I 12 principi dell’animazione (che devi conoscere)

Lorenzo MigliettaLorenzo Miglietta

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12 principi animazione

Quando si fa un’animazione, che sia l’animazione di un logo o qualunque altra, l’obiettivo è creare qualcosa che “viva” per davvero. Non per forza che sia realistico ma che sembri vivo, che funzioni a livello visivo e che trasmetta le giuste emozioni.

Proprio per raggiungere questi obiettivi, i motion designer professionisti, utilizzano, tra gli altri, i cosiddetti “12 principi dell’animazione“.

In questo articolo io e Cesare Francini, il nostro docente di Logomotion, il nostro corso sull’animazione con After Effects, ti spiegheremo per bene questi principi.

Di questo articolo c’è anche il video che puoi vedere qui sotto. All’interno del corso Logomotion, invece, trovi tra le tante altre lezioni anche un modulo intero di 13 lezione dedicato ai principi dell’animazione.

https://youtu.be/B5KwymEQp50

​Si tratta di una serie di regole che permettono di rendere più convincenti le tue animazioni. Ti garantisco che quando ho cominciato ad applicare questi principi ho notato subito che la qualità delle mie animazioni era migliorata in maniera evidente.

Questi principi sono validi per tutti i progetti di animazione, compresi ovviamente loghi e altri progetti di motion graphic. Se ti interessa acquisire una vera competenza professionale in questo ambito della grafica abbiamo realizzato un corso:‌ Logomotion. Nel corso ovviamente parliamo anche di questi principi, che sono alla base del lavoro di animazione.

Andiamo quindi anzitutto a vedere da dove vengono questi principi, e poi te li illustrerò uno per uno

Da dove vengono e come si usano i 12 principi dell’animazione

12 principi dell’animazione sono quei principi teorizzati e spiegati fin dagli anni ’80 dai due storici animatori Disney Ollie Johnston e Frank Thomas.

Se non sai chi sono, beh, sappi che hanno lavorato in quasi tutti i più grandi capolavori dagli ’30 agli anni ’70, da Biancaneve a Robin Hood, passando per PinocchioFantasiaBambiCenerentolaAlice nel paese delle meravigliePeter PanLa spada nella roccia e così via.

Sono tra i membri dei quasi mitici Nine Old Men, il nome con cui vengono ricordati i nove animatori storici della Walt Disney (alcuni in seguito registi), creatori delle opere Disney più famose

Nell’81 Johnston e Thomas hanno pubblicato “The illusion of life“, un libro considerato una vera e propria bibbia del settore, dove hanno raccolto tutto il loro sapere sull’animazione e dove hanno introdotto, appunto, i cosiddetti 12 principi dell’animazione.

Questo volume è considerato un vademecum degli animatori e racchiude i principi che dobbiamo tener a mente quando andiamo a realizzare un’animazione.

Le tecniche di lavoro che Ollie e Frank descrivono nel loro testo sono frutto dell’esperienza accumulata dagli animatori Disney sin dagli anni ’30 per produrre le animazioni dei cartoon che tutti noi conosciamo.

Lo scopo di questi principi era quello di produrre l’illusione di personaggi che aderiscono alle leggi fondamentali della fisica. Sono utili anche per questioni più astratte, come la resa delle emozioni e la personalità dei personaggi.

In origine questi principi venivano applicati all’animazione tradizionale, disegnata a mano (frame by frame). Ma possiamo dire che anche sono del tutto validi anche oggi, anche per l’animazione 2D, 3D, stop motion, motion graphics e logo animation.

Insomma ​che si tratti di animazione tradizionale o altro, tutte le tecniche devono rispettare questi sacri dodici principi.

Studiandoli uno per uno sarai in grado di portare il tuo lavoro ad un livello successivo e realizzare animazioni più realistiche e convincenti.

​È però importante fare una precisazione: questi principi non sono formule matematiche valide per tutte le tipologie di animazione. Ogni animazione ha ovviamente il suo stile e sta proprio alla capacità dell’animatore applicarli o meno in modo corretto.

