Self branding. Come promuoversi e da dove partire?

Come fare self branding

Il concetto centrale del self branding è trasformare se stessi in un prodotto su cui fare promozione. Il tuo nome diventa quindi il tuo brand (marchio) attorno a cui dovrai costruire un’identità sulla base di ciò che di te stesso vuoi trasmettere.

È un concetto piuttosto recente nella società occidentale: viene identificato come strumento dagli anni ’90 circa e via via sempre più utilizzato con l’avvento del web e la nascita dei social network.

Self branding indica quindi la capacità di promuovere se stessi. Il proprio prodotto è detto personal brand ed è il motivo per cui la scelta del cliente ricade o meno su di noi, o se per esempio veniamo scelti da un datore di lavoro per una commissione. Il fine è proprio quello di valorizzare il proprio aspetto così da essere riconosciuto positivamente (si augura) da chi cerca il tuo nome e cognome su un motore di ricerca come Google.

Analogamente a quello che accade in campo economico, l’obbiettivo è quello di vendere il prodotto (se stessi) ottenendo sia il profitto migliore sia un’ottima pubblicità.

Essenziale nel percorso di personal branding è la creazione di una strategia di base che ti permetterà di distinguerti come designer e aumentare la tua competitività . Cosa sai fare? Come lo fai? Perché dovresti essere scelto? Sono le domande che ti devi porre per poter creare una buona strategia di promozione personale.

Da dove partire?

Ma andiamo con ordine. Una volta compreso il concetto di self branding bisogna iniziare a lavorare su di sé.

La prima cosa da dire è che per fare self branding non bisogna svendersi, ovvero, non bisogna creare un’immagine falsa di se stessi. Non è infatti più redditizio presentarsi in modo autentico e motivare il perché tu sia meglio di altri?

Una piccola premessa:

Un momento. Prima di iniziare c’è da fare una doverosa premessa. Hai realmente qualcosa da promuovere? Mi spiego: ci sono molti designer o presunti tali che come prima cos, una volta approcciata la materia, iniziano autoproclamarsi maestri di grafica e sbandierare il fatto che loro sono designer. E magari si fanno il loro logo, che per forza di cose apparirà banale, perché manca di uno studio di costruzione alle spalle ad esempio riguardo al colore più adatto da utilizzare, e inizieranno a condividere i loro primi progetti in lungo e in largo per la rete. Insomma, partendo in quarta e raccogliendo un’inevitabile serie di figuracce una dietro l’altra. Fidati,  tu non vuoi essere così (spero)!

Garantisco per esperienza attraverso gli errori che io stesso ho commesso: nel momento in cui ho iniziato a studiare questo mondo, mi sono subito “gasato” e volevo già essere arrivato ma, purtroppo, o per fortuna, non funziona così e mi sono dato una calmata. Ho iniziato a mettermi sotto a lavorare e a studiare e creare prima un valore e poi a cercare di venderlo. (p.s. si, ci sto ancora lavorando e studiando, sia chiaro!)

Prima di pensare a promuoverti devi creare “materiale” da promuovere, in questo caso si tratta di te stesso. In altre parole, prima di crederti un designer devi diventarlo, magari seguendo il Modello T+F=C di cui ti ho parlato negli scorsi articoli.

Qual è la tua storia? In cosa sei meglio degli altri?

“Conosci te stesso / gnôthi seautón”

Iscrizione al Tempio di Delfi

In cosa ti distingui?

Mi è sempre piaciuta molto questa citazione. Semplice e secca a cui ognuno dà sfumature interpretative diverse. In questo caso serve come incipit a quel che ti voglio chiedere. Conosci te stesso? Sai cosa identifica il tuo brand? Cosa ti rende diverso dagli altri? Se la risposta alla terza domanda è “niente” allora vuol dire che la risposta alla prima domanda è “no“.

