limitato nel tipo di utilizzi che puoi farne e, ovviamente, lo saprai bene anche te, ci sono moltissimi font decisamente migliori! Il vantaggio è che un font gratis che può venire comodo eheh 🙂
      Un abbraccio.

  • Armando P.

    Io ammetto di avere un debole per il Trajan sin da quando ho iniziato a fare grafica, che cosa ne pensi? Un altro font che apprezzo molto è il Din!

    Sempre complimenti per il tuo lavoro!

  • Gorgone

    A mio avviso manca il Bodoni.

  • Gioele Sabadin

    Gran bel lavoro Lorenzo! Ma tanto per curiosità, che font è quello che hai usato nell’header di questo articolo? Trovo l’arco della “a” molto elegante!

  • Roberto Messina

    Ciao Lorenzo,devo dire che sui font devo studiare tanto………..
    Bene mi metterò subito a lavoro.
    Roberto