I 12 principi dell’animazione

Ecco quali sono i 12 principi dell’animazione:

  1. Deformazione (compressione e dilatazione)
  2. Anticipazione
  3. Messa in scena
  4. Azione diretta e posa
  5. Segui l’azione
  6. Velocità movimenti
  7. Archi
  8. Azioni secondarie
  9. Tempistiche
  10. Esagerazione
  11. Volume corpi
  12. Attrattiva (appeal)

Andiamo ad analizzarli uno ad uno per capire come funzionano e come applicarli.

1. Compressione e dilatazione (squash and stretch)

Il principio dello squash e dello stretching è considerato uno dei più importanti. Serve per dare ai personaggi e agli oggetti animati l’illusione di gravità, peso, massa e flessibilità.

​Pensa a come può reagire una palla di gomma che rimbalza quando viene lanciata in aria: la palla si allunga quando va su e giù, si schiaccia quando colpisce il suolo.

Quando si utilizza è importante mantenere coerente il volume dell’oggetto.

Anche se a velocità normale è difficile rendersi conto di queste trasformazioni, a livello inconscio aiutano tantissimo a rendere i movimenti  più plausibili e dinamici.

2. Anticipazione

Parliamo di anticipation tutte le volte in cui un personaggio, o un qualsiasi elemento dell’animazione, prepara lo spettatore ad un’azione anticipandola con un’altra azione. L’anticipazione viene utilizzata anche per rendere l’azione il più realistica e chiara possibile.

Ti faccio un esempio: non potresti saltare in aria senza piegare prima le ginocchia, o lanciare una palla senza prima tirare indietro il braccio. Sono tutti gesti che anticipano l’azione:‌ per questo animare i movimenti senza un minimo di anticipazione li rende goffi, stantii e senza vita.

3. Messa in scena (staging)

È un principio fondamentale per il teatro o il cinema quanto per l’animazione. Consiste nel guidare l’attenzione dello spettatore sull’azione principale utilizzando inquadrature e movimenti.

Per riuscirci è importante mettere l’azione principale al centro o ad un terzo dell’inquadratura, ma anche cercare di non sovrapporre i movimenti dei personaggi e oggetti per evitare di creare caos.
​La messa in scena nell’animazione è molto simile alla composizione nell’opera d’arte.

Cerca di mantenere l’attenzione su ciò che è importante all’interno della scena e riduci al minimo i movimenti secondari.

4. Azione diretta e posa (straight ahead e pose to pose)

Ci sono due modi per gestire l’animazione del disegno: straight ahead o pose to pose. Ognuno ha i suoi vantaggi e i due approcci sono spesso combinati.

  • Azione diretta (straight ahead): significa in pratica realizzare il disegno frame by frame dall’inizio alla fine, disegnandoli in ordine temporale uno dopo l’altro. Se vuoi realizzare movimenti fluidi e realistici (per esempio, splash, fluidi o esplosioni) questa è la soluzione migliore.
  • Posa (pose to pose): questa tecnica invece consiste nel disegnare il frame iniziale, il frame finale e alcuni frame chiave intermedi. Poi, dopo aver creato questi keyframe, realizzi quelli rimanenti per completare l’animazione. Questo metodo ti dà un po’ più di controllo all’interno della scena e ti consente di aumentare l’effetto del movimento.

5. Segui l’azione (follow through e overlapping action)

In ogni movimento non tutte le parti dell’oggetto si fermano nello stesso istante. Quando il corpo principale si ferma tutto ciò che è attaccato ad esso continua a muoversi leggermente.

Riprodurre questo fenomeno ci dà informazioni sulle caratteristiche fisiche degli oggetti, aiuta a rendere il movimento più realistico e a dare l’impressione che gli oggetti seguano le leggi della fisica, come il principio di inerzia.

Gli elementi di cui parliamo possono essere:

  • oggetti inanimati: capi di abbigliamento, l’antenna su un’auto, ecc;
  • parti del corpo: ad esempio i capelli o la pelle flaccida di un cane.

6. Velocità movimenti (slow in e slow out)

Il moto degli oggetti nel mondo reale, come il corpo umano, gli animali, i veicoli, ecc. ha bisogno di tempo per accelerare e rallentare. Ogni gesto comincia lentamente, raggiunge nel mezzo dell’azione una velocità uniforme e poi rallenta al termine di essa.

Per capire come funziona slow in and slow out il modo migliore è pensare a come un’automobile si avvia e si ferma. Inizia a muoversi lentamente, prima di accelerare e guadagnare velocità. Quando poi l’automobile frena avviene il contrario.