Puoi avere un determinato talento oppure no ma quel che ti distingue, sempre, e indiscutibilmente dagli altri è il percorso che scegli di fare. Utilizzare le strategie del self branding significa analizzare il proprio percorso nella totalità e riuscire così a crearne una sintesi chiara a chi non ti conosce. L’obbiettivo è quello di renderti appetibile dal punto di vista personale ma, soprattutto, lavorativo.

Scopri i tuoi valori ed esaltali. Analizza le tue capacità e mettile in mostra. Scava nella tua personalità ed esalta i tuoi aspetti migliori, saranno questi a contraddistinguerti. E ricordi: non mentire mai, è controproducente.

Qual è il tuo obiettivo?

Per quale scopo vuoi creare un’identità di te stesso? Cosa vuoi ottenere dalla tua immagine? Sei un artista che vuole vendere online le sue opere? Sei un graphic designer che vuole ottenere più clienti tramite la propria identità web? Vuoi ottenere un lavoro fisso (ah ah, ingenuo!)?

Ognuno di questi obiettivi ha diverse necessità e step per raggiungerlo. Fare chiarezza, e riuscire a trasmetterla alle altre persone, ti permetterà di costruire un’immagine molto più solida e coerente così da raggiungere al meglio lo stesso obiettivo che ti poni. Decidere quali sono le tue ambizioni nella vita ti permette di intraprendere la tua strada nel modo migliore. Rimanere nel limbo dell’indecisione non ti farà mai raggiungere nulla. Sembra un’ovvietà ma non lo è sennò nel mondo sarebbero tutti felici e soddisfatti della propria vita no?

Come promuoversi?

Veniamo alla parte pratica. Come fare a promuoversi? Quali tecniche di personal branding utilizzare tra le migliaia disponibili?

Ci sono innanzitutto due questioni fondamentali di cui devi tener conto

  • Non sei un’azienda. Sei una persona no? E allora non utilizzare quei noiosissimi e incomprensibili linguaggi da brochure aziendale che nessuno legge e a cui nessuno è realmente interessato. Prova a trasmettere le tue passioni. Spiega le tue competenze in modo semplice. Parla dei clienti con cui hai lavorato in modo professionale. Sii te stesso, ma nel tuo modo migliore!
  • Devi avere un’unica e coerente identità. Che senso ha, ad esempio, avere mille immagini profilo diverse in base al social network? Se vuoi fare branding devi unificare: lavorare su tutti i fronti per costruire la tua immagine coordinata su ogni piattaforme online e nel mondo reale.

Compresi queste due premesse, dovrai seguire la tua strategia di personal branding, che potrai delineare partendo da queste tre fasi:

1. Crea il tuo marchio

Avendo capito cosa si vuole trasmettere e quali sono gli obbiettivi del proprio brand viene il momento in cui devi creare il tuo marchio. Esso non deve nascondersi per forza dietro un solo logo da appiccicare su ogni cosa. Può, ad esempio, declinarsi attraverso efficaci infografiche, attraverso vari segni distintivi, attraverso un’immagine (vettoriale o semplicemente digitale come una fotografia).

Una volta che hai deciso su quale tipo di marchio puntare dovrai creare un’immagine coordinata, cioè tutta una serie di oggetti e strumenti che si adattino al marchio principale. Ad esempio progettare dei biglietti da visita e un curriculum che abbiano una veste grafica unitaria e in cui inserire i tuoi dati sulla presenza online come i link ai vostri profili social.

Per approfondire, ho scritto un intero articolo in cui ti racconto come io stesso ho creato il mio logo personale e ti spiego quali linee guida seguire per farlo anche tu (leggi qui). Se invece sei interessato a sapere come creare un logo in generale leggi qui.

2. Genera una presenza online efficace

There is only one thing in life worse than being talked about, and that is not being talked about. – Oscar Wilde

Behance, uno dei metodi migliori per un graphic designer per farsi conoscere tramite il suo portfolio.

Behance, uno dei metodi migliori per un graphic designer per farsi conoscere tramite il suo portfolio.

A creare un profilo su Facebook o Twitter sono capaci tutti. Aprire un blog è leggermente più complicato ma anche quello in 5 minuti l’hai fatto. No, per presenza online non intendo semplicemente essere online.