Questa tecnica è fondamentale nel motion design perché è di grande aiuto nel rendere morbidi e fisicamente credibili i movimenti. Se non venisse applicato questo principio alle animazioni l’effetto robot sarebbe assicurato!

7. Archi

Quando si lavora in animazione, l’avrai ormai capito, è di grande aiuto rispettare le leggi della fisica.
​La maggior parte degli oggetti in movimento segue una traiettoria ad arco o un percorso curvo:‌ anche le tue animazioni dovrebbero riflettere quell’arco.

Quando una testa gira o un braccio si muove, quasi mai si sposta dritto per dritto; più spesso descrive una piccola curva, oppure, ad esempio, quando lanci una palla in aria, segue un arco naturale per effetto della gravità terrestre. Se riproduci questo modo l’azione risulterà più fluida e realistica.

8. Azioni secondarie

Le azioni secondarie vengono utilizzate per supportare o enfatizzare l’azione principale che si svolge all’interno di una scena. L’aggiunta di azioni secondarie aiuta molto a caratterizzare personaggi e oggetti, perché danno personalità all’animazione.

Ti faccio un esempio: il sottile movimento dei capelli del tuo personaggio mentre cammina, oppure un’espressione facciale o un oggetto secondario che reagisce a quello principale.

Qualunque sia il caso, questa azione secondaria però non deve distrarre da quella primaria.

9. Tempistiche delle azioni (timing)

Il timing si riferisce alla velocità di un’azione: con più disegni o key frame ottieni un’azione più lenta, con pochi disegni invece è più veloce. Il senso dell’azione cambia molto in base alla velocità.

Conoscere questo principio è molto importante quando si lavora frame by frame. Regolando i tempi e i fotogrammi presenti in una scena gli animatori possono renderla più lenta e fluida (con più fotogrammi) o più veloce e scattante (con meno fotogrammi).

10. Esagerazione

Paradossalmente se creassimo un personaggio o un oggetto che si comporta come nella realtà, alla fine la scena non risulterebbe molto naturale. Se invece esageriamo le sue caratteristiche fisiche, i suoi movimenti, le sue emozioni, la scena risulta molto più accattivante.

Troppo realismo può rovinare un’animazione, facendola apparire statica e noiosa. Aggiungi un po’ di esagerazione ai tuoi personaggi e oggetti per renderli più dinamici.

11. Volume dei corpi (solid drawing)

Mai dimenticare i princìpi base del disegno tridimensionale: la forma, l’anatomia, il peso, il volume, le luci e le ombre.

Dare l’impressione che l’azione si svolga uno spazio tridimensionale può risultare molto accattivante per una animazione. Per questo anche tutto ciò che è 2D deve avere comunque un sufficiente effetto 3D e suggerire che la propria forma occupi un effettivo spazio tridimensionale.

12. Attrattiva (appeal)

I personaggi, gli oggetti e il mondo in cui vivono devono attirare l’attenzione dello spettatore, il design e la loro personalità devono essere interessanti e carismatici. Non esiste una formula scientifica per realizzare questo principio, ma proprio qui sta l’arte dell’animatore: dare personalità ai movimenti e agli elementi.

Conclusioni

Questi sono i 12 principi di animazione, ogni animatore dovrebbe conoscerli e sapere come applicarli correttamente nei propri lavori. Utilizzarli fa davvero la differenza tra una buon animazione e un’ottima animazione.

Bene! A questo punto non ti rimane altro che applicare questi principi ai tuoi progetti per creare animazioni davvero professionali!


All’interno del corso Logomotion, Cesare ha creato una serie di 12 video-lezioni su come realizzare ciascuna delle animazioni che hai visto in questo articolo con After Effects:

Puoi accedere a Logomotion cliccando su questo link.

Logomotion è il corso dedicato a come imparare la Logo Animation, certo, ma non solo! È il corso di Grafigata con cui potrai imparare in modo dettagliato l’animazione 2D con Adobe After Effects.

Quindi approfitta di questa opportunità di scoprire un corso online davvero avanzato (l’unico in Italia) su questo argomento e impara l’Animazione 2D ✨

Alla prossima,

Lorenzo.

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