Esserci e basta, nell’immensità di internet, non è neanche lontanamente sufficiente. Bisogna emergere, distinguersi. Si può fare in molti modi ma devi partire dall’applicare la tua immagine coordinata in tutte le piattaforme che utilizzi, siano esse social network come Facebook o Twitter o piattaforme di lavoro come Behance o LinkedIn.

Oltre all’applicare un’immagine coordinata, per emergere bisogna avere dei contenuti da condividere una storia da raccontare. La tua storia puoi raccontarla in molti modi, tramite i social network, tramite la creazione di un blog o di un sito web o anche di un portfolio. L’immensità di internet conferisce a chi vuole fare self branding un numero incredibile di strumenti.

3. Comunica il tuo brand

Non è finita qua, anzi, giunto a questo punto probabilmente si inizia veramente a fare personal branding. Bisogna iniziare a comunicare al mondo la propria esistenza, perché non verrà a cercarti nessuno se prima non ti fai conoscere.

Qui, il tipo di commercializzazione è diversa in base agli strumenti sui quali hai puntato. Ad esempio, se hai dato forte importanza ai tuoi profili sui social network devi iniziare a crearti una cerchia, un gruppo di contatti, sia attraverso le varie community online sia attraverso i feedback da scambiare con altri specialisti del tuo settore o di settori affini. Frequenta blog scrivendo commenti, forum e gruppi di facebook intraprendendo nuove discussioni, profili di behance e di linkedin scambiando feedback, progetta collaborando con altre persone, frequenta eventi tematici per tenerti al passo con gli eventi, ecc.

Conclusioni

Prima di concludere ti voglio consigliare un fantastico libro, che ovviamente non è stato ancora tradotto in italiano, ma che è utilissimo all’argomento (basta conoscere un po’ l’inglese). Il titolo del libro è Self Marketing Power di Jeff Beals ed è davvero un ottima risorsa per approfondire la questione, te lo consiglio personalmente! 🙂

Ok, ora sono curioso di sentire quali sono le tue strategie di personal branding e di autopromozione! Esistono infatti infinite vie per promuovere se stessi al fine di raggiungere i propri obbiettivi (nessuno ha gli stessi no?).

A che punto sei? Ti trovi d’accordo con quel che ho scritto? Fammi sapere il tuo parere nei commenti qui sotto!

A presto, Lorenzo.


Foto a metà articolo di Jesus Solana.

  • GSovrano

    Piano piano sto leggendo tutti i tuoi articoli, devo dire che sono davvero ben fatti; semplici e diretti! Sto frequentando l’ultimo anno di un istituto tecnico cinematografico e manca ormai un mese alla fine e devo cominciare a mettermi in pista per diventare un freelance, questi tuoi articoli sono oro! Grazie!

    • Ciao, grazie davvero!
      E comunque dai, non mollare! Ma allo stesso tempo non correre troppo, studia e leggi tutto quello che riesci! Impara più che puoi, insomma 🙂
      Poi mi farai sapere come procedono i tuoi progetti eh!
      L.

  • MartinaIulian Fecioru

    Ciao Lorenzo anche io sono una graphic designer che sta provando ad imporsi in questo mondo lavorativo come freelance anche se devo dire con molta difficoltà! Ammetto di avere ancora molto da imparare (e grazie ai tuoi articoli sto imparando sempre di più e crescendo professionalmente!) Purtroppo però oggi giorno il cliente punta sempre al risparmio piuttosto che alla qualità e quindi la maggior parte delle volte mi trovo a realizzare dei lavori sciatti che non pubblicherei neanche sul mio profilo per pochi spiccioli! Come fare?! ??

    • Ciao!
      Il modo migliore per creare materiale per il proprio portfolio quando non ci sono lavori fatti per clienti che ti soddisfino al cento per cento è portare avanti dei propri progetti personali. Sviluppa qualcosa di tuo che ti soddisfi, fai un nuovo progetto alla settimana e vedrai che in qualche mese avrai un gran portfolio! 😉